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Discussione: Caldarroste... il ritorno, hehehehehe

  1. Registrato da
    07/12/2004
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    Una volta a casa col bottino, evviva! Incomincia la festa! Tutti che si impegnano per voler partecipare alla preparazione delle castagne! Chi corre a prendere i coltellini dal cassetto della cucina per praticare il taglietto nella castagna che serve per non farla esplodere quando si abbrustolisce, chi corre a prendere la legna per accendere il fuoco nel camino, chi va a cercare la padella forata per cuocere le caldarroste… “ma dov’è finita?! L’anno scorso era qui, e ora non c’è più… chi ha visto la padella delle caldarroste?!”
    D’altronde non si usa tutti i giorni durante l’anno e così va riposta in qualche angolo nascosto per non ingombrare troppo.
    “Cerca che la troverai!”
    Qualcun’altro si preoccupa di andare a staccare qualche foglia di cavolo verza per depositarvi le caldarroste una volta cotte.

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    Caldarroste... il ritorno, hehehehehe
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  3. Registrato da
    07/12/2004
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    E’ sempre una bella festa in compagnia, preparare le castagne abbrustolite sul caminetto. Mette allegria e per un po’ si accantonano le preoccupazioni e i pensieri impegnativi della settimana…
    “Presto, sono cotte! ora possiamo abbuffarci per bene!”
    E già, è una bella impresa prendere in mano la castagna rovente e cercare di pelarla col coltellino… ma la gola è così tanta che ogni difficoltà si supera volentieri e senza troppa fatica. Fra una mano nera (affumicata) e l’altra, si fa a gara a chi ne sbuccia di più in minor tempo! Si mangia, si ride, si racconta…
    Bellissimo momento!

  4. titti65 Ospite
    anna....hai descritto una scena della mia infanzia....
    grazie....

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    26/08/2006
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    adoro le castagne, peccato che fanno ingrassare, come tutte le cose buone!!!!

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    Parlando Eccoci di nuovo all'appuntamento!

    Sono ritornate !
    Io ne ho già raccolte e consumate un tot
    Ma più di quel tanto non se ne può mangiare... e il tempo delle castagne un po' alla volta se ne va, e fino al prossimo anno niente più castagne

    Allora bisogna ingegnarsi per conservarle, così si possono gustare con più calma e per più tempo possibile!

  7. Registrato da
    07/12/2004
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    Arrow Ecco alcuni modi di conservazione

    La surgelazione è forse Il metodo di conservazione più semplice e consente di consumare le castagne fino al successivo raccolto. Come per tutti gli alimenti, la surgelazione deve essere effettuata anche in questo caso solo su frutti freschi e perfettamente sani.

    Se tenute in frigorifero a +2 o +3 gradi C in ambiente molto umido, le castagne si conservano un mese e mezzo circa.

  8. Registrato da
    07/12/2004
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    Un altro metodo di conservazione è la cosiddetta "novena", che consente di prolungare il periodo di consumo del frutto per due-tre mesi. E' un metodo un po' laborioso...

    Raccolti i frutti freschi, si mettono in un recipiente e li si ricopre interamente d'acqua. I frutti che vengono a galla vanno eliminati perché malati. Ogni 24 ore bisogna sostituire una meta' dell'acqua di conservazione, tranne che nel quinto e nell'ottavo giorno, quando l'acqua va sostituita interamente.

    Il nono giorno si tolgono le castagne dall'acqua, si fanno asciugare e poi le si mantiene in cassette o in contenitori non troppo alti (15-20 cm) in un ambiente arieggiato, rivoltandole spesso perché non ammuffiscano.

  9. Registrato da
    07/12/2004
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    Altro metodo la "ricciaia", che richiede un discreto spazio di terreno ed è utile per grandi quantitativi di prodotto.

    Se ci pensiamo bene in natura le castagne sono protette dai "ricci": uno dei metodi tradizionali per la conservazione delle castagne è proprio la "ricciaia", ovvero accumulare i ricci ancora chiusi e ricoprirli con foglie e terra, così facendo si favorirà una leggerà fermentazione che renderà le castagne più "conservabili".

  10. Registrato da
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    Oppure si possono ricoprire le castagne con sabbia o segatura, in questo modo conservano tutte le loro caratteristiche organolettiche.

    La sterilizzazione, con l'immersione dei frutti in acqua calda a 50°C per 45 minuti e lasciandole poi asciugare in ambienti arieggiati, è uno dei metodi di conservazione più sicuri e d'effetto.

  11. Registrato da
    07/12/2004
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    Altrimenti, per una lunga conservazione, ideale è essiccarle nel normale forno da cucina, e, all'occorrenza macinarle e trasformarle in farina.

    Fonte sagracastagne.it

  12. Registrato da
    07/12/2004
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    Arrow Combinazione Alimentare

    Per quel che riguarda le combinazioni alimentari, la castagna non rientra nei gruppi in cui vengono normalmente suddivisi gli altri frutti. Infatti, per la prevalenza degli amidi, viene raggruppata insieme agli altri alimenti amidacei, come i cereali e derivati e le patate.

