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ALTRI ANTINEOPLASTICI

CAPRELSA

30CPR RIV 300MG

ASTRAZENECA SpA

Descrizione prodotto

CAPRELSA*30CPR RIV 300MG

Principio attivo

VANDETANIB

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO OSPED. ESITABILE

Prezzo al pubblico

8252.05


Codice ATC livello 5:
L01XE12

Codice AIC:
41873023


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Caprelsa è indicato per il trattamento dei pazienti con carcinoma midollare della tiroide (MTC) aggressivo e sintomatico, non asportabile chirurgicamente, localmente avanzato o metastatico.

Per i pazienti in cui la mutazione del Rearranged during Trasfection (RET) non è nota o è negativa, deve essere preso in considerazione un possibile beneficio minore prima di decidere il trattamento individuale (vedere informazioni importanti ai paragrafi 4.4 e 5.1).

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Composizione

Ogni compressa rivestita con film contiene 300 mg di vandetanib.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa

Calcio idrogeno fosfato diidrato

Cellulosa microcristallina

Crospovidone (tipo A)

Povidone (K 29–32)

Magnesio stearato

Rivestimento con film

Ipromellosa

Macrogol (300)

Titanio diossido (E171)

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Controindicazioni

• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

• Sindrome congenita del QTc lungo.

• Pazienti con l’intervallo QTc superiore ai 480 msec.

• Uso concomitante di vandetanib con i seguenti prodotti medicinali noti anche per prolungare l’intervallo QTc e / o indurre Torsione di punta: Arsenico, cisapride, eritromicina endovenosa (IV), toremifene, mizolastina, moxifloxacina, antiaritmici di classe IA e III (vedere paragrafo 4.5).

• Allattamento al seno (vedere paragrafo 4.6).

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Posologia

Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da un medico esperto nel trattamento del MTC e nell’uso di medicinali anticancro ed esperto nella valutazione dell’elettrocardiogramma (ECG).

E’ consentita una sola fornitura per prescrizione. Per un’ulteriore fornitura è richiesta una nuova prescrizione.

Posologia

La dose raccomandata è di 300 mg al giorno, assunta con o senza cibo, ogni giorno circa alla stessa ora.

Se si dimentica una dose, questa deve essere assunta non appena il paziente se ne ricorda. Se ciò avviene a meno di 12 ore dalla dose successiva, il paziente non deve assumere la dose dimenticata. Il paziente non deve assumere una dose doppia (due dosi allo stesso tempo) per recuperare la dose dimenticata.

I pazienti trattati con Caprelsa devono ricevere l’apposita scheda di allerta ed essere informati in merito ai rischi di Caprelsa (vedere anche il foglio illustrativo).

Durata

Vandetanib può essere somministrato ai pazienti con MTC, fino a quando non sia più osservabile un beneficio clinico del trattamento.

Aggiustamento della dose

L’intervallo QTc deve essere attentamente valutato prima di iniziare il trattamento. In caso di eventi avversi di grado 3 secondo i criteri terminologici comuni per gli eventi avversi (CTCAE) o tossicità più elevata oppure in caso di prolungamento dell’intervallo QTc dell’ECG, il trattamento con vandetanib deve essere almeno temporaneamente interrotto e ripreso ad una dose ridotta, quando la tossicità è stata risolta o migliorata al grado 1 CTCAE (vedere paragrafo 4.4). La dose giornaliera di 300 mg può essere ridotta a 200 mg (due compresse da 100 mg) e fino a 100 mg, quando necessario. Il paziente deve essere monitorato in modo appropriato. A causa dell’emivita del farmaco pari a 19 giorni, le reazioni avverse incluso il prolungamento dell’intervallo QTc, possono non risolversi rapidamente (vedere paragrafo 4.4).

Popolazioni speciali di pazienti

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite nei bambini. Pertanto, l’impiego di vandetanib non è indicato nei pazienti pediatrici.

Anziani

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose iniziale nei pazienti anziani. I dati clinici con vandetanib in pazienti con MTC di età superiore a 75 anni sono limitati.

