Questa discussione dal titolo sintesi e massimo comun denominatore di miti e filosofie religiose ..... è all'interno del forum 4 chiacchiere; cominciamo con un OT matematico:
massimo comune denominatore (o divisore)
prendiamo ad esempio i numeri 12 e ...
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Riferimento: sintesi e massimo comun denominatore di miti e filosofie relig
cominciamo con un OT matematico:
massimo comune denominatore (o divisore)
prendiamo ad esempio i numeri 12 e 18 ... entrambi sono divisibili per 2
quindi 2 è un comune divisore, sono divisibili anche per 3 entrambi
ma il massimo comune divisore è il 6 ...... ovvero il numero più grande per
cui tutti gli elementi sono divisibili.
In questo 3D il concetto è prendere tutti gli elementi che sono comuni a 2 o più cose, e provare a ragionare sul significato che possono avere.
avevo un cuore contratto e avvizzito
ma è arrivata la primavera
che con la sua rugiada l'ha fatto fiorire.
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afra77 qualcuno pensa che solo la femmina umana partorisca con dolore? soffrono anche le altre bestioline e alcune muoiono di parto...
certo ma succede in particolare agli animali selezionati dall'uomo per esser
più grossi, più produttivi, più belli...per gli animali selvaggi è molto diverso...
avere un lungo difficile parto è n lusso che il mondo selvaggio non concede perchè, significherebbe morte certa.

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afra77 - "ti procurerai il cibo col sudore della fronte"
queste parole portano in sè un fondamentale concetto...
il concetto di "lavoro"
prima di essere civile l'uomo semplicemente si procurava il cibo quotidianamente
in modo istintivo, divenendo civile ha organizzato l'attività rendendola lavoro,
il cacciatore va a caccia il raccoglitore cerca poi verrà il cltivatore l'allevatore.
è il concetto connesso alla civilizzazione che intendo
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dingoman cominciamo con un OT matematico...
C'è un piccolo equivoco lessicale. Divisore non è sinonimo di denominatore. A volte i due termini vengono usati come se fossero sinonimi, con un piccolo abuso, tuttavia nelle diciture "denominatore comune" e "massimo comun divisore" l'equivoco non ci può essere. Tu intendevi dire massimo comun divisore, mentre nel parlato di solito si dice "trovare un denominatore comune". Il denominatore comune, tuttavia, è il minimo comune multiplo dei denominatori, non ha quindi relazione diretta col massimo comun divisore. Il denominatore comune si cerca per sommare algebricamente due frazioni che hanno denominatori diversi. Figuratamente tra due frazioni di pensiero distinte si cerca il denominatore comune per confrontarle. Equivale a dire trovare un contesto più ampio in cui inserirle entrambe più che indagarne i punti comuni, che è ciò che ho cercato di fare io. Tu invece intendevi trovarne le analogie, che è più simile a trovare il massimo comun divisore piuttosto che il denominatore comune. Tra le due cose c'è intersezione, ma non sono la stessa cosa, come divisore e denominatore non sono esattamente sinonimi. Chissà se a livello inconscio hai mescolato volontariamente le cose.
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mathman C'è un piccolo equivoco lessicale. Divisore non è sinonimo di denominatore. ...
hai ragione, ho colto il mio errore,
anche se mi resta un dubbio ...
massimo comune denominatore e massimo comune divisore mi parrebbe che coincidano...
a meno che la locuzione "comune denominatore" non abbia un preciso significato che sarebbe quindi incompatibile con la caratterizzazione "massimo".

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mathman In natura esiste un fenomeno che gli studiosi chiamano convergenza evolutiva. .Capita che in posti distanti, evolvano animali appartenenti a gruppi evolutivi separati ma che presentano caratteristiche praticamente identiche..
questo però ha una ragione logica ben comprensibile ...
dato un certo clima e terreno il tipo di piante che vi possono crescere avranno certe caratteristiche ...e saranno uguali anche se di spece diversa,
quindi dato clima terreno e piante simili gli erbivori che vi possono vivere avranno
per forza certe comuni caratteristiche...da cui i predatori ...ecc
all'opposto, invece sul fatto che ...

Originariamente Scritto da
mathman ... è che la testa che partorisce queste idee è la stessa, quella umana.
è proprio il fatto interessante questo.
Parto dal presupposto che il nocciolo dell'uomo è uguale e comune a tutti,
e che posti diversi hanno fatto sviluppare sovracostrutti differenti.
La cosa cruciale .. è andare a cercare il nocciolo togliendo i csovracostrutti.
