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ALTRI ANTINEOPLASTICI

OXALIPLATINO SUN

1FL 100MG20ML

SUN PHARMACEUTICALS ITALIA Srl

Descrizione prodotto

OXALIPLATINO SUN*1FL 100MG20ML

Principio attivo

OXALIPLATINO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

407.23 €


Codice ATC livello 5:
L01XA03

Codice AIC:
41761038


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Oxaliplatino in associazione con 5-fluorouracile (5-FU) e acido folinico (AF) è indicato nei seguenti casi:

•  trattamento adiuvante del cancro al colon di stadio III (Duke C) dopo resezione completa del tumore primario;

•  trattamento del cancro metastatico del colon-retto.

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Composizione

Un ml di concentrato contiene 5 mg di Oxaliplatino.

Un flaconcino da 10 ml di concentrato contiene 50 mg di oxaliplatino.

Un flaconcino da 20 ml di concentrato contiene 100 mg di oxaliplatino.

Un flaconcino da 40 ml di concentrato contiene 200 mg di oxaliplatino.

Contiene lattosio monoidrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Lattosio monoidrato

Acqua per preparazioni iniettabili

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Controindicazioni

L’oxaliplatino è controindicato nei pazienti

•  con anamnesi di ipersensibilità all’oxaliplatino o agli eccipienti del medicinale

•  che allattano al seno

•  con mielosoppressione precedente all’inizio del primo ciclo di trattamento, come evidenziato dalla conta al basale dei neutrofili <2x109/l e/o delle piastrine <100x109l

•  affetti da neuropatia periferica sensibile con insufficienza funzionale prima del primo ciclo di trattamento

•  con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min).

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Posologia

Le soluzioni iniettabili di agenti citotossici devono essere preparate da specialisti esperti a conoscenza del medicinale impiegato, in condizioni che garantiscano l’integrità del medicinale, la tutela dell’ambiente ed in particolare la tutela del personale che manipola i medicinali, in conformità alle politiche ospedaliere. Necessita di un’area di preparazione riservata allo scopo. È vietato fumare, mangiare o bere in quest’area.

SOLO PER PAZIENTI ADULTI

La dose di oxaliplatino raccomandata nella terapia adiuvante è pari a 85 mg/m² somministrati per via endovenosa ogni due settimane per 12 cicli di trattamento (6 mesi).

La dose di oxaliplatino raccomandata nel trattamento del cancro metastatico del colon-retto è pari a 85 mg/m² somministrati per via endovenosa ogni 2 settimane.

Il dosaggio dovrà essere aggiustato secondo la tollerabilità (vedere paragrafo 4.4).

L’oxaliplatino deve essere sempre somministrato prima delle fluoropirimidine, ossia 5-fluorouracile.

L’oxaliplatino viene somministrato mediante infusione endovenosa di 2-6 ore in 250-500 ml di soluzione di glucosio al 5% per ottenere una concentrazione compresa tra 0.2 mg/ml e 0.70 mg/ml; 0.70 mg/ml è la concentrazione più elevata raggiunta nella pratica clinica per una dose di oxaliplatino di 85 mg/m².

L’oxaliplatino è stato usato principalmente in associazione a regimi di trattamento a base dell’infusione continua di 5-fluorouracile. Nel trattamento bisettimanale, sono stati adottati regimi a base di 5-fluorouracile in bolo e infusione continua.

Gruppi speciali di pazienti

Compromissione renale

L’oxaliplatino non è stato studiato nei pazienti con grave compromissione renale (vedere paragrafo 4.3).

Nei pazienti con compromissione renale moderata, il trattamento può essere iniziato alla dose normalmente raccomandata (vedere paragrafo 4.4). Non è necessario nessun aggiustamento della dose nei pazienti con disfunzione renale lieve.

Compromissione epatica

In uno studio di fase I che comprendeva pazienti affetti da vari livelli di compromissione epatica, la frequenza e la gravità dei disturbi epato-biliari è sembrata essere correlata a malattia progressiva e ad esami alterati della funzionalità epatica basale. Nel corso dello studio clinico non è stato effettuato nessun aggiustamento della dose nei pazienti con test anormali della funzionalità epatica.

