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PESCE e SALUTE
Chi mangia pesce campa cent’anni. Non è un nuovo modo di dire. Si è infatti osservato che le popolazioni che si alimentano principalmente di pesce non solo mostrano una maggiore resistenza fisica ma anche una durata della vita media maggiore in confronto a quelle che consumano soprattutto carne e vegetali. Il segreto sta nel consumo di in una particolare classe di grassi che solo i pesci di mare accumulano nella loro carne: gli omega-3.
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I grassi omega-3
I grassi omega-3 possono essere infatti trasformati nel nostro organismo in sostanze che esercitano un’azione antiaggregante piastrinica o in un componente molto importante dei lipidi del cervello e che svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione dell’impulso nervoso.
Entrambe queste sostanze hanno potenzialità antitrombotiche molto elevate. Gli acidi grassi omega-3 riducono inoltre i livelli del colesterolo totale e migliorano la funzionalità cardiovascolare.
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100 grammi di pesce al giorno
Gli effetti protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari, si manifestano già con l’assunzione di 100 grammi di pesce al giorno per un periodo di sei settimane. Ma se si consuma pesce con regolarità, tre o quattro volte a settimana, si fornisce al nostro organismo una quantità sufficiente di grassi omega-3 per esercitare l’azione preventiva nei confronti delle patologie cardiovascolari.
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Le virtù degli Omega-3
Veri e propri "spazzini" delle arterie, gli acidi Omega-3 proteggono il cuore dalle malattie cardiovascolari, come ben sanno gli amici eschimesi. In più, fanno tanto bene all’umore, allontanando la depressione: lo dimostra una ricerca targata USA
Che facessero bene a cuore e arterie lo si è scoperto osservando gli eschimesi. Per questa popolazione, infatti, l’infarto, il colesterolo e le malattie cardiovascolari sono quasi del tutto sconosciuti (mentre sono tra le principali cause di morte per le popolazioni occidentali). Il segreto degli eschimesi è il regolare consumo di pesce, in particolare quello azzurro, ricco di acidi grassi polinsaturi – gli Omega-3, appunto – che esercitano una benefica azione sull’apparato cardiovascolare.
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effetto antidepressivo
Ma il dato più interessante è l’effetto antidepressivo esercitato dagli Omega-3. Insomma, fare il pieno di acidi grassi polinsaturi addolcisce il carattere e allontana il cattivo umore: lo ha dimostrato una ricerca condotta negli USA su 106 volontari sani dai ricercatori dell'University of Pittsburgh School of Medicina. Gli scienziati hanno esaminato persone in buona salute, e le hanno sottoposte a tre test per valutare depressione, impulsività e personalità, senza modificarne in alcun modo le abitudini alimentari. E’ risultato che i volontari con bassi livelli di acidi grassi polinsaturi Omega-3 nel sangue mostravano più facilmente sintomi di depressione, pessimismo e impulsività. Presentavano caratteristiche opposte quelli con livelli maggiori di Omega-3.
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Precedenti studi avevano già rilevato che bassi valori ematici di acidi grassi Omega-3 erano correlati alla maggiore presenza di depressione, bipolarismo, schizofrenia, abuso di sostanze stupefacenti e deficit dell'attenzione. Ma lo studio dell'University of Pittsburgh School of Medicina dimostra, in particolare, il legame tra psiche e Omega-3 anche in persone sane. La ricerca getta quindi le basi per ulteriori studi su un’alimentazione ricca di pesce e il controllo dell’umore.
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E gli integratori?
Il modo migliore per assumere Omega-3 è di introdurli attraverso la dieta, senza ricorrere ad integratori. Il rischio è infatti quello di un sovradosaggio, specie se si consuma già pesce regolarmente. Tra gli effetti diel sovradosaggio, la facilità di sanguinamenti e l’abbassamento delle difese immunitarie.
Fonte erboristeriadulcamar a.com
CAUTELA nell'uso di preparati a base di olio di Pesce in soggetti con emorragie in atto
( tratto da Sheldon Soul Hendler " Enciclopedia delle Vitamine e dei Minerali" )
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E' un anno che prendo regolarmente ogni giorni integratori di Omega3 ad alto tenore di EPA e DHA, rigorosamente distillati molecolarmente. Per non spaventare la gente, l'unico effetto di un sovradosaggio è la diarrea.
C'e' un particolare esame del sangue, purtroppo ancora a pagamento che serve proprio per controllare se siete a rischio infarto. L'esame si chiama AA/EPA, ovvero controlla il rapporto tra acido arachidonico (AA) ed Acido Eicosapentaeonico (EPA).
Se il valore è compreso tra 1,5 e 3 allora siete in una buona situazione, se supera 3 dovete cominciare ad assumere un buon integratore di omega3.
Nessuno è morto finchè non è sepolto!
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Grazie! Ottimi chiarimenti!
Ho ancora un po' di materiale da aggiungere sul pesce
...vado...
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Le proteine del pesce
Il pesce è comunque un ottimo alimento per tutti non solo per il suo basso contenuto in colesterolo, ma perché contiene proteine di elevata qualità, in quanto ricche di aminoacidi essenziali (ad es. lisina, metionina, triptofano), e una carne caratterizzata da fibre muscolari corte molto adatta anche all’alimentazione dei soggetti convalescenti che richiedono cibi nutrienti, di agevole masticazione e di facile digeribilità.
