Questa discussione dal titolo Secondo voi Hitler... è all'interno del forum 4 chiacchiere; Secondo voi Hitler era felice?...
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Secondo voi Hitler...
Secondo voi Hitler era felice?
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Riferimento: Secondo voi Hitler...
Meglio un pollo senziente che un filosofo saccente

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Riferimento: Secondo voi Hitler...
mi associo a emma.... secondo me è stato uno degli uomini più tristi.....
"Guardatevi dalla furia dell'uomo paziente"
"Le persone silenziose sono quelle che hanno tanto da dire. Non stanno in silenzio per paura di parlare, ma parlano solo con chi è in grado di capire..."
"Ascolta come mi batte forte il tuo cuore"
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Riferimento: Secondo voi Hitler...
...e secondo voi, Eva Brawn lo amava?
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No. Sacrificava la propria esistenza alla realizzazione di un ideale. La cosa folle è che si trattava di un ideale diabolico. Ma, a ben guardare, la cosa sarebbe stata folle anche se si fosse trattato di un ideale positivo. Il lato preoccupante di questo sacrificio di sé è che riguarda molte persone nella società di oggi, che lo fanno per ideali miserevoli quali la carriera o simili. La carriera. Nella stragrande maggioranza dei casi significa smazzarsi per gonfiare di denaro le tasche di qualcun altro che si trova dove si trova per conoscenze o nepotismo. Poca soddisfazione personale, riconoscimento materiale insufficiente. La carriera va bene solo per chi ci nasce già in carriera, e può dedicarsi ad altro per la ricerca della propria felicità. Per tutti gli altri è solo un farsi rubare la vita in nome de "il lavoro nobilita l'uomo". Che è vero, per carità, ma mica per assunto, solo fintanto che non lo rende uno schiavo inconsapevole.
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zar2086
...e secondo voi, Eva Brawn lo amava?
Sì, come capita ad alcune donne affascinate dalla figura potente e cieche all'individuo infame che si cela dietro a essa.
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Originariamente Scritto da
zar2086
...e secondo voi, Eva Brawn lo amava?
secondo me Eva Braun lo amava, i racconti degli ultimi istanti di vita della coppia convergono su un affiatamento della coppia in quei momenti terribili, di fronte alla morte si diventa tutti sinceri
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Originariamente Scritto da
zar2086
Secondo voi Hitler era felice?
Era troppo ossessionato...credo che non sapesse nemmeno cosa fosse la felicità...
Mentre per quanto riguarda Eva Brown..si credo che lo amasse a tal punto da non vedere la follia che animava quell'uomo..mentre per lui lei era sicuramente meno importante della sua causa...
Ti amo non tanto per ciò che sei, bensì per ciò che io sono quando sono con te.
Ti amo con il respiro i sorrisi e le lacrime di tutta la mia vita.
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Originariamente Scritto da
mathman
No. Sacrificava la propria esistenza alla realizzazione di un ideale. La cosa folle è che si trattava di un ideale diabolico. Ma, a ben guardare, la cosa sarebbe stata folle anche se si fosse trattato di un ideale positivo. Il lato preoccupante di questo sacrificio di sé è che riguarda molte persone nella società di oggi, che lo fanno per ideali miserevoli quali la carriera o simili. La carriera. Nella stragrande maggioranza dei casi significa smazzarsi per gonfiare di denaro le tasche di qualcun altro che si trova dove si trova per conoscenze o nepotismo. Poca soddisfazione personale, riconoscimento materiale insufficiente. La carriera va bene solo per chi ci nasce già in carriera, e può dedicarsi ad altro per la ricerca della propria felicità. Per tutti gli altri è solo un farsi rubare la vita in nome de "il lavoro nobilita l'uomo". Che è vero, per carità, ma mica per assunto, solo fintanto che non lo rende uno schiavo inconsapevole.
Non capisco bene l'associazione che hai fatto tra il "sacrificio" di Hitler per un ideale folle e il sacrificio di molte persone nella società di coggi.
Aggiungo poi una domanda. A rendere cattivo Hitler è più l'ideale folle o più le sue azioni malvagie? Anche se l'ideale fosse nobile, le azioni per realizzarlo potrebbero essere malvagie. Il fine non giustifica i mezzi... o no?
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Originariamente Scritto da
zar2086
Non capisco bene l'associazione che hai fatto tra il "sacrificio" di Hitler per un ideale folle e il sacrificio di molte persone nella società di coggi.
Aggiungo poi una domanda. A rendere cattivo Hitler è più l'ideale folle o più le sue azioni malvagie? Anche se l'ideale fosse nobile, le azioni per realizzarlo potrebbero essere malvagie. Il fine non giustifica i mezzi... o no?