Pazienti anziani

Non è stato osservato nessun aumento di tossicità grave nella somministrazione di oxaliplatino da solo o in associazione con 5-fluorouracile in pazienti di età superiore a 65 anni. Di conseguenza, non è richiesto nessun aggiustamento specifico della dose per i pazienti anziani.

Pazienti in età pediatrica

Non esiste nessuna indicazione relativa all’uso di oxaliplatino nei bambini. L’efficacia di oxaliplatino da solo nella popolazione pediatrica con tumori solidi non è stata definita (vedere paragrafo 5.1).

Metodo di somministrazione

L’oxaliplatino viene somministrato per infusione endovenosa.

La somministrazione di oxaliplatino non richiede iperidratazione del paziente.

L’oxaliplatino diluito in 250-500 ml di soluzione di glucosio al 5% per ottenere una concentrazione non inferiore a 0,2 mg/ml deve essere infuso mediante un catetere venoso centrale o attraverso una vena periferica nel corso di 2-6 ore.

L’infusione di oxaliplatino deve sempre precedere la somministrazione di 5-fluorouracile.

Istruzioni per l’uso

L’oxaliplatino deve essere diluito prima dell’uso. Per diluire il concentrato per soluzione per infusione usare come diluente solo glucosio al 5% (vedere paragrafo 6.6).

In caso di stravaso, interrompere immediatamente la somministrazione.

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Avvertenze e precauzioni

L’oxaliplatino deve essere usato unicamente in reparti specializzati in oncologia e deve essere somministrato sotto la supervisione di un oncologo esperto.

A seguito delle limitate informazioni sulla sicurezza nei pazienti con funzione renale moderatamente compromessa, la somministrazione del farmaco deve essere presa in considerazione solo dopo attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio per il paziente.

In questa situazione, la funzionalità renale dovrà essere attentamente monitorata e la dose regolata sulla base della tossicità.

Pazienti con anamnesi di reazione allergica ai composti del platino dovranno essere monitorati per la comparsa di sintomi allergici. In caso di reazione anafilattoide all’oxaliplatino, interrompere immediatamente l’infusione ed iniziare un idoneo trattamento sintomatico. È controindicato il reimpiego di oxaliplatino.

In caso di stravaso di oxaliplatino, interrompere immediatamente l’infusione e iniziare un normale trattamento sintomatico locale.

Monitorare attentamente la tossicità neurologica dell’oxaliplatino, specialmente se somministrato insieme ad altri medicinali con tossicità neurologica specifica.

Effettuare un esame neurologico prima di ogni somministrazione e quindi periodicamente.

Per i pazienti che sviluppano disestesia laringo-faringea acuta (vedere paragrafo 4.8), nel corso o entro le ore successive l’infusione della durata di 2 ore, somministrare la successiva infusione di oxaliplatino in 6 ore.

In caso di sintomi neurologici (parestesia, disestesia), i seguenti aggiustamenti della dose raccomandata di oxaliplatino dovranno basarsi sulla durata e la gravità di questi sintomi:

•  se i sintomi durano più a lungo di sette giorni e sono fastidiosi, la successiva dose di oxaliplatino dovrà essere ridotta da 85 a 65 mg/m² (condizioni di metastasi) oppure 75 mg/m² (condizioni di terapia adiuvante)

•  se la parestesia senza compromissione funzionale persiste fino al successivo ciclo di trattamento, la dose successiva di oxaliplatino deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m² (condizioni di metastasi) oppure 75 mg/m² (condizioni di terapia adiuvante)

•  se la parestesia con compromissione funzionale persiste fino al successivo ciclo di trattamento, interrompere la somministrazione di oxaliplatino

•  se questi sintomi migliorano dopo l’interruzione della terapia con oxaliplatino, considerare la ripresa del trattamento.

