Questa discussione dal titolo Caldarroste... il ritorno, hehehehehe è all'interno del forum Alimentazione; Io adoro le castagne; vado matto per quelle lesse e per le caldarroste, che da me vengono ...
-
Io adoro le castagne; vado matto per quelle lesse e per le caldarroste, che da me vengono chiamate "basturnoni". E' favolosa anche la marmellata di castagne; io sono capace di mangiarne un barattolo intero nel giro di poche ore.
Proprio oggi, da me c'è una sagra dedicata all'autunno, con bancarelle di prodotti di stagione.
-
a proposito di marmellata.... io con il gelataio simac ho provato a improvvisare un gelato con: un barattolo di marmellata (di quelle con vaniglia, sono ottime), un po' di latte + panna liquida per renderla quasi liquida, e marron glaces a pezzi dentro....
viene un gelato velocissimo e d'effetto, da servire con panna montata o con una bella colata di cioccolato amaro
-

Originariamente Scritto da
fatababa
a proposito di marmellata.... io con il gelataio simac ho provato a improvvisare un gelato con: un barattolo di marmellata (di quelle con vaniglia, sono ottime), un po' di latte + panna liquida per renderla quasi liquida, e marron glaces a pezzi dentro....
viene un gelato velocissimo e d'effetto, da servire con panna montata o con una bella colata di cioccolato amaro

Deve essere delizioso.
Mi hai anche ricordato i marron glacés, buonissimi davvero; sono i dolci preferiti da mia mamma insieme alla pattona di castagne.
-
TUTTO OTTIMO! Assaggio tutto molto volentieri, qua a me!
Eih, ma nessuno ha la ricetta dei marron glaces?
Calimero, cerca nel tuo molto disordinato quadernetto, in mezzo a tutti i fogli se hai la ricetta... guarda in fondo magari, così farai più in fretta!
-
-
Ingredienti: 1 kg di grossi marroni, 500 gr di zucchero semolato, 1 stecca di vaniglia (oppure essenza di vaniglia in gocce).
Lavate i marroni e praticate un taglio a croce sui due lati di ciascun frutto. Il taglio deve intaccare, oltre alla buccia, anche la pellicina sottostante. Attenzione però a non tagliare nella buccia.
Sbucciate i marroni dopo averli lessati per 1 minuto. Dal momento che per spellarli facilmente devono essere caldi, conviene scottarne pochi per volta e sbucciarli non appena si riesce a tenerli in mano. Se la pellicina interna non viene via facilmente, tuffate il marrone per qualche secondo in acqua bollente. Non l'acqua dove li avete lessati, perché l'acqua è oramai tinta con il tannino delle bucce e colorerebbe anche i frutti.
Mettete tutti i marroni in una casseruola e copriteli con acqua fredda. Portate a ebollizione e, quando l'acqua bolle, abbassate il fuoco e lasciate sobbollire piano per 10-15 minuti.
Per controllare la cottura, infilate in un marrone un ago o un piccolo spiedino: deve entrare e uscire con facilità.
Scolate i marroni, togliendoli molto delicatamente con un cucchiaio forato per non romperli.
Mettete lo zucchero in una casseruola con 3 dl di acqua e la stecca di vaniglia oppure un quarto di boccetta di essenza. Scaldate lo zucchero senza mescolare e lasciare sobbollire per 5 minuti.
.
Il futuro è oggi....
-
Mettete le castagne nella casseruola , lasciate riprendere l'ebollizione e spegnete dopo 1 minuto. Coprite e lasciate riposare per 24 ore.
Trascorso questo tempo, rimettete la casseruola su fuoco basso. Quando riprende l'ebollizione, spegnete dopo 1 minuto e aspettate ancora 24 ore.
Procedete nello stesso modo il terzo giorno: 1 minuto di ebollizione e 24 ore di ripA questo punto, è sufficiente rotolare i marroni nello zucchero semolato.
NOTA : se li preparate lo capirete subito. La difficoltà maggior sta nell'azzeccare i tempi di cottura, non tanto nello sciroppo quanto il primo giorno quando vengono lessati. Se si cuociono troppo si disfano. Per questo motivo è indispensabile trovare grossi marroni di ottima qualità e non semplici castagne. Devono anche essere freschissimi.
Alcuni marroni si spezzano comunque durante il trattamento. Continuate a trattarli, li userete rotti per dolci vari e per guarnire dessert come mousse di cioccolato o gelati.
Per non doverli manipolare troppo con cucchiai forati, può essere un'ottima idea usare una di quelle padelle per fritti con il cestello,così per metterli e toglierli da acqua o sciroppo dovrete solo abbassare o alzare il cestello.oso.
Il quarto giorno, togliete le castagne dallo sciroppo e deponetele su una griglia. Lasciate asciugare bene per almeno 3 ore, in un luogo asciutto al riparo dalla polvere. Va benissimo il forno spento e freddo
Il futuro è oggi....