  13. Registrato da
    07/12/2004
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    Così, per fare un buon pasto senza problemi di digestione si abbineranno le castagne con altri alimenti amidacei e con le verdure .

    Mentre è decisamente sconsigliata la combinazione con la frutta, il latte, lo yogurt ed i formaggi magri.

    Infine, è possibile mangiare le castagne con i legumi, le sostanze proteiche, la frutta oleosa e i grassi.

  14. Registrato da
    07/12/2004
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    Pollice in su

    Un castagnaccio con pinoli e/o noci, qualche ciuffetto di rosmarino ed una giusta dose di olio extravergine è un piatto che fa parte a pieno merito della lista dei cibi "celestiali".

  15. Registrato da
    07/12/2004
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    Re: Caldarroste... il ritorno, hehehehehe

    Ecco qua, il tempo della raccolta delle castagne anche quest’anno è arrivato! Tutti si preparano per le rilassanti e rigeneranti camminate in mezzo ai boschi equipaggiati per bene di borse, zainetti, cestini, sacchetti per deporre le castagne raccolte, bastone per spostare i ricci da sotto le foglie secche, scarponcini per camminare più agevolmente nel sottobosco e soprattutto per schiacciare i ricci semiaperti per far uscire le castagne senza pungersi i piedi

    Ma… ma cosa sta succedendo? Dove sono tutti quei ricci e tutte quelle foglie secche di castagno che gli anni scorsi ricoprivano i sentieri e i piedi degli alberi? E dove sono le castagne? Non se ne vedono.. ce n’è una qua, una là, una là in fondo… e a guardarle bene queste sono piccole, bruttine, smilze…
    Che sia ancora un troppo presto? Magari non sono ancora mature al punto giusto per cadere da sole dagli alberi…

    Rivolgendo uno sguardo perplesso e incuriosito in su alla “sorgente” verso la chioma, si vedono solo rami vuoti o semi vuoti! non si vedono né foglie, né ricci! E allora dove sono finiti? Che è successo?

  16. Registrato da
    07/12/2004
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    Triste Un INSETTO KILLER del castagno: il “CINIPIDE” (o VESPA CINESE)

    (Tratto da : vivitelese.it - in Ambiente e rifiuti / 26 maggio 2013 )


    Da alcuni anni si è diffuso anche in Italia il cinìpide (o vespa cinese) del castagno (Dryocosmus Kuriphilus Yasumatsu), temibile parassita che determina la comparsa di vistose galle (o ingrossamenti) sui germogli e sulle foglie del castagno, causando uno sviluppo stentato della vegetazione e un calo, spesso assai evidente, della produzione di castagne.
    Il “cinìpide”, dannosissimo insetto per il castagno, è originario della Cina (da cui il termine “cinìpide”), ma ha invaso molti Paesi in tutto il mondo.
    Le femmine adulte del “cinìpide” (può sembrare strano, ma non esistono maschi) sono lunghe appena 2 millimetri o poco più e di colore nero, con zampe giallo-brunastre. Siccome questo insetto killer provoca la formazione di vistose galle (o ingrossamenti) sui germogli e sulle foglie del castagno, è detto cinìpide “galligeno” del castagno.
    A beneficio di coloro che non lo sapessero, le galle (o ingrossamenti) delle piante sono in generale delle escrescenze anomale provocate da insetti o da altri organismi come batteri, funghi e acari, e sono in buona sostanza delle formazioni “tumorali” che colpiscono le piante.


    Le galle (o ingrossamenti) causate dal “cinipide” compromettono la crescita dei ramoscelli interessati, impediscono la fioritura normale, indeboliscono gli alberi infestati. Le femmine del “cinìpide” emergono dalle galle (sfarfallamento) da fine maggio a luglio e sono in grado di deporre nelle gemme ancora tenere del castagno fino a 100-150 uova (10 – 20 per ogni deposizione). Le uova sono già feconde e senza l’ausilio di individui maschili (che, come già precisato, non esistono), attuando in tal modo un tipo particolare di riproduzione denominato “partogenesi”.

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  17. Registrato da
    07/12/2004
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    Triste Re: Un INSETTO KILLER del castagno: il “CINIPIDE” (o VESPA CINESE)

    (Tratto da : vivitelese.it - in Ambiente e rifiuti / 26 maggio 2013 )


    Un forte attacco di quest’insetto, oltre a provocare una riduzione dello sviluppo vegetativo e un consistente calo della produzione di castagne, determina anche un notevole deperimento degli alberi colpiti.
    Nei casi più gravi l’infestazione può determinare la morte dell’albero. Le uova deposte nelle gemme (10 – 20 per ogni deposizione) si schiudono dalla media alla tarda estate e le giovani larve si nutrono un po’ e poi svernano nelle gemme infestate.

    Le larve si sviluppano all’inizio molto lentamente, sempre all’interno delle gemme, senza che queste presentino sintomi esterni della infestazione.
    Nella primavera successiva, però, alla ripresa vegetativa, si ha un rapido sviluppo delle larve che determina la formazione delle caratteristiche “galle” (ingrossamenti), prima verdastre e poi tendenti al rosso.

