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Discussione: Fermenti lattici - Yogurt probiotici

  1. Registrato da
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    Re: I PROBIOTICI non sono tutti uguali

    IIª Generazione tecnologica: probiotici DDS (Drug Delivery System)

    Consiste nel proteggere il contenuto della capsula di gelatina (i probiotici) dall’effetto deleterio dell’acidità gastrica (ph 1-2) mediante verniciatura della capsula stessa con un rivestimento resistente all’acido (a base di derivati cellulosici o di copolimeri dell’acido metacrilico): si parla in questo caso di “gastroresistenza” o di “enteroprotezione”.
    Il rivestimento però si scioglie in ambiente alcalino qual’è l’intestino tenue, permettendo la fuoriuscita dei probiotici dalla capsula direttamente nel loro ambiente di attività salutistica.
    Il sistema DDS, come il nome implica, è però riservato per legge esclusivamente ai farmaceutici (Drugs) e non agli integratori alimentari che è la categoria merceologica principale sotto la quale sono venduti i probiotici.


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    Re: I PROBIOTICI non sono tutti uguali

    IIIª Generazione tecnologica: probiotici microincapsulati con rivestimento mono o doppio strato

    La microincapsulazione (M.I.) consiste nel rivestimento dei probiotici (polvere) mediante un liquido gelatinoso essicabile che riveste i granelli o i granuli formando attorno ad essi una sorta di rivestimento quasi individuale gastro resistente.
    E’ senza dubbio un progresso rispetto ai probiotici nudi, di efficacia quasi eguale a quello del sistema DDS ma utilizzabile per legge anche per gli integratori alimentari.
    La sola critica che si può muovere al sistema (che conferisce resistenza all’acido, alla temperatura, alla pressione meccanica e all’umidità) è quella che lo spessore del rivestimento non è completamente uniforme per tutti i microglobuli e che i batteri racchiusi in ciascun microglobulo possono variare da qualche unità a qualche centinaio: di ciò bisognerà tener conto quando si farà l’analisi del numero di unità formanti colonia (UFC) cioè al momento della verifica del titolo della materia prima (polvere).
    Normalmente i microglobuli sono poi confezionati entro normali capsule di gelatina, ma possono essere presentati come pastiglie o tavolette visto che sono resistenti alla pressione meccanica.

    segue..

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    Re: I PROBIOTICI non sono tutti uguali

    IVª Generazione tecnologica: “superceppi” probiotici “nudi” ad alta prestazione (“High Performance”)

    Mediante selezione genetica tradizionale (non transgenica ma naturale) così come si è fatto negli ultimi secoli con piante e animali, si è riusciti in questi ultimi anni a selezionare e a riprodurre in coltura industriale ceppi probiotici particolarmente attivi e resistenti che per quanto riguarda rivificabilità, shelf-life (conservabilità), resistenza allo stress meccanico, resistenza all’acidità gastrica, efficacia dell’azione probiotica svolta, sono considerati dei veri campioni nel settore.
    La microincapsulazione non è più necessaria per gli “High Performance” e le prestazioni sono sorprendentemente buone.


    (FONTE : bromatech.it )

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    Cosa dice il Ministero delle Salute

    (Trato da : bromatech.it )

    PROBIOTICI

    Si devono intendere quei microrganismi che, introdotti con l’alimento, siano in grado di raggiungere l’intestino in condizioni di vitalità ed esercitare una azione salutistica.

    Caratteristiche dei microrganismi probiotici

    I microrganismi per essere considerati probiotici devono soddisfare i seguenti requisiti:

    • essere di provenienza intestinale. I microrganismi probiotici devono essere normali componenti della microflora dell’intestino umano in condizioni di salute;
    • essere assolutamente sicuri per l’impiego nell’uomo senza causare effetti collaterali specialmente in pazienti debilitati o immunocompromessi;
    • essere attivi e vitali alle condizioni ambientali che sono presenti a livello intestinale (35);
    • essere resistenti ad un basso pH, al succo gastrico, alla bile ed al succo pancreatico;
    • essere in grado quindi di persistere, almeno temporaneamente,nell ’intestino umano (24);

    segue..