I pazienti devono essere informati circa la possibilità di comparsa di sintomi persistenti di neuropatia sensoria periferica dopo la fine del trattamento. Parestesie moderate localizzate o parestesie che possono influire sulle attività funzionali possono persistere fino a 3 anni dopo l’interruzione del trattamento in condizioni di terapia adiuvante.

La tossicità gastrointestinale, che si manifesta con nausea e vomito, giustifica una terapia anti-emetica profilattica e/o terapeutica (vedere paragrafo 4.8).

Disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipopotassiemia, acidosi metabolica e compromissione renale possono essere provocati da grave diarrea/emesi, soprattutto con l’associazione oxaliplatino/5-fluorouracile.

In caso di tossicità ematologica (neutrofili < 1,5x109/l o piastrine < 50x109/l), rinviare la somministrazione del successivo ciclo di terapia fino a che i valori dei test ematologici abbiano raggiunto nuovamente valori accettabili. Una conta ematica completa, con differenziale dei globuli bianchi, dovrà essere effettuata prima di iniziare la terapia e prima di ogni ciclo successivo.

I pazienti dovranno essere adeguatamente informati sul rischio di diarrea/emesi, mucosite/stomatite e neutropenia dopo somministrazione di oxaliplatino e 5-fluorouracile; in tal modo, essi potranno contattare con urgenza il proprio medico per una cura adeguata.

In caso di mucosite/stomatite con o senza neutropenia, il trattamento successivo dovrà essere rinviato fino a che la mucosite/stomatite siano tornate di grado 1 o inferiore e/o fino a che la conta dei neutrofili sia ≥1.5 x 109/l.

Per l’associazione di oxaliplatino con 5-fluorouracile (con o senza acido folinico), adeguare le dosi come sempre in caso di tossicità associata a 5-fluorouracile.

In caso di diarrea di grado 4, neutropenia di grado 3-4 (neutrofili < 1,0x109/l), trombopenia di grado 3-4 (piastrine < 50x109/l), ridurre la dose di oxaliplatino da 85 a 65 mg/m² (condizioni di metastasi) oppure 75 mg/m² (in terapia adiuvante), oltre a ridurre la dose di 5-fluorouracile.

In caso di inspiegabili sintomi respiratori, quali tosse secca, dispnea, crepitii o infiltrati polmonari definiti radiologicamente, interrompere l’oxaliplatino finché ulteriori indagini a livello polmonare non escludano una malattia polmonare interstiziale (vedere paragrafo 4.8).

In caso di risultati anormali dei test di funzionalità epatica o di ipertensione portale che non derivano chiaramente da metastasi epatiche, valutare la possibilità di casi molto rari di disturbi vascolari epatici indotti dal farmaco.

Per l’uso del farmaco in gravidanza, vedere paragrafo 4.6.

Negli studi preclinici con l’oxaliplatino sono stati osservati effetti genotossici. Di conseguenza, si consiglia ai pazienti maschi trattati con oxaliplatino di non generare un figlio nel corso del trattamento e fino a 6 mesi dopo la fine dello stesso e di cercare consigli sulla conservazione dello sperma prima del trattamento, poiché l’oxaliplatino può avere un effetto negativo irreversibile sulla fertilità.

Pazienti donne non devono iniziare una gravidanza nel corso del trattamento con oxaliplatino e devono usare un efficace metodo contraccettivo (vedere paragrafo 4.6).

Effetti immunosoppressori/Aumento della suscettibilità alle infezioni

La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati nei pazienti immunocompromessi con agenti chemioterapici tra cui oxaliplatino, può provocare infezioni gravi o fatali. La vaccinazione con un vaccino vivo deve essere evitato nei pazienti trattati con oxaliplatino. Vaccini uccisi o inattivati possono essere somministrati, ma la risposta a tali vaccini può essere ridotta.

