Beh, Calimero, non è esatto. Il mondo è pieno di asini...
ps speriamo che qualche esponente della categoria non me ne voglia...
Una volta c'era il latte d'asina,per curare i disturbi intestinale.
Oltre i famosi bagni di Cleopatra,nel latte d'asina,nel Italia meridionale,fin a +/-20 anni fa,nel caso di disturbi intestinali di neonati,bimbi o anziani,si aspettava "l'asinaro".
Generalmente era un vaccaro che si comprava una asina figliata da poco,che portava(asina e asinello)per la città,scampanellando .
Passava mattina e sera.Chi aveva un ammalato con disturbi intestinali,si faceva dare 1 bicchiere di quel latte,che veniva munta al momento....e costava anche parecchio.
Secondo la credenza popolare quel latte era simile a quello umano,e perciò guariva.
So che il latte di asina viene prodotta ancora oggi.Da noi nel nord-Barese non c'è ne sono più di asini,magari giusto qualcuno.....sono andati a finire tutti in tegame.
In più era un mezzo di trasporto degli anziani montanari.I giovani oggi,preferiscono altri mezzi,e gli asini sono stati tutti venduti.
Beh, Calimero, non è esatto. Il mondo è pieno di asini...
ps speriamo che qualche esponente della categoria non me ne voglia...
che bei racconti calimero!![]()
E' bello sentir raccontare le credenze, le usanze e le saggezze popolari.![]()
Il latte d'asina è ideale per allattare i bambini allergici al latte di mucca. A dimostrarlo una ricerca condotta dall’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Torino
Il latte bovino è l'alimento che più di ogni altro determina allergie nei bambini. Per eliminare il problema è sufficiente ricorrere (sempre sotto il controllo del pediatra o dell'allergologo) al latte di asina, come suggeriscono i ricercatori della sezione di Torino dell'Ispa, Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr, che ne stanno studiando le caratteristiche.
tra quello di mucca e quello di asina. Una differenza basata soprattutto sul contenuto di caseina e non di beta-lattoglobulina, proteina ritenuta erroneamente il principale responsabile dell'elevata allergenicità di questo alimento.
Ciò che probabilmente rende così ben tollerato questo latte è la sua grande somiglianza con quello umano”.
ha, inoltre, un contenuto di acidi grassi polinsaturi del tutto simile a quello materno ed è molto ricco di lisozima, una proteina caratterizzata da elevata proprietà antibatterica, in grado di proteggere il neonato da possibili patologie e che rende questo prodotto meno deperibile del latte di mucca. “Anche il rapporto calcio-fosforo e il contenuto proteico totale sono simili a quello umano”,
fonte http://www.latte.it/Pages/consigli9.htm
In caso di allergie o intolleranze alle proteine del latte vaccino, può essere utile sostituirlo con un latte le cui proteine siano di origine vegetale, come ad esempio il latte di soia, oppure con proteine che abbiano subito il processo di idrolisi, che fa perdere il potere allergizzante.
Il latte di soia e il latte idrolizzato garantiscono una crescita ottimale al bambino, anche se assunti per molti mesi o per anni. Il loro difetto però è quello di non avere un gusto particolarmente gradevole, per cui spesso sono assunti malvolentieri dal lattante.
La possibilità di ricorrere a latti di specie animali diverse dai bovini ma con un gusto più vicino a quello del latte umano rende il latte di capra, asina e cavalla delle valide alternative.
Il latte di capra, pur essendo una valida alternativa, è poco usato perché contiene proteine simili a quelle del latte di mucca e va sempre integrato con acido folico di cui è privo.
fonte: italiasalute.it
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