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Discussione: L'importanza dell' ALIMENTAZIONE

  1. Registrato da
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    La microflora nello stomaco

    L'ambiente dello stomaco presenta un pH acido e un'ottima presenza di ossigeno;

    tali caratteristiche rendono difficile la sopravvivenza e la crescita di microrganismi patogeni.
    La flora gastrica è infatti quantitativamente molto scarsa e in certi casi il contenuto dello stomaco è addirittura sterile.

    I germi presenti in ambiente gastrico sono di solito aerobi.

    Gli anaerobi sono di rarissimo riscontro e frequentemente sono segno della presenza di uno stato patologico.
    Nella piena fisiologia e salute è possibile trovare Lactobacillus acidophilus e lieviti.

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    L'importanza dell' ALIMENTAZIONE
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    La microflora nell’intestino

    In termini quantitativi, la carica microbica totale aumenta progressivamente dallo stomaco all'intestino crasso mentre, in termini qualitativi, i germi aerobi o facoltativi diminuiscono passando dall'ambiente gastrico a quello intestinale.

    Nella popolazione microbica del tratto più distale del canale digerente, la anaerobiosi è praticamente costante.

    Nell'intestino la microflora è soggetta a diversi meccanismi di regolazione che la mantengono costantemente in equilibrio.
    Tali meccanismi intervengono tra microrganismo e microrganismo, ma anche tra microrganismo e ospite.

    In primo luogo la flora batterica saprofita esercita una specie di autoregolazione nell'ambito sia della loro stessa specie sia di altre.

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    L’attività di difesa da parte della microflora

    I germi presenti nel tubo digerente sono in grado di produrre batteriocine, sostanze antibatteriche che agiscono nei confronti della stessa specie di batteri che le produce.

    Altre sostanze di produzione batterica sono gli antibiotici naturali, che agiscono nei confronti di specie diverse da quella del produttore.

    La microflora intestinale viene aggredita quotidianamente da microrganismi patogeni che giungono dall'ambiente esterno.
    Essi normalmente non riescono a esplicare il loro potenziale patogeno, in quanto non riescono a trovare uno spazio vitale per la loro moltiplicazione, grazie soprattutto alla produzione di sostanze ad attività antibatterica da parte dei microrganismi residenti.

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    L'intestino è il luogo di azione delle difese immunitarie sia in forma organizzata nelle placche del Peyer, nell’ultima parte del tenue, sia diffusa tra le cellule epiteliali e nella lamina propria.
    L'attività di questo sistema di difesa viene modulata dal tipo di microflora presente.

    L'intestino viene attualmente considerato come il più importante organo immunitario, contenendo circa il 40% di tutte le cellule immunitarie del corpo umano.
    È stato recentemente dimostrato, che ratti "germ free" (cioè privati della flora intestinale), rispetto ad animali normali presentano, oltre ad alterazioni morfologiche dei villi e della mucosa intestinale, anche la riduzione dello spessore della parete muscolare e quindi dell'attività motoria, con follicoli linfoidi appena accennati, costituiti dal solo tessuto germinale.

    È stato anche dimostrato che la somministrazione di lattobacilli in animali da esperimento è in grado di far aumentare la produzione degli anticorpi, inclusa la produzione di IgA, ed il rilascio di citochine ed interleuchine particolarmente attive nelle difese immunitarie.

    Il tessuto intestinale linforeticolare contiene tutti gli elementi cellulari in grado di elaborare una risposta immunitaria completa e cioè:

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    - le cellule presentanti l'antigene
    - i linfociti T helper,
    - i linfociti T suppressor
    - i linfociti T citotossici
    - i linfociti B produttori, tra l’altro, delle Immunoglobuline A secretorie che costituiscono un sorta di film protettivo presente nella mucosa intestinale: una sorta di vernice antisettica che contribuisce alla regolazione dell'assorbimento di antigeni, di tossine batteriche e non, di pollini, etc.

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    L’attività trofica della microflora: la produzione di enzimi, la motilità, la modulazione del ph o equilibrio acido-base

    La cosiddetta funzione trofica della microflora intestinale consiste nella regolazione de

    • il metabolismo delle sostanze che provengono dall’esterno attraverso un’attività degli enzimi

    • il mantenimento della morfologia e della motilità fisiologica del tubo

    • la composizione e il volume dei gas intestinali

    • la composizione e le caratteristiche del materiale fecale

    • l’equilibrio acido-base all’interno del tratto mediante la regolazione del pH

    • la sintesi delle vitamine (specie la K e la B12)

    • l’assorbimento degli acidi biliari e degli ormoni steroidei

    • il metabolismo dei farmaci.

