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Questa discussione dal titolo Proteggersi dal cancro con l'alimentazione è all'interno del forum Alimentazione; Durante la recente “Settimana Nazionale per la Prevenzione” organizzata dalla LILT (Lega Italiana per Lotta contro i ...
  1. #1
    Ospite

    Proteggersi dal cancro con l'alimentazione

    Durante la recente “Settimana Nazionale per la Prevenzione” organizzata dalla LILT (Lega Italiana per Lotta contro i Tumori) il presidente della Lega Prof. Francesco Schitulli ha ribadito il concetto che l’errata alimentazione, ad esempio, è responsabile del 35% dello sviluppo dei tumori e ha riportato l’attenzione sulla dieta mediterranea, che rappresenta il regime alimentare appropriato, uno degli strumenti più efficaci per la lotta contro il cancro.

    Mangiare a tavola con moderazione e in modo sano è la prima difesa contro il cancro, basta portare sulla nostra tavola ogni giorno, almeno un paio dei seguenti supercibi della salute.
    Le verdure si possono mangiare sia crude che cotte, condite con olio d'oliva extravergine, completando la dieta con carboidrati e proteine cucinate con aromi e spezie e pochissimi grassi.

    Aglio: contiene potassio, zinco e selenio, e' utilissimo contro l'invecchiamento, previene il tumore intestinale, e' utile per la cura dell'ipertensione e abbassa il colesterolo.

    Broccoli e cavoli: contengono quantità importanti di magnesio, potassio, calcio, oltre a dei composti dello zolfo. Ricchi di clorofilla, mucillagini, fibre, vitamine C, A, K.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 26/06/2009 alle 16:55

  2. #2
    Ospite
    Carota: il suo contenuto di betacarotene viene trasformato dal nostro corpo il vitamine A, B1 e B2, C, contengono anche ferro, oli essenziali, fibre. Previene dal tumore polmonare, stimola e migliora la vista. Stimola anche il sistema immunitario.

    Cicoria - Tarassaco - Lattuga Radicchio: sono ricche di clorofilla, ferro, potassio vitamine C,D,B, acido Folico, betacarote. Hanno azione antiossidante e diuretica, utili per il cuore e la prevenzione dei tumori.

    Cipolla: contiene zinco, selenio, rame, flavonoidi, zuccheri lassativi, zolfo, iodio, silicio, potassio, magnesio, calcio, ferro. Utili per la prevenzione dell'artereosclerosi , le malattie cardiache, attenua i sintomi di asme e riniti allergiche. Importante: gli estratti di cipolla distruggono le cellule tumorali.

    Fagioli e legumi: contengono a parità di peso le stesse proteine della carne e hanno un minor valore nutritivo.

    Mela: contiene acidi, flavonoidi e oligoelementi, e' un importante antiossidante. Combatte le infezioni intestinali, previene il cancro del colon ed e' indicata in caso di diabete.

    Pomodori: contengono una gran quantità di licopeni, molecole capaci di bloccare i geni impazziti che innescano la mutazione cancerogena.

    Noce: contiene proteine, grassi insaturi, fondamentali per il buon regolamento delle cellule nervose.

    Olio extra vergine di oliva: contiene vitamina E, grassi insaturi, i fenoli che bloccano i radicali liberi.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 26/06/2009 alle 16:56

  3. #3
    Ospite
    Salmone, sgombro, tonno e tutto il pesce in generale: sono molto ricchi di Omega 3, grassi che aiutano a rinforzare le membrane cellulari ed inibire lo sviluppo delle cellule tumorali.

    Soja: altissima concentrazione di proteine, può quindi sostituire la carne. Circa l'85% dei suoi grassi sono insaturi. La soja e' un'importante antitumorale, allieva i sintomi premestruali e della menopausa, previene l'osteoporosi, abbassa il colesterolo.

    The verde: e' una bevanda completa, riduce lo sviluppo dei tumori, combatte la carie, riniti e ulcera.

    Gli antiossidanti: hanno un ruolo importante nell’alimentazione perché combattono il processo di ossidazione causato dai radicali liberi, atomi di ossigeno privi di un elettrone che attaccano le molecole vicine provocando la distruzione.
    Ecco alcuni degli antiossidanti più importanti, dove si trovano e cosa fanno:

    Licopene: si trova nel pomodoro. Ha un effetto preventivo sul tumore alla prostata.

