Le parole pi cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google
Sanihelp.it > Salute e benessere > Risultato Ricerca Farmaci

ALTRI ANTINEOPLASTICI

ZALTRAP

EV 1F 4ML 100MG25MG/ML

SANOFI-AVENTIS SpA

Descrizione prodotto

ZALTRAP*EV 1F 4ML 100MG25MG/ML

Principio attivo

AFLIBERCEPT

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

945.27


Codice ATC livello 5:
L01XX

Codice AIC:
42689012


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


nascondi

Indicazioni terapeutiche

ZALTRAP in combinazione con chemioterapia a base di irinotecan/5–fluorouracile/acido folinico (FOLFIRI) è indicato nei pazienti adulti con carcinoma colorettale metastatico (MCRC) resistente o in progressione dopo un regime contenente oxaliplatino.

nascondi

Composizione

Un ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 25 mg di aflibercept*.

Un flaconcino da 4 ml di concentrato contiene 100 mg di aflibercept.

Un flaconcino da 8 ml di concentrato contiene 200 mg di aflibercept.

* Aflibercept è prodotto mediante tecnologia del DNA ricombinante in cellule ovariche di criceto cinese (CHO) K–1 in un sistema di espressione di mammifero.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

nascondi

Eccipienti

Saccarosio

Cloruro di sodio

Citrato di sodio diidrato

Acido citrico monoidrato

Polisorbato 20

Sodio fosfato bibasico eptaidrato

Sodio fosfato monobasico monoidrato

Idrossido di sodio e/o acido cloridrico (per la correzione del pH)

Acqua per preparazione iniettabile

nascondi

Controindicazioni

Ipersensibilità ad aflibercept o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Utilizzo oftalmico/intravitreale a causa delle proprietà iperosmotiche di ZALTRAP (vedere paragrafo 4.4).

Per le controindicazioni legate ai componenti del FOLFIRI (irinotecan, 5–FU e acido folinico), consultare il rispettivo riassunto delle caratteristiche del prodotto.

nascondi

Posologia

ZALTRAP deve essere somministrato sotto il controllo di un medico esperto nell’utilizzo di medicinali antineoplastici.

Posologia

La dose raccomandata di ZALTRAP, somministrata sotto forma di infusione endovenosa della durata di 1 ora, è di 4 mg per kg di peso corporeo, seguita da un trattamento con regime FOLFIRI. Questo è considerato un ciclo di trattamento.

Il regime FOLFIRI da utilizzare consiste in una infusione endovenosa di 180 mg/m² di irinotecan, della durata di 90 minuti, e una contemporanea infusione endovenosa di 400 mg/m² di acido folinico (racemo DL), della durata di 2 ore, il giorno 1 mediante una linea a Y. A queste fanno seguito un bolo endovenoso di 400 mg/m² di 5fluorouracile (5FU) e una infusione endovenosa continua di 2400 mg/m² di 5–FU, della durata di 46 ore.

Il ciclo di trattamento va ripetuto ogni 2 settimane.

Il trattamento con ZALTRAP deve continuare fino a progressione di malattia o tossicità inaccettabile.

Modifica della dose

ZALTRAP deve essere interrotto in caso di (vedere paragrafo 4.4):

• Emorragia grave

• Perforazione gastrointestinale (GI)

• Formazione di fistole

• Ipertensione non adeguatamente controllata con terapia antipertensiva o insorgenza di crisi ipertensiva o encefalopatia ipertensiva

• Eventi tromboembolici arteriosi (TEA)

• Eventi tromboembolici venosi di grado 4 (inclusa l’embolia polmonare)

• Sindrome nefrosica o microangiopatia trombotica (MAT)

• Reazioni di ipersensibilità gravi (inclusi broncospasmo, dispnea, angioedema e anafilassi) (vedere paragrafi 4.3 e 4.4)

• Compromissione del processo di cicatrizzazione che richieda intervento medico

• Sindrome della encefalopatia posteriore reversibile (PRES) (nota anche come sindrome della leucoencefalopatia posteriore reversibile (RPLS).

ZALTRAP deve essere temporaneamente sospeso per almeno 4 settimane prima della chirurgia elettiva (vedere paragrafo 4.4).

