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| Alimentazione L'alimentazione è la base della nostra salute. Informazioni, consigli e pareri. |
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#1
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ho un disturbo alimentare?
sono in sovrappeso, non gravissimo direi (di 6/8 kg), ma questo inestetismo mi limita in alcuni settori della vita : non riesco a comprare e a mettere qualcosa di carino perchè mi dico "tanto è inutile, se son tonda e cerco di farmi bella cado nel ridicolo"; nel sesso alterno momenti in cui mi lascio andare e non ci penso a periodi in cui non riesco a spogliarmi se non c'è abbastanza buio per paura che la visione del mio corpo faccia diminuire il desiderio al mio ragazzo (che invece mi dimostra tutto il contrario, ma i miei pensieri negativi riappaiono ugualmente).
perchè non riesco a limitarmi nell'alimentazione? non è di per sè abbastanza motivante il fatto di poter allontanare tutte quelle insicurezze? mi sono anche chiesta se può centrare il fatto che anni fa ho passato un lungo periodo di fame ( non avevo soldi per fare la spesa a fine mese tanto da mangiare pane sordo quando mi andava bene).. è come se adesso ne avessi così paura (della fame) che ancor prima di sentirne lo stimolo mangio qualcosa per essere sicura di tenerla lontana.... non aspiro alla magrezza, non lo sono mai stata e non mi importa... ma mi rendo conto di avere un rapporto "strano" con l'alimentazione.... non so neanche che risposte vado cercando scrivendo qui... forse spero che anche solo il fatto di esternarlo mi aiuti a capirmi e migliorare... se ho sbagliato sezione chiedo scusa ai moderatori, se ritenete di spostarlo grazie in anticipo per l'interessamento |
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#2
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Riferimento: ho un disturbo alimentare?
Il rapporto col cibo è fatto di odio e amore:il cibo può essere una consolazione;esiste una biochimica delle dipendenze verso ciò che ci gratifica, modellata dalle conseguenze dei comportamenti e dell'educazione: pertanto soggettiva e assolutamente relativa;
altre volte cerchiamo il castigo o il senso di colpa per godere del perdono che allevia e gratifica Diventiamo così dipendenti di un gioco dove esistono guardie e ladri, buoni e cattivi, ricompense e castighi. Nessuno è così cattivo da dover essere perdonato, o così buono da meritare una ricompensa. A cosa servono allora le guardie e i ladri? Se non esistono buoni e cattivi, se il gioco cambia, servono nuovi soggetti per nuove regole, sintoniche con la realtà degli individui, modellate dall'uomo, non dai suoi archetipi. dr. vincenzo valesi
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#3
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uomimi e bonsai
Non che non debbano esistere delle regole di fondo, indispensabili per una civile convivenza , altrimenti rischieremmo il ritorno alla filosofia della clava
e il mondo potrebbe trasformarsi in un un far west dobbiamo però essere coscienti, e in questo caso parlo come medico prima ancora che come uomo, che nella cultura attuale una stragrande percentuale di disturbi, molti funzionali, altri in predicato di trasformarsi in organici, sono legati a questa "schisi", a questa scissione che genera dipendenze, a tutti i livelli, con conseguenze facilmente immaginabili. Intorno ai sensi di colpa primari, che sono quelli legati-giustamente aventi motivo di essere-al non rispetto di regole che dovrebbero essere condivise da tutte le culture dobbiamo evitare di creare quei sensi di colpa che minano l'espressione della serena evoluzione individuale: permettendo all'uomo di evolvere come l'albero che ,dalle sue radici che partono dalla terra, sviluppa rami e foglie protèsi verso il cielo: uomini, non bonsai. dr. vincenzo valesi
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Ultima modifica di vvalesi; 26/11/2009 alle 10:59 |
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