Io credo che, a parte il fatto che era sicuramente malato, la causa che perseguiva fosse un paravento...c'era dietro qualcosa di personale...anche perchè se ci pensi bene lui decantava la razza ariana, ma di fatto lui di ariano aveva ben poco...e credo di aver letto che anche nella sua famiglia c'erano individui che non rientravano nei suoi canoni...le sue azioni erano sicuramente premeditate, e già prima del colpo di stato che lo portò al potere. Nella sua insanità mentale era freddo e calcolatore...terrif icante.
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Originariamente Scritto da
zar2086
Non capisco bene l'associazione che hai fatto tra il "sacrificio" di Hitler per un ideale folle e il sacrificio di molte persone nella società di coggi.
Aggiungo poi una domanda. A rendere cattivo Hitler è più l'ideale folle o più le sue azioni malvagie? Anche se l'ideale fosse nobile, le azioni per realizzarlo potrebbero essere malvagie. Il fine non giustifica i mezzi... o no?
Io, che pure come sai sono una rivoluzionaria, non credo che il fine giustifichi mai i mezzi, se questi finiscono poi per snaturare il fine stesso, come spesso accade. Nel caso di Hitler, era riprovevole il fine quanto i mezzi: la malvagità di Hitler risiede sia nell'ideale sia nelle azioni, ma solo queste contano, dopo tutto: se fosse rimasto nel suo salotto a farsi le ***** suoi suoi ideali, questi non sarebbero stati certo migliori di per sé, ma, come dire?, che importanza avrebbero avuto per il resto del mondo?
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Originariamente Scritto da
sweetcat
Io credo che, a parte il fatto che era sicuramente malato, la causa che perseguiva fosse un paravento...c'era dietro qualcosa di personale...anche perchè se ci pensi bene lui decantava la razza ariana, ma di fatto lui di ariano aveva ben poco...e credo di aver letto che anche nella sua famiglia c'erano individui che non rientravano nei suoi canoni...le sue azioni erano sicuramente premeditate, e già prima del colpo di stato che lo portò al potere. Nella sua insanità mentale era freddo e calcolatore...terrif icante.
Beh, in effetti un piccoletto niro niro che riesce a convincere tutti della supremazia della razza ariana e si pone lui stesso a capo di questa crociata, ha certamente del diabolico.
La cosa che mi incuriosice in questo momento, non è tanto la sua salute mentale, che definirei ovviamente compromessa. E nemmeno la sua intrinseca malvagità.
Mi incuriosice la domanda iniziale, perché tutto sommato c'era quasi riuscito, poteva essere fiero di se, dato il suo intento malsano.
Ricollegandomi a quello che ha detto math, anche se non l'ho capito del tutto, Hitler la sua bella carriera l'ha fatta.
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Anche io escludo che sia stato felice, almeno per il grosso della sua vita. Lo è stato nei trionfi, non lo è stato nell'infanzia e nella gioventù. La Brown lo amava di certo. Tutto questo nulla cambia a proposito del carattere abietto del nazismo.
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Riferimento: Secondo voi Hitler...
Tu chiedi se era felice, e osservi che la sua carriera l'ha fatta (indubbiamente!) e certo è riuscito quasi a raggiungere tutit i suoi obiettivi, ma:
1) "quasi" raggiunti è spesso molto più doloroso che "nemmeno avvicinati"
2) sei così sicuro che la felicità abbia a che fare con il raggiungimento dei propri obiettivi? Io per nulla, anzi credo che le due cose abbiano ben poco a che fare tra loro, anche quando gli obiettivi siano buoni e onorevoli, figuriamoci quando sono abietti
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Originariamente Scritto da
zar2086
... Mi incuriosice la domanda iniziale, perché tutto sommato c'era quasi riuscito, poteva essere fiero di se, dato il suo intento malsano.
Ricollegandomi a quello che ha detto math, anche se non l'ho capito del tutto, Hitler la sua bella carriera l'ha fatta.

Originariamente Scritto da
emma2
Tu chiedi se era felice...
2) sei così sicuro che la felicità abbia a che fare con il raggiungimento dei propri obiettivi? Io per nulla, anzi credo che le due cose abbiano ben poco a che fare tra loro, anche quando gli obiettivi siano buoni e onorevoli, figuriamoci quando sono abietti
Questo era il senso del mio primo intervento. Non poteva essere felice, e questo lo si può dire anche senza entrare in un esame ardito ai limiti dell'artificioso di cosa ha portato la sua psiche accartocciata su se stessa ad affermare la supremazia di una supposta razza a cui evidentemente nemmeno apparteneva. Ha rincorso un ideale incapace del tutto di vivere la sua vita. Quell'ideale ha preso il posto della sua vita. Eva Braun, la cui vita è stata continuamente saccheggiata dal marito che viveva per tutt'altro che la sua vita di cui lei faceva parte, è stata più volte spinta al suicidio da ciò. Come la precedente amante di Hitler, morta suicida. Hitler era talmente infelice che la sua infelicità contagiava chiunque gli stesse accanto. Dalla storia dovremmo imparare questo, che la felicità non sta nel raggiungimento degli obiettivi, e tantomeno il senso della vita, ammesso che ce ne sia uno.