ZALTRAP/FOLFIRI Ritardare il trattamento o modificare la dose in caso di:
Neutropenia o trombocitopenia (vedere paragrafi 4.4 e 4.8) La somministrazione di ZALTRAP/FOLFIRI deve essere interrotta fino a quando la conta dei neutrofili non è ≥1,5 x 109/L o la conta delle piastrine non è ≥75 x 109/L.
Neutropenia febbrile o sepsi neutropenica Si deve ridurre la dose di irinotecan del 15–20% nei cicli successivi. In caso di ricorrenza, si deve ridurre anche la dose del 5–FU in bolo e per infusione del 20% ai cicli successivi. In caso di ricorrenza dopo la riduzione delle dosi di irinotecan e 5FU, si potrebbe prendere in considerazione la riduzione della dose di ZALTRAP a 2 mg/kg. Potrebbe essere preso in considerazione l’utilizzo del fattore stimolante le colonie granulocitarie (G–CSF).
Reazioni di ipersensibilità da lievi a moderate a ZALTRAP (inclusi vampate, eruzioni cutanee, orticaria e prurito) (vedere paragrafo 4.4) Si deve sospendere temporaneamente l’infusione fino alla scomparsa della reazione. Eventualmente trattare con corticosteroidi e/o antistaminici come clinicamente indicato. Nei cicli successivi può essere presa in considerazione una premedicazione con corticosteroidi e/o antistaminici.
Reazioni di ipersensibilità gravi (inclusi broncospasmo, dispnea, angioedema e anafilassi) (vedere paragrafi 4.3 e 4.4) Si deve interrompere ZALTRAP/FOLFIRI e deve essere somministrata una terapia medica adeguata.
ZALTRAP ritardare e modificare la dose in caso:
Ipertensione (vedere paragrafo 4.4) Si deve sospendere temporaneamente ZALTRAP fino a normalizzazione dei valori pressori. In caso di ipertensione grave ricorrente, si deve sospendere il trattamento fino a normalizzazione dei valori pressori e ridurre la dose a 2 mg/kg nei cicli successivi.
Proteinuria (vedere paragrafo 4.4) Si deve sospendere ZALTRAP quando la proteinuria –2 grammi nelle 24 ore e riprendere quando la proteinuria <2 grammi nelle 24 ore. Se si ripete, si deve sospendere il trattamento fino a quando la proteinuria <2 grammi nelle 24 ore e quindi ridurre la dose a 2 mg/kg.
FOLFIRI modificare la dose quando usato in combinazione con ZALTRAP in caso di:
Stomatite severa ed eritrodisestesia palmo–plantare (sindrome mano–piede) Si deve ridurre il 5–FU in bolo e la dose di infusione del 20%.
Diarrea severa Si deve ridurre la dose di irinotecan del 15–20%. In caso di diarrea severa che si ripresenta ai cicli successivi, si deve ridurre anche la dose del 5–FU in bolo e per infusione del 20%. Se la diarrea severa persiste nonostante le riduzione di entrambe le dosi, interrompere FOLFIRI. Trattare con farmaci antidiarroici e reidratare al bisogno.

Per altre tossicità legate a irinotecan, 5–FU o all’acido folinico, consultare il rispettivo riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Popolazioni speciali

Anziani

Nello studio registrativo sul MCRC, il 28,2% dei pazienti avevano un’età –65 anni <75 anni e il 5,4% dei pazienti avevano un’età –75. Negli anziani non sono richiesti aggiustamenti della dose di ZALTRAP.

Insufficienza epatica

Non sono stati fatti studi specifici con ZALTRAP in pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 5.2). I dati clinici indicano che non è necessaria alcuna modifica della dose di aflibercept in pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata. Non vi sono dati riguardo la somministrazione di aflibercept in pazienti con insufficienza epatica grave.

Insufficienza renale

Non sono stati fatti studi specifici con ZALTRAP in pazienti con insufficienza renale (vedere paragrafo 5.2). I dati clinici indicano che non è necessaria alcuna modifica della dose iniziale in pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata. Vi sono dati molto scarsi riguardo pazienti con insufficienza renale grave, pertanto è necessario trattare questi pazienti con cautela.

Popolazione pediatrica

Per l’indicazione carcinoma colorettale metastatico non c’è un uso rilevante di ZALTRAP nella popolazione pediatrica.

Modo di somministrazione

ZALTRAP deve essere somministrato unicamente sotto forma di infusione endovenosa della durata di 1 ora. A causa dell’iperosmolarità (1000 mOsmol/kg) del concentrato ZALTRAP, il concentrato ZALTRAP, non diluito, non deve essere somministrato sotto forma di iniezione endovenosa o bolo. ZALTRAP non deve essere somministrato sotto forma di iniezione intravitreale (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Ciascun flaconcino di concentrato per soluzione per infusione è unicamente monouso (dose singola).

Le soluzioni diluite di ZALTRAP devono essere somministrate mediante set di infusione dotati di filtro di polietersulfone da 0,2 micron.

I set di infusione devono essere composti da uno dei materiali seguenti:

• cloruro di polivinile (PVC) contenente di (2–etilesile)ftalato (DEHP)

• PVC privo di DEHP contenente tri–2–etilesiltrimellitato (TOTM)

• polipropilene

• PVC con rivestimento interno in polietilene

• poliuretano

I filtri fabbricati in fluoruro polivinilico (PVDF) o in nylon non devono essere usati.

Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale

Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6

nascondi

Avvertenze e precauzioni

Emorragia

È stato riferito un rischio aumentato di emorragia, tra cui eventi emorragici gravi e talvolta fatali in pazienti trattati con aflibercept (vedere paragrafo 4.8).

I pazienti devono essere monitorati per individuare l’insorgenza di segni e sintomi di emorragia gastrointestinale e altre forme di emorragia grave. Aflibercept non deve essere somministrato a pazienti con emorragia grave (vedere paragrafo 4.2).

In pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI si è ossevata trombocitopenia. Si raccomanda il monitoraggio della conta completa delle cellule del sangue (CBC), comprese le piastrine, al basale, prima dell’inizio di ogni ciclo di aflibercept e quando clinicamente necessario. La somministrazione di ZALTRAP/FOLFIRI deve essere ritardata in attesa che la conta piastrinica sia –75 x 109/l (vedere paragrafo 4.2).

Perforazione gastrointestinale

In pazienti trattati con Zaltrap sono stati documentati casi di perforazione gastrointestinale, inclusi degli eventi fatali(vedere paragrafo 4.8).

I pazienti devono essere monitorati per rilevare segni e sintomi di perforazione gastrointestinale. Il trattamento con aflibercept deve essere interrotto nei pazienti che hanno perforazione gastrointestinale (vedere paragrafo 4.2).

Formazione di fistole

in pazienti trattati con aflibercept si è verificata formazione di fistole in siti sia gastrointestinali sia non gastrointestinali (vedere paragrafo 4.8).