Insufficienza renale

Uno studio di farmacocinetica condotto in volontari con insufficienza renale lieve, moderata e grave ha mostrato che l’esposizione a vandetanib dopo dose singola è aumentata fino a 1,5, 1,6 e 2 volte rispettivamente nei pazienti con insufficienza renale al basale lieve, moderata (clearance della creatinina da ≥ 30 a < 50 ml/min) e grave (clearance inferiore a 30 ml/min) (vedere paragrafo 5.2). I dati clinici suggeriscono che non è necessario alcun aggiustamento della dose iniziale nei pazienti con insufficienza renale lieve. Ci sono dati limitati con 300 mg nei pazienti con insufficienza renale di entità moderata: è stato necessario ridurre la dose a 200 mg in 5 su 6 pazienti. La dose iniziale potrebbe essere ridotta a 200 mg nei pazienti con insufficienza renale di entità moderata; la sicurezza e l’efficacia non sono comunque state stabilite con 200 mg (vedere paragrafo 4.4). Vandetanib non è raccomandato nei pazienti con insufficienza renale grave, poiché i dati disponibili per questi soggetti sono limitati; la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite.

Insufficienza epatica

Vandetanib non è raccomandato nei pazienti con insufficienza epatica (bilirubina sierica superiore di 1,5 volte rispetto al limite superiore dei valori normali), poiché i dati disponibili per questi pazienti sono limitati e la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite (vedere paragrafo 4.4).

I dati di farmacocinetica provenienti da volontari, suggeriscono che non è necessario alcun aggiustamento della dose iniziale nei pazienti con insufficienza epatica di entità lieve, moderata o grave (vedere paragrafo 5.2).

Modo di somministrazione

Per i pazienti che hanno difficoltà a deglutire, le compresse di vandetanib possono essere disperse in mezzo bicchiere d’acqua non frizzante. Non deve essere utilizzato alcun altro liquido. La compressa deve essere immersa in acqua, senza frantumarla, mescolando fino alla sua dispersione (circa 10 minuti) e la dispersione deve essere assunta immediatamente. Eventuali residui rimasti nel bicchiere devono essere mescolati in mezzo bicchiere di acqua e assunti. Il liquido può anche essere somministrato attraverso un sondino nasograstrico o per gastrostomia.

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Avvertenze e precauzioni

Alla luce dei rischi associati, è importante limitare il trattamento con vandetanib ai pazienti che ne abbiano reale necessità, per esempio con decorso sintomatico–aggressivo della malattia. Una malattia solamente sintomatica o solamente in progressione non è sufficiente per rendere necessario il trattamento con vandetanib. Il tasso di variazione dei livelli di bio–marcatori quali calcitonina (CTN) e/o antigene carcinoembrionario (CEA) così come il tasso di variazione del volume tumorale durante il periodo di attesa vigile potrebbe aiutare ad identificare non solo i pazienti che necessitano di trattamento ma anche il momento ottimale per iniziare il trattamento con vandetanib.

Prolungamento del QTc e Torsioni di Punta

Vandetanib alla dose di 300 mg è associato con un sostanziale e concentrazione–dipendente prolungamento del QTc (media 28 msec, mediana 35 msec). I primi prolungamenti QT sono avvenuti più frequentemente nei primi tre mesi di trattamento, ma hanno continuato a verificarsi come la prima volta anche dopo questo tempo. L’emivita di vandetanib (19 giorni) rende questo prolungamento dell’intervallo QTc particolarmente problematico (vedere paragrafo 4.8). Alla dose di 300 mg al giorno nel MTC, un prolungamento del QTc dell’ECG di oltre 500 msec è stato osservato in uno studio di fase III nell’11% dei pazienti. Il prolungamento del QTc dell’ECG sembra essere dose–dipendente. Torsioni di punta e tachicardia ventricolare sono state non comunemente riportate nei pazienti in trattamento con vandetanib 300 mg al giorno. Il rischio di torsioni può aumentare in pazienti con squilibrio elettrolitico (vedere paragrafo 4.8).

Il trattamento con vandetanib non deve essere iniziato nei pazienti in cui l’intervallo QTc dell’ECG è maggiore di 480 msec. Vandetanib non deve essere somministrato a pazienti con storia di Torsioni di punta, a meno che tutti i fattori di rischio che hanno contribuito all’insorgenza della Torsioni siano stati corretti. Vandetanib non è stato studiato nei pazienti con aritmie ventricolari o con infarto miocardico recente.