-
per calimero
... tanto io i marron glaces non mi ci metto a farli! questi preferisco comprarli già fatti. Sapevo che la rietta era un po' difficoltosa, ma te l'ho fatta mettere per i temerari che amano i rischi in cucina
-
per fatababa
senti fatina, potresti ativare la messaggistica privata che avrei un'informazione un po' privata da chiederti?
grazie eh!
-
urca! come non funziona? non ho idea di come si faccia...pensavo fosse attivata in automatico
-
oggi purtroppo non sono andata nel bosco a raccogliere le castagne perchè piove! Fortunatamente ieri ne ho raccolte abbastanza anche per la merendina di oggi
e ora me le vado a mangiare perchè ho visto che è l'orario giusto per la merenda...
ci sentiamo più tardi!
ciao anna
-
passiamo a qualche informazione!
IL CASTAGNO
CASTANEA SATIVA
Il castagno è una pianta ad alto fusto e a chioma ampia. Ha le foglie alterne, coriacee, con picciolo lungo da 1 a 2,5 cm; lamina strettamente ellittica, appuntita, lunga 10 - 25 cm, a margine dentato; la pagina superiore è verde scuro e lucida, quella inferiore è più chiara, inizialmente un po’ pelosa, poi glabra.
Il castagno è una pianta monoica, cioè sullo stesso albero si formano tanto i fiori maschili quanto quelli femminili. I fiori maschili sono infiorescenze di secondo ordine a capolino, riunite in spighe lineari lunghe tra i 10 e i 25 cm, mentre quelli femminili sono solitari o riuniti a 2 - 3. I fiori femminili si trovano generalmente alla base delle infiorescenze maschili, circondati da un involucro verde di squame fogliacee da cui sporgono gli stigmi bianchi a filamento.
-
Questa pianta produce le castagne!
frutti eduli coriacei, di colore bruno lucido, monospermi, lunghi da 2 a 3 cm, racchiusi a gruppi di 1 - 3 in una cupola giallo bruna e molto spinosa, che quando è matura si apre in quattro valve. Le castagne venivano fin dall’antichità consumate fresche, secche, candite o trasformate in farina (farina di castagne).
Il castagno sviluppa tronchi con corteccia da prima liscia, bruno-oliva, poi grigio-bruna, fortemente ruvida e screpolata longitudinalmente. Esso può raggiungere dimensioni colossali (fino a 35 m di altezza complessiva e a 2 m di diametro del fusto), che ne fanno il gigante delle latifoglie dei nostri climi, ed è molto longevo, tanto che alcuni esemplari superano il millennio.
-
Il castagno dell’Etna
è senza dubbio il più famoso: detto "dei cento cavalli" perché, secondo la tradizione locale, cento cavalieri potevano trovar riparo sotto i suoi rami, questo albero misurava nel 1872 cinquantasei metri di diametro e venti di altezza. Alla fine del diciottesimo secolo gli si davano già più di 3000 anni di età. Era allora completamente cavo (come la maggior parte dei vecchi castagni) e la gente del paese aveva costruito nel suo tronco una casa comprendente un graticcio per far seccare le castagne.
-
continua
Il castagno è una specie indigena della zona mediterranea
(sud dell’Europa, Asia Minore, Nordafrica), ma è stato introdotto dall’uomo anche nelle regioni europee settentrionali che occupa attualmente fino al Sud-Est dell’Inghilterra ed alla Danimarca. L’Italia con circa 800.000 ettari coperti a castagneto, più del 15% della superficie boschiva, è al primo posto in Europa, seguita dalla Francia (500.000 ettari) e dalla Spagna (110.000 ettari). I castagneti più estesi in Italia si trovano in Toscana, Piemonte, Calabria e Liguria, ma sono in regresso perché sono danneggiati da agenti patogeni (Endothia parasitica) che causano gravi danni.
-
continua
L’habitat naturale del castagno
è nel clima caldo d’estate e mite d’inverno, con precipitazioni abbondanti, per lo più su suolo siliceo.
Esistono due tipi di castagneti: quello ceduo e quello d’alto fusto.
Il castagneto ceduo è costituito da piante selvatiche; a seconda dell’età dei suoi polloni fornisce sostegni per viti e orti, piccola paleria agricola, tronchetti per doghe, pali per linee elettriche e travature e infine legname d’opera.
-
Quello d’alto fusto
è costituito interamente da piante da frutto con individui innestati e fornisce le castagne. Le varietà coltivate differiscono soprattutto per le caratteristiche del frutto (grossezza, forma, spessore della buccia, ecc.); la più pregiata è il marrone, che dà le castagne più grosse. La produzione dei frutti inizia verso il 16° anno di età. Un albero produce da 20 a 30 Kg di castagne all’anno. Il legname che si ricava è di color bruno chiaro e resistente all’umidità.
-
Il legno e la corteccia
del castagno vengono utilizzati anche per l’estrazione del tannino (estratto di castagno) che interessa l’industria della concia.
-
-
Permessi di Scrittura
- Tu non puoi inviare nuove discussioni
- Tu non puoi inviare risposte
- Tu non puoi inviare allegati
- Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
-
Regole del Forum