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Interazioni

Nei pazienti trattati con una singola dose da 85 mg/m² di oxaliplatino, immediatamente prima della somministrazione di 5-fluorouracile, non è stata osservata alcuna alterazione nel livello di esposizione a 5-fluorouracile. Con i seguenti agenti, non è stato osservato in vitro alcuno spostamento del legame dell’oxaliplatino con le proteine plasmatiche: eritromicina, salicilati, granisetron, paclitaxel e sodio valproato.

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Effetti indesiderati

Gli eventi avversi più frequenti dell’oxaliplatino in associazione con 5-fluorouracile/acido folinico (5-FU/FA) si sono avuti a livello gastrointestinale (diarrea, nausea, vomito e mucosite), ematologico (neutropenia, trombocitopenia) e neurologico (neuropatia sensoria periferica acuta e dose cumulativa).

Nell’insieme, questi eventi avversi sono stati più frequenti e gravi con l’associazione di oxaliplatino e 5-FU/FA piuttosto che con 5-FU/FA da solo. I livelli di frequenza riportati nella tabella seguente traggono origine da studi clinici in condizioni di metastasi e di trattamento adiuvante (con 416 e 1108 pazienti rispettivamente nei bracci di trattamento con oxaliplatino + 5-FU/FA) e dall’esperienza successiva alla commercializzazione.

I livelli di frequenza degli effetti indesiderati sono definiti in base alla seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, ≤1/100), raro (≥1/10.000, ≤1/1000), molto raro (≤1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Ulteriori dettagli sono riportati dopo la tabella.

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune Comune Non comune Raro
Esami diagnostici Aumento degli enzimi epatici Aumenti della creatinina ematica    
Aumento della fosfatasi alcalina ematica Perdita di peso (in condizioni di metastasi)
Aumento della bilirubina ematica  
Aumento della lattato-deidrogenasi ematica
Aumento di peso (in condizioni di terapia adiuvante)
Patologie del sistema emolinfopoietico* Anemia     Trombocitopenia immuno allergica
Neutropenia Anemia emolitica
Trombocitopenia
Leucopenia
Linfopenia
Patologie del sistema nervoso*- Neuropatia sensoria periferica Capogiri   Disartria
Disturbi del sensorio Neurite motoria  
Disgeusia Meningite
Cefalea
Patologie dell’occhio   Congiuntivite   Riduzione transitoria dell’acutezza visiva
Disturbi della vista   Disturbi del campo visivo
Neurite ottica
Perdita transitoria della vista, reversibile dopo interruzione della terapia
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Ototossicità Sordità
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Tosse Singhiozzo   Malattia polmonare interstiziale
Fibrosi polmonare**
Patologie gastrointestinali* Nausea Dispepsia Ileo Colite, inclusa diarrea da clostridium difficile
Diarrea Reflusso gastroesofageo Ostruzione intestinale
Vomito Emorragia gastrointestinale  
Stomatite /Mucosite
Dolore addominale Emorragia rettale
Stipsi
Patologie renali e urinarie   Ematuria    
Disuria
Anomalie nella frequenza della minzione
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Disturbi della pelle Esfoliazione della pelle (ossia sindrome mano piede)    
Alopecia
Eruzione eritematosa
Eruzione cutanea
Iperidrosi
Disturbi delle unghie
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore alla schiena Artralgia    
Dolore osseo
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Anoressia Disidratazione Acidosi metabolica  
Glicemia anomala
Ipokaliemia
Natremia anomala
Infezioni ed infestazioni* Infezione Rinite    
Infezione delle vie respiratorie superiori
Neutropenia febbrile/sepsi neutropenica
Patologie vascolari Epistassi Emorragia    
Vampate
Trombosi venosa profonda
Embolia polmonare
Ipertensione
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Stanchezza      
Febbre++
Astenia
Dolore
Reazione al sito di iniezione+++
Disturbi del sistema immunitario* Allergia/reazione allergica+      
Disturbi psichiatrici   Depressione Nervosismo  

*  Vedere i dettagli di seguito riportati

**  Vedere paragrafo 4.4.

+  Reazioni allergiche comuni, quali eruzione cutanea (in particolare orticaria), congiuntivite, rinite. Reazioni anafilattiche comuni, tra cui broncospasmo, sensazione di dolore toracico, angioedema, ipotensione e shock anafilattico.