  6. Registrato da
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    Re: Cosa dice il Ministero delle Salute

    Inoltre i microrganismi probiotici possono avere attività nel:

    • sintetizzare sostanze ad azione antimicrobica. La possibilità di sintetizzare sostanze ad attività antibatterica come batteriocine, sostanze con azione simile alle batteriocine, acido lattico e perossido di idrogeno conferisce ad alcuni microrganismi una vera e propria attività antimicrobica diretta;

    • stimolare la risposta del sistema immunitario intestinale (GALT: Gut Associated Lymphoid Tissue) per proteggere, in maniera indiretta, l’ospite dall’insediamento e/o dal raggiungimento di livelli numerici pericolosi da parte dei germi patogeni presenti nell’intestino.
    E’ stato dimostrato che alcuni batteri sono in grado di aumentare il titolo di IgA, di aumentare l’attività macrofagica, aumentare il numero di cellule killer, cellule T, interferone ed interleuchine;

    • migliorare e stabilizzare la funzione di barriera intestinale (es. costituzione di un biofilm protettivo, diminuzione della permeabilità intestinale, ecc.) (4, 5).
    Le caratteristiche sopra indicate sono riscontrabili in singoli ceppi delle varie specie e non sono di per sé estendibili a tutti i membri di una specie. E’ necessario che gli effetti benefici attribuiti ai ceppi siano, prima del loro impiego, clinicamente validati e documentati (44).

    I microrganismi probiotici sono rappresentati da tre gruppi di batteri: lactobacilli, bifidobatteri e altri; per l’elenco completo vedi il sito: ministerosalute.it


    FONTE : bromatech.it

  7. Registrato da
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    Re: Amici occasionali e Amici per la vita: i fermenti lattici

    • Una nota di cautela va aggiunta quanto all’eventuale associazione di fermenti lattici probiotici con il LIEVITO DI BIRRA (Saccharomyces Cerevisiae), che non è un batterio ma un microfungo, responsabile delle fermentazione degli zuccheri ad alcool come avviene appunto nella fabbricazione della birra di cui è un sottoprodotto.
    Il Saccharomyces non fa parte della flora batterica intestinale umana, nè dominante (98,82%) nè sottodominante (1,16%), nè di quella fluttuante transiente e opportunista (0,02%).

    Il lievito di birra se ingerito vivo viene fortunatamente ucciso nel transito gastrico dalla forte acidità dello stomaco e quindi si comporta da alimento con tutta la ricchezza di aminoacidi, vitamine, minerali e fibre: sarebbe un bel guaio se così non fosse ed il lievito cominciasse a fermentare gli zuccheri nel nostro intestino producendo in loco anidride carbonica gassosa ed alcool !

    E’ vero però che così avviene nel rumine dei bovini dove il Saccharomyces contribuisce alla predigestione del bolo alimentare dell’erbivoro: la moderna zootecnia usa in effetti sia il Saccharomyces che l’Aspergillus Oryzae come microfunghi probiotici per ruminanti; l’uomo, inutile a dirsi, non è un ruminante!

    segue..
    ------------------
    Scusa Anna1401, allora forse non ho capito bene.....mi puoi aiutare a capire la funzione di ENTERELLE che viene chiamato "integratore probiotico" e che appunto contiene Saccharomyces Cerevisiae ? E' scritto che " Favorisce il riequilibrio della flora batterica intestinale" e voi mi avete detto che è utile contro la Candida...
    Grazie.

  8. Registrato da
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    Re: Amici occasionali e Amici per la vita: i fermenti lattici

    Per riassumere: I componenti dell' ENTERELLE sono:

    fermenti lattici :

    - Saccharomyces cervisiae sub. boulardii,

    - Enterococcus faecium)

    - ENTERELLE (Enterococcus faecium+ Saccaromyces Boulardi): 2 capsule al mattino. L’Enterococcus faecium produce acido butirrico con cui “denuda” la Candida e acido formico con cui la uccide; il Saccaromyces Boulardi strappa la radicolazione delle ife e produce anch’esso acido formico.


    Quindi il Saccharomyces Boulardi esplica senz'altro un'azione anticandida e sicuramente non la favorisce
    dr. vincenzo valesi sanihelp

  9. Registrato da
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    Come si fa a mantenere l'equilibrio di tutti questi batteri?

    Grazie dottore, ok, quindi in questa combinazione il lievito non fermenta gli zuccheri nell'intestino ...ho capito.