Il trattamento con aflibercept deve essere interrotto nei pazienti che sviluppano fistole (vedere paragrafo 4.2).

Ipertensione

Nei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI si è osservato un incremento del rischio di ipertensione di grado 3–4 (tra cui un caso di ipertensione essenziale) (vedere paragrafo 4.8).

L’ipertensione preesistente deve essere adeguatamente controllata prima di iniziare il trattamento con aflibercept. Se l’ipertensione non può essere adeguatamente controllata, non deve essere iniziato il trattamento con aflibercept. Durante il trattamento con aflibercept si raccomanda di monitorare la pressione arteriosa ogni due settimane e prima di ogni somministrazione o secondo quanto clinicamente indicato. In caso di ipertensione durante il trattamento con aflibercept, la pressione arteriosa deve essere controllata con una adeguata terapia antipertensiva e deve essere misurata con regolarità. Nel caso di ipertensione severa, il trattamento deve essere sospeso fino alla normalizzazione dei valori pressori e la dose di aflibercept deve essere ridotta a 2 mg/kg per i cicli successivi. La somministrazione di aflibercept deve essere interrotta definitivamente qualora l’ipertensione non possa essere adeguatamente controllata con una terapia antipertensiva appropriata o nel caso dovessero verificarsi una crisi ipertensiva o un’encefalopatia ipertensiva (vedere paragrafo 4.2).

L’ipertensione può esacerbare una cardiopatia sottostante. Si deve usare cautela quando si trattano con ZALTRAP i pazienti con una anamnesi di malattia cardiovascolare clinicamente significativa come coronaropatia o insufficienza cardiaca congestizia. I pazienti con insufficienza cardiaca congestizia di classe NYHA III o IV non devono essere trattati con ZALTRAP.

Eventi trombotici ed embolici

Eventi tromboembolici arteriosi (TEA)

In pazienti trattati con aflibercept sono stati osservati TEA (tra cui attacco ischemico transitorio, eventi cerebrovascolari, angina pectoris, trombosi intracardiaca, infarto miocardico, embolia arteriosa e colite ischemica) (vedere paragrafo 4.8).

Il trattamento con aflibercept deve essere interrotto nei pazienti che hanno un evento tromboembolico arterioso (vedere paragrafo 4.2).

Eventi tromboembolici venosi (TEV)

Nei pazienti trattati con aflibercept sono stati riferiti eventi tromboembolici venosi tra cui trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (raramente fatale) (vedere paragrafo 4.8).

La somministrazione di ZALTRAP deve essere interrotta nei pazienti che hanno eventi tromboembolici che causano pericolo di vita (grado 4) (tra cui embolia polmonare) (vedere paragrafo 4.2). I pazienti con TVP di grado 3 devono essere trattati con anticoagulanti come da indicazione clinica e la terapia con aflibercept deve essere interrotta. In caso di recidiva nonostante un’adeguata terapia anticoagulante, il trattamento con aflibercept deve essere interrotto. I pazienti che hanno eventi tromboembolici di grado 3 o inferiore devono essere attentamente monitorati.

Proteinuria

Nei pazienti trattati con aflibercept sono stati osservati proteinuria grave, sindrome nefrosica e microangiopatia trombotica (MAT) (vedere paragrafo 4.8).

La proteinuria deve essere monitorata, per accertare un eventuale sviluppo o peggioramento, mediante analisi delle urine con strisce reattive e/o tramite la determinazione nelle urine del rapporto proteine/creatinina (UPCR) prima di ogni somministrazione di aflibercept. I pazienti con un valore UPCR > 1 devono essere sottoposti a raccolta delle urine delle 24 ore.

La somministrazione di aflibercept deve essere sospesa in caso di proteinuria nelle 24 ore – 2 grammi e ripresa quando il valore torna ad essere < 2 grammi nelle 24 ore. Qualora dovesse ripetersi, la somministrazione deve essere sospesa in attesa che il valore sia < 2 grammi nelle 24 ore e quindi la dose deve essere ridotta a 2 mg/kg. Il trattamento con aflibercept deve essere interrotto nei pazienti che sviluppano sindrome nefrosica o MAT (vedere paragrafo 4.2).

Neutropenia e complicanze neutropeniche

Nei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI è stata osservata una maggiore incidenza di complicazioni neutropeniche (neutropenia febbrile e infezione neutropenica) (vedere paragrafo 4.8).

Si raccomanda il monitoraggio della conta completa delle cellule del sangue (CBC), comprese le piastrine al basale e prima dell’inizio di ogni ciclo di aflibercept. La somministrazione di ZALTRAP/FOLFIRI deve essere ritardata in attesa che la conta dei neutrofili sia ≥1,5 x 109/l (vedere paragrafo 4.2). L’uso terapeutico di G–CSF alla prima comparsa di neutropenia di grado – 3 e come profilassi secondaria può essere considerato nei pazienti che presentano un maggior rischio di complicanze neutropeniche

Diarrea e disidratazione

nei pazienti trattati con un ZALTRAP/FOLFIRI è stata osservata una maggiore incidenza di diarrea grave (vedere paragrafo 4.8).

Si deve modificare la dose del regime FOLFIRI (vedere paragrafo 4.2), assumere farmaci antidiarroici e reidratare secondo necessità.

Reazioni di ipersensibilità

Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC, sono state riferite reazioni di ipersensibilità severe nei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI (vedere paragrafo 4.8).

La somministrazione di aflibercept deve essere interrotta in caso di reazione di ipersensibilità severa (compresi broncospasmo, dispnea, angioedema e anafilassi) e devono essere adottate appropriate misure mediche (vedere paragrafo 4.2).

