accidenti proprio adesso che cominciavo a capire che non eri sulla lunaOriginariamente Scritto da emma2
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per evitare fraintendimenti .. il mio è un complimento!
comincio a vedere il discorso ... e sono curioso di leggerne il proseguimento.
Vuoi dire che vieni anche tu?!!!!!!Originariamente Scritto da giovy9
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accidenti proprio adesso che cominciavo a capire che non eri sulla lunaOriginariamente Scritto da emma2
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per evitare fraintendimenti .. il mio è un complimento!
comincio a vedere il discorso ... e sono curioso di leggerne il proseguimento.
avevo un cuore contratto e avvizzito
ma è arrivata la primavera
che con la sua rugiada l'ha fatto fiorire.
Siamo tutti curiosi. Ma a Emma piace centellinarsi, come a tutte le grandi star che sanno dominare la scena con poche mirate apparizioni piuttosto che con una presenza prezzemolina...Originariamente Scritto da dingoman
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Just like stars burning bright - Making holes in the night - We are building bridges
Uffa! Non ero sulla luna e nemmeno mi centellino: concilio i tempi, ecco tutto!
Vado a concludere…
A giovy piace di più il localino a milano piuttosto che la mela sull'albero... è proprio questo: che ti piace più una cosa che l'altra, cioè scegli e dici "questo si, questo no"' qui che nasce un'etica (nel caso in questione, per esempio, si potrebbe osservare che l'albero dal quale eventualmente cogliere la mela, presumibilmente è di qualcuno e il tuo gesto di cogliere la mela, quindi, in questo nostro mondo umano, sarebbe un furto, perciò forse tu preferisci non rubare a andare nel localino di Milano, dove, sempre presumibilmente, subirai tu un furto bello e buono, quando ti presenteranno il conto! E naturalmente, che l'albero sia proprietà di qualcuno o che andare in un localino a milano significhi tirar fuori dal portafoglio tanti pezzi di carta colorata, ha senso solo per noi, provatelo a spiegare al gatto!)
Meglio un pollo senziente che un filosofo saccente :D
Tutto ciò non mi fa specie, non mi stupisce, non mi meraviglia: per dirla con cotto e il suo smeraldo: che un sasso verde valga tanto no, non mi scandalizza per nulla! Come ho detto in quel 3d là, infatti, se esistono sassi verdi che valgono una fortuna e si chiamano smeraldi, è solo perché esistono uomini che li chiamano smeraldi e gli assegnano un valore, e gli uomini stessi non esisterebbero se non nominassero e assegnassero valore alle cose, e , in questo modo, creano un mondo: solo per noi esseri umani esiste un mondo, e questori pone delle responsabilità verso il mondo che abbiamo creato.
Ognuno di noi deve mangiare, esattamente come le capre. La capra bruca l’erbetta sul prato, e se è vero che un battito d’ali di farfalla può scatenare una tempesta dall’altra parte del mondo, solo per noi esiste questo mondo e questa relazione tra un battito d’ali e una tempesta. La capretta è tutta lì, sul prato e le sue azioni il suo brucare l’erbetta non vanno oltre quel prato: per noi è diverso, dobbiamo mangiare, come la capra, ma come quando e dove mangeremo ci pone una responsabilità rispetto al mondo che il nostro gesto andrà a modificare, non solo ora ma per sempre.
Ogni nostro gesto è infinito nelle sue conseguenze per il mondo.
Meglio un pollo senziente che un filosofo saccente :D
Naturalmente, non ci è possibile misurare e pesare ogni nostro gesto in tutta la sua infinita estensione – dopotutto, un po’ capre lo siamo anche noi e solo per un dio i suoi gesti potrebbero essere completamente trasparenti, mentre noi siamo costretti ad agire nel buio, però - e qui siamo diversi dalla capra – sappiamo che il nostro gesto avrà questa portata immensa, che andrà a modificare il mondo, rendendolo un po’ migliore o un po’ peggiore, per noi e per gli altri, nel presente e nel futuro. Pesantezza della vita umana!