    Resveratrolo: lo troviamo nei pompelmi, vino rosso, uva passa, more, arachidi. Blocca la crescita dei tumori cutanei.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 26/06/2009 alle 16:56

  4. #4
    Ospite
    Flavonoidi: è nella frutta, verdura e tè verde. Difendono le cellule dagli attacchi dei radicali liberi.

    Glucosidi e indoli: si trovano in cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles, rucola. Utili contro il cancro del colon e del retto, della tiroide e della mammella.

    Betacarotene: lo troviamo in ortaggi, carote, peperoni, pomodori, spinaci, broccoli, bietola e frutta (albicocche e melone). Protegge il DNA dalle alterazioni ossidative.

    Acido ascorbico
    : ne sono ricchi agrumi, kiwi, fragole, peperoni, pomodori, ortaggi a foglia verde, patate. Protegge dal cancro allo stomaco.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 26/06/2009 alle 16:57

  5. #5
    L'avatar di vvalesi
    vvalesi non  è collegato Moderatore
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    la lampada di aladino

    certo, hai perfettamente ragione: noi popoli occidentali la maggior parte dei problemi ce li creiamo con un'alimentazione squilibrata sia in senso quantitativo(sopratt utto) che qualitativo, e abbiamo perso il piacere dei gusti semplici e dei cibi non manipolati. Tante cose le consideriamo salutari semplicemente perchè fanno parte di consolidate abitudini: basta guardarsi intorno per capire quanto queste abitudini siano pessime matrigne.
    Il gene antiinvecchiamento? Perchè cercare sempre il genio nella lampada?
    v valesi

  6. #6
    herb non  è collegato Sani New
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    Citazione Originariamente Scritto da gimenez
    Soja: altissima concentrazione di proteine, può quindi sostituire la carne. Circa l'85% dei suoi grassi sono insaturi. La soja e' un'importante antitumorale, allieva i sintomi premestruali e della menopausa, previene l'osteoporosi, abbassa il colesterolo.
    A proposito della soia vorrei mettere in evidenza che, per l'attività estrogeno-simile dei suoi isoflavoni, potrebbe essere sconsigliata in caso di tumore al seno e sembra inetrferire con l'azione del tamoxifene.

  7. #7
    L'avatar di vvalesi
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    la regola della prudenza

    in assenza di dati sicuri deve sempre prevalere la regola della prudenza
    in caso di cancro al seno (non che la soia causi cancro al seno, su questo cerchiamo di essere ben chiari per evitare equivoche interpretazioni da parte chi assiste a questo dialogo). Risulta che esistano studi documentanti che il presunto effetto dei fitoestrogeni della soia sia in realtà un effetto antiestrogenico? Perchè questo ribalterebbe i termini del problema...
    v valesi

  8. #8
    herb non  è collegato Sani New
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    E' vero, in letteratura sono presenti dati contrastanti sulle attività biologiche degli isoflavoni. Concordo perciò pienamente che in caso di dubbio è bene adottare l'atteggiamento più prudente. Il problema della confusione probabilmente deriva anche dal fatto che si tende a generalizzare troppo l'attività di un'intera classe di composti quali gli isoflavoni. Ad essa apppartengono centinaia di strutture diverse e spesso è sufficiente una piccolissima variazione sulla molecola per passare da un'attività agonista ad una antagonista. Da quel che conosco io sembrerebbe però che la genisteina e la daidzeina, i due principali isoflavoni della soia, abbiano attività estrogeno-simile. Penso che la cosa sia evidenziata anche dal fatto che vadano a ridurre l'efficacia di un farmaco antiestrogenico quale il tamoxifene.