Nel caso di una reazione di ipersensibilità da lieve a moderata con ZALTRAP (tra cui flushing, eruzioni cutanee, orticaria e prurito), la somministrazione di aflibercept deve essere temporaneamente sospesa in attesa che la reazione si risolva. In base all’indicazione clinica, è possibile iniziare un trattamento con corticosteroidi e/o antistaminici. Il pretrattamento con corticosteroidi e/o antistaminici può essere considerato nei cicli successivi (vedere paragrafo 4.2). Si deve usare cautela quando si ritrattano pazienti con precedenti reazioni di ipersensibilità in quanto in alcuni pazienti si è osservato il ripetersi di reazioni di ipersensibilità nonostante la premedicazione, incluso l’utilizzo di corticosteroidi.

Compromissione nel processo di cicatrizzazione delle ferite

In modelli animali si è osservato che aflibercept pregiudica la cicatrizzazione delle ferite (vedere paragrafo 5.3).

Il trattamento con aflibercept è potenzialmente associato ad un’alterazione del processo di guarigione delle ferite (deiscenza della ferita, perdita dal sito di anastomosi) (vedere paragrafo 4.8).

Aflibercept deve essere sospeso per almeno 4 settimane prima di un intervento di chirurgia elettiva.

Si raccomanda di non iniziare il trattamento con aflibercept prima che siano trascorse almeno 4 settimane dopo un intervento di chirurgia maggiore e prima che la ferita chirurgica sia completamente guarita. Per gli interventi minori come il posizionamento di un accesso venoso centrale, la biopsia, e l’estrazione di un dente, la somministrazione di aflibercept può essere iniziata/ ripresa quando la ferita chirurgica è completamente guarita. La somministrazione di aflibercept deve essere interrotta nei pazienti con compromissione nel processo di cicatrizzazione della ferita che necessitino di un intervento medico (vedere paragrafo 4.2).

Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)

Nello studio registrativo di fase III nei pazienti con MCRC non è stata riferita PRES. In altri studi nei pazienti trattati con aflibercept in monoterapia e in combinazione con altre chemioterapie, è stata osservata PRES (vedere paragrafo 4.8).

La sindrome da encefalopatia posteriore reversibile può presentarsi con stato mentale alterato, convulsioni, nausea, vomito, cefalea o disturbi della vista. La diagnosi di PRES è confermata tramite risonanza magnetica del cervello.

Il trattamento con aflibercept deve essere interrotto nei pazienti che sviluppano PRES (vedere paragrafo 4.2).

Anziani

I pazienti anziani, con età – 65 anni, presentano un rischio aumentato di diarrea, vertigine, astenia, perdita di peso e disidratazione. Si raccomanda un monitoraggio attento al fine di individuare e trattare rapidamente i segni e i sintomi di diarrea e disidratazione e ridurre al minimo il potenziale rischio (vedere paragrafo 4.8).

Insufficienza renale

Sono disponibili dati molti limitati sul trattamento con aflibercept dei pazienti con compromissione renale severa. Non è necessario l’aggiustamento della dose di aflibercept (vedere paragrafi 4.2, 4.8 e 5.2).

Performance status e comorbilità

I pazienti con performance status

ECOG – 2 o con comorbilità significative possono avere un rischio maggiore di esito clinico infausto e devono essere attentamente monitorati per rilevare un deterioramento clinico precoce.

Uso intravitreo off–label

ZALTRAP è una soluzione iperosmotica, non formulata per essere compatibile con l’ambiente intraoculare. ZALTRAP non deve essere somministrato sotto forma di iniezione intravitrea (vedere paragrafo 4.3).

nascondi

Interazioni

L’analisi dei dati farmacocinetici della popolazione e i confronti all’interno dello studio non hanno rivelato alcuna interazione farmacocinetica farmaco–farmaco tra aflibercept e il regime a base di FOLFIRI.

nascondi

Effetti indesiderati

Sintesi del profilo di sicurezza

La sicurezza di ZALTRAP in combinazione con FOLFIRI è stata valutata in uno studio di fase III in 1216 pazienti precedentemente trattati per carcinoma metastatico del colon retto, di cui 611 pazienti trattati con 4 mg/kg di ZALTRAP+FOLFIRI ogni due settimane (un ciclo) e 605 con placebo/FOLFIRI. Ai pazienti sono stati somministrati un numero mediano di 9 cicli di ZALTRAP/FOLFIRI.

Le reazioni avverse più comuni (tutti i gradi, incidenza – 20%) con un’incidenza riferita di almeno il 2% superiore per il regime ZALTRAP/FOLFIRI rispetto al regime placebo/FOLFIRI, in ordine di frequenza decrescente, sono state leucopenia, diarrea, neutropenia, proteinuria, aumento dell’aspartato aminotransferasi (AST), stomatite, spossatezza, trombocitopenia, aumento della alanina aminotransferasi (ALT), ipertensione, calo ponderale, anoressia, epistassi, dolore addominale, disfonia, aumento della creatinina serica e mal di testa (vedere Tabella 1).

Le reazioni di grado 3–4 riferite con maggiore frequenza (incidenza –5%) con un’incidenza almeno il 2% superiore per il regime ZALTRAP/FOLFIRI rispetto al regime placebo/FOLFIRI, in ordine di frequenza decrescente, sono state neutropenia, diarrea, ipertensione, leucopenia, stomatite, spossatezza, proteinuria e astenia (vedere Tabella 1).