Deve essere effettuato un ECG, e rilevati i livelli sierici di potassio, calcio e magnesio e ormone tireostimolante (TSH), al basale, dopo 1, 3, 6 e 12 settimane dall’inizio del trattamento e ogni 3 mesi, per almeno l’anno successivo. Questo programma deve applicarsi al periodo dopo la riduzione della dose dovuta al prolungamento del QTc e dopo l’interruzione della dose per più di due settimane. Devono essere inoltre effettuati ECG ed esami ematici durante e successivamente a questo periodo, quando clinicamente indicato. Si deve proseguire il monitoraggio frequente dell’intervallo QTc mediante ECG.

Il livello sierico di potassio, di magnesio e di calcio devono essere mantenuti a valori nel range di normalità, al fine di ridurre il rischio di prolungamento del QTc dell’ECG. Un monitoraggio dell’intervallo QTc aggiuntivo, degli elettroliti e della funzionalità renale è richiesto specialmente nei casi di diarrea, incremento della diarrea/disidratazione, squilibrio elettrolitico e/o funzione renale compromessa. Se il QTc aumenta notevolmente, ma rimane inferiore a 500 msec, deve essere richiesta la consulenza di un cardiologo.

La somministrazione di vandetanib insieme a sostanze che notoriamente possono prolungare l’intervallo QTc dell’ECG è controindicata o non raccomandata (vedere paragrafo 4.3 e 4.5). L’uso concomitante di vandetanib e ondansetron non è raccomandato (vedere paragrafo 4.5).

I pazienti che sviluppano un singolo valore dell’intervallo QTc di ≥500 msec devono interrompere l’assunzione di vandetanib. Il farmaco può essere assunto nuovamente ad una dose ridotta dopo che si sia avuta conferma che l’intervallo QTc è ritornato alle condizioni di pre–trattamento e che sia stata effettuata la correzione di un possibile squilibrio elettrolitico.

Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile, PRES (Sindrome da leucoencefalopatia posteriore reversibile–RPLS)

PRES è una sindrome caratterizzata da edema subcorticale vasogenico la cui diagnosi è confermata da RMN al cervello ed è stata osservata non frequentemente in pazienti in trattamento con vandetanib associato a chemioterapia. PRES è stata osservata anche in pazienti trattati con vandetanib in monoterapia. Questa sindrome deve essere presa in considerazione in ogni paziente che manifesta convulsioni, cefalea, alterazioni visive, confusione o funzioni mentali alterate. L’RMN al cervello deve essere effettuata in ogni paziente che presenta convulsioni, confusione o stato mentale alterato.

Stato del Rearrenged during Transfection (RET)

I pazienti senza mutazione del RET potrebbero avere un beneficio ridotto dal trattamento con vandetanib e il rapporto rischio/beneficio per questo gruppo di pazienti potrebbe pertanto differire da quello del gruppo con mutazioni del RET. Per i pazienti il cui stato di mutazione RET potrebbe essere negativo, un possibile beneficio minore deve essere preso in considerazione prima di decisioni sul trattamento individuale e l’uso di vandetanib deve essere attentamente valutato a causa dei rischi correlati al trattamento. Quindi un test di mutazione del RET è raccomandato. Nello stabilire lo stato di mutazione del RET, campioni di tessuto devono essere ottenuti, se possibile, al momento dell’inizio della terapia, piuttosto che al momento della diagnosi (vedere paragrafi 4.1 e 5.1).

Reazioni dermatologiche

Rash ed altre reazioni cutanee (incluse reazioni di fotosensibilità e sindrome da eritrodisestesia palmo–plantare) sono state osservate in pazienti che avevano assunto vandetanib. Le reazioni cutanee da lievi a moderate possono essere gestite con un trattamento sintomatico o tramite riduzione o interruzione della dose. Le reazioni cutanee più severe (come la sindrome di Stevens–Johnson) possono richiedere un trattamento con glucocorticoidi per via sistemica e la sospensione definitiva di vandetanib.