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dingoman hai ragione, ho colto il mio errore,
anche se mi resta un dubbio ...
massimo comune denominatore e massimo comune divisore mi parrebbe che coincidano...
a meno che la locuzione "comune denominatore" non abbia un preciso significato che sarebbe quindi incompatibile con la caratterizzazione "massimo".
Queste sono cose che tutti studiano a scuola, ma quasi nessuno insegna con un po' di chiarezza. L'equivoco nasce quando al bimbo si insegna a fare la divisione tra numeri: c'è il dividendo, il divisore, il quoziente e il resto. I termini divisore e quoziente qui vengono usati impropriamente, e nasce l'equivoco. In realtà le operazioni sono due, somma e moltiplicazione. La differenza è la somma di un numero per l'opposto di un altro e la divisione la moltiplicazione di un numero per il reciproco di un altro. Scriviamo, per brevità, A-B invece di A+(-B) e A:B invece di A*(1/B), e queste abbreviazioni che poi useremo per tutta la vita costringono i maestri elementari a insegnare che ci sono quattro operazioni e non due, obbligandoli a "prendere in prestito" dei termini per spiegare le cose. Ecco che in A:B B diventa il divisore. In realtà B si dice divisore di A se c'è un terzo numero C tale che A=B*C, cioè se A:B è una divisione che non dà resto. Fin qui si è parlato di numeri interi.
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In seguito al bimbo si parla di numeri con la virgola e si è costretti, da un certo punto in poi, a insegnargli le frazioni, perché certi numeri con la virgola è difficile maneggiarli senza fare casini e prima o poi a tutti tocca avere a che fare col calcolo letterale (monomi, polinomi ecc). Ecco che si parla di mcm e MCD e di denominatore comune. Se ho due frazioni (3/4 e 5/7) il denominatore comune è per definizione il minimo comune multiplo dei denominatori (mcm tra 4 e 7, cioè 28). È quindi implicito che il denominatore comune è il più piccolo tra i denominatori possibili che consentono di scrivere le due frazioni con lo stesso denominatore (3/4 diventa 21/28 e 5/7 20/28) in modo da poterle ad esempio sommare. Il fatto è che, avedo definito indebitamente la divisione come operazione a sé stante e considerando quindi 5/7 come 5:7 e non come 5*(1/7), e avendo chiamato divisore B in A:B può esserci un'indebita identificazione tra i termini "divisore" e "denominatore", che in realtà dicono cose diverse.
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mathman Ecco che si parla di mcm e MCD e di denominatore comune. Se ho due frazioni (3/4 e 5/7) il denominatore comune è per definizione il minimo comune multiplo dei denominatori (mcm tra 4 e 7, cioè 28). È quindi implicito che il denominatore comune è il più piccolo tra i denominatori possibili .
provo a spiegare il mio dubbio.
se ho le frazioni ...
21/28 e 61/84 .... posso dire che il massimo comune denominatore è 28?
avendo che 84 è =28 x 3.
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Secondo me le religioni esistono per due mtivi:
- cercare di dare una spiegazione "razionale" (anche se paradossalmente non è molto razionale far riferimento a qualsivoglia Dio) a quei fenomeni non spiegabili dalle attuali conoscenze umane;
- rendere più sopportabile quell'evento del ciclo vitale di ogni organismo vivente che le forme di vita così dette inferiori accettano senza troppe storie ma che il tanto evoluto essere umano proprio non digerisce.
Ovvero il fatto che prima o poi tutti ci troveremo orizzontali in una cassa.
Fateci caso e vedrete cher nessuna religione in alcun modo indica la morte come fine di tutto.
Tutte a loro modo indicano la morte solo come un smplice passaggio a un altro stato.
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stefano28 - rendere più sopportabile quell'evento del ciclo vitale di ogni organismo vivente che le forme di vita così dette inferiori accettano senza troppe storie ma che il tanto evoluto essere umano proprio non digerisce.
non è che gli animali accettano la morte, semplicemente non ne sono consapevoli (o meglio ne sono consapevoli solo a livello istintivo).
In amore, chi cerca non trova. Capita l'incontro fortunato, non si può cercarlo. (Mathman)
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dingoman certo ma succede in particolare agli animali selezionati dall'uomo per esser
più grossi, più produttivi, più belli...per gli animali selvaggi è molto diverso...
avere un lungo difficile parto è n lusso che il mondo selvaggio non concede perchè, significherebbe morte certa.
queste parole portano in sè un fondamentale concetto...
il concetto di "lavoro"
prima di essere civile l'uomo semplicemente si procurava il cibo quotidianamente
in modo istintivo, divenendo civile ha organizzato l'attività rendendola lavoro,
il cacciatore va a caccia il raccoglitore cerca poi verrà il cltivatore l'allevatore.
