Questa discussione dal titolo Una mela al giorno... è all'interno del forum Alimentazione; Una mela al giorno, meglio se rossa, leva il medico di torno. Il vecchio detto delle nonne ...
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Una mela al giorno...
Una mela al giorno, meglio se rossa, leva il medico di torno. Il vecchio detto delle nonne ora è provato scientificamente da un nuovo studio americano, il quale dimostra che questo frutto potrebbe prevenire e rallentare i processi di invecchiamento cerebrale che possono condurre allo sviluppo del morbo di Alzheimer o di altre malattie degenerative neurologiche.
A scoprirlo è stato un team di scienziati della Cornell university guidati da C.Y.Lee, direttore del dipartimento di nutrizionistica, che ha letteralmente immerso cellule di cervello di ratti da laboratorio in “quercetina”, la potentissima sostanza antiossidante presente in grandi quantità nelle mele, soprattutto quelle rosse, e a livelli inferiori in cipolle e mirtilli. I ricercatori hanno confrontato le reazioni delle cellule immerse nella quercetina a quelle di altre cellule cerebrali di ratti immerse invece in vitamina C, dopo averle esposte entrambe ad un composto di acqua ossigenata. La procedura mimava il tipo di processo che si ritiene avvenga nelle cellule cerebrali dei malati di Alzheimer. Le cellule immerse nella quercetina hanno evidenziato “danni significativamente inferiori” a quelli riscontrati nelle cellule trattate con vitamina C o non trattate in alcun modo. Lo studio verrà pubblicato sulla rivista specializzata “Journal of agricoltural and food chemistry”
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ette pareva cher monny nun se magnava armeno tre o qquattro dde pomi en sur finire der desinare, e ffinarmente grazzie asta lluminazzione òcca pito er perchè so ttosto(e ggajardo). Mar docche se mmagna i pomi nun cè ppericolo chesse squahj?
monny
emme pare che ppure e noci fa bbono, o nno? 
monny
Ultima modifica di anna1401; 03/02/2009 alle 16:25
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:)
Ho letto l'articolo con interesse, mio padre per anni ha sempre mangiato a pranzo e cena una mela, per anni e anni, eppure è morto di Alzheimer.
agnese
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Una Mela Al Giorno...
... leva il medico di torno
La mela e’ un frutto originario probabilmente dell’Asia centrale e occidentale, diffuso in Europa fin dai tempi piu’ remoti. La sua fama e’ tramandata non solo nella tradizione biblica ma anche nella mitologia, soprattutto tra i greci questo frutto ha avuto un ruolo di riguardo.
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Varietà:
Troviamo alcune varietà di mela: la fuji, dalla buccia che va dal rosso chiaro allo scuro su fondo giallo verde. La polpa croccante e succosa e il sapore è dolce, acidulo e aromatico; la royal gala, con la buccia giallo rossa, la polpa fine, succosa e soda; l’annurca con la buccia rosso violaceo, la polpa bianca, croccante e succosa; la stark con la buccia sopratutto rossa, e la polpa consistente e farinosa; la renetta con la buccia gialla leggermente verde, la polpa tenera e poco zuccherina; la buccia gialla leggermente verde, polpa tenera e poco zuccherina; la granny smith con la buccia verdissima, brillante e lucida; la golden con la buccia giallo intenso, e la polpa dolce e profumata.
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Conservazione:
In frigorifero per oltre un mese. A temperatura ambiente in un luogo molto fresco può durare anche un mese. In freezer la polpa di mela, una volta cotta, si può surgelare.
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Proprietà:
Le mele sono composte da acqua, proteine, grassi, zuccheri di diverso tipo, tra cui fruttosio, glucosio, e saccarosio, fibre, sali minerali tra cui potassio, zolfo, fosforo, calcio, magnesio, sodio, ferro, oltre a tracce di rame, iodio, zinco manganese, e silicio. La mela è ricca anche di vitamine: C, PP, B1; B2, A, e contiene inoltre acido malico.
