io cerco di scegliere quella da agricoltura biologica.
Non è "bella" come l'altra, ma è più salutare e più saporita!![]()
pomodori, uva, fragole, carciofi che vengono trattati con sostanze chimiche poco prima della raccolta, lasciando residui di fitofarmaci sicuramente dannosi per il nostro organismo. fitofarmaci che sono dannosi ancor più per gli agricoltori che li utilizzano. spesso non sappiamo cosa succede nelle campagne, i problemi che incontrano gli agricoltori per coltivare prodotti che abbiano una pezzatura 'soddisfacente' per i gusti dei consumatori, prodotti esenti da qualsivoglia macchiolina o difetto visibile. come vi regolate quando acquistate un kg di frutta o verdura?
io cerco di scegliere quella da agricoltura biologica.
Non è "bella" come l'altra, ma è più salutare e più saporita!![]()
brava anna. però non si trova tutto da agricoltura biologica, allora provo a dare qualche 'consiglio' se gradito:
1) consumare sempre vegetali di stagione;
2) carciofi, uva e fragole sono prodotti ad elevato impatto ambientale, subiscono molti trattamenti. meglio non acquistare le 'primizie'. probabilmente, hanno subito trattamenti troppo ravvicinati;
3) i vegetali in vendita nella GDO, Coop, Despar ecc.. vengono sottoposti a controlli anche sui residui. sono più sicuri;
4) non chiediamo che i vegetali siano perfetti e di grande pezzatura; spesso, sono privi di sapore. ricerchiamo invece il sapore nella frutta indipendentemente dall'aspetto.
5) cerchiamo di consumare prodotti 'italiani' e non importati dall'estero.
Grazie eyes!! questi consigli sono sempre preziosiOriginariamente Scritto da eyes
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“Non discutere mai con un idiota, ti fa scendere al suo livello e ti batte per
esperienza.''
Vero,anche i contadini che conosco,coltivano carciofi,ma non le mangiano.Noi ci facciamo gli carciofini sott'olio,ma le loro moglie non.In più si mettono a ridere,quando si parla del cosidetto cynar,che farebbe bene al fegato.Mi disse il mio defunto vicino di casa che con il cynar,ti viene un fegato intossicato.![]()
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Ma persino gli contadini non sanno dosare bene,gli veleni,ecc.che devono usare in campagna.Si fanno consigliare da chi li vende.In più molti prodotti locali,vengono consumati in loco.Infatti,non vengono analizzati.Da queste parti,vedo le olive che stanno di fianco alle vie principali.Per me quelle olive sono "piombati"...![]()
Poi i contadini vendono sul marciapiede la loro merce stagionale.Ci sono marciapiedi quasi inesistenti,ci sta giusto la casetta con la verdura,pomodori,pat ate o uva,in più è ad angolo.Immagini,ogni macchina che scende la strada,frena,gira,ac celerà,e dal tubo di scarico esce di tutto,che si va depositando su quei prodotti,che mangiamo.In altre parti della città,c'è chi si mette,sulla strada di grande traffico,già l'aria in certi momenti è irrespirabile,figura ti la bella verdurina,come è salutare.![]()
Il futuro è oggi....
sei molto attenta. i carciofi vengono coltivati fitti fitti e sono soggetti ad innumerevoli attacchi di agenti patogeni, come funghi, insetti, ma anche i topi determinano gravi danni alle carciofaie. sicché i trattamenti sono all'ordine del giorno. anche io, pur essendone ghiotto, non mangio i carciofi. soprattutto nei primi giorni in cui si trovano sui mercati. è un peccato perché sono così buoni. però sono i contadini i primi ad assumere prodotti chimici di ogni sorta.
Ricordo ancora la superinvasione dei topi a Trinitapoli,qualche anno fa.Ma gli ultimi carciofini,che si raccolgono nel mese di Aprile,secondo te,che quantità di fitofarmaci c'è ne ancora.Perchè il carciofo grande è stato tagliato da tempo?Non c'è un periodo di azione di quelle sostanze?Dopo cosa diventano?Innocuo... ..sarebbero solo polvere innerte?
In un programma televisivo ho visto che anche la cosidetta guerra biologica con altri insetti,che si mangiano quelle nocive,non è neanche la soluzione.
