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Discussione: L'importanza dell' ALIMENTAZIONE

  1. Registrato da
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    Conoscere la Frutta

    I frutti di diverse specie vegetali sono stati utilizzati dall'uomo come alimenti per millenni, data la loro relativa facilità di reperimento e le loro proprietà nutritive. Dal punto di vista alimentare, i frutti possono essere a polpa oppure a guscio; nel secondo caso, per lo più si tratta di frutta secca.

    La frutta ricca di polpa è la varietà più usata nell'alimentazione quotidiana, e solitamente quando si parla genericamente di “frutta”, oppure di “frutta fresca” si fa riferimento a questo tipo di alimenti.
    Ultima modifica di anna1401; 05/01/2009 alle 17:27

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    L'importanza dell' ALIMENTAZIONE
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    Proprietà nutrizionali della frutta

    Si tratta di prodotti costituiti da un'alta percentuale di acqua, che contengono una discreta quantità di carboidrati sotto forma di zuccheri semplici (soprattutto glucosio e fruttosio), sali minerali e soprattutto vitamine essenziali per l'organismo.

    Trascurabile è invece l'apporto di proteine e di grassi, poco presenti in questo tipo di alimenti. Naturalmente, questa considerazione vale solamente per la frutta consumata da sola, e l'apporto di questo tipo di sostanze può crescere notevolmente se si consumano prodotti derivati o dolci che impiegano la frutta come ingrediente.

    Le fibre si trovano soprattutto nella buccia ma in alcuni casi anche nella polpa di diversi frutti; la pectina, una delle più diffuse, facilita la digestione e può prevenire alcuni problemi intestinali, specialmente nei bambini.

    La quantità e la qualità di questi nutrienti sono influenzate dallo stato di conservazione della frutta stessa: per questo conviene sempre consumare frutta fresca di stagione che presenta caratteristiche migliori da questo punto di vista.

    E' preferibile surgelare della frutta fresca prodotta localmente per consumarla in seguito (specialmente nei mesi invernali), mantenendone così i valori nutritivi piuttosto che acquistare frutta maturata in maniera artificiale o trasportata per lunghe distanze.

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    Quando mangiare la frutta

    Consumare frutta al termine di un pasto è un'abitudine comune, ma è assolutamente sbagliato, specialmente se il pasto stesso è stato particolarmente abbondante.
    Infatti, in questo modo la frutta viene digerita molto lentamente, dovendo seguire il percorso digestivo degli altri alimenti, e tende a fermentare dando luogo a fastidiosi gonfiori addominali e vari altri disturbi.

    Inoltre, la fermentazione dei frutti può innescare una sorta di “reazione a catena” che coinvolge nel processo anche altri alimenti, in particolare quelli ricchi di amido (pane, pasta, riso e legumi, ad esempio) che amplificano il problema.

    E' quindi opportuno consumare frutta lontano dai pasti principali, preferibilmente a colazione o a merenda.
    Ultima modifica di francyfre; 15/12/2011 alle 17:28

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    Frutta e verdura fresche di stagione? Si, grazie

    Frutta e verdura possiedono alcune qualità che le rendono alimenti insostituibili ed essenziali per la nostra dieta:
    • Contengono generalmente un quantitativo limitato di calorie
    • Garantiscono un buon apporto di vitamine, sali minerali e fibra.
    • Idratano l’organismo, essendo solitamente ricche di acqua.

    Si può quindi affermare che aiutano a mantenere l’equilibrio salino, limitano l’azione distruttiva dei radicali liberi e regolano la funzionalità dell'intestino.

    Perchè tutte queste proprietà benefiche siano godute appieno è però necessario che arrivino fresche fino al consumatore, in modo da conservare le loro qualità nutrizionali.

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    Infatti, dopo che vengono raccolte, il contenuto di vitamina C inizia a diminuire velocemente.
    Pertanto, i prodotti consumati fuori stagione sono più “poveri”, dal momento che vengono trasportati per lunghe distanze (spesso provengono da una regione del mondo piuttosto remota) e comunque solitamente giacciono per molto tempo in magazzini bui e dalle condizioni di temperatura e umidità decisamente sfavorevoli.

    Inoltre, molti di questi prodotti vengono coltivati in serra, quindi si ha quantomeno una concimazione troppo abbondante e nei casi peggiori addirittura una coltivazione senza terreno, in cui le piante vengono alimentate direttamente tramite soluzioni di sostanze nutritive.