Si deve prestare attenzione all’esposizione solare, indossando indumenti protettivi e/o utilizzando schermi solari, a causa del rischio potenziale di reazioni di fototossicità associato al trattamento con vandetanib.

Diarrea

La diarrea è un sintomo correlato alla malattia, così come un noto effetto collaterale di vandetanib. Per il trattamento della diarrea sono indicati i comuni agenti ad attività antidiarroica. QTc e gli elettroliti sierici devono essere controllati più frequentemente. Se si sviluppa diarrea severa (grado 3–4 CTCAE), vandetanib deve essere interrotto fino a miglioramento della diarrea. Raggiunto il miglioramento, il trattamento deve essere ripreso ad una dose ridotta (vedere paragrafo 4.2 e 4.8).

Emorragia

Si deve usare cautela nel somministrare vandetanib a pazienti con metastasi cerebrali, in quanto è stata riportata emorragia intracranica.

Insufficienza cardiaca

Nei pazienti trattati con vandetanib si è osservata insufficienza cardiaca. In questi pazienti può rendersi necessaria un’interruzione temporanea o permanente della terapia. L’insufficienza cardiaca può non essere reversibile all’interruzione di vandetanib. Alcuni casi sono stati fatali.

Ipertensione

In pazienti trattati con vandetanib si è osservata ipertensione, ivi comprese crisi ipertensive. I pazienti devono essere monitorati per l’ipertensione e controllati in modo adeguato. Se l’elevata pressione arteriosa non può essere controllata tramite gestione medica, il trattamento con vandetanib non deve essere ripreso fino a quando la pressione arteriosa non sia stata normalizzata. Potrebbe essere necessaria una riduzione nella dose (vedere paragrafo 4.8).

Pazienti con insufficienza renale

Vandetanib non è raccomandato nei pazienti con insufficienza renale moderata o grave, poiché i dati disponibili sono limitati e la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite (vedere paragrafo 4.2, 5.1 e 5.2).

Pazienti con insufficienza epatica

Vandetanib non è raccomandato nei pazienti con insufficienza epatica (bilirubina sierica maggiore di 1,5 volte rispetto al limite superiore dei valori normali), poiché i dati disponibili per questi pazienti sono limitati e la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite. I dati di farmacocinetica provenienti da volontari suggeriscono che non è necessario alcun aggiustamento della dose iniziale nei pazienti con insufficienza epatica di entità lieve, moderata o grave (vedere paragrafo 4.2 e 5.2).

Innalzamento di alanina aminotransferasi

Innalzamenti di alanina aminotransferasi si verificano comunemente nei pazienti trattati con vandetanib. La maggior parte degli innalzamenti si risolve nel corso della terapia; in altri casi solitamente si ha risoluzione dopo 1–2 settimane dall’interruzione della terapia. Si raccomanda un controllo periodico dei valori di alanina aminotransferasi.

Malattia interstiziale polmonare

Nei pazienti trattati con vandetanib è stata osservata malattia interstiziale polmonare (ILD) e alcuni casi sono stati fatali. Se un paziente mostra sintomi respiratori come dispnea, tosse e febbre, il trattamento con vandetanib deve essere interrotto e il paziente deve essere subito sottoposto ad accertamenti. Nel caso in cui sia confermata la diagnosi di ILD, il trattamento con vandetanib deve essere interrotto definitivamente e il paziente deve essere trattato in modo appropriato.

Induttori del CYP3A4

Si deve evitare l’impiego di vandetanib in concomitanza con induttori potenti del CYP3A4 (quali rifampicina, erba di San Giovanni, carbamazepina, fenobarbital) (vedere paragrafo 4.5).

CTN inferiore a 500 pg/ml

Il beneficio del trattamento con vandetanib nei pazienti con un livello CTN inferiore a 500 pg/ml non è stato stabilito, pertanto, l’impiego di questo farmaco nei soggetti con CTN < 500 pg/ml deve essere attentamente considerato, a causa dei rischi correlati al trattamento con vandetanib.