è il concetto connesso alla civilizzazione che intendo
continuo a non essere della tua opinione
le leonesse non soffrono durante il parto?!
per la seconda parte, mi risulta da quando studiavo storia a scuola che l'umano organizza le proprie attività da quando vive in gruppo, ovvero da sempre, come scimmie e formiche
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dingoman provo a spiegare il mio dubbio.
se ho le frazioni ...
21/28 e 61/84 .... posso dire che il massimo comune denominatore è 28?
avendo che 84 è =28 x 3.
28 è il massimo comun divisore tra 84 e 28. Il denominatore comune tra 21/28 e 61/84 è 84. Non conosco una definizione di massimo comun denominatore, ma può anche essere che sia una nomenclatura che non ho mai sentito e che indica qualcosa di preciso. Il fatto è che non c'è modo di esprimere 61/84 come frazione di 28, se non altro perché 61 è primo ed è quindi impossibile esprimere la frazione 61/84 con un denominatore minore di 84 (21/28 invece equivale a 3/4), e la parola comune fa pensare a qualcosa che accomuni le frazioni rendendo possibile esprimerle con lo stesso denominatore. A me pare che sia una confusione generata dall'equivoco lessicale che vede usati a volte come sinonimi denominatore e divisore. Oppure è una nomenclatura che mi sfugge, ma non riesco a immaginare a cosa possa riferirsi.
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dingoman provo a spiegare il mio dubbio.
se ho le frazioni ...
21/28 e 61/84 .... posso dire che il massimo comune denominatore è 28?
avendo che 84 è =28 x 3.

Originariamente Scritto da
mathman 28 è il massimo comun divisore tra 84 e 28. Il denominatore comune tra 21/28 e 61/84 è 84. Non conosco una definizione di massimo comun denominatore, ma .....
e se volessi fare un raccoglimento a fattor comune ?
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dingoman e se volessi fare un raccoglimento a fattor comune ?
Tra le frazioni? Intendi qualcosa come 21/28 + 61/84 = 1/28 * (21 + 61/3)? Allora forse ho capito cosa intendi, ma assomiglia molto a un'altra struttura matematica che in effetti ha molto a che fare coi quozienti. Almeno lo ricorda molto da vicino. Si tratta di considerare due strutture algebriche (A e B) che possono essere anche distanti tra loro per natura, e metterle in relazione con una funzione che possieda alcune caratteristiche peculiari. È allora possibile che, considerando in uno dei due insiemi un opportuno sottoinsieme (A sottoinsieme di A) e facendo il quoziente tra i due (come se fosse una specie di frazione A/A tra l'insieme e il suo sottoinsieme), si ottenga una struttura strettamente connessa all'insieme di partenza (A) e praticamente indistiunguibile dall'altro (B). Insomma, tolta qualche sovrastruttura, le due cose apparentemente distanti in realtà rivelano un'anima praticamente identica.
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mathman Intendi qualcosa come 21/28 + 61/84 = 1/28 * (21 + 61/3)? ....
...Insomma, tolta qualche sovrastruttura, le due cose apparentemente distanti in realtà rivelano un'anima praticamente identica.
esatto era questo che volevo dire.
per fare un esempio che ci riporta IT
la Hom e il rosario .... sembrano cose molto distanti,
in un caso non uso nemmeno parole, nell'altro è un ripetere di preghiere sempre uguali...
ma l'effetto sull'animo umano è praticamente identico!
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Originariamente Scritto da
dingoman esatto era questo che volevo dire.
per fare un esempio che ci riporta IT
la Hom e il rosario .... sembrano cose molto distanti,
in un caso non uso nemmeno parole, nell'altro è un ripetere di preghiere sempre uguali...
ma l'effetto sull'animo umano è praticamente identico!
Immagino di sì, almeno nell'intento dichiarato di ciò che si intende raggiungere attraverso le due cose.
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Quello che intendevo dire io, fraintendendo il singificato del massimo comun denominatore e allargando il discorso al contesto invece di restringerlo all'ossatura del pensiero, è che all'origine ci sono le stesse esigenze, le quali portano a trovare una via per soddisfarle che, al di là di alcune deviazioni, segue più o meno lo stesso percorso.
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