Le reazioni avverse più frequenti che hanno portato a interruzione definitiva in – 1% dei pazienti trattati con il regime ZALTRAP/FOLFIRI sono state disturbi vascolari (3,8%) tra cui ipertensione (2,3%), infezioni (3,4%), astenia/spossatezza (1,6%, 2,1%), diarrea (2,3%), disidratazione (1%), stomatite (1,1%), neutropenia (1,1%), proteinuria (1,5%) ed embolia polmonare (1,1%).

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse e le anomalie di laboratorio riferite nei pazienti trattati con il regime ZALTRAP/FOLFIRI rispetto ai pazienti trattati con il regime placebo/FOLFIRI sono elencate nella Tabella 1 in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA e in base alla frequenza. Le reazioni avverse nella Tabella 1 sono definite come qualsiasi reazione avversa o anomalia di laboratorio che nello studio registrativo nei pazienti con MCRC si sono verificate con una differenza di incidenza – 2% (tutti i gradi) nel gruppo trattato con aflibercept+FOLFIRI rispetto al gruppo trattato con placebo +FOLFIRI. Sono state incluse anche le reazioni che non soddisfano questo criterio ma che sono tipiche della classe degli anti–VEGF ed e sono state osservate in qualsiasi studio con aflibercept. L’intensità delle reazioni avverse è classificata in base ai criteri NCI CTC versione 3.0 (grado – 3 = G – 3). Le frequenze si basano su tutti i gradi e sono definite come: molto comune (– 1/10), comune (da – 1/100 a < 1/10); non comune (da – 1/1.000 a < 1/100); rara (da – 1/10.000 a < 1/1–000); molto rara (< 1/10.000); non nota (impossibile elaborare una stima dai dati disponibili).

Tabella 1 –Reazioni avverse segnalate nei pazienti trattati con un regime a base di ZALTRAP/FOLFIRI nello studio MCRC

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa
Categoria di frequenza Tutti i gradi Gradi – 3
Infezioni ed infestazioni
Molto comune Infezione (1) Infezione (1)
Comune Infezione neutropenica/sepsi (1), infezione del tratto urinario, nasofaringite Infezione neutropenica/sepsi (1)
Non comune   Infezione del tratto urinario
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune Leucopenia (2), neutropenia (1),(2), trombocitopenia (2) Leucopenia (2), neutropenia (2)
Comune Neutropenia febbrile Neutropenia febbrile, trombocitopenia (2)
Disturbi del sistema immunitario
Comune Ipersensibilità (1)  
Non comune   Ipersensibilità (1)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune Diminuzione dell’appetito, calo ponderale  
Comune Disidratazione (1) Disidratazione (1), anoressia, calo ponderale
Patologie del sistema nervoso
Molto comune Cefalea  
Comune   Cefalea
Non comune PRES (1),(4) PRES (1),(4)
Patologie vascolari
Molto comune Ipertensione (1), emorragia (1) Ipertensione
Comune Tromboembolia arteriosa (1), tromboembolia venosa (1) Tromboembolia arteriosa (1), tromboembolia venosa (1), emorragia (1)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune Dispnea, epistassi, disfonia  
Comune Dolore orofaringeo, rinorrea  
Non comune   Dispnea, epistassi, disfonia, dolore orofaringeo
Patologie gastrointestinali
Molto comune Diarrea (1), stomatite, dolore addominale, dolore epigastrico Diarrea (1), stomatite
Comune Rettorragia, fistola (1), stomatite aftosa, emorroidi, proctalgia, mal di denti Dolore addominale, dolore epigastrico
Non comune Perforazione gastrointestinale (1) Perforazione gastrointestinale (1), rettorragia, fistola (1), stomatite aftosa, proctalgia
Patologie epatobiliari
Molto comune Aumento delle AST (2), aumento delle ALT (2)  
Comune   Aumento delle AST (2), aumento delle ALT (2)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune Eritrodisestesia palmo–plantare  
Comune Iperpigmentazione cutanea Eritrodisestesia palmo–plantare
Non comune Compromissione della cicatrizzazione della ferita (1) Compromissione della cicatrizzazione della ferita (1)
Patologie renali e urinarie
Molto comune Proteinuria (1),(3), aumento creatinina sierica  
Comune   Proteinuria (1),(3)
Non comune Sindrome nefrosica (1), microangiopatia trombotica (1) Sindrome nefrosica (1), microangiopatia trombotica (1)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune Stati astenici Astenia
Nota: sono state riferite reazioni avverse utilizzando il sistema MedDRA versione MEDDRA13.1 e le stesse sono state classificate sulla base dei criteri NCI CTC versione 3.0
(1) Vedere âE.£Descrizione delle reazioni avverse selezionateâE.  in questo paragrafo
(2) In base ai valori di laboratorio (percentuali calcolate su pazienti con valutazioni di laboratorio)
(3) Compilazione dei dati clinici e di laboratorio
(4) Non riferita nello studio MCRC; tuttavia, è stata riferita PRES nei pazienti di altri studi trattati con aflibercept come monoterapia e in combinazione con chemioterapie diverse da FOLFIRI

Nello studio registrativo nel MCRC, anemia, nausea, vomito, stipsi, alopecia, aumento della fosfatasi alcalina e iperbilirubinemia si sono verificati in – 20% dei pazienti. Queste reazioni erano comparabili nei due gruppi e la differenza tra i gruppi non superava l’incidenza – 2% per il regime ZALTRAP/FOLFIRI.