Scheda di Allerta per il Paziente

Tutti i medici che prescrivono Caprelsa devono conoscere le Informazioni per il Medico e le Linee–guida di Gestione. Il medico prescrittore deve valutare insieme al paziente i rischi della terapia con Caprelsa. Al paziente sarà rilasciata l’apposita Scheda di Allerta Paziente ad ogni prescrizione.

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Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

Effetto di vandetanib su altri prodotti medicinali

Dati in vitro indicano che vandetanib è un moderato induttore del CYP3A4. Pertanto, dal momento che non sono stati effettuati studi clinici di interazione, si deve prestare attenzione quando vandetanib viene associato con substrati del CYP3A4, specialmente estroprogestinici, immunosoppressori come la ciclosporina o tacrolimus, o agenti antineoplastici come docetaxel e bortezomib.

Vandetanib è un inibitore debole della pompa di efflusso glicoproteina–P (P–gp). La co–somministrazione di vandetanib e prodotti medicinali escreti dalla P–gp, fra cui dabigatran o digossina, può causare l’aumento delle concentrazioni plasmatiche di questi prodotti medicinali. I pazienti trattati con dabigatran o digossina e vandetanib possono richiedere un aumento della sorveglianza clinica e biologica e aggiustamenti appropriati della dose, se necessario.

Vandetanib è un inibitore del trasportatore dei cationi organici 2 (OCT2). Pertanto, vandetanib potenzialmente può ridurre l’eliminazione di prodotti medicinali escreti notoriamente dall’OCT2 e aumentare l’esposizione del paziente a questi medicinali. Metformina è un substrato dell’OCT2 e i pazienti trattati con vandetanib e metformina (o altre sostanze dell’OCT2) possono richiedere un monitoraggio più accurato e un possibile aggiustamento della dose di metformina.

L’effetto degli inibitori della pompa protonica sull’assorbimento gastrointestinale di vandetanib non è stato stabilito. Vandetanib ha evidenziato una solubilità pH–dipendente; pertanto, la somministrazione contemporanea di vandetanib e inibitori della pompa protonica può ridurre l’esposizione del paziente a vandetanib. L’uso concomitante di queste classi terapeutiche non è pertanto raccomandato.

Effetti di altri prodotti medicinali su vandetanib

In uno studio clinico effettuato su volontari sani, la co–somministrazione di vandetanib (una dose singola di 300 mg) e itraconazolo (dosi ripetute di 200 mg una volta al giorno), un potente inibitore del CYP3A4, ha mostrato un aumento dell’esposizione plasmatica di vandetanib di circa il 9%. Poiché la dose di itraconazolo era inferiore rispetto alla dose minima necessaria per inibire il CYP3A4 (cioè 400 mg una volta al giorno), si deve prestare cautela quando itraconazolo e altri potenti inibitori del CYP3A4 (es. ketoconazolo, ritonavir e claritromicina) vengono somministrati in associazione a vandetanib.

In uno studio clinico effettuato su volontari sani di sesso maschile, l’esposizione di vandetanib è stata ridotta del 40% quando somministrato insieme ad un potente induttore del CYP3A4, rifampicina. Pertanto, deve essere evitato l’uso concomitante di vandetanib con rifampicina e altri potenti induttori del CYP3A4 (es. carbamazepina, fenobarbital ed erba di San Giovanni) (vedere paragrafo 4.4).

Interazioni farmacodinamiche

L’escrezione biliare di vandetanib non modificato, rappresenta una delle vie di escrezione del farmaco. Vandetanib non è un substrato della proteina 2 di resistenza multifarmaco (MRP2), della glicoproteina–P (Pgp) o della proteina di resistenza del carcinoma mammario (BCRP).

Prodotti medicinali che prolungano l’intervallo QTc

Vandetanib ha dimostrato di avere un effetto sul prolungamento dell’intervallo QTc dell’ECG, Torsioni di punta sono state non comunemente riportate. Pertanto l’uso concomitante di vandetanib con prodotti medicinali noti anche per prolungare l’intervallo QTc e/o indurre Torsioni di punta è controindicato o non raccomandato in considerazione delle terapie alternative esistenti.