    I prodotti che ne risultano sono solitamente di grandi dimensioni e di bell'aspetto, ma molto più scadenti dal punto di vista nutrizionale rispetto a quelli normalmente coltivati nei campi, in grado di assimilare dal terreno tutti gli alimenti di cui necessitano e di maturare completamente.
    Ultima modifica di francyfre; 15/12/2011 alle 17:28

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    Frutta secca

    Si definisce “secca” la frutta in cui la parte commestibile è contenuta in un guscio duro e non commestibile. Alcuni includono in questa categoria anche la frutta disidratata (datteri, uva sultanina, fichi), quindi questo termine non si riferisce tanto a una categoria botanica quanto alle proprietà nutritive e al tipo di conservazione.

    Infatti la frutta secca è un alimento ipercalorico e ricco di grassi, contrariamente alla frutta fresca che ha solitamente un alto contenuto di zuccheri e carboidrati. Notevole è anche l'apporto di alcune particolari proteine, fibre, sali minerali, ferro, calcio, fosforo e vitamine E, A, B1 e B2.

    Questo tipo di alimenti è sconsigliato per chi deve seguire un regime dietetico particolarmente austero, per chi soffre di ulcera, disturbi renali, cardiovascolari o gastrite.
    E' inoltre completamente sbagliato consumarla a fine pasto, meglio utilizzarla per la preparazione di altri alimenti o in un gustoso muesli alla frutta.
    Essendo generalmente molto oleosa, la frutta secca è perfetta per mantenere morbida la carne (ad esempio le scaloppine al burro).

    Resta comunque un ingrediente fondamentale per quanto riguarda la pasticceria e la preparazione di dolci in generale, oltre a vedere uno sporadico impiego anche in sughi e pietanze vere e proprie.

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    Frutta antica

    Secondo ricerche condotte dalla FAO, a partire dall’inizio di questo secolo circa il 75% della diversità genetica tra le piante coltivate, compresi gli alberi da frutto, è andato perduto.

    L'agricoltura “industriale” infatti seleziona le specie ricercando la massima produttività (in termini squisitamente quantitativi) e, spesso, qualità “estetiche” che rendano appetibile il prodotto al consumatore finale, trascurando l'importanza delle varietà più antiche che sono invece importantissime per il mantenimento della biodiversità e la preservazione di sapori particolari, spesso molto più intensi e genuini rispetto a quelli di prodotti coltivati in maniera intensiva e con procedure che spesso compromettono le qualità nutrizionali della frutta.

    Fortunatamente oggi numerosi enti pubblici, associazioni e strutture private si adoperano per far sì che le specie agricole tradizionali siano tutelate e rivalutate come vere risorse per un'alimentazione di qualità.
    Il contributo dei consumatori è però fondamentale per assicurare il successo di queste iniziative e per diffondere queste colture oggi quasi scomparse:

    è importante imparare a conoscere questi frutti e portarli spesso sulla propria tavola; molte di queste specie inoltre non necessitano di cure particolari rispetto alle loro controparti più diffuse e possono essere tranquillamente coltivate anche nel giardino di casa.

  9. Registrato da
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    Che frutta e verdura trovo in questo periodo?

    Gennaio: arancia, kiwi, mandarancia, mandarino, pompelmo

    Febbraio: arancia, kiwi, mandarancia, mandarino, pompelmo

    Marzo: arancia, kiwi, limone, mandarino

    Aprile: arancia, fragola, kiwi, limone

    Maggio: arancia, ciliegia, fragola, kiwi, nespola

    Giugno: albicocca, ciliegia, fragola, limone, melone, pesca

    Luglio: albicocca, anguria, ciliegia, fico, fragola, lampone, limone, melone, mirtillo, pesca, pescanoce, prugna

    Agosto: albicocca, anguria, fico, fragola, lampone, melone, mirtillo, mora, pera, pesca, pescanoce, prugna, ribes, uvaspina

    Settembre: fico, fico d'india, mela, melograno, pera, pesca, pescanoce, prugna, ribes, uva, uvaspina

    Ottobre: cachi, castagna, limone, mela, melograno, pera, uva

    Novembre: arancia, cachi, castagna, kiwi, limone, mandarancia, mandarino

    Dicembre: arancia, cachi, kiwi, mandarancia, mandarino, pompelmo
    Ultima modifica di francyfre; 15/12/2011 alle 17:51

  10. Registrato da
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    torno a rompere

    cerco integratori che, annessi alla dieta alimentare mi aiutino a perdere peso..
    aiutatemi..