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io dico che doveva davvero essere mosso da un profondo malessere personale.
Forse mi servirebbe un aiuto di uno storico preparato in questo esame,
ma mi chiedo... se fosse stato più sereno e lucido pur nalla sua bramosia....
non si sarebbe fermato dopo Polonia e Francia?
conquistati tali paesi uno stop difensivo per 5 o 6 anni gli avrebbe permesso di consolidare la conquista e di preparare nuove campagne d'invasione
con forze ben più grandi.
e probabilmente oggi l'europa sarebbe molto differente.
invece si incapponì nell'idea della conquista...... di certo non penso che fosse felice.
avevo un cuore contratto e avvizzito
ma è arrivata la primavera
che con la sua rugiada l'ha fatto fiorire.
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Originariamente Scritto da
mathman
Questo era il senso del mio primo intervento. Non poteva essere felice, e questo lo si può dire anche senza entrare in un esame ardito ai limiti dell'artificioso di cosa ha portato la sua psiche accartocciata su se stessa ad affermare la supremazia di una supposta razza a cui evidentemente nemmeno apparteneva. Ha rincorso un ideale incapace del tutto di vivere la sua vita. Quell'ideale ha preso il posto della sua vita. Eva Braun, la cui vita è stata continuamente saccheggiata dal marito che viveva per tutt'altro che la sua vita di cui lei faceva parte, è stata più volte spinta al suicidio da ciò. Come la precedente amante di Hitler, morta suicida. Hitler era talmente infelice che la sua infelicità contagiava chiunque gli stesse accanto. Dalla storia dovremmo imparare questo, che la felicità non sta nel raggiungimento degli obiettivi, e tantomeno il senso della vita, ammesso che ce ne sia uno.
Non credo sia felice chi uccide perche' la felicita' e' anche amore per la vita e il il prossimo....inoltre credo che dalla stori anon abbiamo ancor aimparato ninete si continua ancora a uccidere ...uomo contro uomo.....bianco contro nero..europeo contro extracomnunitario.
Ma gli uomini non son tutti dello stesso numero di cromosomi???
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Originariamente Scritto da
dingoman
io dico che doveva davvero essere mosso da un profondo malessere personale.
Forse mi servirebbe un aiuto di uno storico preparato in questo esame,
ma mi chiedo... se fosse stato più sereno e lucido pur nalla sua bramosia....
non si sarebbe fermato dopo Polonia e Francia?
conquistati tali paesi uno stop difensivo per 5 o 6 anni gli avrebbe permesso di consolidare la conquista e di preparare nuove campagne d'invasione
con forze ben più grandi.
e probabilmente oggi l'europa sarebbe molto differente.
invece si incapponì nell'idea della conquista...... di certo non penso che fosse felice.
allora bisogna capire cosa s'intende per felicità...io non credo che felicità e soddisfazione siano la stessa cosa...anche se il dizionario mette l'una come sinonimo dell'altra... nel senso emotivo, non penso...forse la felicità porta alla soddisfazione, se sei felice davvero puoi essere soddisfatto, ma non credo nel contrario...che se sei soddisfatto allora sei per forza felice...no non lo credo...
Ti amo non tanto per ciò che sei, bensì per ciò che io sono quando sono con te.
Ti amo con il respiro i sorrisi e le lacrime di tutta la mia vita.
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Originariamente Scritto da
sweetcat
allora bisogna capire cosa s'intende per felicità...io non credo che felicità e soddisfazione siano la stessa cosa...anche se il dizionario mette l'una come sinonimo dell'altra... nel senso emotivo, non penso...forse la felicità porta alla soddisfazione, se sei felice davvero puoi essere soddisfatto, ma non credo nel contrario...che se sei soddisfatto allora sei per forza felice...no non lo credo...
infatti il senso di quel che che dicevo centra proprio con questo.
Se uno è felice ...tende a non cercare soddisfazioni con imprese o altro...
penso al contrario
che se uno è infelice cerca la soddisfazione di grandi imprese...
più grande è l'impresa che cerca .... maggiore è la sua infelicità.
avevo un cuore contratto e avvizzito
ma è arrivata la primavera
che con la sua rugiada l'ha fatto fiorire.
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Originariamente Scritto da
dingoman
infatti il senso di quel che che dicevo centra proprio con questo.
Se uno è felice ...tende a non cercare soddisfazioni con imprese o altro...
penso al contrario
che se uno è infelice cerca la soddisfazione di grandi imprese...
più grande è l'impresa che cerca .... maggiore è la sua infelicità.
quoto..e se riesco reputo..
mhh no...nn riesco devo darla ancora un pò in giro..
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