• Associazioni controindicate (vedere paragrafo 4.3): Cisapride, eritromicina endovenosa (IV), toremifene, mizolastina, moxifloxacina, arsenico, antiaritmici di Classe IA e III

• Associazioni non raccomandate: Metadone, alloperidolo, amisulpride, clorpromazina, sulpiride, zuclopentixolo, alofantrina, pentamidina e lumefantrina.

Se non esiste una terapia alternativa appropriata, le associazioni non raccomandate con vandetanib devono essere accompagnate da ECG aggiuntivo per monitorare l’intervallo QTc, una valutazione degli elettroliti e controlli ulteriori all’esordio della diarrea o al suo peggioramento.

I risultati di uno studio di interazione farmacodinamica e farmacocinetica hanno evidenziato che la co–somministrazione con ondansetron in pazienti sani aveva apparentemente un effetto scarso sulla farmacocinetica di vandetanib, mentre produceva un modesto effetto supplementare sul prolungamento dell’intervallo QTc di circa 10 ms. Pertanto, l’uso concomitante di ondansetron e vandetanib non è raccomandato. In caso di somministrazione di ondansetron in associazione con vandetanib, è richiesto un monitoraggio attento degli elettroliti sierici e degli ECG e la gestione aggressiva di ogni anormalità.

Antagonisti della vitamina K

A causa dell’aumentato rischio di trombosi nei pazienti affetti da tumore, l’uso di anticoagulanti è frequente. In considerazione della elevata variabilità individuale della risposta alla terapia anticoagulante, e della possibilità di interazione tra antagonisti della vitamina K e chemioterapia, si raccomanda un aumento della frequenza di monitoraggio dell’INR (International Normalised Ratio) se si è deciso di trattare il paziente con antagonisti della vitamina K.

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Effetti indesiderati

Riassunto generale delle reazioni avverse al farmaco

Le reazioni avverse al farmaco più frequentemente riportate sono state diarrea, rash cutaneo, nausea, ipertensione e cefalea.

Reazioni avverse al farmaco durante gli studi clinici

Negli studi clinici condotti in pazienti trattati con vandetanib per il MTC, sono state osservate le seguenti reazioni avverse. La loro frequenza è riportata nella Tabella 1 Reazioni avverse al farmaco, in accordo al Council for International Organizations of Medical Sciences (CIOMS III), elencate secondo la classificazione MedDRA per sistemi e organi (SOC), secondo il termine preferito e in base alla frequenza. La frequenza di insorgenza degli effetti indesiderati è classificata come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); rara (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto rara (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Questo paragrafo include solo i dati derivanti da studi completati con esposizione dei pazienti nota.

Tabella 1 Reazioni avverse al farmaco e classificazione sistemica organica
Classificazione per sistemi e organi Molto comune Comune Non comune
Disturbi da infezioni ed infestazioni Nasofaringite bronchite, infezioni delle vie respiratorie alte, infezioni del tratto urinario Polmonite, sepsi, influenza, cistite, sinusite, laringite, follicolite, foruncolo, infezioni fungine, pielonefrite Appendicite, infezione da stafilococco, diverticolite, cellulite, ascessi della parete addominale
Patologie endocrine   Ipotiroidismo  
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Appetito ridotto, Ipocalcemia Ipopotassiemia, ipercalcemia, iperglicemia, disidratazione, iponatriemia Malnutrizione
Disturbi psichiatrici Insonnia, Depressione Ansia  
Patologie del sistema nervoso Cefalea, parestesia, disestesia, vertigini Tremore, sonnolenza, perdita di coscienza, disturbi dell’equilibrio, disgeusia Convulsioni, clono, edema cerebrale
Patologie dell’occhio Offuscamento della vista, cambiamenti strutturali corneali (compresi depositi corneali e opacità corneale) Indebolimento della vista, visione di aloni, fotopsia, glaucoma congiuntivite, secchezza oculare, cheratopatia Cataratta, disturbi dell’accomodazione
Patologie cardiache Prolungamento dell’intervallo QTc dell’ECG (*) (**)   Insufficienza cardiaca, Insufficienza cardiaca acuta, disturbi della frequenza e del ritmo, disturbi della conduzione cardiaca, aritmia ventricolare e arresto cardiaco
Patologie vascolari Ipertensione Crisi ipertensiva, Condizioni cerebrovascolari ischemiche  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Epistassi, emottisi, polmonite Insufficienza respiratoria, polmonite ab ingestis
Patologie gastrointestinali Dolori addominali, diarrea, nausea, vomito, dispepsia Colite, secchezza delle fauci, stomatite, disfagia, stipsi, gastrite, emorragia gastrointestinale Pancreatite, peritonite, occlusione intestinale, perforazione dell’intestino, incontinenza fecale
Patologie epatobiliari   Colelitiasi  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Reazioni di fotosensibilità, rash cutaneo e altre reazioni cutanee (fra cui acne, cute secca, dermatite, prurito), alterazioni ungueali Sindrome da eritrodisestesia palmo–plantare, alopecia Dermatite bollosa
Patologie renali e urinarie Proteinuria, nefrolitiasi Disuria, ematuria, insufficienza renale, pollachiuria, urgenza della minzione Cromaturia, anuria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia, affaticamento, dolore, edema Piressia Difficoltà di cicatrizzazione
Esami diagnostici Prolungamento dell’intervallo QTc dell’ECG Aumento dei livelli sierici di ALT e AST, Calo ponderale, aumento del livello ematico di creatinina Aumento dell’emoglobina, aumento dell’amilasi sierica

