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Discussione: Manna delle Madonie

  1. Ospite

    Occhiolino Manna delle Madonie

    La manna è conosciuta come dolcificante naturale a basso contenuto di glucosio e fruttosio, con proprietà depurative e leggermente lassative. Ha anche una benefica azione sull’apparato respiratorio, infatti, si comporta da fluidificante, emolliente e sedativo della tosse, ed è anche usata nell'alimentazione come dolcificante.

    In Sicilia la manna è prodotta principalmente nelle zone di Pollina, di Castelbuono e del suo circondario.

    Essa viene prodotta mediante delle incisioni, praticate con un particolare arnese sul tronco dei frassini.
    Da queste invisioni fuoriesce una sostanza azzurrina e resinosa che esposta al torrido sole estivo, si condensa e formano lunghe stalattiti biancastre: la manna.
    La raccolta, effettuata solitamente ogni settimana, viene spesso anticipata prima di un temporale estivo, poiché la manna teme l'umidità e viene sciolta e dispersa dalla pioggia.
    Per la raccolta si utilizzano particolari arnesi come la "rasulala", strumento che viene utilizzato per raschiare la manna che rimane nei solchi della corteccia. Una grande foglia di ficodindia raccoglie la manna impedendo che tocchi direttamente il suolo.
    Manna purissima è quella che scivola a stalattite e non entra in contatto con la corteccia.

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  3. Registrato da
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    Cos'è la manna

    La manna è il prodotto che deriva dall'incisione del Frassino. Le incisioni vengono effettuate da sapienti contadini nei mesi di luglio, agosto e settembre. Il liquido che furiesce dalle incisioni, si rapprende lungo il tronco oppure scorre fino al piede della pianta.
    Quando si rapprende lungo il tronco, forma i cannòli.
    Quando scorre fino al piede della pianta, prende il nome di manna in sorte.

  4. Registrato da
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    qualità

    La manna viene prodotta seguendo le tecniche tradizionali, tramandate nelle famiglie contadine da padre in figlio.
    La manna viene ormai prodotta soltanto in due paesi del Parco delle Madonie, Castelbuono e Pollina, in Sicilia.
    La tradizione, la qualità, la naturalità, la tipicità, la genuinità e l'unicità, più il benessere per l'organismo, scaturente dal suo consumo, sono qualità caratteristiche della manna delle Madonie.

  5. Registrato da
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    L'estrazione della manna

    Il frassino comincia a produrre all'età di 6-8 anni, ma non tutte le piante entrano in produzione alla stessa età e nello stesso periodo.
    La maturazione infatti, dipende da alcuni elementi: oltre che dalla varietà, dalla natura del suolo, dall'esposizione e dall'altitudine.
    La stagione produttiva inizia in funzione dell'andamento climatico e le prime incisioni vengono praticate tra la fine di giugno e la prima metà di luglio quando le foglie, a causa della scarsezza di acqua e delle elevate temperature, perdono l'abituale lucentezza e appaiono opache, increspate e giallastre.

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    Grazie Anna!!!!

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    il mannaluòru

    In funzione dell'andamento stagionale varia la durata della produzione: a volte si protrae fino alla metà di settembre. Nelle stagioni estive piovose oppure molto calde, la produzione si riduce notevolmente.
    Il frassinicoltore detto mannaluòru (nel dialetto siciliano è chi produce manna) o 'ntaccaluòru (chi fa le 'ntacche, ovvero le incisioni nella corteccia), si accerta della maturazione dei frassini, tagliando un pezzetto di corteccia dalla pianta (pipita).
    Se dalla ferita fuoriesce una goccia, la pianta è matura e viene praticata la prima incisione della stagione.
    Le incisioni ('ntacche), devono essere eseguite con energia, in modo da interessare l'intero spessore della corteccia fino all'alburno, per una lunghezza variabile dai 5 ai 10 cm, a partire da 5 cm dal suolo.