I contenuti di questo frutto sono equilibrati e dal punto di vista nutrizionale completi. Tali proprietà contribuiscono all’attenzione dedicata alla sua capacità di ridare giovinezza ai tessuti, e di mantenere un generale benessere fisico.
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Curiosità:
Per le mele il marchio di produzione è essenziale perché garantisce norme restrittive sull'uso di sostanze chimiche; si può ricorrere a mele biologiche o a mele dai marchi conosciuti, mentre è meglio diffidare di "mele" anonime soprattutto lontano dalla stagione tipica della qualità di mela considerata.
fonte: italiadonna.it
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Sono consumatrice da tanti anni,del aceto di mele.
Poi hai mai bevuta il cidro di mele?.....deliziosa. Da ragazza bevevo sugo di mele...non l'ho mai trovato al super.Solo in erboristeria....con un prezzo da erboristeria
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Poi abbiamo nel nord-europa la mostarda di mele.Non è una marmelata,ma si prepara come il nostro vino cotto...solo che si fa più denso.In modo che è spalmabile sul pane di segale.
Cos'altro dire...le famose torte di mele...la ancora più famosa STRUDEL.
Le frittelle di mele....una delizia,ma non per la linea
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Cmq,ritornando sul aceto di mele,ricordo vagamente che fa bene alla nostra pelle del viso....non so cara Anna,se riesci a "pescarci" qualche notizia in più.
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Per calimnero
... ma le mele al naturale, in purezza non le mangi mai?
A me piacciono molto le stark, quelle belle grosse e belle rosse, quelle di Biancaneve. Ne mangio sempre due o tre, a volte anche 4 al giorno. Non mancano mai in casa mia.
Prima di passare ai dolci (... tu pensi subito a quelli, cali
golosona!), lo sai che mi piace approfondire l’argomento
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Cercherò qualcosa anche sull’aceto di mele. Anch’io lo uso, però non molto perchè di solito l’insalata la condisco solo con un pizzichino di sale e olio d’oliva extravergine, quello di Eyes
che è moooolto buono
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Ecco lo vedi...anch'io adoro quella mela, perchè è croccante. Ho allevato tutti gli figli con quelle mele in età neonatale...in forma grattugiata.Ricordo che in caso di diarrea, facevo un giorno 4 mele grattugiata, e fette biscottate sbricciolate, e basta.
Il giorno dopo la diarrea era scomparsa.Come è ovvio, non parlo di diarrea di origine batterico... in quel caso è cmq un valido aiuto nella alimentazione durante la cura....e sempre.
Ultima modifica di anna1401; 03/02/2009 alle 16:26
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per i disturbi di diarrea è molto utile anche la renetta, quella con la buccia gialla leggermente verde, che ha la polpa tenera e poco zuccherina. Questo tipo va benissimo anche da cuocere al forno, come saprai già naturalmente... una cuoca come te!
!
Ultima modifica di anna1401; 03/02/2009 alle 16:27
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L'erbario Celtico: il melo
a cura di Mary Falco
La pianta d'origini antichissime e proveniente dalle regioni transcaucasiche, è conosciuta in moltissime parti del mondo; probabilmente originaria dell’Asia centrale e occidentale, fu diffusa in Europa fin dai tempi più remoti. Si suppone che fin dal Neolitico, l’uomo abbia conosciuto il melo e ne abbia apprezzato i frutti. Tra le varie testimonianze della vita preistorica si sono trovate mele carbonizzate in siti preistorici svizzeri, austriaci, italiani e svedesi; le mele erano addirittura tagliate a metà e a quarti e questo particolare potrebbe essere forse la prova dell’abitudine di far seccare i frutti per l’inverno fin d'allora.
