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Discussione: olio di oliva

  1. Registrato da
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    una caratteristica molto importante dell'ulivo è la capacità di "adattarsi" all'ambiente in cui vive, sicché piante di una stessa cultivar allevate in sicilia e in liguria dopo molti anni presentano caratteristiche "varietali" così diverse tra loro da indurre a non classificarle con lo stesso nome .

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    olio di oliva
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    la fitopatologia dell’olivo e le più moderne tecniche di lotta

    La difesa dell’olivo dagli agenti patogeni e dalle avversità di varia natura ha subito una marcata evoluzione dagli anni ‘50 con la sintesi e la commercializzazione di insetticidi organici in grado di controllare efficacemente la mosca dell’olivo.
    Oggi, si acquisito un complesso di conoscenze sfruttabili sul piano operativo che si concretizzano in un modello globale di difesa fitosanitaria che si identifica con la lotta integrata e, in misura minore con la lotta biologica.
    Nella seguente descrizione si analizzeranno prima le malattie crittogamiche e poi i fitofagi.

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    Le malattie crittogamiche

    Le principali malattie crittogamiche dell’olivo, in base alla localizzazione preferenziale del patogeno si possono suddividere in 4 gruppi: 1) radici e colletto; 2) tronco e rami; 3) foglie; 4) frutti.
    1. Radici e colletto
    • Marciume radicale. I più importanti agenti di questa malattia sono l’Armillariella Mellea e la Rosellinia Necatrix; tutti e due i funghi provocano il cosiddetto marciume fibroso al colletto delle piante che si manifesta con un generale stato di sofferenza, clorosi fogliare, vegetazione stentata, appassimento progressivo fino alla morte. Per il controllo di questa malattia non esistono mezzi economicamente validi, ma si deve fare in modo da evitare i ristagni idrici che favoriscono l’insorgere della patogenesi.

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    2. Tronco e rami
    • Carie. Tra i principali funghi agenti di carie bianca si segnalano :Fomes, Stereum, Phellinus; mentre per la carie bruna si riportano: Pleurotus, Polyporus e Schyzophyllum. Sono tutti basidiomiceti che penetrano nel legno per ferita. La carie si combatte efficacemente con la slupatura, seguita dalla disinfezione con solfato ferroso.
    • Rogna. Viene causata da un batterio gram-negativo: Pseudomonas Savastanoi. La malattia si manifesta con escrescenze di colore dapprima verde poi scuro di dimensioni anche notevoli. Questa malattia ha effetti negativi sullo sviluppo normale della pianta e sulla sua produttività; lo Pseudomonas savastanoi penetra per ferita sia di natura fisico-traumatica e sia di natura biologica. La lotta alla rogna è molto difficile: gli unici prodotti efficaci sono gli antibiotici che, però non si possono usare in agricoltura. Una certa efficacia hanno i prodotti rameici se usati ogniqualvolta si verifichino ferite (potatura, grandine ecc..).

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    • Tracheoverticillosi. Agente è il Verticillium Dahliae Kleb. e colpisce tutte le varietà di olivo. La sintomatologia è abbastanza appariscente con le foglie terminali della parte alta della chioma accartocciate e secche; all’interno della pianta si denotano imbrunimenti dei vasi legnosi, più o meno occlusi dalla presenza di gomme o tille. Il fungo penetra per via radicale e per via aerea tramite insetti xilofagi o per ferita. Per quanto riguarda il controllo è sempre bene evitare le consociazioni con colture suscettibili alla verticilliosi. La lotta si esegue asportando e bruciando i rami colpiti.

  7. Registrato da
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    3. Foglie.
    • Fumaggine. Alla formazione delle fumaggini concorrono molti funghi con forme gamiche e agamiche, dei quali i più comuni sono: Capnodium Mont., Limacinia Neger, Pleosphaeria Speg., Ceratocarpia Dematium Pers., Torula Pers, Cladosporium LK e Alternaria Nees. Tutte le specie implicate nel determinare la suddetta malattia, determinano sull’organo attaccato una patina nerastra e sono caratterizzate da un comportamento epifitico; infatti, non contraggono alcun rapporto trofico con l’ospite, ma si nutrono esclusivamente delle sostanze zuccherine che si trovano sulla superficie delle foglie. Tali sostanze, che costituiscono la melata, possono essere di origine fisiologica, dovuta a risposte della pianta in particolari situazioni di stress - potature, concimazioni squilibrate, sbalzi di umidità -, oppure possono essere costituite da secrezioni di insetti, tra cui il più comune è la Saissetia oleae. I danni provocati dalle fumaggini si traducono in una riduzione della superficie fotosintetizzante e in una riduzione degli scambi gassosi. Il controllo delle fumaggini viene realizzato limitando la produzione della melata ed effettuando la lotta alle cocciniglie. In casi particolarmente gravi si effettuano trattamenti con prodotti cuprici.

  8. Registrato da
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    • Occhio di pavone. Agente è lo Spilocea oleagina, che può attaccare i frutti, i giovani rametti, ma in modo particolare, le foglie, sulle quali si notano delle macchioline rotondeggianti, grigiastre al centro, brune alla periferia, circondate da un alone di colore giallo, che le fa rassomigliare agli occhi che si trovano sulle penne di un pavone. Gli effetti dell’attacco sulle foglie è una filloptosi che si traduce in una riduzione quali-quantitativa della produzione e in un minor vigore della pianta. La lotta all’occhio di pavone viene effettuata esclusivamente con prodotti cuprici, come la poltiglia bordolese o gli ossicloruri.