    Alcuni hanno ipotizzato che la presunta attività anti-cancro della genisteina sia dovuta ad una possibile inibizione della proteino-chinasi linfocitaria, ma la cosa è ancora ben lontana dall'essere dimostrata

  9. #9
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    ipòtesi

    infatti potrebbe essere-sempre per rimanere nel campo delle ipòtesi- che alcuni tipi di fitoestrogeni si leghino ai recettori per gli estrogeni ma abbiano una attività biologica molto inferiore a quella degli estrogeni edogeni: di conseguenza ne risulterebbe di fatto un'azione biologica antiestrogenica quindi protettiva. Meno dubbi invece ho sul fatto che in caso di terapia con tamoxifene anche un'attività di quel tipo sarebbe comunque interferente e potrebbe ridurre l'attività di quella molecola.
    Ma di fronte a un cancro mammario, in assenza di dati sicuri e inequivocabili, mi atterrei senz'altro alla suddetta regola della prudenza (e della non interferenza con le terapie convenzionali).
    v valesi

  10. #10
    Ospite
    Alimentazione: i cibi anti-cancro e quelli da evitare.

    Il 30% dei tumori dipende dall’alimentazione. Parola dell’oncologo Umberto Veronesi. Ecco i consigli dei dietologi per evitare errori a tavola e migliorare la propria salute.

    Altro che fumo e inquinamento. Gran parte dei tumori dipendono dall’alimentazione.
    Parola del più famoso oncologo italiano, il professor Umberto Veronesi, che lo scorso marzo, durante un convegno a Roma, ha spiegato come il 30-35% delle neoplasie siano collegate ai cibi che mangiamo.
    Sotto accusa i grassi ma anche alimenti insospettabili come il latte e la polenta, che possono contenere sostanze cancerogene doppie rispetto al consentito.

    Una dichiarazione abbastanza spiazzante, anche perché nella stessa occasione Veronesi ha difeso i tanto criticato alimenti Ogm: “Il rischio si riduce nel mais geneticamente modificato – ha detto il professore milanese, già noto anche in passato per aver sostenuto il biotec -, concepito per resistere alla piramide, parassita che scava buchi nella pianta dove si insediano le tossine”.

    Secondo Veronesi, poi, altri fattori di rischio per il cancro sono il fumo (30%) e le infezioni, come le epatiti B e C (18%).

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 26/06/2009 alle 17:00

  11. #11
    Ospite
    Ma allora, cosa bisogna mangiare per ridurre il rischio tumorale?
    Di recente la Lega italiana per la lotta ai tumori ha proposto una “piramide anti-cancro” che detta le regole da seguire per ridurre, anche del 30-40%, i rischi di tumore e che si basa fortemente sulla dieta mediterranea, confermandone quindi la validità.

    Sì quindi alla pasta, anche se va assunta in quantità moderate (80 grammi), con l’aggiunta di condimenti di origine vegetale (no burro e panna, quindi) e non tutti i giorni, ma soprattutto frutta e verdura in abbondanza, per almeno cinque porzioni giornaliere.

    Per le carni il consumo consigliato è di due volte la settimana, preferendo pollo e tacchino ad altri tipi.
    Meglio il pesce, vero principe della tavola perché contiene grassi omega ad alta digeribilità, protegge dai tumori alla mammella e all’intestino e riduce il rischio di malattie cardiovascolari.

    Da non dimenticare assolutamente il calcio, sotto forma di latte, yogurt e formaggi vari, come la mozzarella e la ricotta.

    Il vino va limitato a due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne.
    Ma assai importante è la regola base della “piramide”, ossia attività fisica quotidiana.
    Ultima modifica di anna1401; 26/06/2009 alle 17:02

  12. #12
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    curiosità

    Lo riferisco solo a titolo di curiosità "giornalistica"( in quanto da informazioni riferite dai "media), senza nessun significato didattico:pare che il Prof. Veronesi sia un estimatore della cioccolata e vegetariano. Benchè personalmente non condivida questa ultima impostazione (pur nel massimo rispetto delle convinzioni e delle scelte di tutti) , può in qualche modo far riflettere.
    v valesi
    Ultima modifica di vvalesi; 13/04/2005 alle 23:57

  13. #13
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    alimento terapia

    Di fronte a informazioni spesso conflittuali e contrastanti,di difficile gestione emotivo-culturale, talora condizionate da interessi commerciali, confesso che mi capita di avere molti dubbi, per cui preferisco(salvo casi particolari) non proporre modelli troppo stretti, nell'intima convinzione che ogni equilibrio si realizza spontaneamente, e che in ogni uomo c'è un'intelligenza "genetica" che lo guida a fare le scelte migliori.
    Di una cosa però sono assolutamente sicuro: di quanto sia vera e attuale l'affermazione di Ippocrate, il padre della medicina:"il tuo alimento sia la tua terapia".
    v valesi

  14. #14
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    Cancro e alimentazione

    (Dr. Franco Berrino)
    Tratto da ben-essere.net

    Da quasi trent’anni l’oncologia mondiale studia il rapporto tra cibo e cancro e la valutazione che attribuisce a una “buona dieta” la possibilità di evitare complessivamente il 30-40% di tutti i tumori è quella che ottiene il maggior numero di consensi.

    Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1996 in tutto il mondo più di 10 milioni di persone si sono ammalate di cancro: ebbene, 3 o 4 milioni avrebbero potuto evitare la malattia se negli anni precedenti avessero mangiato in modo diverso da come hanno fatto.

    Una delle prove più importanti a suo favore è fornita dagli studi statistici definiti “ecologici” o “di correlazione geografica”, quelli che confrontano l’incidenza delle malattie tumorali in diverse aree geografiche. Le differenze sono molto forti.

    Il cancro dello stomaco, per esempio, in Giappone è 25 volte più frequente che in Uganda, quello del colon negli Stati Uniti è 10 volte più diffuso che in Nigeria e il cancro del fegato in Mozambico è 100 volte più frequente che in Inghilterra.

    In questi e molti altri casi dello stesso tipo le responsabilità del cibo sono evidenti. Non solo, forti differenze nell’incidenza del cancro sono state riscontrate tra le popolazioni indigene, quelle che non hanno mai lasciato il loro paese di origine, e gli emigranti.

    segue..

  15. #15
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    I nigeriani che vivono in Africa, per esempio, hanno meno tumori del colon, del retto e del fegato di quelli emigrati negli Stati Uniti e anche tra i giapponesi emigrati nelle Hawai, dove lo stile di vita è di tipo occidentale, la frequenza dei tumori è diversa rispetto a quella che si registra nella madre-patria.

    Questi studi escludono che il motivo delle differenze esistenti tra una regione e l’altra siano la razza o fattori non verificabili (nel linguaggio comune si direbbe “il caso”) e ribadiscono invece che la maggiore o minore diffusione del cancro dipende in larga misura da come si vive e da quello che si mangia nei diversi paesi.

    Anche in Italia esistono prove della responsabilità del cibo sulla diffusione del cancro: un dato molto significativo è quello relativo al tumore dello stomaco. I registri-tumori mettono infatti in evidenza che quelle di Forlì-Ravenna e di Firenze sono due aree ad alto rischio per questa malattia: in queste zone il tumore gastrico ha una incidenza doppia rispetto alla media italiana ed è di quasi 4 volte superiore rispetto all’incidenza del centro-sud.

    Uno dei fattori che possono spiegare l’incidenza di queste zone e di altre aree del centro e del nord-Italia è il forte consumo di salumi e di insaccati. Ma questo è soltanto un esempio.
    In linea generale nelle regioni settentrionali della penisola, le più industrializzate, il cancro ha complessivamente una frequenza doppia rispetto al meridione e alle isole anche a causa delle diverse abitudini alimentari.

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  16. #16
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    Secondo Franco Berrino, responsabile del Servizio di Epidemiologia dell’Istituto dei Tumori di Milano:

    «Abbiamo perso di vista, e questo vale anche per molti medici e uomini di scienza, l’insegnamento che ci viene dai passati millenni, un esperimento grossolano ma di enorme significato.
    Da quando gli dei hanno insegnato a coltivare i campi, i popoli della terra hanno sempre saputo che cereali e legumi, occasionalmente insieme ad altri semi oppure a cibo di origine animale, più spesso insieme a verdure di vario tipo, offrono una perfetta combinazione alimentare.

    Nelle Americhe ancora oggi i poveri mangiano tortillas e fagioli, in nord-Africa semola di grano (il cuscus) e ceci, nell’Africa nera miglio e arachidi, in Oriente riso e soia, nel Mediterraneo agricolo riso e lenticchie oppure pasta e fagioli.


