Questa discussione dal titolo Amarcord (storia del record dei cento metri negli anni novanta) è all'interno del forum 4 chiacchiere; Domenica, afflitto nell'animo (e nelle ***** rotte) dal brutto tempo che ha mandato a monte la mia ...
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Amarcord (storia del record dei cento metri negli anni novanta)
Domenica, afflitto nell'animo (e nelle ***** rotte) dal brutto tempo che ha mandato a monte la mia scampagnata, ho curiosato un po' in internet, e tra le altre cose ho visitato il sito della IAAF. Mi è tornato in mente quando da ragazzino correvo in pista e cosa mi spingeva a faticare tanto per una gara, la mia, che poteva durare anche meno di sette secondi. E la storia è più o meno questa:
Just like stars burning bright - Making holes in the night - We are building bridges
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Prologo
Seul, 1988. Finale dei 100 metri, i protagonisti attesi sono il più grande atleta di tutti i tempi, Carl Lewis, e il suo terribile rivale, Ben Johnson. Lewis è bello, elegante e impeccabile, Johnson tarchiato, nervoso e balbuziente. I favori del pronostico vanno a Johnson, che ha demolito l'anno prima il record detenuto da Calvin Smith e uguagliato da Lewis (da 9,93 si è passati di colpo a 9,83). Il pubblico è diviso tra quella specie di superman di Lewis, da cui non si può non essere affscinati anche se risulta un po' antipatico, e il suo rivale dall'aspetto ben più dimesso e, forse per questo, relativamente più umano. Partono; la gara, anche con tutto quello che seguirà poi, è indimenticabile: Johnson straccia Lewis, che dal canto suo non va mica piano, anzi, non è mai andato così forte. Johnson fa 9,79, il tempo sembra sovraumano. E in effetti così è, dice l'antidoping, ma quei cento metri resteranno nella storia. Johnson sparirà, invece, assieme al suo record e anche al record dell'anno precedente. Lewis, pur battutissimo, si terrà oro e record del mondo, 9,92, questa volta solo senza Calvin Smith a dividerlo.
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1991
Leroy Burrel, connazionale di Lewis, gli soffia il record del mondo a inizio estate, fa 9,90. È però ad agosto che andrà in scena la rivincita con la finale dei mondiali di Tokyo, probabilmente la gara dei cento metri che rimarrà nella storia per sempre come La Gara Dei Cento Metri. Burrel è dato per favorito. Al via parte bene e rimane a lungo in testa. È però a trenta metri dal traguardo che Lewis comincia una strepitosa rimonta che lo porta a vincere, col nuovo record del mondo, 9,86. Lewis festeggia la vittoria, da perfetto agonista, solo poi si accorgerà del record. Burrel fa 9,88, anche lui sotto il suo stesso record. I primi sei atleti finiscono sotto i dieci secondi, la gara è in assoluto la più veloce e spettacolare mai corsa. Un poster con un'immagine frontale dell'arrivo della finale di Tokyo '91, con tanto di nomi e tempi, era nel corridoio dello stadio dove mi allenavo, davanti allo spogliatoio maschile.
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1994
Leroy Burrel si riprende il record del mondo, in un meeting a Losanna ferma il cronometro a 9,85. Non vince nulla di paragonabile alla sfilza di ori mondiali e olimpici di Lewis, ma la spunta sulla loro sfida personale al record dei 100 metri. Burrel, un po' come Johnson, ha quella dimensione umana che a Lewis è sempre mancata. È sicuramente meno elegante e bello a vedersi, si è dato all'atletica perché un problema ad un occhio gli ha precluso di continuare con altri sport. Insomma, ci si immedesima, per quanto sia possibile immedesimarsi con qualcuno che a piedi supera abbondantemente i quaranta all'ora.
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1996
Dal 1968, anno dell'introduzione del cronometraggio elettronico, con Jim Hines e il suo 9,95 il record del mondo è stato affare prettamente statunitense. Nel '96, proprio alle olimpiadi di Atlanta in terra statunitense, le cose cambiano. Già a barcellona nel '92 la vittoria andò all'inglese Linford Christie, che però non fece il record. Nel '96 vinse Donovan Bailey, canadese come Johnson, in 9,84. Oro e record del mondo. È un segnale importante, qualcosa sta già cambiando, l'egemonia degli Stati Uniti nella velocità è ancora lontana dal finire, ma è stata interrotta.
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1999
Ad Atene Maurice Greene stabilisce un po' a sorpresa e un po' no il nuovo primato del mondo, 9,79. Eh già, lo stesso tempo di Johnson a Seul. Questa volta non c'è doping, la sorpresa generale viene dal fatto che Greene ha già corso velocemente, ma è sempre sembrato correre ai limiti delle sue possibilità, indovinando la gara della vita. Invece no, quello è il suo modo di correre, assolutamente perfetto. Scenderà più volte di chiunque altro sotto i dieci secondi nei cento metri, altre volte vicino al 9,80 che tuttavia non riuscirà più a superare. È l'ultimo grandissimo velocista statunitense, quelli che verranno dopo di lui sapranno batterlo solo col doping e di loro non rimarrà traccia nelle graduatorie ufficiali.
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Epilogo
2005, Asafa Powell, giamaicano, corre ad Atene i cento metri in 9,77. Sarà la fine dell'egemonia statunitense, proprio lì dove Greene fece il suo record. I giamicani dimostreranno di saper correre ad un altro livello, inacessibile agli altri. Powell farà di nuovo 9,77 in altre due occasioni e poi 9,74 e poi 9,72, ma quest'ultimo non sarà nemmeno record, perché prima di lui correrà in 9,72 Usain Bolt che poi farà 9,69. Ovviamente giamaicano anche lui.
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Riferimento: Epilogo

Originariamente Scritto da
mathman giamaicano anche lui.
In Giamaica c'è un'aria... mmmmmmmmm... particolarmente inebriante
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Riferimento: Epilogo
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Riferimento: 1991

Originariamente Scritto da
mathman Leroy Burrel, connazionale di Lewis, gli soffia il record del mondo a inizio estate, fa 9,90. È però ad agosto che andrà in scena la rivincita con la finale dei mondiali di Tokyo, probabilmente la gara dei cento metri che rimarrà nella storia per sempre come La Gara Dei Cento Metri. Burrel è dato per favorito. Al via parte bene e rimane a lungo in testa. È però a trenta metri dal traguardo che Lewis comincia una strepitosa rimonta che lo porta a vincere, col nuovo record del mondo, 9,86.
La ricodo come la più emozionante gara di 100 metri ... la vidi in diretta,
Che ci fosse nell'aria una forta aspettativa di recod si sentiva già prima...
Lews che prima non aveva goduto le mie simpatie arrivava dopo una fase difficile,
aveva 30 anni e difficile era ipotizzare ancora una lunga carriera, ed era
uscito comunque appannato dal terremoto Jonson che avevo avuto in simpatia finchè non si trovò dopato.
lo avevo avuto in simpatia per aver inventat un modo nuovo di correre i 100 metri
tutto basato sul balzo e sullo scatto iniziale mentre Lewis andava tutti di progressione.
Comunque a Tokyo la capacità di Lewis di rimanere al top mi aveva coinvolto. . .
e la' ....la sua gara fu stupenda,
fu una elegante inimitabile progressione strepitosa
quasi un peccato che gare così durino così poco
avevo un cuore contratto e avvizzito
ma è arrivata la primavera
che con la sua rugiada l'ha fatto fiorire.
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