    Comunque fa veramente impressione sapere di tutti questi batteri nell'intestino, milioni, in grande attività e spesso in lotta tra loro!
    Solo negli ultimi anni gli si da tanta importanza, giustamente, però io credo che non sia così facile trovare un sano equilibro, anche l'integrazione di fermenti mi sembra che sia molto soggettiva e poi con molta facilità si può alterare di nuovo il ripristino conquistato, troppi fattori concorrono a destabilizzarlo.

    Gran parte del nostro benessere mi sembra di capire che dipenda proprio dalla salute dell'intestino, praticamente tutta la vita bisognerebbe monitorare l'equilibrio della flora intestinale specialmente per aituare il nostro sistema immunitario, ma come si fa?
    Quali sono le analsi attendibili per diagnosticare la disbiosi intestinale?

    Io ne ho trovata una per esempio che si effettua su urine: "..L’analisi in questione si attua mediante metodiche analitiche colorimetriche ed in cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC). Vengono dosati su urine estemporanee due metaboliti del triptofano, prodotti in eccesso dalla flora disbiotica: lo scatolo e l’indacano. Il test rappresenta uno strumento diagnostico di indubbia validità sia in ambito di prevenzione che di cura e successivo monitoraggio della terapia"
    C'è anche questo test QUI DISBIOtest, che forse si può fare da soli... ?


    Grazie Dottore, buona gornata.
    Ultima modifica di anna1401; 19/02/2013 alle 23:33

  10. Registrato da
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    Re: Come si fa a mantenere l'equilibrio di tutti questi batteri?

    In attesa della risposta del dr Valesi...
    Citazione Originariamente Scritto da foxirotox Visualizza Messaggio
    ENTERELLE contiene Saccharomyces Cerevisiae ? E' scritto che " Favorisce il riequilibrio della flora batterica intestinale" e voi mi avete detto che è utile contro la Candida...
    Saccharomyces Boulardii è una sottospecie del Saccaromycens Cerevisiae. Il Cerevisiae viene usato nell’alimentazione per la fermentazione del pane, vino, birra ecc, mentre il Boulardii viene usato in medicina: è un lievito che compete con il lievito della candida.

    I batteri intestinali devono stare sempre in competizione tra di loro per controllarsi a vicenda nella loro crescita, in modo da determinare un equilibrio perfetto per la nostra salute.
    Sì, come hai detto anche tu non è sempre facile mantenere sano l’intestino, soprattutto oggigiorno con la vita moderna e stressante che abbiamo, con l’alimentazione molto spesso disordinata e veloce, con l’inquinamento ambientale ecc.
    E’ soprattutto per questo motivo che dobbiamo dare una mano al nostro organismo, adottando l’abitudine di assumere regolarmente e ciclicamente dei fermenti/probiotici, perché l’alimentazione moderna è tutta “sterile e sterilizzata”, priva di questi microorganismi preziosi per la nostra salute.

    Io credo che non sia il caso di ossessionarsi a controllare continuamente lo stato della nostra flora intestinale con esami specifici, ma è necessario farlo invece se si presentano dei problemi con sintomi ben precisi e disturbanti.
    Se si ha l’accortezza di prendere la buona abitudine quotidiana di dedicarsi del tempo per osservarsi attentamente, credo che si possano prevedere anche i possibili disturbi che potrebbero presentarsi, e quindi rimediarvi immediatamente aggiustando il tiro sulla flora intestinale, e cioè mandare dei “rinforzi” in loco ai nostri amici bisognosi..

    Il DISBIOtest non so se lo vendono anche al pubblico in farmacia … aspettiamo magari la risposta del dr Valesi.

