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Discussione: Manna delle Madonie

  1. Registrato da
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    mannite purissima

    In particolare, la manna veniva disciolta in acqua bollente e chiara d'uovo, e lasciata raffreddare lentamente in vasi di rame o in contenitori di legno. Dopo due giorni la soluzione marmifera veniva filtrata e torchiata, separando il melasso dal panello di mannite. Con questo sistema, previo trattamento con acqua bollente e carbone animale, si otteneva mannite purissima con una resa del 25-30%. Questo metodo, essendo molto più economico del precedente, si diffuse rapidamente.

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    Per aumentare la resa

    Una variante, che permetteva di aumentare la resa, consisteva nello sciogliere la manna in una soluzione di acqua e acido ossalico al 3%. L'amalgama formatosi veniva posta a riposare per 24 ore: in tal modo si separavano spontaneamente i residui vegetali per affioramento mentre le impurità terrose contenenti argilla precipitavano sul fondo per l'azione dell'acido. Ciò che rimaneva in sospensione veniva torchiato in modo da separare la componente liquida (melasso) da quella più solida da cui si ottenevano i cosiddetti "panelli".

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    I panelli venivano sciolti in acqua contenente allume(3%) e calce spenta (2%) in modo da ottenere una soluzione che dopo filtratura e raffreddamento, depositava la mannite in cristalli. Successive ricristallizzazioni nelle apposite forme permettevano di ottenere i classici coni o i panetti che venivano fatti asciugare al sole e, infine, levigati con adeguate lime per ridurli al peso di gr.250 o gr.500.

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    I costituenti della manna

    · Mannitolo. La manna contiene il 50-60% di mannitolo che trattiene acqua a livello intestinale favorendo un aumento della massa fecale e stimolando quindi la peristalsi intestinale. L'effetto lassativo è piuttosto blando, costante nei bambini, incostante nell'adulto.

    · Acqua. L'acqua è contenuta nella manna in percentuale dell'8-10%. La quantità d'acqua condiziona la conservabilità, il peso specifico, la densità, la cristallizzazione, la viscosità, l'indice di rifrazione e la qualità della manna. Se l'acqua supera il 12-13%, la manna va incontro sicuramente a fermentazione.

    · Glucosio e fruttosio. Compaiono entrambi nella manna in percentuale del 3-5%. Questi zuccheri semplici di pronta utilizzazione devono la loro azione all'attività osmotica ed al valore alimentare.

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    · Saccarosio, destrina, amido. In percentuale variabile, sono comunque sempre presenti in quantità esigua. Il saccarosio è il comune zucchero da tavola, la destrina è un oligosaccaride di complessa struttura e di peso molecolare vario, l'amido è il polisaccaride piu diffuso nel mondo vegetale.

    · Mannotriosio. E' presente nella percentuale del 12-16%. E' un trisaccaride di formula C18H32O16, composto da una molecola di glucosio e da due di galattosio, nelle quali si scinde per idrolisi.

    · Mannotetrosio, o Lupeosio, o Stachiosio. Si trova nella manna in percentuale del 6-16%. E' un tetrasaccaride di formula C24H42O21, composto da due molecole di galattosio, una di glucosio e una di fruttosio. Per idrolisi parziale da una molecola di fruttosio accanto al trisaccaride mannotriosio. Si presenta come una polvere bianca, amorfa, igroscopica, dotata di potere rotatorio destrogiro.

  7. Registrato da
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    · Acidi organici. Gli acidi organici sono presenti in percentuale alquanto modesta. Influiscono sul ricambio minerale e sull'equilibrio acido-basico dell'organismo. Essendo in parte liberi, ma soprattutto salificati, quando vengono bruciati concorrono ad aumentare la riserva alcalina del sangue. Infatti tali sali, in seguito all'ossidazione, liberano gli ioni basici capaci di combinarsi con gli acidi forti presenti nell'organismo. In tal modo contribuiscono a neutralizzare le eccessive sostanze acidificanti provenienti dall'odierna alimentazione prevalentemente carnea. Dal punto di vista farmacologico gli acidi organici presentano attività osmotica con conseguente modica azione lassativa analoga a quella svolta dagli zuccheri semplici.

    · Elementi minerali. Compaiono in percentuale dell'1,5-2,5 %. Sono presenti minerali plastici ed oligoelementi, entrambi utili per importanti funzioni nell'organismo. Concorrono a conservare l'equilibrio acido-basico, a neutralizzare le sostanze acidificanti, ad entrare nella costituzione di ormoni, enzimi, coenzimi e vitamine.

  8. Registrato da
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    · Vitamine. Le vitamine si trovano nella manna in quantità modestissima. Nell'organismo umano favoriscono un equilibrato accrescimento corporeo e permettono una vita sana ed sciente.

