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Discussione: L'importanza dell' ALIMENTAZIONE

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    Stitichezza o alterazioni dell’alvo

    Le fibre insolubili richiamano acqua, aumentano la massa fecale e stimolano la motilità intestinale risolvendo la stitichezza cronica.
    Le fibre solubili formano, richiamando acqua, una sorta di gel vischioso che regolarizza il transito intestinale, sono utili sia in caso di diarrea che di stitichezza.

    Il miglior svuotamento del colon ne riduce la pressione interna, previene quindi la formazione di diverticoli e di emorroidi.

    Le fibre, riducendo la sintesi di colesterolo, eliminando con le feci una maggior quota di acidi biliari e riducendo la quota di acido desossicolico prevengono la formazione di calcoli biliari.

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    L'importanza dell' ALIMENTAZIONE
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    Sovrappeso

    Le fibre, rallentando lo svuotamento gastrico, senza incidere sull’apporto calorico, danno anticipatamente senso di sazietà.
    Rallentando l’assorbimento degli zuccheri riducono il livello di insulinemia, sempre troppo alto negli obesi.
    Le fibre solubili riducono l’assorbimento intestinale dei nutrienti.

    - Malattie degenerative e cancro.
    Le fibre riducono il tempo di contatto dei sali biliari con la flora batterica che, in caso di stitichezza, potrebbero trasformarsi in agenti cancerogeni, pertanto prevengono il tumore al colon.
    Il butirrato, che si forma per fermentazione delle fibre da parte della flora batterica intestinale, ha azione anticancro.
    La lignina grazie ai suoi gruppi fenolici riducenti ha azione antiossidante.

    - Disbiosi intestinale.
    Le fibre sono un ottimo substrato per la fermentazione batterica a livello del colon pertanto consentono il mantenimento di un’efficiente flora batterica intestinale che a sua volta è fondamentale per un corretto funzionamento del sistema immunitario dell’intero organismo.

    Inoltre i prodotti tossici prodotti a livello intestinale in caso di disbiosi, arrivano al sistema nervoso centrale inducendo stati d’ansia e depressione.
    E’ stato stimato che l’assunzione di fibra dovrebbe essere di 0,5 g/Kg (30 - 40 g) al giorno.

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    In conclusione l’alimentazione quotidiana a base di cereali integrali, verdura e frutta previene la maggior parte delle malattie dei nostri giorni e costituisce un elemento fondamentale nella cura delle stesse patologie.

    Il consumo di farine raffinate pertanto è da ridurre il più possibile, ha poco senso eliminare la fibra dagli alimenti con la raffinazione per poi integrare la stessa con la crusca, in quanto non si raggiungerà mai l’equilibrio che la natura ha previsto nelle proporzioni dei vari nutrienti.

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    Lampadina I fitati

    Alcuni fautori dell’alimentazione a base di alimenti raffinati parlano dei cibi integrali, ed in particolare quelli contenenti crusca di grano, come “antinutrienti” per la presenza di fitati.

    Il fitato (Inositolo esafosfato) è presente nella crusca di grano in quantità di 40-60 micromoli/grammo e, potendo legare Fe, Zn, Ca, Mg, Cu, può ridurne l’assimilazione.

    Numerosi studi hanno esaminato gli effetti delle fibre sull’assimilazione dei minerali; in conclusione forti quantitativi di fibra possono ridurre l’assimilazione e/o produrre uno squilibrio in alcuni minerali, ma solo se presa come supplemento, in particolare la crusca di grano, può provocare carenze.

    Invece la fibra, come componente alimentare, non interferisce con i minerali contenuti in altri alimenti. Tanto più che gli alimenti, assunti in forma integrale, rispetto a quelli raffinati, contengono una maggior quota di minerali, vitamine, e aminoacidi oltre alle fibre, pertanto non solo non producono carenze, ma al contrario arricchiscono l’alimentazione di nutrienti indispensabili e vitali.
    Ultima modifica di francyfre; 31/01/2012 alle 16:04

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    Le Alghe

    Oggi, più che mai, sta emergendo un interesse generale verso le alghe, piante acquatiche così antiche e così ricche nella loro composizione, al punto da essere considerate come ottimi alimenti; sono molto utilizzate anche come rimedi fitoterapici e cosmetici.