  11. Registrato da
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    Re: Fermenti lattici - Yogurt probiotici

    Il DIBIOTEST è u test che si fa sulle urine per rilevare la presenza di INDICANO e SCATOLO, due sostanze derivanti dal triptofano, espressione di uno squilibrio della flora putrefattiva a livello dell'intestino, rappresentata in eccesso.I modi di sospettare una disbiosi sono legati anche a criteri clinici quali meteorismo, flatulenza con odore di uova marce. L'alimnentazione frettolosa, scorretta e squilibrata della nostra era,e spesso sbilanciata in senso acidosico, porta facilmente a squlibri della flora batterica e infiammazione cronica della mucosa intestinale. Il che significa sgranamento delle giunzioni serrate delle cellule epiteliali intestinali e passaggio di grosse molecole che si comportano da antigeni, invece che attraversop la cellula e quindi conseguente riduzione, negli spazi fra una cellula e l'altra. Da li arrivano attraverso i capillari linfatici alle placche di Peyer situare nella sottomucosa dell'intestino tenue. Le placche del Peyer sono veri e propri aggragati di cellule linfatiche (Linfociti) che a seconda del tipo di stimolo antigenico orientano la loro risposta o in senso Th1 oppure Th2, e distribuendosi poi in tutto il corpo attrraverso le vie linfatiche e il torrente circolatorio. Si spiegano così intolleranze e allergie, le quali ultime hanno la caratteristica di ATOPIE, cioè di manifesazioni senza una sede precisa, proprio perchè non c'è una relazione fra la stimolazione antigenica e la collocazione dei linfociti, migrati spesso in sedi lontanisssime da quella del primitivo contatto.
    dr. vincenzo valesi sanihelp

  12. Registrato da
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    Re: Fermenti lattici - Yogurt probiotici

    Sofisticato meccanismo, un pò difficile da capire comunque affascinante; grazie per la risposta dottore e grazie Anna1401 per la disponibilità.
    Buona serata.

  13. Registrato da
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    Messaggio Probiotici e Prebiotici - altre info più in dettaglio

    PROBIOTICI E SALUTE – Stato dell’arte basato sulle evidenze
    (Tratto da: nutrition-foundation.it )
    Milano, settembre 2010 - Bruno Scarpa - Ministero della Salute


    Per gli apporti utili, le linee guida ministeriali su probiotici e prebiotici partono dal presupposto che “è impossibile poter fornire su questo punto indicazioni precise perché sono molti i fattori che influenzano l’attività dei ceppi probiotici una volta ingeriti”.
    Senza contare la sinergia che potrebbe derivare dalla contemporanea presenza nei prodotti di prebiotici o di sostanze di altro tipo.
    Conseguentemente, la quantità giornaliera minima indicata in almeno un miliardo di cellule vive, a prescindere dal ceppo in questione, rappresenta solo un parametro orientativo, potendo risultare sufficienti anche quantitativi diversi, se comprovati da specifici studi.

    Peraltro tali studi, per supportare claims sulla salute autorizzabili ai sensi del regolamento (CE) 1924/2006, dovrebbero documentare un effetto specifico e non limitarsi ad attestare una avvenuta colonizzazione.
    Alla luce della posizione dell’EFSA, infatti, una semplice dichiarazione del tipo “Favorisce il riequilibrio della fora intestinale”, senza l’indicazione dei vantaggi conseguenti, non si configura come un claim sulla salute.

    segue..

  14. Registrato da
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    Re: Probiotici e Prebiotici - altre info più in dettaglio

    La “efficacia” è subordinata evidentemente al livello di qualità dei prodotti contenenti probiotici.
    In fase di produzione, pertanto, serve una accurata selezione delle materie prime con una appropriata classificazione, identificazione e denominazione del ceppo specifico, seguita dall’attuazione di piani di autocontrollo adeguatamente mirati al superamento dei vari punti critici individuati.

    In conclusione, per disporre di prodotti effettivamente attivi e pervenire al riconoscimento formale dei loro effetti benefici, superando la situazione attuale, occorre tendere ad elevare il livello medio della loro “qualità funzionale” nonché quella dei dati e della documentazione a supporto delle loro proprietà, auspicando nel contempo un riproporzionamento del sistema sulle evidenze ammissibili come prova per effetti sulla salute di sostanze diverse da vitamine e minerali.

    (Milano, settembre 2010 - Bruno Scarpa - Ministero della Salute)


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    Re: Probiotici e Prebiotici - altre info più in dettaglio

    INTRODUZIONE

    Il microbiota intestinale (termine che ha ormai sostituito la vecchia denominazione “microflora”) è un ecosistema formato da una pluralità di nicchie ecologiche, che ospitano una popolazione batterica formata da numerosissime specie e da un’innumerevole quantità di ceppi.
    È a stretto contatto con la mucosa intestinale, o interfaccia epiteliale, che costituisce, dopo quella respiratoria, la più grande superficie libera del nostro organismo, essendo pari a circa 250-400 m2.