Torniamo alle aziende. Un’azienda, dicevo, è un’impresa umana, un grande gesto umano, cioè, con enormi responsabilità verso il mondo, quindi.
Io credo che di queste responsabilità parlasse zar, aprendo questo 3d, e non del “fare beneficenza”, come del resto ha ripetuto più volte lui stesso.
Però, e le risposte che ha ottenuto ne sono un’ulteriore riprova, qui a un certo punto è successo qualcosa di molto singolare e pericoloso. Quella nostra impresa, frutto della volontà e creatività umana, si è come distaccata da noi, ha preso vita propria e ci guarda e determina dall’esterno senza che noi possiamo opporci o farci qualcosa. Una cosa così, insomma:
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Meglio un pollo senziente che un filosofo saccente :D
Questo è lo scandalo! Questo mi fa specie, questo rivoltarsi della creatura (l’azienda, il mercato, il sistema economico?) contro il creatore (noi stessi). Questo dire impotenti “eh, ma è così…cos’altro si può fare?” Come se ci trovassimo di fronte a leggi di natura (e naturalmente ci sarebbe da dire anche su questo “di natura”, ma lasciamo da parte quest’altro aspetto…) inevitabili e indiscutibili.
E qui stanno anche i piani diversi di cui dicevo all’inizio. Mi pare che zar intendesse fare un passettino in là, di sopra o di lato, come volete, ma tale da poter guardare il “Mostro” per quello che è, una creatura umana, invece le risposte che ha ottenuto sono ancora tutte immerse dentro la grande mistificazione (perché di questo si tratta, di una grande mistificazione) dentro la quale il drago continua a divorare il mago che lo ha creato e il mago non può che sottomettersi a una legge più grande di lui, una legge di natura. Giustamente, credo, zar non vuole separare e disgiungere l’etica e l’economia, perché derivano entrambe dalla stessa fonte, nascono nello stesso modo, nello stesso spazio (quello spazio che separa il sé da mondo di cui parlavo all’inizio) e in virtù di quello spazio.
Meglio un pollo senziente che un filosofo saccente :D
Ma per vedere questa vicinanza e indissolubilità è necessario fare quel passettino in là, vedere il drago per quello che è, domandarsi “ha senso?”, compiere ancora di nuovo e sempre quel primo passo che ha generato l’essere umano: prendere le distanze da mondo. Qui però con un movimento di secondo grado, per così dire: se lo scimmione ha preso le distanze dal mondo in cui era immerso come natura (e in questo modo ha dato origine a sé stesso come essere umano e simultaneamente ha creato quel mondo stesso come mondo e come natura che gli sta di fronte) ora si tratta per zar di compiere lo stesso movimento di presa di distanza dal mondo in cui siamo immersi che non è più la “Natura”qualcos a che ci è stato dato ma il mondo da noi stessi creato e che noi stessi ci siamo dati.
Se non si fa quel passettino che zar ci richiede, etica ed economia stanno invece ben separate: l’etica in cielo, nel regno del possibile che possiamo scegliere, o meno, un di più che noi possiamo (o meno) soddisfare mentre l’economia è ben radicata a terra, nel regno della dura necessità cui possiamo solo sottometterci, e tutt’al più cercare di conciliare con il tributo che sentiamo di dover pagare al cielo, magari con qualche buona azione qui e là, un po’ di beneficenza sparsa o addirittura adottando una policy aziendale nel rispetto dell’etica di cui farci lustro, ma pur sempre consapevoli che quando la necessità ci richiamerà all’ordine non potremo esitare, dovremo chinare la testa e dimenticarci il cielo.
Così, però si ri-diventa capre chine sulla zolla di terra e quel che va perduto non è tanto il cielo, che resta là, azzurro come sempre (be’, più o meno…), ma la nostra umanità che è tale solo perché sospesa tra il cielo e la terra.