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I pesci vivono in un ambiente dove sono pressoché privi di gravità, di conseguenza i loro muscoli si sono sviluppati in un modo differente rispetto agli animali terrestri e la maggior parte presentano una colorazione bianca.
Questo non accade in tutte le specie ittiche, per esempio i pesci spada o le balene, che essendo privati di ossigeno per lunghi periodi durante le immersioni e si muovendosi continuamente, hanno muscoli scuri, perché presentano una concentrazione di mioglobina maggiore. Le fibre muscolari di tutti i pesci hanno un contenuto di tessuto connettivo e collagene minore rispetto a quelle degli animali terrestri, per questo hanno una carne più tenera, molto adatta all’alimentazione dei bambini e degli anziani.
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I sali minerali contenuti nel pesce
Il pesce può essere una validissima alternativa alla carne anche per il contenuto in ferro oltre che naturalmente per le proteine. A parità di peso una fettina di costa di manzo contiene meno della metà di ferro rispetto alla carne delle alici, uno dei pesci tra l’altro più economici sul mercato, costando circa un terzo rispetto a una bistecca. Il pesce infine è anche “più leggero” rispetto alla carne, perché a parità di peso contiene meno grassi.
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Il pescato costituisce un’ottima fonte di altre sostanze minerali, soprattutto gli esemplari di piccole dimensioni che si mangiano interi. Forniscono un buon apporto di calcio, fosforo (fondamentali durante la crescita), rame e zinco (importanti nella prevenzione dell’infertilità), magnesio (oltre ad essere costituente di molte molecole fondamentali, previene anche le cefalee) e il sodio. Il contenuto di iodio (sostanza che previene il gozzo) e di selenio (svolge un’attività antiossidante) varia a seconda delle specie, ma in genere 150 grammi di forniscono questi due minerali in quantità sufficienti a soddisfare il fabbisogno giornaliero di un adulto. I crostacei e i molluschi sono molto ricchi di sodio e hanno un rapporto calcio/fosforo molto equilibrato.
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Le vitamine contenute nel pesce
Il contenuto vitaminico è consistente per le vitamine B1, B2, B12 e PP, ma il pesce è importante e quasi esclusivo vettore di vitamine A e D presenti come tali nel fegato (olio di fegato di merluzzo) e non nella forma di provitamine come negli altri alimenti.
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Il pesce e le diete ipocaloriche
Il pesce è un ottimo alimento anche per chi segue una dieta ipocalorica. Chi infatti vuole seguire una dieta dimagrante senza incorrere in carenze nutrizionali può tranquillamente rivolgersi al pesce, perché ha in media un contenuto di grasso inferiore a quello della carne, circa il 20% in meno, e i pochi grassi che contiene, sono grassi molto importanti per la nostra salute. Nel caso di diete ipocaloriche è bene comunque scegliere quelle specie che abbiano un basso tenore in grassi.
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In base al contenuto di grasso i pesci si possono infatti distinguere in:
• molto magri, con grasso inferiore all' 1%, e sono la razza, il nasello, l’orata, il gambero e il polpo;
• magri, (grassi tra 1 e 3%), per esempio la sogliola, spigola, palombo, rombo, calamaro, seppia, cozze e vongole, ostriche, aragosta
• semigrassi (con grasso tra il 3 e il 10%) come l’alice, la sarda, il dentice, la triglia, il tonno, il pesce spada e il sarago;
• grassi (con grasso superiore al 10%) come l’anguilla, l’aringa e lo sgombro”.
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Per malattie cardiovascolari…
Chi desidera approfittare dei benefici effetti del pesce nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e della trombosi, può mangiare quei pesci ricchi di grassi polinsaturi come lo sgombro, il tonno, il cefalo, il merluzzo, il salmone, la seppia, il calamaro o il polpo.
Fonte legapesca.coop
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la fine der monno
annà, sei mittica... eppure ar monny ce piace er pesce, eppure cohj
spaghetti colle vongole e i bucatini a la matriciana...
er tutto naffiato cor vino blanco bono de li castelli, de quello che ssa fa re solo lamico mio er bomba, chè la fine der monno...odder monny...correspetto sentenne...
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Per monny
… chissà perché quando si parla di roba da mangiare puntualmente spunti sempre tu! Sembra quasi che senti l’odore
ma oltre al pesce mi pare che ti piaccia un po’ di tutto…
E il tutto sempre annaffiato per bene col vino bianco e bbbono de li colli!
.. forte questo tuo inseparabile amico er bomba! Vedo che ve la intendete per bene! Tra tutte le sue specialità che ti prepara c’è pure la buonissimna PASTA E FAGIOLI!!
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pellanna
Annè che ffai me vòi provocamme? emme'ro scordato che ppure vado matto per ojo ajo eppeperoncino coj spaghetti sentenne, e vverso la mezzanotte minuto de più minuto de meno, ma pe la pasta e faggioli ciòppure n debole, ma che sse sente?..........(cor respetto de sordi sentenne............ .................)
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