Descrizione di alcune reazioni avverse

Emorragia

I pazienti trattati con ZALTRAP presentano un rischio aumentato di emorragia, tra cui eventi emorragici severi e talvolta fatali. Nello studio registrativo nei pazienti affetti da MCRC, sono stati riferiti episodi di sanguinamento/emorragia (di tutti i gradi) nel 37,8% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI rispetto al 19,0% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. La forma più comune riferita di emorragia era l’epistassi lieve (grado 1–2) nel 27,7% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI. Emorragia di grado 3–4, tra cui emorragia gastrointestinale, ematuria ed emorragia post–procedurale è stata riferita nel 2,9% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI rispetto all’1,7% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. In altri studi, nei pazienti trattati con ZALTRAP si sono verificate emorragia intracranica severa ed emottisi/emorragia polmonare, inclusi eventi fatali (vedere paragrafo 4.4).

Perforazione gastrointestinale

È stata riferita perforazione gastrointestinale, compresi degli eventi fatali, nei pazienti trattati con ZALTRAP. Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC, sono stati riferiti episodi di perforazione gastrointestinale (di tutti i gradi) in 3 dei 611 pazienti (0,5%) trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e in 3 dei 605 pazienti (0,5%) trattati con placebo/FOLFIRI. Perforazioni gastrointestinali di grado 3–4 si sono verificate in tutti e 3 i pazienti (0,5%) trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e in 2 dei pazienti (0,3%) trattati con placebo/FOLFIRI. Nei tre studi clinici di fase III con controllo placebo (popolazioni affette da cancro del colon–retto, pancreas e polmone), l’incidenza di perforazione gastrointestinale (tutti i gradi) è stata dello 0,8% per i pazienti trattati con ZALTRAP e 0,3% per i pazienti trattati con placebo. Eventi di perforazione gastrointestinale di grado 3–4 si sono verificati nello 0,8% dei pazienti trattati con ZALTRAP e nello 0,2% dei pazienti trattati con placebo (vedere paragrafo 4.4).

Formazione di fistole

Nei pazienti trattati con ZALTRAP si è verificata formazione di fistole sia in siti gastrointestinali che non gastrointestinali. Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC, si è osservata la formazione di fistole (anali, enterovescicali, enterocutanee, colo vaginali, di siti intestinali) in 3 dei 611 pazienti (1,5%) trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e in 3 dei 605 pazienti (0,5%) trattati con placebo/FOLFIRI. La formazione di fistole gastrointestinali di grado 3 si è verificata in 2 pazienti trattati con ZALTRAP (0,3%) e in 1 paziente trattato con placebo (0,2%). Nei tre studi clinici di fase III con controllo placebo (popolazioni affette da carcinoma del colon–retto, pancreas e polmone), l’incidenza di fistole (tutti i gradi) è stata dell’1,1% nei pazienti trattati con ZALTRAP e dello 0,2% nei pazienti trattati con placebo. Fistole di grado 3–4 si sono verificate nello 0,2% dei pazienti trattati con ZALTRAP e nello 0,1% dei pazienti trattati con placebo (vedere paragrafo 4.4).

Ipertensione

Nello studio registrativo condotto nei pazienti con MCRC si è osservata ipertensione (tutti i gradi) nel 41,2% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nel 10,7% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Si è riscontrato un maggior rischio di ipertensione di grado 3–4 (tra cui un caso di ipertensione essenziale) nei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI. Ipertensione di grado 3 (che ha richiesto la correzione della terapia antipertensiva esistente o il trattamento con più di un farmaco) è stata riferita nell’1,5% dei pazienti trattati con il regime a base di placebo/FOLFIRI e nel 19,1% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI. Ipertensione di grado 4 (crisi ipertensiva) è stata riferita in 1 paziente (0,2%) trattato con ZALTRAP/FOLFIRI. Tra i pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI che hanno sviluppato ipertensione di grado 3–4, nel 54% l’insorgenza è avvenuta durante i primi due cicli di trattamento (vedere paragrafo 4.4).

Eventi trombotici ed embolici

Eventi tromboembolici arteriosi

Nello studio registrativo nei pazienti affetti da MCRC, sono stati segnalati eventi tromboembolici arteriosi (tra cui attacco ischemico transitorio, eventi cerebrovascolari, angina pectoris, trombo intracardiaco, infarto miocardico, embolia arteriosa e colite ischemica) nel 2,6% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nell’1,5% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Perforazioni gastrointestinali di grado 3–4 si sono verificate in11 pazienti (1,8%) trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e in 3 pazienti (0,5%) trattati con placebo/ FOLFIRI. Nei tre studi clinici di fase III con controllo placebo (popolazioni affette da carcinoma del colon–retto, pancreas e polmone), l’incidenza di eventi tromboembolici arteriosi (tutti i gradi) è stata del 2,3% per i pazienti trattati con ZALTRAP e dell’1,7% per i pazienti trattati con placebo. Eventi tromboembolici arteriosi di grado 3–4 si sono verificati nell’1,7% dei pazienti trattati con ZALTRAP e nell’1,0% dei pazienti trattati con placebo (vedere paragrafo 4.4).

Eventi tromboembolici venosi

Gli eventi tromboembolici venosi (ETV) inclusa la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare. Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC, si sono verificati eventi tromboembolici venosi nel 9,3% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nel 7,3% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Eventi tromboembolici venosi di grado 3–4 si sono verificati nel 7,9% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nel 6,3% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Embolia polmonare si è verificata nel 4,6% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nel 3,5% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Nei tre studi clinici di fase III con controllo placebo (popolazioni affette da carcinoma del colon–retto, pancreas e polmone), l’incidenza di eventi tromboembolici venosi (tutti i gradi) è stata del

+ 7,1% per i pazienti trattati con ZALTRAP e del 7,1% per i pazienti trattati con placebo.