  8. Registrato da
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    un rituale

    Quello che il frassinicoltore esegue è un rituale che si tramanda da secoli, sempre uguale. Egli pratica sul tronco e sui rami principali di ogni pianta, le nuove 'ntacche ad una distanza di circa 2 cm dalle precedenti e leggermente inclinate per favorire lo scolo della manna.
    Il mannaluòru ha una cura particolare per le sue piante e, per non danneggiarle, e per salvaguardare la quantità del raccolto, l'incide l'albero con con precisione quasi chirurgica. Per l'incisione viene utilizzato un'apposito attrezzo (cutieddu mannaluoru o cutièddu â manna), una specie di roncola affilatissima ed appuntita.

  9. Registrato da
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    "cannòlo" (.. buono quello siciliano.....)

    Dalle incisioni praticate sgorga un liquido violaceo ed amaro che diventa dolce a contatto dell'aria e si rapprende velocemente formando un leggero strato cristallino biancastro: la manna.
    In relazione all'inclinazione naturale del tronco o all'applicazione di appositi rilievi posti sulla corteccia, il liquido gocciolando forma una stalattite biancastra di varia lunghezza, il "cannòlo", che costituisce la parte più pregiata della manna.

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    "manna in sorte" o "manna di pala" (... buona anche questa!)

    Quando la secrezione è abbondante o le condizioni climatiche solo tali da rallentarne la solidificazione lungo il tronco, il liquido scola fino a terra dove viene raccolto nel concavo "pale" di ficodindia, nelle rigide foglie di agave o in cocci di terracotta, dove lentamente avviene la cristallizzazione. Si ottiene così, la cosiddetta "manna in sorte" o "manna di pala".
    La parte di linfa che si rapprende lungo il tronco costituisce invece la "manna in rottame".

  11. Registrato da
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    'ntacche... petto... schiena ... fianchi ^____=

    Nel primo anno di produzione le "'ntacche" vengono effettuate sul "petto" del frassino, ovvero il lato più sporgente; nel secondo si incide il lato opposto, la "schiena", nel terzo e nel quarto anno sui due "fianchi".

  12. Registrato da
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    scortecciatura...

    Ma le piante più grandi, nelle annate favorevoli, possono sopportare incisioni su più di un lato, qualora nel corso della stagione con le incisioni si raggiunga il punto di inserzione delle branche principali.
    Dopo quattro anni si completa il primo turno di sfruttamento, ma le varietà di frassino meridionale riescono a produrre la manna nelle zone precedentemente intaccate, per altri 3-4 turni, a condizione però, che vengano levigate le superfici di taglio già ben cicatrizzate, tramite scortecciatura.

  13. Registrato da
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    La raccolta della manna

    La raccolta della manna si effettua dopo otto giorni dalla prima incisione e si prosegue poi, nel corso della stagione, con intervalli di circa 6 giorni per le cultivar di frassino meridionale (Fraxinus angustifolia subsp. angustifolia) e, per le cultivar di orniello (F. ornus) la prima raccolta viene effettuata solitamente dopo circa tre settimane, la seconda dopo dieci giorni, e le successive ogni settimana.
    La manna è molto fragile, teme l'umidità e viene sciolta e dispersa nell'acqua, perciò capita frequentemente che bisogna raccogliere prima del previsto, cercando di prevedere e prevenire gli effetti negativi dei temporali estivi sulla produzione della manna.

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    Il frassinicoltore

    ed i familiari, soprattutto anziani, scrutano con sapienza e attenzione il cielo, cercando di cogliere eventuali segni di perturbazioni atmosferiche nel colore, nella forma e nelle dimensione delle nubi, nel colore che assume il sole al tramonto e nello spirare dei venti.
    L'esperto mannaluòru esegue la raccolta nelle ore più calde della giornata. Il calore siciliano favorisce il distacco della manna e impedisce la perdita di succo in via di condensazione. Generalmente viene effettuata al termine delle operazioni di incisione dei fusti.
    Si raccolgono prima i "cannoli" che vengono staccati tramite un archetto di legno flessibile, che tende un sottile filo metallico o, negli ultimi anni, di nylon e riposti con cura in apposite ceste o in altri recipienti idonei.

  15. Registrato da
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    "manna in rottame"

    Subito dopo, i residui rimasti attaccati al tronco che costituiscono la cosiddetta "manna in rottame" vengono raschiati con una paletta metallica, con manico di legno (in dialetto detta rrasùla), facendoli cadere in una scatola di latta, opportunamente concava nella parte da appoggiare al tronco (detta scàtula).
    Quindi, si passa alla raccolta della manna in sorte dal concavo delle pale di ficodindia, foglie di agave o dai cocci di terracotta.