  9. Registrato da
    14/09/2005
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    518
    oggi ho raccolto e molito le mie olive ... ah quant'è buono il mio olio. è fatto da tre varietà di olive: peranzana, marina e rotondella ... dolce come piace ad anna e profumatissimo, biologico perchè non uso prodotti chimici. e poi quest'anno la mosca non ha colpito e le olive erano sanissime.

  10. Registrato da
    02/11/2004
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    Buono....adoro quel profumo di olive.
    Ierisera ho ordinata l'olio al nonno di mia nuora,che è di Cerignola.Perchè il suo è biologico,e certificato.Lui si trattiene una certa quantità,e me ne vende un poco a me....sempre in famiglia...non?
    Ma tu ora parli delle qualità di olive....bohhhhhhh.. ..per me son tutte olive.Anzi,più in la nella strada,c'è un mulino,e da li escono puzza e profumo.Vedo anche che ci vengono a prendersi le olive pestati,e spremuti.Cosa fanno con quella roba...l'olio di sanza o lampante?
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  11. Registrato da
    07/12/2004
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    per eyes

    Citazione Originariamente Scritto da eyes
    oggi ho raccolto e molito le mie olive ... ah quant'è buono il mio olio. è fatto da tre varietà di olive: peranzana, marina e rotondella ... dolce come piace ad anna e profumatissimo, biologico perchè non uso prodotti chimici. e poi quest'anno la mosca non ha colpito e le olive erano sanissime.
    Se abitassimo più vicini verrei a comprarlo da te, così sì che sarei più che sicura della provenienza

  12. Registrato da
    14/09/2005
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    per cali, in seguito tratterò delle diverse qualità di olio e anche delle possibili frodi alimentari.

  13. Registrato da
    14/09/2005
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    4. Frutti.
    • Antracnosi. Agente è il Gleosporium olivae Foschi, fungo che attacca foglie, rami e, in particolare, i frutti sui quali provoca delle tacche depresse di pochi millimetri di diametro. La malattia si controlla abbastanza bene con prodotti cuprici.
    • Marciume delle drupe. Dovuto allo Sphaeropsis dalmatica Gig. E’ un fungo che attacca solo i frutti precedentemente lesionati da altri agenti biotici e abiotici. La lotta è soprattutto indiretta e va rivolta contro la mosca dell’olivo.

  14. Registrato da
    14/09/2005
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    I fitofagi
    I fitofagi che attaccano l’olivo sono molto numerosi, ma di questi solo pochi sono potenzialmente dannosi dal punto di vista economico nel Bacino del Mediterraneo. Questi ultimi possono essere raggruppati come segue in rapporto agli organi vegetali maggiormente danneggiati:

    1. Radici
    • Meloidogyne incognita - Nematode galligeno
    • Rotylenchus macroforatus - Rodilegno

  15. Registrato da
    14/09/2005
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    l'amministratore ha disposto che possono inviarsi messaggi ogni 20 secondi. Uffa ....

  16. Registrato da
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    2. Tronco e rami
    • Aspidiotus nerii - Cocciniglia bianca
    • Lichtensia viburni - Cocciniglia cotonosa
    • Saissetia oleae - Cocciniglia mezzo grano di pepe
    • Zeuzera pyrina - Rodilegno giallo

  17. Registrato da
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    3. Frutti
    • Dacus oleae - Mosca delle olive
    • Liothripis oleae - Liotrpide dell’olivo
    • Prays oleae Bern. - Tignola dell’olivo
    • Prolasioptera berlesiana Paoli - Cecidomia delle olive
    • Rhynchites cribripennis Desbr. - Punteruolo delle olive

  18. Registrato da
    14/09/2005
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    4. Foglie
    • Margaronia unionalis - Tignola verde dell’olivo
    • Othiorryncus cribricollis Gyll. - Oziorrinco
    • Prays oleae - Tignola dell’olivo
    5. Infiorescenze
    • Calocoris trivialis Costa - Cimicetta verde
    • Dasyneura oleae F.L. - Cecidomia delle foglie e dei peduncoli fiorali
    • Euphyllura olivina Costa - Cotonello dell’olivo

  19. Registrato da
    14/09/2005
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    sono molti, lo so, per non tediarvi troppo e anche per no lavorare troppo neanche io, tratterò solo i più importanti, quelli che determinano danni

  20. Registrato da
    14/09/2005
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    Il fitofago chiave è la mosca delle olive - Dacus oleae - . Le femmine dell’insetto iniziano a deporre le uova nelle olive appena ingrossate in giugno-luglio. Le larve si nutrono del mesocarpo scavando nei frutti delle tortuose gallerie. A maturità, si impupano nel frutto oppure fuoriescono e si impupano nel terreno. Generalmente, lo sviluppo delle popolazioni di Dacus oleae si arresta nel periodo di maggiore siccità estiva per poi riprendere in modo virulento nel periodo di settembre-ottobre. Ogni femmina è in grado di deporre circa un migliaio di uova. Nel corso dell’anno il D. oleae svolge 3-4 generazioni, che si accavallano soprattutto nel periodo autunnale.

  21. Registrato da
    14/09/2005
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    L’attività della mosca inizia a temperature superiori ai 14-18 °C, la soglia termica minima per gli stadi preimmaginali è di 8-11°C, mentre quella massima è di 31-33°C. Le popolazioni degli adulti possono essere rilevate mediante trappole cromotropiche (gialle), chemiotropiche innescate con proteine idrolizzate o con sali d’ammonio o con ferormoni (trappole sessuali). Le popolazioni degli stadi preimmaginali si rilevano con il campionamento dei frutti.

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