    Sono veramente molto antiche, basti pensare che le alghe, in forma di microrganismi vegetali monocellulari, furono le prime manifestazioni della vita che ebbero luogo in un ambiente acquatico. Queste poi consentirono l’instaurarsi di altre forme di vita, acquatica e terrestre.

    Come tutti i vegetali, le alghe contengono la clorofilla, pigmento verde che consente la fotosintesi, processo attraverso il quale i vegetali trasformano l’energia luminosa del sole in energia chimica intrappolandola in molecole altamente energetiche.

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    Le alghe assorbono l’anidride carbonica disciolta nelle acque e la utilizzano per produrre zuccheri, amido, cellulosa.
    Durante questo processo viene emesso ossigeno gassoso. Agli albori della vita sulla terra la maggior parte dell’ossigeno atmosferico proveniva dalle alghe e fu tale da consentire il nascere di nuove forme di vita più complesse ed evolute.

    Questa è la loro storia, dunque ci accompagnano da sempre e sono state sempre presenti in ogni tappa evolutiva della vita sul pianeta.

    Ed ora la leggenda

    In Oriente si narra che l’imperatore del Giappone, sorpreso da una tormenta di neve, si rifugiò in una locanda di campagna.
    L’albergatore, che era stato avvisato della visita da alcuni araldi che l’avevano preceduto, gli fece un’ottima accoglienza preparando alcuni piatti delicati tra cui spiccava una gelatina di alga rossa creata per l’occasione. Finito il banchetto i resti furono gettati fuori dalla locanda e gelarono durante la notte.
    Al mattino, dopo il disgelo, il locandiere trovò al posto della gelatina una cosa rinsecchita, translucida.
    Incuriosito la raccolse, la mise nell’acqua bollente e restò veramente stupefatto quando vide che, dopo averla fatta raffreddare, aveva ottenuto di nuovo la gelatina.

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    Fu una grande scoperta, dal 1600 fino alla metà degli anni ‘20, il Giappone fu l’unico produttore di agar.
    Verso la metà degli anni ’30 anche l’Italia sviluppò una sua produzione di gel algali utilizzando le alghe rosse presenti nel marTirreno adatte allo scopo.

    Esistono molti tipi di alghe. Vi sono alghe microscopiche, alghe giganti (centinaia di metri di lunghezza) e alghe intermedie.
    Si suddividono in oltre 25.000 specie. A seconda del pigmento che contengono hanno una colorazione diversa: verde, giallo, rosso, rosso-violaceo, azzurro, blu, bruno.
    Vivono fissate agli scogli, o ai fondali rocciosi in acque poco profonde, o galleggiando libere a diverse profondità.

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    Le alghe verdi vivono in superficie, le brune a maggior profondità, le rosse ancor più profondamente.

    Alghe verdi: tra queste la lattuga di mare è la più consumata come alimento nei Paesi nordici e in Oriente.

    Alghe rosse: il lichene d’Irlanda è molto utilizzato come addensante e gelatinizzante nell’industria alimentare.

    Dal gelidium si ottiene l’agar agar.
    La nori è consumata molto in Oriente e nella cucina macrobiotica.

    Alghe brune: le laminariacee e le fucacee sono molto utilizzate nell’alimentazione.

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    Tra le microalghe la chlorella e la spirulina sono le più interessanti.

    Si tratta di alghe microscopiche ricche in proteine di elevato valore biologico, contengono numerose vitamine tra cui Betacarotene, B1, B2, PP, B6, Biotina, B12.