++  Molto comune febbre, rigor (tremori), derivanti dal meccanismo infettivo (con o senza neutropenia febbrile) o dal meccanismo immunologico.

+++  Sono state segnalate reazioni al sito d’iniezione, tra cui dolore locale, arrossamento, gonfiore e trombosi. Uno stravaso può provocare dolore e infiammazione locale che possono essere gravi e condurre a complicanze, tra cui necrosi, soprattutto se l’oxaliplatino viene infuso attraverso una vena periferica (vedere paragrafo 4.4).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Incidenza per paziente (%), per grado

Oxaliplatino e 5-FU/FA 85 mg/m² Condizione di metastasi Condizione di terapia adiuvante
ogni 2 settimane Tutti i gradi Gr 3 Gr 4 Tutti i gradi Gr 3 Gr 4
Anemia 82.2 3 <1 75.6 0.7 0.1
Neutropenia 71.4 28 14 78.9 28.8 12.3
Trombocitopenia 71.6 4 <1 77.4 1.5 0.2
Neutropenia febbrile 5.0 3.6 1.4 0.7 0.7 0.0
Sepsi neutropenica 1.1 0.7 0.4 1.1 0.6 0.4

Esperienza post-marketing con frequenza non nota

Sindrome uremica emolitica.

Disturbi del sistema immunitario

Incidenza di reazioni allergiche per paziente (%), per grado

Oxaliplatino e 5-FU/FA 85 mg/m² Condizione di metastasi Condizione di terapia adiuvante
Ogni 2 settimane Tutti i gradi Gr 3 Gr 4 Tutti i gradi Gr 3 Gr 4
Reazioni allergiche/ Allergia 9.1 1 <1 10.3 2.3 0.6

Patologie del sistema nervoso

La tossicità dose-limitante dell’oxaliplatino è neurologica. Essa comporta una neuropatia periferica sensoria, caratterizzata da disestesia e/o parestesia delle estremità con o senza crampi, spesso scatenati dal freddo.

Questi sintomi compaiono in fino al 95% dei pazienti trattati. La durata di questi sintomi, che regrediscono solitamente nel corso del trattamento, si allunga con il numero dei cicli di trattamento.

La comparsa di dolore e/o disturbi funzionali sono indicazioni, a seconda della durata dei sintomi, per un aggiustamento della dose o interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

Questi disturbi funzionali comprendono difficoltà nell’effettuare movimenti delicati e sono una possibile conseguenza di un danno del sensorio. Il rischio di comparsa di sintomi persistenti per una dose cumulativa di 850 mg/m² (10 cicli) è circa pari al 10% e 20% di una dose cumulativa di 1020 mg/m² (12 cicli).

Nella maggior parte dei casi, i segni e sintomi neurologici migliorano o si risolvono completamente all’interruzione del trattamento. Nelle condizioni di terapia adiuvante del cancro del colon, 6 mesi dopo l’interruzione della terapia, l’87% dei pazienti presentava lievi sintomi o nessun sintomo. Dopo fino a 3 anni di follow-up, circa il 3% dei pazienti presentava parestesie localizzate persistenti di intensità moderata (2,3%) oppure parestesie che potevano interferire con le attività funzionali (0,5%).

