La terza regola… beh è andata a farsi benedire sin da subito perché avendo un carattere solare e non riuscendo proprio a fare la musona.. beh il mio sorriso e la mia gentilezza hanno contagiato tutti. Davvero non l’ho fatto apposta ma è più forte di me.
Ora veniamo al punto… nel corso di questo periodo mi sono troppo affezionata a uno dei miei colleghi. Cercavo di allontanarmi ma non mi era possibile. Lui si è avvicinato sempre di più e io di fronte alla sua simpatia, gentilezza e ammirazione non sono riuscita a tener fede ai miei propositi.
A mio parere bisognerebbe sempre essere equidistanti.. un po’ come i binari delle ferrovie. In questo modo non ci si avvicina troppo e si è comunque a distanza di sicurezza per poter interagire. In questo caso dovevamo interagire per forza per il bene del lavoro.
Invece non siamo stati per niente come i binari delle ferrovie, ci guardavamo spesso, a volte ho intravisto dell’imbarazzo nei suoi occhi quando pranzavamo assieme agli altri. Lo stesso provavo io. Abbassavo a volte lo sguardo. Nel tempo credo di aver capito di provare una certa simpatia per questa persona anche se ho combattuto molto contro me stessa per evitare che crescesse dentro di me.
Morale della favola? Mi sono affezionata… irrimediabilmente. Mi è stato molto vicino, capitava spesso che mi sfiorasse, non so se lo facesse apposta. Non l’ho mai capito. Ha iniziato a comportarsi in maniera molto gentile, ostentava la sua simpatia cercando sempre di farmi ridere. Ci riusciva davvero bene. Da mia parte non mi sono trattenuta di fargli complimenti, soprattutto con gli occhi. Sono sempre stata gentile e premurosa, con tutti ma in particolare con lui. Siamo usciti anche in gruppo un paio di sere e non ho potuto fare a meno di notare i suoi sguardi. Sembrava che mi volesse dire qualcosa ma che non riuscisse a farlo.
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