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    La chimica della manna

    Con il termine "manna" viene indicato un essudato zuccherino costituito principalmente da mannite, acidi organici, acqua, glucosio e, in misura minore, da levulosio, mucillagini, resine e composti azotati. La composizione qualitativa e quantitiva della manna è molto complessa e l'incidenza percentuale dei suoi costituenti dipende da diversi fattori (la zona di provenienza, l'età del frassino, la costituzione chimico-fisica del terreno e la sua esposizione, l'andamento stagionale, ecc., tipologia di manna utilizzata)

    contiene:

    Mannite
    Acqua
    Glucosio
    Fruttosio
    Stachiosio
    Mannotriosio
    Sali (Fe, Al, Cu, Mn)
    Frazione proteica
    Sostanze non note

    Alcuni principi, presenti addirittura in percentuale omeopatica, sono avvertiti in maniera positiva dalla fine reattività biologica dell'organismo umano.
    Ma la manna, generalmente, contiene il 40-60% (con punte oltre al 70º/o) di mannite o D-mannitolo (C6H14O6), che è un alcool esavalente del mannosio, volgarmente chiamato zucchero di manna.

  17. Registrato da
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    Il d-mannitolo

    si presenta sotto forma di polvere cristallina, o di prismi rombici trasparenti (cristallizzazione dall'acqua), o di aghi lucenti riuniti in gruppi o disposti a raggi (cristallizzazione dall'alcool caldo).
    E' inodore, incolore e non igroscopico.
    Ha sapore dolce, ma il potere dolcificante è inferiore a quello dello zucchero.
    Fonde a 165-166º C.
    A temperatura superiore al punto di fusione si decompone ed emette odore di zucchero bruciato.
    Ha peso specifico 1,485-1,489.

  18. Registrato da
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    continua

    E' ben solubile in acqua calda, meno in acqua fredda.
    E', a parità di temperatura, tanto piu solubile nell'alcool quanto piu basso è il grado alcoolico.
    E' insolubile nell'etere.
    Può essere ossidato in d-fruttosio (ossia nel monochetone corrispondente) dal Bacterium xylinum o dal Bacterium aceti.
    Può essere fermentato in presenza di sali minerali dagli schizomiceti dando alcool, acido butirrico e acido lattico, e può sottostare anche alla fermentazione lattica e butirrica.

  19. Registrato da
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    La manna e la mannite

    Mannite naturale e artificiale
    La "mannite naturale" viene ricavata soltanto dalla manna perché la contiene nella percentuale più elevata. In commercio è reperibile anche la "mannite artificiale", che si ricava dalla fermentazione del melasso di barbabietola operata da alcuni schizomiceti capaci di ridurre gli esosi a mannitolo. La "mannite naturale" presenta una sofficità maggiore di quella artificiale.
    La mannite svolge diverse funzioni nell'organismo umano, comunque conviene rivolgere l'attenzione non tanto a questo principio puro ed isolato quanto alla manna nel suo insieme.

  20. Registrato da
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    una droga

    Infatti, essa contiene tanti altri principi attivi che, sebbene presenti in percentuale non molto alta, da un lato limitano l'azione della mannite e dall'altro allargano il campo d'azione della manna stessa.
    Il fatto che la percentuale di mannite nella manna non sia costante è un fattore positivo, poiché consente di usare non un farmaco dosato in tutti i suoi componenti, ma una droga che, al pari di tutte le droghe di origine vegetale, presenta una certa variabilità qualitativa e quantitativa dei principi attivi contenuti.

  21. Registrato da
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    Metodi per l'estrazione della mannite dalla manna

    La mannite è il costituente principale della manna, dalla quale si ottiene attraverso diversi metodi di estrazione messi a punto nella seconda metà del XIX secolo.
    Inizialmente la mannite veniva estratta sfruttando la sua solubilità nell'alcool bollente. Questo processo essendo molto costoso venne presto abbandonato dopo la diffusione del metodo di estrazione messo a punto da Ruspini, un farmacista di Bergamo che utilizzò una soluzione acquosa per l'estrazione della mannite.

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