Sono state segnalate gravi manifestazioni neurosensoriali (vedere paragrafo 5.3). Iniziano entro alcune ore dalla somministrazione del farmaco e spesso si manifestano dopo esposizione al freddo. Si manifestano di solito come parestesia transitoria, disestesia e ipoestesia. In 1%-2% dei pazienti compare una sindrome acuta di disestesia faringo-laringea, caratterizzata da sensazioni soggettive di disfagia o dispnea/sensazione di soffocamento, senza evidenza oggettiva di insufficienza respiratoria (assenza di cianosi o ipossia) o di laringospasmo o broncospasmo (assenza di stridore o sibilo); Sebbene in questi casi siano stati somministrati antiistaminici e broncodilatatori, i sintomi sono rapidamente reversibili anche in assenza di trattamento. Il prolungamento dell’infusione aiuta a ridurre l’incidenza di questa sindrome (vedere paragrafo 4.4). Altri sintomi osservati occasionalmente comprendono spasmo delle mascelle/spasmi muscolari/contrazioni muscolari involontarie/contrazioni muscolari/mioclono, disturbi della coordinazione/ andatura anomala / atassia / disturbi dell’equilibrio, della senso di oppressione della gola o al torace / pressione / fastidio / dolore. Inoltre possono associarsi disfunzioni dei nervi cranici o comparire come eventi isolati, come ptosi, diplopia, afonia/disfonia/raucedine, talvolta descritti come paralisi delle corde vocali, sensazioni anormali a carico della lingua o disartria, talvolta descritta come afasia, nevralgia del trigemino/dolore al volto/dolore agli occhi, riduzione dell’acuità visita, disturbi del campo visivo.

Nel corso del trattamento con oxaliplatino, sono stati riferiti altri sintomi neurologici, quali disartria, perdita del riflesso profondo del tendine e segni di Lhermitte. Sono stati segnalati casi isolati di neurite ottica.

Esperienza postmarketing con frequenza non nota

Convulsioni.

Patologie gastrointestinali

Incidenza per paziente (%), per grado

Oxaliplatino e 5-FU/FA 85 mg/m² Condizione di metastasi Condizione di terapia adiuvante
ogni 2 settimane Tutti i gradi Gr 3 Gr 4 Tutti i gradi Gr 3 Gr 4
Nausea 69.9 8 <1 73.7 4.8 0.3
Diarrea 60.8 9 2 56.3 8.3 2.5
Vomito 49.0 6 1 47.2 5.3 0.5
Mucosite/Stomatite 39.9 4 <1 42.1 2.8 0.1

Sono indicati la profilassi e/o il trattamento con forti agenti antiemetici.

Disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipopotassiemia, acidosi metabolica e insufficienza renale possono essere provocati da grave diarrea/emesi, soprattutto con l’associazione di oxaliplatino e 5-fluorouracile (5FU) (vedere paragrafo 4.4).

Patologie epatobiliari

Molto rari (≤ 1/10.000): sindrome da ostruzione sinusoidale del fegato, nota anche come malattia veno-occlusiva del fegato, o manifestazioni patologiche correlate a questi disturbi epatici, tra cui, peliosi epatica, iperplasia rigenerativa nodulare, fibrosi perisinusoidale. Manifestazioni cliniche possono essere ipertensione portale e/o aumento delle transaminasi.

Patologie renali e urinarie

Molto rari (≤ 1/10.000): necrosi tubulare acuta, nefrite interstiziale acuta e insufficienza renale cauta.

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Gravidanza e allattamento

Fino ad oggi non sono disponibili informazioni sulla sicurezza d’impiego del farmaco in gravidanza. Negli studi su animali sono stati osservati casi di tossicità riproduttiva. Di conseguenza, l’oxaliplatino non è raccomandato in gravidanza e nelle donne in età fertile che non facciano uso di misure contraccettive.

L’uso dell’oxaliplatino deve essere preso in considerazione solo dopo attenta valutazione con il paziente del rischio per il feto e dopo aver ottenuto il consenso del paziente stesso.

Idonee misure contraccettive sono necessarie nel corso e dopo la fine del trattamento, per 4 mesi nelle donne e per 6 mesi negli uomini.

Non è stata studiata la secrezione del medicinale nel latte materno. L’allattamento al seno è controindicato nel corso della terapia con oxaliplatino.

L’oxaliplatino può avere un effetto negativo sulla fertilità (vedere paragrafo 4.4).

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Per le condizione di conservazione dei prodotti medicinali diluiti, vedere paragrafo 6.3.

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Questo farmaco è disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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