    Fonte http://www.drviscardo.it/equilibrioi...%20intestinali

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    I principali sintomi della disbiosi

    Quando la microflora intestinale subisce un’alterazione si parla di DISBIOSI, una specie di rottura dell'equilibrio dell'eco¬sistema microbico, con un'eccedenza dei germi patogeni.

    Si avvera, così, una sofferenza estesa che genera quei sintomi che ne sono l’iniziale spia:

    • un eccesso di gas con gonfiore e flatulenza
    • un ritardo del transito fecale con spasmi addominali
    • un eccessivo assorbimento di acqua con conseguente stitichezza
    • un diminuito assorbimento di acqua e sali con diarrea

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    Le principali cause della disbiosi

    CAUSE ALIMENTARI: abuso di alcol e di carne; diete carenti di fibre; scarso consumo di vegetali; obesità; scarsa assunzione di latticini etc

    CAUSE JATROGENE: abuso di antibiotici, sulfamidici, corticosteroidi, pillola anticoncezionale assunta per lungo periodo, eccesso di lassativi, ecc.

    CAUSE INQUINANTI: coloranti alimentari; conservanti, pesticidi; ormo¬ni steroidei alimentari, ecc.

    CAUSE PATOLOGICHE: epatopatie, colangiopatie, pancreatiti croniche, gravi infezioni intestinali (tifo, ameba, ossiuri etc), fistole; parassitosi, interventi chirurgici, le intossicazioni da metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio)

    CAUSE NEUROGENE: traumi psichici e stress prolungato che agiscono attraverso meccanismi immunologici ed endocrini.

    CAUSE PEDIATRICHE: la cd a causa dell’immaturità dei meccanismi immunitari, la lentezza della motilità intestinale, la bassa acidità gastrica

  10. Registrato da
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    Le principali conseguenze della disbiosi

    • Quando il sistema ecobiologico dell’intestino viene per lungo tempo sottoposto ad alterazione del suo equilibrio, conseguono veri danni locali e sistemici. Ecco le principali

    PATOLOGIE LOCALI: le coliti croniche; il morbo di Crohn e la colite ulcerosa; le poliposi intestinali; le diverticolosi, le neoformazioni tumorali.

    PATOLOGIE EPATICHE: l’insufficienza epatica e la cirrosi fino all’ ipertensione portale.

    PATOLOGIE DISMETABOLICHE: il diabete mellito

    PATOLOGIE IMMUNITARIE: le allergie e le intolleranze alimentari; i disturbi reumatico-simili.

    PATOLOGIE PSICOSOMATICHE: gli stati depressivi.

    PATOLOGIE CIRCOLATORIE: le insufficienze venose agli arti inferiori; le sindromi emorroidarie; l’aterosclerosi e l’ipertensione arteriosa conseguente.

    In particolare:

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    Le infezioni estese all’apparato oro-genitale

    I processi putrefattivi del colon comportano, per un'aumentata attività metabolica dei batteri colici, un'esaltazione dei processi enzimatici che convertono gli acidi biliari primari in secondari; questi agiscono come fattori di produzione dei tumori del colon.

    I batteri colici possono coinvolgere i tessuti dell'apparato uro-genitale con prostatiti, uretriti e vulvo-vaginiti.


    La cattiva digestione


    La comparsa di intolleranze e allergie intestinali multiple è dovuta all'aumentata penetrazione e al riassorbimento di macromolecole con insufficiente attività dei linfociti T suppressor intraepiteliali.

    Una volta instaurate, le intolleranze alimentari provocano un sovraccarico del metabolismo epatico che, a sua volta, favorisce la riproduzione all’interno dell’intestino di germi patogeni come il Proteus e i clostridi.

    La formazione, da parte del metabolismo batterico e il successivo riassorbimento di sostanze endotossiche, come il fenolo, la cadaverina, l’agamantina, l’indolo, l’ammoniaca, etc. (finora sono state identificate 22 sostanze endotossiche) danneggia fegato e pancreas, con cattiva digestione degli alimenti e riproposizione del circolo vizioso della disbiosi.

  12. Registrato da
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    La stanchezza cronica, il cattivo umore, il dolore addominale

    Il cosiddetto circolo epato-encefalico (una specie di asse tra fegato e sistema nervoso centrale) contribuisce alle alterazioni della sfera neuropsichica.
    La conseguenza sarà il cattivo umore, la stanchezza cronica, il dolore addominale diffuso che insorgono senza vere cause organiche.


    La candidosi cronica


    L'alterazione del metabolismo delle vitamine (ipovitaminosi generalizzata) compresa la biotina, ha grande importanza nello sviluppo di una candidosi cronica.