  11. Registrato da
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    Daria, ho copiato il tuo messaggio qui http://www.sanihelp.it/forum/medicin...ml#post1097673
    e restiamo in trepida attesa della competenza del dottor Valesi

    Hai mangiato tanto in questi giorni, Daria?
    se vuoi seguire alcuni consigli, ti metto il collegamento a questi post :

    http://www.sanihelp.it/forum/candida...ml#post1097681
    http://www.sanihelp.it/forum/candida...ml#post1097684
    Ultima modifica di anna1401; 06/01/2009 alle 19:00

  12. Registrato da
    05/05/2008
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    106
    in realtà non ho mangiato tanto..ma male si.. sono latentemente intollerante a glutine e lievito..così basta una fetta di pandoro seppure piccola.. per sembrare un palloncino.
    mi dico anche che per 3-4 giorni un pezzetto di pandoro o di cosa sia si può mangiare.. ma poi mi guardo allo specchio..e bum! baratro.
    sai, da che sono stata operata alla tiroide mi trovo con 10 kg in più.. mettici il gonfiore da intolleranza e addio!

    si si aspetto i saggi consigli del dott. valesi...

  13. Registrato da
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    Il male e il bene, il poco o il tanto, sono concetti tipici di un giudizio. In questi casi conviene essere osservatori e prendere atto di un fenomeno, che possiamo verosimilmente attribuire a intolleranza, nei confronti di alcune sostanze alimentari. Senza disperarsi o caricarsi di sensi di colpa, conviene evitare comunque la loro assunzione.
    dr. vincenzo valesi
    ____________________ ____________________ ____
    dr. vincenzo valesi sanihelp

  14. Registrato da
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    Gli agrumi

    Varietà di agrumi

    Con il termine “agrumi” si intendono le piante coltivate appartenenti alla sotto famiglia Aurantioideae (famiglia delle Rutaceae) ed i loro frutti. Ne fanno parte: l’arancio, il limone, il pompelmo, il mandarino, il pomelo, il cedro, la clementina, il bergamotto, il chinotto, la combava, la limetta, l’arancio amaro, il mandarancio, il mapo, il lipo e il lime.

    Esistono molte varianti e mutazioni naturali, sia nell'infiorescenza come nei frutti, per cui si trovano vari tipi di agrumi in varie parti del mondo. Oltre a ciò sono stati sviluppati numerosissimi ibridi, alcuni dei quali con caratteristiche non durevoli, per cui si trovano sul mercato solo per tempi relativamente brevi.

    In Italia la produzione di agrumi (arance, limoni, mandarini, clementina, bergamotto, chinotto) si concentra nelle regioni meridionali, con la Sicilia in prima fila (circa i due terzi della produzione nazionale), seguita dalla Calabria (circa un quarto) e a distanza da Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna e altre regioni.
    Una curiosità sono i limoni del Lago di Garda, per via della loro latitudine (quasi 46°).

  15. Registrato da
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    Caratteristiche del frutto

    I frutti degli agrumi sono rotondi oppure ovali. La buccia è costituita da uno strato esterno rugoso, raramente liscio, e da uno strato interno spugnoso chiamato albedo che può essere più o meno spesso.

    Il colore esterno varia dal giallo all'arancione fino al rosso, mentre l'interno è bianco. La buccia non è commestibile allo stato fresco, fatta eccezione per quella del limone, ma è di notevole importanza nello sfruttamento industriale degli agrumi.

    Il frutto sbucciato è costituito da spicchi avvolti ciascuno nella propria membrana a protezione di un insieme di particelle filiformi assai succose. I semi si trovano all'interno degli spicchi e sono molto coriacei. Non essendo in alcun modo commestibili, negli allevamenti si producono preferibilmente varietà di agrumi prive di semi.

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    Proprietà nutrizionali

    Tutti gli agrumi sono ricchi di vitamina C al punto che un’arancia intera o spremuta soddisfa il fabbisogno giornaliero di questa vitamina.