    La chlorella fornisce un concentrato proteico, vitaminico, minerale, contiene pochi grassi e zuccheri, è utile nell’obesità, produce un effetto di sazietà per la presenza di fenilalanina e per il suo lento transito attraverso lo stomaco, inoltre stimola il sistema immunitario e svolge un’azione disintossicante su fegato, circolo sanguigno, intestino.
    Facilita l’assorbimento del ferro nei casi di anemia, è utile nella debilitazione fisica e nelle forme depressive.

    La spirulina è un’alga azzurra, possiede una curiosa forma a spirale, a “cavatappi”. E’ molto importante per il forte contenuto proteico, disintossicante, è utilizzata nei rallentamenti metabolici e per il controllo dell’appetito.

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    Le macroalghe, molto più grandi, sono utilizzate come alimenti da moltissimi popoli fin da tempi remotissimi.
    Sono povere di cellulosa, molto povere di grassi e contengono una certa quantità di proteine, sono ricchissime di carboidrati sotto forma di mucillagini, sono ricche di minerali.

    Contengono enzimi, tutte le vitamine liposolubili (A, D, E, K), l’intera gamma delle vitamine B (particolarmente abbondante la B12) e la vitamina C (che però è distrutta con l’essicazione), pigmenti, proteine (hanno un buon valore biologico), la metionina è scarsa, ma è presente il suo precursore fisiologico, la colina.
    Infine l’alga marina è un concentrato di acqua di mare e racchiude in sè tutti i suoi principi minerali e gli oligoelementi.

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    Il minerale più presente è lo iodio (dallo 0,3 all’1% del suo peso secco), seguono potassio, sodio, calcio, magnesio, ferro, manganese, alluminio, fosforo, zolfo, cloro, rame, nichel, silicio, stagno, germanio, selenio, cromo, gallio, argento, oro, bismuto, litio, boro, zinco, bario, cobalto, ecc.

    Funzioni terapeutiche delle alghe

    Le funzioni terapeutiche delle alghe sono veramente numerose: stimolano la tiroide attivando il metabolismo, (effetto dimagrante solo negli obesi), sono tonificanti e aumentano le difese, sono demineralizzanti, combattono gli squilibri costituzionali, in particolare nei tipi linfatici, combattono i processi degenerativi dovuti all’invecchiamento ed esercitano un’azione depurativa, attivano la circolazione, combattono i reumatismi cronici.

  13. Registrato da
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    Queste azioni dipendono quasi totalmente dagli oligoelementi e dai macroelementi presenti nelle alghe.

    Le indicazioni sono dunque le più diverse:

    linfatismo, demineralizzazione, scarsa resistenza alle malattie, astenia psicofisica, stress, disturbi della crescita, senescenza, rachitismo, anemia, bronchiti croniche, asma bronchiale, allergie, reumatismo cronico,gotta, uricemia, sequele di fratture, disturbi circolatori e prevenzione e trattamento di malattie cardiovascolari, coronaropatie e aterosclerosi, ipercolesterolemia, ipertensione, obesità, cellulite, rinofaringiti, ipotiroidismo e gozzo.

    Attualmente le alghe fanno parte di una cinquantina di specialità farmaceutiche che includono mucoprotettori, lassativi, preparati per l’obesità, integratori per gli astenici, gli anoressici, per i disturbi della crescita e demineralizzazione.

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    Ipercolesterolemia

    Le mucillagini delle alghe limitano fortemente l’assorbimento del colesterolo e il riassorbimento degli acidi biliari perchè si legano a tali sostanze. Questo favorisce l’emissione di acidi biliari e colesterolo con le feci. Inoltre contengono aminoacidi solforati (taurina) e sostanze steroliche che riducono i livelli di colesterolo nel plasma.

    Stipsi


    A causa del loro carattere fortemente idrofilo le mucillagini contenute nelle alghe subiscono un notevole incremento di volume provocando un aumento della massa fecale nel colon, questo produce un’accelerazione del transito intestinale riducendo il ristagno delle scorie.