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  17. #17
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    Nei paesi occidentali ricchi, invece, nel corso dell’ultimo secolo ci si è progressivamente discostati dalla dieta tradizionale: cibi che un tempo erano mangiati soltanto occasionalmente, come molti alimenti di origine animale, a cominciare dalla carne ma anche dal latte che era difficilmente conservabile, oppure che non erano neppure conosciuti, come lo zucchero e le farine molto raffinate, sono diventate un nutrimento quotidiano.

    Attualmente si consumano anche cibi che in natura non esistono affatto, come certi grassi presenti nelle margarine o i nuovi “grassi non grassi”.
    Questo modo di mangiare, sempre più ricco di calorie, di zuccheri semplici e di proteine ma in realtà povero di alimenti naturalmente completi, ha contribuito grandemente allo sviluppo delle malattie “da civiltà”: l’obesità, il diabete, l’ipertensione, l’aterosclerosi, l’infarto cardiaco, l’osteoporosi, la stitichezza, l’ipertrofia prostatica e molti tipi di tumori tra cui quello dell’intestino, della mammella e della prostata».

    [/I]
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  18. #18
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    Ma occorrono altre considerazioni per capire la natura del cambiamento alimentare proposto dagli esperti.
    Per essere efficace, prima di tutto, la modificazione delle abitudini alimentari dev’essere qualitativamente complessa e questo fatto rappresenta un primo ostacolo alla sua attuazione.

    Per diminuire il rischio-cancro non basta togliere dal piatto il cibo “cattivo” (per esempio i grassi o il sale) e sostituirlo con quello “buono” (per esempio le farine integrali).

    I meccanismi biologici mediante i quali i cibi influenzano la crescita cellulare e favoriscono il tumore sono molteplici e complicati: è ragionevole pensare che anche una dieta protettiva richiede un cocktail equilibrato di molti alimenti diversi.

    Dunque, chi si aspetta la salvezza da uno slogan o da qualche ricetta resterà deluso.
    In molti casi inoltre è in gioco tutto lo stile di vita e non solo il modo di mangiare.

    «C’è una forte evidenza», ricorda Berrino, «che le verdure esercitino una azione protettiva nei confronti del cancro del polmone: chi le mangia regolarmente riduce della metà il rischio di ammalarsi rispetto a chi non le consuma.
    Ma se continua a fumare il pericolo del cancro al polmone rimane comunque alto
    ».

    Un discorso analogo vale per il tumore dello stomaco: non è soltanto il sale che aumenta il rischio, è anche l’helicobacter pylori, un batterio che ha grosse responsabilità nella nascita e nello sviluppo di questa malattia.

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  19. #19
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    Un’altra difficoltà viene dal tempo richiesto perché i cambiamenti dietetici diano dei risultati.
    Solo in alcuni casi, come nella mammella e nel colon, i benefici di una buona dieta possono manifestarsi dopo 10-20 anni dal suo inizio, ma di solito occorre che il costume alimentare “protettivo” parta precocemente, fin dall’infanzia, e che sia portato avanti per molti anni.

    Secondo il parere degli esperti i benefici di un cambiamento della dieta nella popolazione generale compariranno chiaramente dopo 15-60 anni dal suo inizio: a molti, vittime di un’epoca come la nostra che è divorata dalla fretta e che sembra senza domani, può apparire un traguardo troppo lontano per essere ambito.
    La strategia della prevenzione alimentare dei tumori, infine, potrebbe risultare falsata da un confronto affrettato con quella farmacologica.

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  20. #20
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    Da qualche anno l’oncologia mondiale guarda in effetti con grande interesse alle ricerche che si propongono l’identificazione di farmaci che potrebbero essere in grado, se presi per molti anni, di diminuire il rischio di malattia: ma si tratta per ora di promesse che attendono ancora una conferma e che in prospettiva, comunque, non sono assolutamente in alternativa con la prevenzione alimentare.

    Conclude Berrino: «Complessivamente non c’è ragione di essere pessimisti, oggi le società occidentali percepiscono meglio che in passato la logica e i vantaggi della prevenzione alimentare.
    Quanto è avvenuto per la sigaretta è significativo, alle soglie del Duemila molti segnali fanno pensare che si avvicini un cambiamento di rotta anche per quanto riguarda il modo di mangiare.
    Siamo all’esordio, forse, di un atteggiamento finalmente rispettoso degli equilibri naturali e delle loro complesse, misteriose esigenze anche a tavola
    ».

    segue..

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