    Le loro proprietà nutrizionali degli agrumi però vanno ben oltre. È importante, infatti, la presenza della vitamina P che ha un effetto positivo sulla circolazione sanguigna, di bioflavonoidi, di altre vitamine del gruppo B e di numerosi sali minerali.
    L’aspetto che rende ancora più interessante gli agrumi dal punto di vista nutrizionale è l’elevato contenuto di acidi organici, malico e citrico soprattutto, di cui è particolarmente ricco il limone.
    L’acido malico interviene nel metabolismo dei grassi e delle proteine, l’acido citrico ha invece un effetto alcalinizzante del sangue.

    Gli agrumi quindi rafforzano il sistema immunitario e i tessuti, migliorano la digestione e regolarizzano l’intestino, fluidificano il sangue, hanno proprietà antibatteriche e antibiotiche.
    Vanno consumati di preferenza freschi e crudi, spremuti o a spicchi.

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    Un buon consiglio è quello di sostituire l’aceto con il limone come condimento per insaporire verdure e altre pietanze. Troppo spesso però si commette un errore: si pensa che la frutta non sia calorica.

    Il ragionamento si basa sulle calorie per 100 g, dimenticando che l'indice di appetibilità della frutta è alto e che l'indice di sazietà è basso. È importante fare anche un’accurata distinzione tra i diversi tipi di frutta.

    Per chi è a dieta vanno benissimo le arance, che dovrebbero sostituire la classica mela, perché meno caloriche e più ricche di fibre;
    non vanno bene invece mandaranci e mandarini, troppo appetibili e molto più calorici

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    Gli agrumi in cucina

    Nelle regioni italiane dove si producono agrumi, essi costituiscono anche un ingrediente molto utilizzato in cucina: a partire dai dolci come le bucce d'arance candite che scandiscono le feste religiose più importanti dell'anno, fino ad arrivare ad un piatto tipico della cucina povera: l'insalata d'arance da condire con olio, cipollina ed i finocchi.

    Il loro utilizzo in cucina si vede anche in ricette più elaborate, a partire dalla gelatina di mandarini e la crema di limoni, nonché come condimento per alcune pietanze di pesce e carne e per i liquori come il limoncello.
    Ultima modifica di francyfre; 15/12/2011 alle 17:51

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    Gli integratori alimentari

    Si definiscono integratori, con un termine scientificamente impreciso ma ormai in uso, nutrienti che si aggiungono alla dieta in quantità ridottissime (in genere dell'ordine dei milligrammi) per completare l'equilibrio nutrizionale.

    Un regime alimentare equilibrato non dovrebbe aver bisogno di integratori e nessun integratore supplisce adeguatamente ad una dieta squilibrata.

    Ma in circostanze particolari può rendersi necessario aggiungere ad una nutrizione anche equilibrata una dose adeguata di integratori perché:

  20. Registrato da
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    • le verdure e la frutta che troviamo in commercio danno spesso un apporto inadeguato di vitamine e flavonoidi;
    • in alcune zone i terreni sono carenti di alcuni oligoelementi (per es. il selenio) e trasmettono questa carenza ai vegetali che vi sono coltivati;
    • occorre fornire un supplemento nutrizionale, anche in caso di diete equilibrate, ad alcuni malati che non sono in grado di assimilare le vitamine che assumono o non sono in grado, proprio per le condizioni di malattia, di elaborare sostanze essenziali per l'organismo (è il caso dell'acido gammalinoleico);
    • in organismi particolarmente debilitati dalla malattia occorre fornire un apporto maggiore di alcuni micronutrienti essenziali per riportare l'organismo alle condizioni di salute.


    Il fabbisogno di questi nutrienti varia da malattia a malattia e, nell'ambito della stessa malattia, da malato a malato. Ecco perché deve essere il medico a determinare quali integratori debba assumere un ammalato e in quali quantità.
    Non raccomanderemo mai abbastanza di evitare pratiche pericolose di autoterapia.
    Ultima modifica di francyfre; 15/12/2011 alle 17:51

  21. Registrato da
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    Integratori alimentari

    Integratori alimentari: un po' di chiarezza su quelli naturali, per tracciare confini con il doping

    In un'epoca in cui si parla di integratori alimentari confondendoli spesso con il doping abbiamo scelto di fare un po' di chiarezza sulla materia, spiegando la funzione degli integratori naturali, e soprattutto a chi possono essere utili. Vitamine, carboidrati, proteine, aminoacidi, L-glutammina, L-carnitina, per finire con la discussa creatina.
    (di Alexander David Giulian)

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