    Gozzo

    Una conseguenza della carente secrezione di ormoni tiroidei è la comparsa del gozzo, vi è un aumento dell’ormone ipofisario TSH che stimola la tiroide causandone l’ingrossamento.
    Una delle cause di gozzo è la scarsità di iodio che può essere ambientale, o dovuta a fattori genetici, di natura enzimatica che impediscono una normale produzione di ormoni.

  15. Registrato da
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    Obesità

    Il trattamento dell’obesità è una delle maggiori indicazioni delle alghe per la loro ricchezza in mucillagini e complessi iodati.
    Le mucillagini sono sostanze non assimilabili che, assorbendo liquido nell’apparato digerente, aumentano parecchie volte il loro volume. In questo modo attenuano l’appetito, procurano una sensazione di sazietà, accelerano il transito intestinale, limitano l’eccessivo assorbimento di sostanze nutritive.

    Inoltre contengono iodio in una forma facilmente utilizzabile dalla tiroide per la sintesi di ormoni tiroidei che stimolano il metabolismo.
    Le alghe contengono inoltre sostanze che agiscono sulle lipasi che demoliscono i grassi.

    Disturbi dell’apparato osteoarticolare

    Il calcio per essere fissato dalle ossa deve essere presente in precisi rapporti quantitativi con fosforo e magnesio: calcio 2,5 parti, magnesio 1,5 parti, fosforo 1 parte. Queste proporzioni sono pienamente rispettate nelle alghe marine.

    L’unica con****ndicazione è l’ipertiroidismo per il contenuto di iodio che stimola la tiroide.

    L’utilizzo delle alghe nell’alimentazione si perde nella notte dei tempi, in Oriente come in Occidente.

    Le più utilizzate sono le kombu, le wakame, le nori, le hiziki, le dulse, l’agar agar.
    Ultima modifica di francyfre; 31/01/2012 alle 16:04

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    Alghe

    KOMBU
    I suoi principali elementi nutritivi sono: carboidrati, iodio, fosforo, cloro, vitamina B1 e C.
    Utile nel trattamento di problematiche del colon e dei polmoni, per i disturbi vascolari, le artriti, gli squilibri ghiandolari. Si usa nella cottura dei legumi per limitare la fermentazione.

    WAKAME
    Contiene molto calcio, ferro, potassio, fosforo, selenio, zolfo, vit. A, B1, B2, C e B12.
    Disintossica il fegato, depura l’organismo dalle scorie radioattive e dai metalli pesanti. E’ particolarmente importante il suo utilizzo in tutte le circostanze in cui è necessario un miglior assorbimento del calcio nella parte dell’intestino adibito a questa funzione.
    E’ dunque indicata nei casi di carenza di calcio in adulti e bambini.

    NORI
    E’ l’alga più ricca di proteine, inoltre contiene più del triplo di vitamina A rispetto al rosso d’uovo.

    HIZIKI
    Contiene il più alto tenore di minerali e oligoelementi. Riduce il tasso di colesterolo.

    AGAR AGAR
    La sua caratteristica principale è l’alto contenuto di mucillagini e alginato, per cui è usata come addensante per gelatine, gelati, budini, inoltre è ottima in caso di stipsi.

    ARAME

    Sono simili alle hiziki, fortemente remineralizzanti.

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    A questo punto è ovvio considerare come un uso quotidiano di quantità minime di alghe diventa un ottimo modo per mantenersi in buona salute, prevenire malattie, integrare un’alimentazione spesso povera di sostanze vitali, per eliminare i metalli pesanti e le tossine che il tipo di vita di oggigiorno ci fa accumulare.

    Inoltre arricchiscono di sapore la nostra cucina e costituiscono una nota di novità.

    In particolare sono ottime le zuppe di verdura con l’aggiunta di un pezzettino di wakame messa 15 minuti in ammollo e poi tagliuzzata.
    Le minestre di legumi o i legumi in genere con l’aggiunta di un pezzetto di alga kombu che riduce la fermentazione e ne facilita la cottura.