    · Enzimi. Compaiono in percentuale esigua. Catalizzano molteplici reazioni chimiche in modo adeguato alle funzioni biologiche.

    · Flora batterica spontanea. E' utilissima all'organismo. Agisce in maniera sinergica con la flora intestinale favorendo un normale svolgimento dei processi digestivi e giovando a conservare l'omeostasi dell'organismo.

    · Sostanze a carattere fitormonale e fattori di crescita. Favoriscono il regolare svolgimento di alcuni processi fisiologici.

    · Sostanze ad attività antibiotica e antibatterica. Sono attive su diversi germi.

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    · Resina e sostanze simili. In percentuale variabile, sono comunque sempre presenti in quantità esigua. Sono sostanze di complessa struttura chimica capaci di svolgere modesta irritazione tessutale e modesta azione antisettica locale.

    · Mucillagine e pectina. Contenute in percentuale minima, sono eteropolisaccaridi fortemente idrofili. Agiscono da blando lassativo perché assorbono acqua ed aumentano cosi la massa intestinale, che, stimolando il riflesso di contrazione, promuove la peristalsi.
    Inoltre, si comportano da antidiarroici perché assieme all'acqua assorbono eventuali tossine presenti nel lume intestinale.

    · Tannino. Presente in tracce, svolge azione astringente e disinfettante locale.

    · Frassina. La Frassina, presente in piccola quantità, è un glucoside di formula C16, H18, O10. In seguito ad idrolisi, si scinde in glucosio e frassetina (o metiltriossi-cumarina) di formula C10, H8, O5.

    · Altri principi. Altri principi non ancora completamente evidenziati sono contenuti nella manna. Comunque le moderne metodiche di laboratorio permetteranno in breve la conoscenza dell'intera gamma di principi presenti nella manna.

  10. Registrato da
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    Anna......sei Una Fonte Inesauribile.......
    Complimenti
    Gigi'.

  11. Registrato da
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    ... grazie gigi.. ma io ho un segreto!

  12. Registrato da
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    I vari tipi di manna

    Con il termine manna vengono indicate alcune sostanze derivanti dalle secrezioni di diverse piante, che hanno in comune con la manna dei frassini, contenente mannite, soltanto l'aspetto e la denominazione.
    La manna biblica viene identificata da alcuni studiosi con i talli di Lecanora esculenta e di L. affinis, due licheni dalla consistenza di piccoli tartufi roseo-grigiastri, di dimensioni variabili dalla grossezza di un pisello fino a quella di una noce. Altri studiosi ritengono, invece, che si tratti della secrezione provocata dalla puntura di insetti su alcune piante quali Anabasis articulata, Haloxylon schweinfurthii, Tamarix marmifera ed alcune specie di Artemisia.

  13. Registrato da
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    Per secoli il termine fu di uso esclusivo degli Ebrei. Solo nel I sec. d.C. Dioscoride Pedanio nel De Materia Medica lo utilizza per indicare i grani o la polvere di incenso e con questo significato fu utilizzato presso i Greci ed i Romani, sino a quando con l'affermarsi della religione cristiana ritornò in uso per indicare la manna degli Ebrei. Solamente nel secolo IX, durante il periodo di piena affermazione della cultura araba, ricompare la parola "manna" nell'opera di Jahia ben Masiàh, meglio noto in occidente come Giovanni Mesue.

  14. Registrato da
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    E' certo che gli arabi ne acquisirono l'uso durante la conquista della Persia, regione nella quale erano note diverse manne, che diffusero presso tutti i popoli posti sotto il loro dominio.
    Durante il periodo medioevale il mercato dei vari tipi di manna alimentò un florido commercio, e dalla Persia veniva esportata sia in Oriente in direzione dell'India che verso Occidente. Questo ricco mercato si mantenne fino all'affermazione della manna estratta dai frassin

  15. Registrato da
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    Ad oggi si hanno notizie dei seguenti tipi di manna:

    · Manna di Brianson o manna laricina: è un essudato zuccherino contenente melezitosio che si raccoglieva nelle Alpi francesi e italiane su piante di larice (Larix decidua). Si presenta in granelli tondeggianti ed ha proprietà lassative.

    · Manna cedrina: è tratta da Cedrus libani e viene ancora usata in Siria.

    · Manna d'alhagi: è la manna di cui maggiormente hanno trattato gli autori del medio evo che la conoscevano come terenjabin o tarandjabine. E' la sola manna in lacrime che ancora oggi viene utilizzata nei paesi medio-orientali. Prodotta dalle piante di Alhagi maurorum (Foto 3), è uno principali lassativi e purgativi della materia medica persiana, usato solitamente disciolto in acqua o in un infuso di cassia. Questo tipo di manna è normalmente secca e si raccoglie scuotendo la pianta su un telo per recuperarne facilmente le lacrime concrete e disseccate.