*13,4% dei pazienti trattati con vandetanib hanno avuto un QTc (di Bazett) ≥ 500 ms rispetto all’1,0% dei pazienti in placebo. Il prolungamento QTcF è stato > 20 ms in oltre il 91% dei pazienti, > 60 ms nel 35%, > 100 ms nel 1,7%. L’otto percento dei pazienti hanno avuto una riduzione della dose a causa del prolungamento del QTc.

**Inclusi due decessi in pazienti con QTc > 550ms (uno dovuto a sepsi e uno dovuto a insufficienza cardiaca).

Nei pazienti trattati con vandetanib in monoterapia si sono verificati eventi quali Torsioni di punta, sindrome di Stevens–Johnson, eritema multiforme, malattia interstiziale polmonare (in alcuni casi fatale) e PRES (RPLS). Si prevede che queste reazioni avverse siano non comuni nei pazienti trattati con vandetanib per MTC.

Nei pazienti trattati con vandetanib per MTC gli eventi oculari, come visione offuscata, sono comuni. Esami programmati con biomicroscopio hanno evidenziato opacità corneali (cheratopatie verticillate) nei pazienti trattati; tuttavia, nei pazienti in trattamento con vandetanib non è richiesto l’esame periodico con biomicroscopio.

A diversa durata di esposizione, i livelli medi di emoglobina nei pazienti trattati con vandetanib erano aumentati di 0,5–1,5 g/dl rispetto al basale.

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Gravidanza e allattamento

Donne in età feconda

Le donne in età feconda devono utilizzare adeguate misure contraccettive durante la terapia e almeno nei quattro mesi successivi all’ultima dose somministrata.

Gravidanza

Ci sono dati limitati sull’uso di vandetanib durante la gravidanza. Come previsto dalla sua attività farmacologica, vandetanib ha mostrato effetti significativi su tutte le fasi della riproduzione femminile nei ratti (vedere paragrafo 5.3).

In caso di somministrazione di vandetanib durante la gravidanza o se si instaurasse una gravidanza durante il trattamento con vandetanib, si deve informare la paziente circa la potenziale anormalità del feto o di un possibile aborto. Nelle donne in gravidanza il trattamento va proseguito solo nei casi in cui il potenziale beneficio per la madre superi il rischio per il feto.

Allattamento

Non vi sono dati sull’uso di vandetanib in donne che allattano al seno. Nei ratti, vandetanib e/o i suoi metaboliti vengono escreti nel latte e a seguito dell’allattamento sono stati ritrovati nel plasma della prole (vedere paragrafo 5.3).

Durante il trattamento con vandetanib è controindicato l’allattamento al seno.

Fertilità

Nei ratti, vandetanib non ha mostrato alcun effetto sulla fertilità maschile, mentre compromette la fertilità femminile (vedere paragrafo 5.3).

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 30° C.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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