    UN DANNO NOTEVOLE ALLA NATURA E ALL’ECONOMIA

    L’insetto Cinìpide o vespa cinese del castagno, originario della Cina e introdotto per sbaglio in Europa attraverso un’importazione di pianticelle da vivaio, è stato segnalato per la prima volta in Europa proprio in Italia, nel 2002 (in provincia di Cuneo).
    Da allora si è lentamente diffuso in tutte le regioni, fino a determinare il crollo della produzione di castagne nell’autunno 2011, che resterà negli annali come l’autunno senza castagne (produzione in calo del 70-80%).

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    Triste Re: Un INSETTO KILLER del castagno: il “CINIPIDE” (o VESPA CINESE)

    (Tratto da : vivitelese.it - in Ambiente e rifiuti / 26 maggio 2013 )


    È il caso di ricordare che l’Italia è leader europea nella produzione di castagne, ed è il quarto produttore al mondo dopo Cina, Corea del Sud e Turchia.
    La produzione italiana del frutto più rappresentativo dell’autunno (la castagna) viene considerata anche all’estero di alta qualità. Oltre un terzo della produzione nazionale arriva dalla Campania e a seguire da Toscana, Lazio, Calabria e Piemonte, che rappresentano le principali Regioni produttrici.

    Il primato italiano sul piano qualitativo e’ confermato dalla presenza di ben nove tipi di castagne che hanno ottenuto il riconoscimento europeo.
    Quattro tipi si trovano in Toscana, due in Campania, e uno rispettivamente in Emilia Romagna, in Piemonte e nel Lazio.
    Pure in considerazione di ciò, del problema del Cinipide o vespa cinese si sta occupando, a tutela dei castagneti, anche il Minstero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (noto con l’acronimo MiPAAF), che ha già stanziato somme importanti per la lotta al Cinipide Galligeno (Drycosmus Kuriphillus).

    Priorità assoluta è stata data alla lotta biologica al “cinipide” attraverso il lancio di un insetto antagonista, il Torymus sinensis, che si nutre delle larve del “cinipide” e che inizialmente è stato riprodotto e diffuso dall’Università di Torino. Nonostante alcune sperimentazioni alternative, continua a ritenersi che il mezzo più efficace nella lotta al fitogafo Cinipide o vespa cinese del castagno sia la lotta biologia o integrata.

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    Triste Re: Un INSETTO KILLER del castagno: il “CINIPIDE” (o VESPA CINESE)

    (Tratto da : vivitelese.it - in Ambiente e rifiuti / 26 maggio 2013 )


    In Cina il fitofago (“cinipide”) è controllato efficacemente da diversi agenti naturali, fra cui alcuni Imenotteri Calcidoidi Torimidi, di cui fa parte il Torymus sinensis.
    Nella seconda metà degli anni settanta e agli inizi degli anni ottanta in Giappone è stato attuato un piano d’introduzione del Torymus sinensis importando alcune migliaia di galle dalla Cina.

    I monitoraggi effettuati in Giappone successivamente nel corso degli anni ottanta hanno messo in evidenza che il Torimide si è acclimatato, espandendosi in un territorio più vasto, ma soprattutto ha ridotto drasticamente l’intensità degli attacchi al castagno da parte del Cinipide: nei siti monitorati la percentuale d’infestazione, inizialmente del 43%, si è ridotta al 3% alla fine degli anni ottanta e all’1% agli inizi degli anni novanta.

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    Triste Re: Un INSETTO KILLER del castagno: il “CINIPIDE” (o VESPA CINESE)

    (Tratto da : vivitelese.it - in Ambiente e rifiuti / 26 maggio 2013 )


    LA SITUAZIONE AL MOMENTO IN ITALIA

    In Italia la diffusione del parassitoide Torymus sinensis è ancora in fase sperimentale.
    Le percentuali di parassitizzazione sono sotto osservazione e si spera nell’acclimatazione, come in Giappone, del Torimide sul nostro territorio, in modo che si riproduca autonomamente in natura e si diffonda spontaneamente anche in Italia, sia pure con gradualità.

    Molte regioni italiane si sono già attivate con il lancio del Torymus sinensis nei castagneti maggiormente infestati dal Cinipide. Alcune regioni hanno già realizzato campi di riproduzione controllata del Torymus sinensis per operare sempre più autonomamente. È anche iniziato il monitoraggio, da parte dei tecnici, delle galle sintomatiche ed è emersa la presenza di nuovi insetti autoctoni antagonisti del cinipide: Questo fa ben sperare..

    Altra forma di lotta che si sta sperimentando è la potatura verde, da effettuarsi dopo lo sfarfallamento del cinipide e dopo la sua deposizione delle uova, allo scopo di stimolare le piante a produrre nuova vegetazione fogliare e nuove gemme non più esposte a deposizione delle uova del cinipide. Logicamente occorrerà aspettare un po’ di anni per avere risultati attendibili, anche se già quelli attuali sono positivi.

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