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Le prime notizie certe a proposito del melo
risalgono al XIII secolo a.C., epoca in cui era certamente coltivato in Egitto e in Asia Minore. Sette secoli dopo, i testi greci ne parlano diffusamente e successivamente lo citano gli autori latini. Plinio, ad esempio, ne descrive trenta varietà e racconta che gli Etruschi, prima dei Romani, erano abilissimi negli innesti. Oggi il melo è indubbiamente l’albero più coltivato nel mondo e la sua fortuna è stata di sicuro favorita dai lunghi tempi di conservazione e dalla facilità di trasporto dei suoi frutti.
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La sottospecie più conosciuta
è il malus communis pumila, da cui si sono ottenute gran parte delle varietà di mele presenti sul nostro mercato. Può raggiungere gli 8-10 metri d'altezza, ha foglie di color verde scuro di forma ovale con il margine seghettato, i fiori sono composti da cinque petali di color bianco rosato. Produce frutti di forma tondeggiante le cui dimensioni e colore variano secondo le numerosissime varietà attualmente coltivate. Negli ultimi anni c'è stata una tendenza a suggerire vecchie varietà di melo ormai abbandonate, le quali hanno ottime caratteristiche organolettiche e soprattutto una grandissima resistenza alle più diffuse malattie.
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marmellate, succhi, gelatine ...
Le mele, oltre che per il consumo fresco, sono utilizzate dall'industria per la produzione di marmellate, succhi, gelatine e per l'essiccazione. Altre specie sono utilizzate per la produzione di piantine da portainnesto. Sono numerosissimi i portainnesti utilizzati per il melo, i più diffusi sono il franco, il dolcino, il paradiso, e i vari portainnesti clonali.
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L'innesto sul franco dà un grande sviluppo
rendendo la pianta molto longeva ed esaltando le caratteristiche dei frutti, entra però in produzione molto tardi. Il dolcino e il paradiso sono utilizzati per ottenere forme molto ridotte con il vantaggio di avere abbondanti e precoci produzioni, infatti, con questi portainnesti si possono raccogliere le mele già dal primo anno dopo l'impianto. Gli altri portainnesti ottenuti da cloni di dolcino e paradiso, sono classificati in base alla vigoria che danno alle piante innestate su di loro, sono utilizzati esclusivamente per i frutteti da produzione e la loro scelta varia in conformità del tipo di varietà, dal tipo di terreno e dal clima della zona su cui si deve realizzare il frutteto.
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Comunque la mela è un frutto che vediamo ricorrere nella mitologia, nella religione, nella letteratura. Ha sempre causato grossi problemi, fra cui la guerra di *****, la caduta dal paradiso terrestre, e ha rischiato di trasformare Guglielmo Tell
in un involontario omicida. E' però ottima come spuntino nelle diete IPOCALORICHE perl'OBESITA' e nel DIABETE MELLITO, per il suo equilibrato contenuto di zuccheri non sbilanciato verso quelli semplici, così che ci fornisce carboidrati che non fanno salire la glicemia troppo velocemente.
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La coltivazione del melo
è molto diffusa in Italia, infatti, prediligendo i climi umidi e freddi, la maggior concentrazione dei frutteti da produzione si trova in tutto l'arco alpino. Nella nostra lingua il nome del melo è la traduzione del latino malum, che deriva a sua volta dal dorico mâlon, in francese si usa il termine pomme, che designa qualsiasi tipo di frutto a nocciolo o a semi, infine in inglese e tedesco apple ed Apfel, che derivano dalla radice indoeuropea abel.
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Per il noto dio Apollo
è stata proposta un'etimologia nordica che ha a che fare con l'albero del melo (mela è Abal in celtico), sacro ai Celti. Infine in bretone ed in gallese abbiamo aval, da cui la mitica isola di Avalon, paradiso di meli in fiore. Nonostante la sua diffusione enorme e la relativa facilità di coltivazione, il melo continua ad essere in tutte le culture un frutto "magico… e quindi pericoloso quando finisce nelle mani sbagliate"
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