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Questa frase merita un encomio.Originariamente Scritto da emma2
La gigantesca bugia di cui sopra.Originariamente Scritto da emma2
Esattamente.Originariamente Scritto da emma2
E ho anche aggiunto che non è un'utopia. Ovvero ci sono casi, anche banalissimi, in cui questo già avviene.
Meno sintetica dell'altra, ma comunque molto efficacie.Originariamente Scritto da emma2
Tutti credo che a questo punto si staranno chiedendo o ti vorrebbero (o mi vorrebbero) chiedere: Come?
E' ovvio che una risposta non possa essere contenuta in uno o cento post, perché la risposta è, come giustamente richiamava Emma, tutta la nostra umanità.
Sinteticamente si potrebbe rispondere: Essendo semplicemente umani.
Ma so che non vuol dire nulla di per se.
Eh già, e poi quello prolisso (detto il mattonificatore) sono io...
Alcuni animali usano oggetti, e hanno una nozione istintiva del rapporto di causa effetto che regola la dipendenza di alcune conseguenze a partire da una loro azione iniziale. Il passaggio ulteriore che ha fatto l'uomo è stato elevare enormemente la consapevolezza che questo comporta, e per farlo l'unico mezzo che ha trovato utile è stato evolvere altrettanto enormemente il linguaggio per poter comunicare e formulare i pensieri astratti che derivano da queste speculazioni. Per questo ritengo che la perversione di questo linguaggio sia un fatto più grave di quanto comunemente si pensi. Se chiamassimo la moda truffa o il surplus di profitto speculazione come in realtà sono, non ci sarebbe bisogno di arrabattarsi per spiegare come mai cose in partenza neutre ormai sono diventate negative e ci stanno distruggendo. La nostra economia sta collassando su se stessa (e non c'è alcuna speranza che inverta questo processo ormai iniziato) perché non si può chiamare progresso una condizione umana in cui si vive oggettivamente peggio di prima, è un regresso; non si può chiamare crescita lo spreco; non si può chiamare guadagno il furto. È ora, in questo senso, di fare il passo di lato che Emma abilmente ha descritto e di domandarsi di che czz stiamo parlando.
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emma ... supero un attimo lo stupore è il desiderio di farti un encomio per il tuo scritto....
e prendo qualche aspetto:
Mi chiedo se il drago dal mago generato, non stia in realtà ripordando allo stato caprinoOriginariamente Scritto da emma2
questa nostra umanità... che è in un certo senso la stessa cosa che divorare il mago,
ma in modo peggiore....più subdolo.
avevo un cuore contratto e avvizzito
ma è arrivata la primavera
che con la sua rugiada l'ha fatto fiorire.
Fare in modo che l'etica sia parte integrante di un'economia, di un modello di business e addirittura un fattore di successo può sembrare una cosa un po' campata in aria, ma come dicevo prima non è così.
Già di per se produrre qualcosa che serve è etico... e pure farne profitto lo è.
Non è invece affatto etico produrre profitto per fare profitto, perché adultera del tutto il significato di profitto.
È esattamente questo che intendo. Perché nel calcio non c'è la moviola in campo? Perché il bello del calcio spesso consiste nella truffa. Non c'è nessun altro sport in cui lo sfidante più scarso ha una probabilità così alta di vincere come nel calcio. È tutta un'operazione di marketing, non c'è nulla di reale. A ben guardare è un prodotto scadente, le poche azioni significative affogano in un mare di noia protratta, di interruzioni, di malintesi, di farse ed errori arbitrali che potrebbero essere facilissimamente corretti. Ma costa meno vendere bene una boiata pazzesca che produrre un prodotto sensato da vendere con un minor margine di guadagno e a costo di un maggiore investimento. Ma questo cosa significherebbe? Ridistribuire il lavoro e, soprattutto, i soldi secondo criteri più vicini alla realtà delle grandezze in gioco. Invece è più conveniente strapagare (corrompere) pochi, sottopagare (sfruttare) tanti, e vendere un inganno a mero scopo di lucro.Originariamente Scritto da zar2086
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