    Nel 97% degli individui la Candida albicans è presente nel tratto intestinale in forma di spora.
    Errori alimentari, farmaci, disbiosi e immunodepressione determinano la trasformazione del lievito dalla forma di spora a quella vegetativa.
    Si ha quindi la formazione di metaboliti tossici (tra cui la formaldeide) con disturbi della sfera neuropsichica, la colonizzazione della mucosa intestinale e delle mucose degli organi vicini (vagina, vescica e uretra).
    Il micete può anche passare nel circolo sanguigno.

    Fonte http://www.drviscardo.it/equilibrioi...%20intestinali

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    La diagnosi per la disbiosi intestinale

    Anamnesi:
    i farmaci assunti di recente,
    la dieta alimentare,
    il fumo,
    l'ambiente di lavoro,
    lo stile di vita etc..

    Sintomi:
    flatulenza,
    diarrea,
    gengivite cronica.
    Gastrite cronica.

    Dati di laboratorio:
    alterazioni delle transaminasi e delle alfa-amilasi,
    la coprocoltura,
    il pH delle feci (in caso di flora intestinale normale il pH dell'intestino crasso corrisponde a un valore compreso tra 5.5 e 6.0 dall'infanzia fino. all'età adulta. Valori superiori a pH 6.0 sono già sospetti);
    la prova dell'indolo nelle urine (nelle urine si trovano normalmente piccole quantità di indolo pari a 4-20 mg nelle 24 ore).
    In caso di disbiosi intestinale grave nelle urine è presente lo scatolo.

    Kinesiologia:
    utilizzando i punti MO del colon e del piccolo intestino sulla parete addominale oppure utilizzando le fiale test del sistema VEGA scatolo e indolo.

    Bioelettronica:
    con l'EAV e con il VEGA-test.

  14. Registrato da
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    Una terapia per la disbiosi intestinale

    I fermenti o i batteri lattici

    La prima misura da adottare in un paziente con disbiosi è il cambiamento delle sue abitudini alimentari.

    Ad esso vengono associate le terapie drenanti e disintossicanti.

    Importante è l'assunzione dei bioterapici, meglio conosciuti con il termine di "fermenti lattici" o batteri lattici.

    I batteri lattici, come già detto, comprendono quella specie di habitat intestinale che protegge e promuove il processo digestivo.
    I batteri lattici, sulla base di recenti acquisizioni, si distribuiscono nei seguenti generi:
    lactobacillus,
    lactococcus,
    streptococcus,
    leuconostococcus,
    pediococcus

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    La storia dei fermenti lattici

    L'uomo è da sempre, in stretta relazione con i batteri lattici.
    La documentazioni di antiche civiltà, quali la assiro-babilonese, l'egizia, l'araba, la persiana e l'indiana, testimoniano l'uso di latti fermentati con significato terapeutico.

    La loro popolarità giunge in occidente all'inizio del 900 quando il microbiologo russo Metchnikoff, premio Nobel 1908, mette in relazione la longevità delle popolazioni balcaniche con il largo consumo dei prodotti fermentati: yogurt, koumis kefir, mazum e dahi.

    Ai giorni nostri è ormai dimostrato che i batteri lattici svolgono il ruolo di attivazione dell’attività digestiva e di terapia di un eventuale disbiosi.
    Viene quindi giustificata e promossa la produzione sia lo spazio che i batteri lattici già occupano nella ricerca clinica e nelle preparazioni alimentari.

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    I principali fermenti lattici

    • il Lactobacillus acidophilus è indubbiamente il più usato per il suo effetto probiotico e terapeutico.
    Grazie al suo effetto antagonista verso specie microbiche dannose per il nostro organismo, contribuisce all'equilibrio dell'ecosistema intestinale, producendo antibiotici altamente attivi verso gram-positivi e gram¬negativi.

    In vitro mostra attività contro Pseudomonas aeruginosa, Pseudomonas fluorescens, Proteus vulgaris, Serratia marcescens e Staphylococcus aureus.

    L' attività antibiotica è dovuta ad una sostanza chiamata acidofillina e da un'altra sostanza chiamata lactocidina. È stato isolato anche un altro antibiotico attivo verso l'Escherichia coli.

    • il Lactobacillus bulgaricus produce tre sostanze antibiotiche che hanno dimostrato attività nei confronti di 15 specie batteriche differenti.

    • dallo Streptococcus thermophilus è stata estratta una sostanza inibente, la nisina, con attività inibente verso streptococchi del gruppo A,B,E,F,G,K,M,N, stafilococchi, micrococchi, pneumococchi, neisseria, alcune specie di bacillus, clostridium, lactobacillus, actinomyces ed erysipelotrix.

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    I requisiti dei fermenti lattici

    Oltre che attraverso l'assunzione di yogurt, i fermenti lattici possono essere, dunque, assunti mediante una vera terapia con bioterapici.