Proteinuria

Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC, è stata riferita proteinuria (confermata da dati clinici e di laboratorio) nel 62,2% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI rispetto al 40,7% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Proteinuria di grado 3–4 si è verificata nel 7,9% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nell’1,2% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Sindrome nefrosica si è verificata in 2 pazienti (0,5%) trattati con ZALTRAP/FOLFIRI, rispetto a nessuno dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. A un paziente trattato con ZALTRAP/FOLFIRI che presentava proteinuria e ipertensione è stata diagnosticata microangiopatia trombotica (MAT). Nei tre studi clinici di fase III con controllo placebo (popolazioni affette da carcinoma del colon–retto, pancreas e polmone), l’incidenza di sindrome nefrosica è stata dello 0,5% per i pazienti trattati con ZALTRAP e dello 0,1% per i pazienti trattati con placebo (vedere paragrafo 4.4).

Neutropenia e complicazioni neutropeniche

Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC, è stata riferita neutropenia (tutti i gradi) nel 67,8% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nel 56,3% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Neutropenia di grado 3–4 è stata osservata nel 36,7% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nel 29,5% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. La complicanza neutropenica di grado 3–4 più comune è stata la comparsa di neutropenia febbrile nel 4,3% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI rispetto all’1,7% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Infezione/sepsi neutropenica di grado 3–4 si è verificata nell’1,5% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nell’1,2% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI (vedere paragrafo 4.4).

Infezioni

Nei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI si sono verificate infezioni con maggiore frequenza (46,2%, tutti i gradi; 12,3%, grado 3–4) rispetto ai pazienti trattati con placebo/FOLFIRI (32,7%, tutti i gradi; 6,9%, grado 3–4); tra di esse: infezione delle vie urinarie, infezione del tratto respiratorio superiore, nasofaringite, polmonite, infezione del sito del catetere e infezione dentali.

Diarrea e disidratazione

Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC, è stata riferita diarrea (tutti i gradi) nel 69,2% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nel 56,5% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Si è osservata disidratazione (tutti i gradi) nel 9,0% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nel 3,0% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Diarrea di grado 3–4 è stata osservata nel 19,3% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI, rispetto al 7,8% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Disidratazione di grado 3–4 è stata registrata nel 4,3% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI, rispetto all’1,3% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI (vedere paragrafo 4.4).

Reazioni di ipersensibilità

Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC, si sono verificate reazioni di ipersensibilità grave nello 0,3% dei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e nello 0,5% dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI (vedere paragrafo 4.4).

Complicanze nel processo di cicatrizzazione delle ferite

Il trattamento con ZALTRAP è associato a potenziali complicanze nel processo di cicatrizzazione delle ferite (deiscenza della ferita, perdita sul sito di anastomosi). Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC si sono osservate complicanze in 3 pazienti (0,5%) trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e in 5 pazienti (0,8%) trattati con placebo/FOLFIRI. Complicanze di grado 3 sono state riferite in 2 pazienti (0,3%) trattati con ZALTRAP/FOLFIRI e in nessuno dei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI. Nei tre studi clinici di fase III con controllo placebo (popolazioni affette da carcinoma del colon–retto, pancreas e polmone), l’incidenza di complicanze nel processo di cicatrizzazione delle ferite (tutti i gradi) è stata dello 0,5% per i pazienti trattati con ZALTRAP e 0,4% per i pazienti trattati con placebo. Complicanze nel processo di cicatrizzazione delle ferite di grado 3–4 si sono verificate nello 0,2% dei pazienti trattati con ZALTRAP e in nessuno dei pazienti trattati con placebo (vedere paragrafo 4.4).

Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)

Nello studio registrativo di fase III nei pazienti con MCRC non è stata riferita PRES. In altri studi, è stata riferita PRES nei pazienti trattati con ZALTRAP sia in monoterapia (0,5%) che in combinazione con altre chemioterapie (vedere paragrafo 4.4).

Reazioni avverse aggiuntive e anomalie di laboratorio verificatisi con una differenza di incidenza – 5% (tutti i gradi) nei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI rispetto a placebo/FOLFIRI

Le seguenti reazioni avverse e anomalie di laboratorio sono state riferite con una differenza – 5% (tutti i gradi) nei pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI rispetto a placebo/FOLFIRI (in ordine di frequenza decrescente): leucopenia (78,3% vs 72,4% tutti i gradi; 15,6% vs 12,2% gradi 3–4), aumento delle AST (57,5% vs 50,2% tutti i gradi; 3,1% vs 1,7% gradi 3–4), stomatite (50,1% vs 32,9% tutti i gradi; 12,8% vs 4,6% gradi 3–4), spossatezza (47,8% vs 39,0% tutti i gradi; 12,6% vs 7,8% grado 3–4), trombocitopenia (47,4% vs 33,8% tutti i gradi; 3,3% vs 1,7% gradi 3–4), aumento delle ALT (47,3% vs 37,1% tutti i gradi; 2,7% vs 2,2% gradi 3–4), anoressia (31,9% vs 23,8% tutti i gradi; 3,4% vs 1,8% grado 3–4), calo ponderale (31,9% vs 14,4% tutti i gradi; 2,6% vs 0,8% gradi 3–4), disfonia (25,4% vs 3,3% tutti i gradi; 0,5% vs 0 gradi 3–4), cefalea (22,3% vs 8,8% tutti i gradi; 1,6% vs 0,3% gradi 3–4), astenia (18,3% vs 13,2% tutti i gradi; 5,1% vs 3,0% gradi 3–4), eritrodisestesia palmo–plantare (11,0% vs 4,3% tutti i gradi; 2,8% vs 0,5% gradi 3–4) e iperpigmentazione cutanea (8,2% vs 2,8% tutti i gradi; 0 vs 0 gradi 3–4).