Il futuro è oggi....
ah odio i programmi televisivi. anche mia suocera li cita sempre .. "sai, in televisione hanno detto .... " .
tutte le sostanze chimiche usate nei trattamenti hanno un periodo cosiddetto di "carenza", ovvero il tempo in giorni in cui sono attivi nella pianta . i tempi di carenza sono variabili da una sostanza all'altra. ci sono sostanze che agiscono per contatto (poche), ovvero rimangono sulle superfici dei vegetali e sostanze "sistemiche", capaci di penetrare nelle cellule vegetali, ove esplicano la loro attività distruttiva nei confronti dell'agente patogeno. un po la differenza che c'è tra il mercurocromo che usiamo sulle ferite e gli antibiotici che iniettiamo con le (dolorose) punture. sicché se faccio un trattamento ai carciofi con una sostanza che ha tempo di carenza di 20 giorni e poi vado raccoglierne i capolini dopo 15 giorni, i carciofini conterranno dei residui chimici. ma per essere sicuro di non avere residui chimici nei vegetali devo "ampiamente" rispettare i tempi di carenza. beh .. è un discorso un po lungo .... che a questo punto dovrebbe addentrarsi nei meandri della biochimica ...![]()
Non demonizzerei troppo i trattamenti chimici fatti alle coltivazioni, se questi rispettano i dosaggi e i tempi di carenza prima della raccolta ed immissione sul mercato. Inoltre le ARPA regionali si occupano di controllare se la frutta e la verdura (almeno della grande distribuzione, non quella dell'ortolano sotto casa) ha i requisiti minimi di commerciabilità.
Anche l'agricoltura biologica, se non fatta con criterio, può avere i suoi pericoli. Sono a conoscenza di livelli enormi di aflatossine riscontrati su alcuni di questi, in particolare su prodotti oleaginosi o farine. E le aflatossine sono delle sostanze molto pericolose, che possono arrivare anche a provocare tumori esofagei
è ciò che dicevo, ma non sempre vengono rispettati i tempi di carenza. i controlli regionali sono largamente insufficienti a garantire i consumatori, ma sono più consistenti e costanti i controlli interni della GDO. per ciò che attiene i livelli enormi di aflatossine su prodotti bio si può affermare che sono casi rarissimi, altamente pubblicizzati dai sostenitori degli OGM .Originariamente Scritto da herb
I livelli superiori ai limiti di sicurezza li ho trovati personalmente durante il mio lavoro su grano da agricoltura biologica che era stato immagazzinato per alcune settimane in un silos. Spesso infatti si formano durante questo periodo piuttosto che sulla pianta in campo.
beh, il cereale è stato mal conservato. questo non vuol dire che tutte le aziende bio conservano male i cereali. le aziende che ho visitato io avevano silos a temperatura controllata.
No, la conservazione era stata fatta secondo i protocolli approvati. Purtroppo è proprio un problema di questo tipo di prodotti quello di sviluppare micotossine. Lo studio infatti serviva proprio a trovare degli accorgimenti da adottare per prevenire il problema. Non posso andare in ulteriori dettagli per problemi brevettuali
va buò .....
eyes, visto che te ne intendi, che ci puoi dire dei surgelati?
Possiamo stare tranquilli con questi?![]()
le grandi aziende di trasformazione e commercializzazione operano in "qualità" . questo significa che adottano un sistema di controllo dei fornitori e della materia prima che acquistano. questo controllo si estende anche in campagna dove le coltivazioni vengono seguite in tutto il ciclo vegetativo, dalla semina/trapianto sino alla raccolta. in questo caso, le concimazioni, i diserbi ed i trattamenti fitosanitari soggiacciono, generalmente, ai principi della "lotta integrata" . i prodotti che ne derivano sono, pertanto, esenti da residui e possono essere considerati sicuri.
ci sarebbe da aggiungere qualcosina sui processi di surgelazione .. ma devo "ripassare" per evitare possibili errori .ed ora non posso
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caro eyes, noi siamo in attesa di altre delucidazioni... quando vuoi e puoi, a noi fa molto piacere leggerti.
Aggiungi abbondanti informazioni che vanno sempre bene al consumatore attento!![]()
anna
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