    La somministrazione di fermenti lattici vivi per un periodo protratto può risolvere brillantemente l'intero quadro clinico legato a flatulenza, borborigmi, meteorismo e dolori addominali, tipico di una disbiosi intestinale incombente, con totale risoluzione della sintomatologia e regolarizzazione delle scariche giornaliere.

    I fermenti lattici contenuti nel bioterapico devono essere numerosi (la carica batterica iniziale deve essere non inferiore a 200 milioni per cmc), per consentire a buona parte di essi di superare la barriera acida dello stomaco e di poter quindi colonizzare l'intero tubo digerente.

    Devono essere assunti vivi e biochimicamente attivi e per questo la tecnica migliore è la loro liofilizzazione.

    Nei preparati liofilizzati i germi si trovano in stasi metabolica e la validità è notevolmente superiore a quella dei germi preparati con colture in mezzo liquido o essiccato.

    Non è assolutamente consigliabile l'uso di bioterapici a base di spore, dal momento che per la caratteristica vita latente, necessitano di un periodo più lungo di attivazione.

    Fonte http://www.drviscardo.it/equilibrioi...%20intestinali

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    Microbi... ne siamo pieni anche noi

    (dr Francesco Perugini Billi - Medico Chirurgo Fitoterapia - Ayurveda - Omeopatia.)

    Microbi... Ne siamo pieni anche noi!

    Il nostro corpo è normalmente colonizzato da una gran massa di microbi. Abbiamo microbi soprattutto sulla pelle e sulle superfici mucose.
    Si calcola che per ogni cellula umana vi siano addirittura 10 cellule microbiche!
    Alcuni potrebbero farci del male, ma molti altri ci fanno del bene e concorrono al mantenimento della nostra salute.

    Per quanto riguarda i microbi aggressivi, quelli cattivi per intenderci, difficilmente si tratta di microbi davvero patogeni.
    Per esempio, sono nella gola, nelle orecchie e sulla pelle.

    Siamo portati a credere che le infezioni si contraggano sempre da fuori, ma invece il più delle volte si tratta proprio di microbi già presenti nel nostro corpo che in determinate condizioni di squilibrio si attivano e diventano aggressivi.

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    Le cattive abitudini alimentari, lo stress, l’abuso di farmaci e i cambiamenti climatici, tanto per citare alcuni fattori, possono indebolire le nostre difese e “liberare”, per così dire, i microbi cattivi.

    Gli antibiotici e gli antimicotici non sempre risultano efficaci e le ricadute sono dietro l’angolo. Uccidono sì il microbo, ma lasciano inalterate le vere cause, che sono più profonde e non sono certo microbiche.

    Ecco allora, che le sinusiti, le bronchiti, le cistiti e le vaginiti ritornano. In questi casi, non si tratta di sterminare i microbi (almeno, non solo quello), ma di ristabilire un equilibrio.
    Nell’equilibrio l’organismo è in grado di difendersi da solo.

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    La flora intestinale: lo zoo dentro di noi

    Le maggiori concentrazioni di microbi le troviamo nell’intestino ed in particolare nel grosso intestino.
    A questo livello, infatti, la massa microbica può pesare fino ad 1½ Kg!
    Ci sono oltre 400 specie diverse di batteri, ma possono essere presenti anche miceti, protozoi e, secondo alcuni, anche virus.

    Si tratta della cosiddetta flora intestinale.
    Veramente, “flora” è un termine improprio, ma al tempo dei primi studi sui microbi dell’intestino i batteri erano classificati tra le piante.
    Molti dei batteri presenti nell’intestino possiamo considerarli “amici”.

    Ci aiutano quotidianamente a digerire e assimilare il cibo, producono vitamine, sostanze immunostimolanti, ci difendono dai microbi potenzialmente patogeni già presenti nell’intestino o che giungono dall’esterno e, in generale, ci aiutano a rimanere in salute.

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    L’ecologia intestinale

    Nell’intestino la flora intestinale interagisce con le strutture immunitarie e le cellule del tessuto mucoso e forma un sistema complesso.
    E’, di fatto, un sistema ecologico formato da diverse componenti (flora, superficie mucosa, sistema immunitario) su cui intervengono delle variabili selettive (cibo, farmaci, stress, infezioni, etc.).

    La nostra salute, la salute di tutto l’organismo, dipende da questo sistema ecologico.
    Le conseguenze di un sistema ecologico per vari motivi alterato si faranno sentire non solo a livello intestinale, ma anche al di fuori dell’intestino.

    Se soffrite ad esempio di ricorrenti episodi di artrite, di tonsillite e di cistite il vostro problema potrebbe essere non dove c’è il male ma nascondersi in uno squilibrio dell’ecologia intestinale.

    Anche l’improvvisa comparsa di una allergia o di una intolleranza alimentare, o l’instaurarsi di un’orticaria cronica potrebbe avere le sue cause nascoste nell’intestino.

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