    Ottime le hizichi e le arame messe in ammollo e poi aggiunte, tagliuzzate, nei sughi per la pasta o i cereali, oppure messe in un vasetto con uguali parti di acqua e aceto di mele, quando si sono ammorbidite si aggiungono in piccola quantità alle insalate e alle verdure crude.

    Famosi sono i sushi giapponesi, preparati con alga nori passata pochi istanti sulla fiamma e poi utilizza per preparare involtini contenenti riso e verdure.

    Dottor Catia Trevisani (AAM Terra Nuova)
    Ultima modifica di francyfre; 31/01/2012 alle 16:04

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    Gli ecosistemi del nostro organismo

    Sulla pelle, sulla vagina e nell’intestino sono presenti delle strutture chiamate ecosistemi microbici che non solo svolgono la funzione di prima barriera contro le infezioni, ma anche di organizzazione di equilibrio e di benessere.

    La flora intestinale fisiologica è in simbiosi con l'organismo.
    Questa simbiosi, da cui traggono vantaggio sia l'organismo che la microflora, viene definita eubiosi.

    Allorché viene alterato l’equilibrio con la predominanza dei germi patogeni, si ha la cosiddetta disbiosi intestinale.

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    I bacilli intestinali e l’equilibrio nell’apparato digerente

    Una notevole quantità di microrganismi (se ne possono identificare oltre 100 diverse specie) è concentrata a livello dell'apparato gastro-intestinale ed è una componente integrante del corpo umano.

    Al fine di svolgere le sue funzioni metaboliche, l’apparato digerente e in particolare il tubo gas****ntestinale, ha infatti bisogno che siano presenti e in stato ottimale non solo le sue strutture anatomiche ma anche quei germi batterici chiamati microflora intestinale, che colonizzando la mucosa favoriscono i processi di transito, di assorbimento e di trasporto.

    La microflora intestinale raggiunge una quota di 10'°-10'3 microrganismi per grammo di feci (peso secco), ma l'aspetto più eclatante è che il numero totale di microrganismi presenti nell'intestino è circa uguale al numero di cellule che costituiscono il corpo umano (10'2 batteri per cm2 di intestino)

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    Le diverse specie di bacilli intestinali

    La microflora intestinale si divide in:

    • Organismi residenti o saprofiti che facilitano e presiedono alla digestione
    • Organismi patogeni che ostacolano i processi metabolici e producono danni

    Gli aerobi richiedono, al contrario degli anaerobi, la presenza di ossigeno.

    In condizioni normali la microflora è rappresentata principalmente da batteroidi, bifidobatteri, clostridi, enterobatteri, enterococchi, lattobacilli e stafilococchi.

    I batteroidi e i bifidobatteri sono i principali microrganismi anaerobi, mentre l'Escherichia coli, gli enterococchi e i lattobacilli sono i principali microrganismi aerobi.

    Nell'intestino oltre ai germi batterici, troviamo i virus (anche se la loro presenza in individui sani non è stata ancora sufficientemente documentata) i miceti (lieviti e funghi filamentosi) e una grande varietà di protozoi.

    La qualità e la distribuzione di questi microbi può variare da un individuo all'altro.
    Nell'intestino di individui sani i batteri anaerobi sono predominanti, anche se la loro distribuzione è in relazione all'età dell'individuo, alle abitudini alimentari e igienico-sanitarie.

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    Le condizioni per la sopravvivenza della microflora fisiologica

    La microflora ha caratteristiche differenti nei vari tratti dell'apparato gastro¬intestinale:

    La sua entità e composizione viene influenzata da numerosi elementi locali.
    I principali fattori in grado di condizionare in termini sia quantitativi che qualitativi la popolazione microbica sono:

    • la quantità di ossigeno che diminuisce progredendo dallo stomaco all'ultimo tratto dell'intestino,

    • il pH che da acido diventa sempre più alcalino

    • i fattori meccanici, come la peristalsi

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