    · Manna di astragalo: viene estratta da alcune specie del genere Astragalus.

  16. Registrato da
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    · Manna del Sinai o tamariscina: si ricava dai giovani rami di Tamarix marmifera (Foto 4) in seguito alle punture di una cocciniglia (Coccus manniferus}. Quando fuoriesce, nelle calde ore d'agosto, ha la consistenza di uno sciroppo denso e trasparente che si addensa raffreddandosi.

    · Manna del Caucaso o di quercia: trasuda da: Quercus vallonea; è ricca di mucillagini e glucosio e contiene in misura minore amido, tannini e clorofilla.

    · Manna di salice: si estrae da diverse specie di salici. Ha consistenza amilaceo-zuccherina e si raccoglie in pezzetti brunastri, verrucosi e di grandezza variabile da un pisello ad una nocciola.

    · Manna di alkania: è ottenuta dall'Hedysarum alkhago, pianta indigena dell'Arabia e dell'Egeo, utilizzata come nutrimento dalle carovane arabe. Manna cistina o ladanifera: veniva prodotta in Grecia da alcune specie di cista.

    · Manna d ulivo o eleomele: è prodotta dai rami giovani d'ulivo, intaccati nel periodo della maturazione delle olive, o dal taglio dei rami più vecchi.

  17. Registrato da
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    Di origine diverse sono, infine, la manna del Madagascar e la manna dell'Australia, sostanze zuccherine originate dalle punture di insetti, parassiti rispettivamente di alcune Combretacee e di diverse specie di eucalipti quali Eucalyptus resinifera ed E. dumosa.

  18. Registrato da
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    La manna oggi

    Attualmente la maggior parte frassineti è incolta e circa 150 frassinicoltori, per lo più anziani, continuano a praticare, anno dopo anno, il rituale dell'incisione. Solo su una risicata area di 100 ettari circa, distribuita nelle campagne di Castelbuono e Pollina, i frassini, nei mesi estivi, continuano a colorarsi di bianco: il bianco della manna.
    Altrove ormai, le vecchie ferite appaiono da tempo cicatrizzate e ricoperte dalla corteccia. Tale superficie, pertanto, rimane a testimonianza di una attività agricola plurisecolare che ha dato molto all'economia di questi territori e che è unica ed esclusiva, non trovando riscontro in nessuna altra parte del mondo.

  19. Registrato da
    07/12/2004
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    continua

    Negli ultimi anni il prezzo della manna è sensibilmente aumentato divenendo remunerativo, tanto da consentire una timida ripresa della coltivazione. Inoltre, nuove prospettive per la sua commercializzazione si intravedono nel settore delle produzioni biologiche.
    Il rilancio di questa coltura, è possibile ed auspicabile sia per l'aspetto produttivo che per la riqualificazione del paesaggio vegetale di una vasta area che fa parte o limitrofa al Parco delle Madonie.
    Manna delle Madonie offre nuova vita all'economia tradizionale locale, attraverso un'opera di promozione della manna, e di vendita attraverso i nuovi canali commerciali conseguenti all'avvento dell'e-commerce.

  20. Registrato da
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    Cara Anna,mi hai fatta risvegliare certi ricordi.Tanti anni fa,ai bambini si dava la mannita,sai perchè e quando?Proprio in questo periodo i bambini(anche i grandi)consumavano molti fichi d'india.Tutti avevano qualche fico d'India in campagna,perchè le campagne sono divisi da muri secchi e i contadini avevano delle casette,i cosidetti"turri"in campagna.Che erano come i muretti costruiti con pietre che si trovano in campagna.I fichi d'India crescono in mezz'alle pietre.I fichi d'India sono dolcissimi,ma pieni di semi duri come pietruzze.I bambini mangiandone troppi di quei fichi,non andavano da corpo.E avevano terribili mal di pancia.Ecco che veniva in aiuto la mannita.Sciolto in una tazza di latte e caffè d'orzo,le mamme aggiungevano 2 panetti della dolce mannità.....di prima mattina.Poche ore dopo con molto dolor di pancia,il bimbo si liberava dal tappo di semi.
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  21. Registrato da
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    per calimero

    cara cali, è molto bello ascoltare tutti i tuoi racconti! Vedo delle belle scene di campagna ... d'altri tempi, dove i contadini vivevano contenti delle risorse che la natura riservava loro generosamente, dove la gente semplice si accontentava e godeva delle piccole cose... dove le comuni feste erano condivisione di vere gioie e occasione di sano e allegro divertimento ...
    grazie!

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