    Il microbiota e la mucosa, insieme al muco, formano la cosiddetta barriera mucosa, importante sistema di difesa nei confronti dei fattori potenzialmente immunogenici o patogeni presenti nel Lume.
    L’interfaccia epiteliale, infatti, separa il lume, contenente il microbiota ed i residui dell’alimentazione e delle secrezioni organiche (salivari, gastriche, pancreatiche, biliari, intestinali), dal sistema immunitario specifico associato alla mucosa (GALT).
    I microrganismi che costituiscono il microbiota si distribuiscono lungo l’apparato digerente in modo disomogeneo.

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    Re: Probiotici e Prebiotici - altre info più in dettaglio

    Questi microrganismi giocano un ruolo di rilievo, anche attraverso le loro attività metaboliche, nell’utilizzazione dei nutrienti assunti con gli alimenti; essi influenzano inoltre in modo significativo anche lo sviluppo ed il funzionamento del sistema immune, e di altre funzioni dell’organismo umano.

    Le cellule che costituiscono il sistema immune, responsabili delle risposte che difendono l’organismo dai patogeni, sono infatti concentrate in massima parte in strutture linfatiche che si trovano proprio nella membrana basale, o lamina propria, del tratto gastroenterico (gut-associated lymphoid tissue, GALT).

    Fanno parte del GALT numerose strutture follicolari e le placche di Peyer, oltre ad aggregati di linfociti T, di antigen presenting cells (APC) e di linfociti B, caratterizzati dalla produzione di IgA, gli anticorpi secretori tipici dell’immunità mucosale.

    Le IgA sono resistenti alla proteolisi e non attivano il complemento: rivestono dunque una funzione protettiva senza avere un’azione proinfammatoria.

    I T linfociti sono presenti sia come linfociti T helper CD4+, nelle loro declinazioni (TH1, TH2, TH17, TH9), i T-citotossici CD8+, le cellule gd e le cellule T regolatorie, o Treg.

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    Re: Probiotici e Prebiotici - altre info più in dettaglio

    Il microbiota di ogni individuo ha una sua specifica “impronta digitale batterica”, cioè un profilo di specie suo proprio, diverso da quello di altri individui; esiste tuttavia un core di almeno 57 specie batteriche che può essere considerato comune a tutti.

    Le divisioni batteriche (i phyla) dominanti sono due, i Bacteroidetes e i Firmicutes, che costituiscono più del 90% delle categorie filogenetiche presenti nell’intestino umano, almeno nella sua parte distale.

    Il microbiota dell’intestino umano è oggi oggetto di ricerche condotte con tecniche molto avanzate, che comprendono anche lo studio del genoma batterico (microbioma), ed i cui risultati vengono pubblicati sulle riviste scientifiche più prestigiose.


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    Re: Probiotici e Prebiotici - altre info più in dettaglio

    Le due caratteristiche peculiari del microbiota intestinale umano in termini genomici sono:

    • la capacità di aderirealle proteine dell’ospite (collagene, fibrinogeno, fibronectina), confermando così una serie di dati accumulati negli anni mediante altre tecniche analitiche, che vedono nell’adesione un requisito fondamentale per la possibilità di persistenza di un ceppo batterico nel sistema gastro-intestinale;

    • la possibilità di fermentare i carboidrati.


    L’interazione tra microbiota ed ospite produce, per entrambi, vantaggi di varia natura.
    Le principali funzioni del microbiota, ad oggi note, dotate di un effetto favorevole per l’ospite sono le seguenti:


    - partecipazione alla formazione della barriera intestinale.

    - resistenza alla colonizzazione: Nissle nel 1916 11 dimostrò per la prima volta il ruolo del microbiota umano nel conferire resistenza alle infezioni tifoidi mediate da Salmonella, identificando il microbiota stesso, come sarà confermato in seguito, come la prima barriera di difesa contro l’invasione da parte di batteri patogeni.

    - produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA): i metaboliti finali dei processi fermentativi svolgono nell’uomo funzioni fisiologiche rilevanti (l’acido acetico per i muscoli, il cuore ed il cervello; l’acido propionico per la gluconeogenesi; l’acido butirrico per la nutrizione degli enterociti

    - produzione di vitamine: specie del gruppo B e K

    - interazioni con il sistema immunitario di mucosa

    - degradazione di xenobiotici: grazie a geni in grado di sintetizzare enzimi ad attività catabolica verso questi composti

    È importante in prospettiva osservare anche che la diversa capacità del microbiota, a seconda della sua composizione, di “estrarre” le calorie della dieta potrebbe rappresentare una possibile chiave di interpretazione fsiopatologica del sovrappeso e dell’obesità.

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    Re: Probiotici e Prebiotici - altre info più in dettaglio

    Il MICROBIOTA ED IL SISTEMA IMMUNE

    La relazione che si stabilisce tra microbiota ed ospite può essere di tipo commensale o simbiotico.
    I batteri del microbiota, come si ricordava, rivestono un’importanza fondamentale nel facilitare l’assorbimento degli alimenti (per esempio permettendo l’idrolisi di alcuni carboidrati non altrimenti digeribili per l’organismo) e nel prevenire la colonizzazione intestinale da parte di microrganismi patogeni, e quindi la loro penetrazione nell’organismo.

    È quindi fondamentale che il sistema immune riconosca i componenti del microbiota in quanto tali, e stabilisca una condizione di tolleranza nei loro confronti.


    La tolleranza nei confronti del microbiota è mediata da alcuni meccanismi complementari:

    - i batteri del microbiota non esprimono fattori di virulenza (per esempio secondariamente a modificazioni chimiche dei PAMP, o Pathogen-Associated Molecular Patterns), strutture antigeniche riconoscibili dai TLR (toll-like receptors) presenti sulla superficie delle cellule del sistema immune), oppure

    - alcuni batteri commensali sono in grado di sopprimere processi flogistici (per esempio tramite la “down regulation” delle attività di NF-kB).


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    Re: Probiotici e Prebiotici - altre info più in dettaglio

    DAL MICROBIOTA AL PROBIOTICO

    La efinizione oggi internazionalmente accettata di “probiotico” è quella elaborata da un gruppo di esperti congiuntamente convocati nel 2001 20 dalla FAO e dall’OMS: “Live microorganisms which when administered in adequate amounts confer a health beneft on the host”.

    In Italia il Ministero della Salute ha definito i probiotici “microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo” sostanzialmente riprendendo la definizione delle due organizzazioni ONU.

    È da sottolineare come nella definizione FAO/OMS non si faccia cenno all’origine umana del ceppo batterico come criterio per la selezione e definizione di probiotico e ci si basi invece sul tipo di effetto causato.

    Questo trasferimento della definizione dagli scopi scientifici a quelli regolatori ha avuto la conseguenza di far ritenere il termine probiotico, che nella sua definizione implica un beneficio per la salute, una vera e propria “indicazione sulla salute” (o health claim) ai sensi del Regolamento CE 1924/2006; se confermata, questa interpretazione da un lato comporterà restrizioni all’uso del termine negli alimenti e negli integratori, ma permetterà probabilmente dall’altro al consumatore di identificare immediatamente i ceppi (e quindi i prodotti) per i quali sia stato dimostrato un effetto favorevole sulla salute.

    Dal punto di vista funzionale numerosi dati sperimentali suggeriscono che i probiotici possono concorrere al rinforzo delle attività della barriera mucosa intestinale, in particolare influendo sulle cellule epiteliali intestinali (CEI) e sui macrofagi.

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  21. Registrato da
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    Re: Probiotici e Prebiotici - altre info più in dettaglio

    (…) Regolazione dell’apoptosi

    Alcuni probiotici possono regolare l’apoptosi (la cosiddetta “morte programmata”) delle CEI.
    Lactobacillus rhamnosus GG ATCC 53103 può attivare una proteina ad azione anti-apoptotica ed inibire una proteina ad azione pro-apoptotica in CEI stimolate con varie citochine (TNF-α, IL-1α-b o IFNγ).
    Altri esperimenti indicano che LGG attiva la produzione di due proteine, p75 e p40, che promuovono la proliferazione cellulare ed attivano la proteina Akt anti-apoptotica.
    La capacità dei probiotici di regolare l’apoptosi può rappresentare anche un’utile strategia per il controllo delle infezioni intestinali.


    segue..

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