Popolazione pediatrica

La sicurezza nei pazienti pediatrici non è stata valutata.

Altre popolazioni speciali

Anziani

Dei 611 pazienti trattati con ZALTRAP/FOLFIRI nello studio registrativo nei pazienti affetti da MCRC, 172 (28,2%) avevano un’età – 65 e < 75 anni e 33 (5,4%) avevano un’età – 75 anni. I pazienti anziani (– 65 anni) hanno maggiore probabilità di avere reazioni avverse. L’incidenza di diarrea, capogiro, astenia, calo ponderale e disidratazione è risultata maggiore del 5% nei pazienti anziani rispetto ai pazienti più giovani. I pazienti anziani devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo di diarrea e potenziale disidratazione (vedere paragrafo 4.4).

Insufficienza renale

Nei pazienti trattati con ZALTRAP, le reazioni avverse nei pazienti con compromissione renale lieve al basale nei tre studi clinici di fase III con controllo placebo (N=352) sono risultate comparabili con quelle sperimentate dai pazienti senza compromissione renale (N=642). Un numero limitato di pazienti con compromissione renale moderata/grave al basale (N=49) è stato trattato con ZALTRAP. In questi pazienti, gli eventi non renali sono risultati generalmente comparabili tra i pazienti con compromissione renale e quelli senza compromissione renale, tranne la disidratazione (tutti i gradi) che si è verificata con incidenza superiore al 10%.

Immunogenicità

Come per tutte le proteine con attività terapeutica, ZALTRAP presenta un rischio potenziale di immunogenicità.

Nel complesso, in tutti gli studi di oncologia clinica, è stata osservata un’incidenza simile di risposte anticorpali anti–farmaco a basso titolo (rispetto al basale) nei test ADA sia nei pazienti trattati con placebo sia in quelli trattati con ZALTRAP (rispettivamente 3,3% e 3,8%). In nessun paziente sono state individuate risposte anticorpali ad alto titolo all’aflibercept. Diciassette (17) pazienti trattati con ZALTRAP (1,6 %) e due (2) pazienti trattati con placebo (0,2%) sono risultati positivi anche al test sugli anticorpi neutralizzanti. Nello studio registrativo nei pazienti con MCRC, sono state osservate risposte positive nel test ADA a livelli superiori nei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI [18/526 (3,4%)] rispetto al regime ZALTRAP/FOLFIRI [8/521 (1,5%)]. Inoltre nello studio registrativo nei pazienti con MCRC è stato rilevato un numero maggiore di risultati positivi nel test per gli anticori neutralizzanti nei pazienti trattati con placebo/FOLFIRI [2/526 (0,38%)] rispetto a quelli trattati con ZALTRAP/FOLFIRI [1/521 (0,19%)]. Nei pazienti risultati positivi ai test di immunogenicità non è stato osservato alcun impatto sul profilo farmacocinetico di aflibercept.

In base ai risultati simili ottenuti con il test ADA nei pazienti trattati con placebo e in quelli trattati con ZALTRAP, è probabile che l’incidenza effettiva dell’immunogenicità di ZALTRAP sia sovrastimata.

I dati di immunogenicità sono fortemente dipendenti dalla sensibilità e dalla specificità del test. Inoltre, l’incidenza osservata della positività anticorpale nel test può essere influenzata da numerosi fattori come la gestione del campione, il momento della raccolta dei campioni, concomitanti prodotti medicinali e patologie sottostanti. Per questi motivi, il confronto tra l’incidenza degli anticorpi a ZALTRAP e l’incidenza degli anticorpi ad altri prodotti può essere fuorviante.

nascondi

Gravidanza e allattamento

Donne in età fertile / contraccezione in uomini e donne

Le donne in età fertile devono evitare una gravidanza mentre assumono ZALTRAP e devono essere informate del potenziale pericolo per il feto. Le donne e gli uomini in età fertile devono utilizzare una contraccezione efficace durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo l’assunzione dell’ultima dose.

Gravidanza

Non vi sono dati relativi all’uso di aflibercept in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Dato che l’angiogenesi è fondamentale per lo sviluppo del feto, l’inibizione dell’angiogenesi che si verifica in seguito alla somministrazione di ZALTRAP può causare effetti dannosi sulla gravidanza. ZALTRAP deve essere usato in gravidanza solo se il beneficio potenziale giustifica il rischio potenziale. Se la paziente inizia una gravidanza mentre assume ZALTRAP, deve essere informata del potenziale pericolo per il feto.

Allattamento

Non sono stati condotti studi per valutare l’impatto di ZALTRAP sulla produzione di latte, la sua presenza nel latte materno e i suoi effetti sul bambino allattato.

Non è noto se aflibercept venga escreto nel latte umano. Non si può escludere un rischio per i neonati. Occorre decidere se interrompere l’allattamento al seno o interrompere/astenersi dalla terapia con ZALTRAP tenendo conto del beneficio che l’allattamento al seno ha per il bambino e del beneficio che la terapia ha per la donna.

Fertilità

Sulla base di studi condotti su scimmie, è probabile che la fertilità sia maschile che femminile risultino compromesse durante il trattamento con aflibercept (vedere paragrafo 5.3).

nascondi

Conservazione

Conservare in frigorifero (2–8 °C).

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

nascondi

Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Farmadati

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
Ultima modifica: 19-09-2013
Promozioni:

Commenti