"E' la mia terra è la mia pioggia... apro la porta" e la musica si ferma.
Perchè dall'altra parte non ci sei tu e la città brucia.
Nonostante la pioggia brucia.
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"E' la mia terra è la mia pioggia... apro la porta" e la musica si ferma.
Perchè dall'altra parte non ci sei tu e la città brucia.
Nonostante la pioggia brucia.
Chi lo direbbe che in pieno centro a Milano c'è una piazza fatta di collinette e prati verdi.
Eppure c'è, ve ne ho già parlato. A sud è dominata dai due re Argonauti, mentre a nord est c'è un picco d'acciaio e il rifugio cilindrico del dio dell'etere.
Come ogni mattina attraverso la piazza e attraverso la linea immaginaria dei vecchi bastioni ora inesistenti.
Avverto un fremito per le migliaia di vite spezzate che trapasso su quella linea di difesa e proseguo sotto i re Argonauti.
La bastiglia, laggiù, non mi sembra nemmeno un carcere oggi.
Infondo, mi aspetta un buon caffè.
Buona Giornata.
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stasera, mentre stavo uscndo dall'ufficio e mandavo un sms ad un simpatico imbroglione......un profumo di fiori mi ha pervaso i sensi......
mi sono girata intorno per capire da dove provenisse e non sono riuscita a trovare la sorgente....
era in me??![]()
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Armageddon was yesterday Today we have a serious problem-21 vittoria..grande baldoria..
No, non sono per la pace nel mondo....ma per la buona convivenza tra i popoli....
no, era il chilly al mughetto
Le aquile non volano a stormi
grazie cotto.....
cmq.......se stamattina non fossi stata importunata da una simpatica canaglia, la giornata sarebbe già partita male di primo mattino......
aria pulita, sole già alto, brezza leggera e fresca...... niente di meglio che andare in macchina a 60 all'ora col finestrino abbassato e godersi la campagna intorno......
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MA DA VOI TUTTI QUEI "PIOPPI" del cavolo CI SONO?????????
CHE QUANDO VAI IN MACCHINA TI SVOLAZZANO SOTTO IL NASO E CHE SE PARLI TI ENTRANO IN BOCCA!!!!!
e rischi di andare fuori strada
mannaggio a loro....fortuna che non soffro di allergia![]()
Armageddon was yesterday Today we have a serious problem-21 vittoria..grande baldoria..
No, non sono per la pace nel mondo....ma per la buona convivenza tra i popoli....
E' la prima cosa che vedo quando, la mattina, esco dalle gallerie delle miniere.
Arroccata sulla cima del rè argonauta ovest, sta la dea strallata e guarda di lontano il dio dell'etere.
Lo guarda un po' in cagnesco, perchè egli si fa spesso vanto di star più in alto, sì come Federico in trono, e le sue lancie son più potenti e lunghe.
La dea strallata però ha le sue arti e comunica col mondo lontano per conto della bastiglia, di cui tutti i segreti conosce. Verde di rabbia, il dio dell'etere non scende mai dal suo picco d'acciaio e di notte brilla di saette rosse.
Le genti di sotto non sanno nulla, nè gli dei si curan di loro, stando così in alto.
Io però li guardo di quaggiù e penso. Penso al vento che lassù tira forte, per le invidie e i rancori... gelido che indurisce la roccia e la poca terra che hanno sotto i piedi, in cui non possono seminare, né raccogliere.
Anche questa mattina entrerò alla Bastiglia, al soldo di chi come loro siede, sì come Federico in trono, e la tristezza porterò con me, non per loro che si sono scelti la roccia arida su cui stanno, ma per quelli che quaggiù l'invidiano e vorrebbero anch'essi stare sulla stessa roccia arida e forse anche per me, se penso al pianeta lontano dove nacque il nonno di mio nonno.
Infondo non mi disturba più di tanto, la tristezza mi è compagna e della dissonanza tra mie razze ho fatto poesia.
Infondo anche oggi è un bel giorno... tra terra e cielo da spendere, sì come Federico in trono.
Buona giornata![]()
Ormai mi collego di rado la mattina... e poi la sera quando torno a casa penso ad altro.
Ma volte continuo nella mente questo film pensando che le parole dalla testa passino a questo 3d che pare quasi un blog.
Una sera di queste tornando a casa penso...
C'è un bel vento tiepido che spruzza l'acqua dalla cascata davanti alla bastiglia. Guardo il dio dell'etere sull'alto del suo picco d'acciaio. Si staglia diritto e lucente nell'azzurro del cielo. E' tranquillo. Forse sarà un buon fine di settimana.
Vento tiepido e profumo di gelsomino.
Le minigonne svolazzano insieme al ricordo di quel che non sarà mai.
Vento tiepido di malinconia si srotola in mulinelli e stropiccia le foglie verdi e speranzose di sole, mentre sparisco giù nei sotterranei, insieme a Caronte.
Più di recente, sempre una sera...
Sono fuori, sotto la dea strallata, ripassando il solco che faccio ogni giorno, pensando a Thaiti o a una quercia che non conosco e probabilmente non vedrò mai.
Ma mi basta.
Non fa troppo caldo e i miei quidici anni, forse, sono appena cominciati.
Mi trascino verso la Bastiglia consapevole della mia non necessità.
Il cielo è a macchie grigie e azzurre. Ma non è per me l'azzurro del cielo oggi.
Un obolo alla vecchietta e mi trascino ancora, un ticchettio fuori fase, da sempre.
18.10 Oggi sono un po' così, sospeso appena prima del temporale, che sta arrivando qui a Milano. La luce taglia l'aria da ovest facendo le case più chiare del cielo.
Sorrido ad un pensiero. Il solito in questo periodo. Forse stai sorridendo anche tu.
Ci sono dei punti di Milano che sembrano parlare. Raccontano le storie di chi passò di lì. O semplicemente di quel che c'era prima che qualcuno passasse.
Altri invece ti fanno delle domande a cui spesso non sai rispondere.
La gente non si ferma mai, a parte i barboni. Chissà se loro conoscono tutte le risposte?
Io? Io, a volte ascolto e a volte parlo alla città.
Che fossi matto, del resto, già si sapeva.
Seguo le impronte lasciate dal tuo ricordo su un piano parallelo, lungo la via che mi allontana dalla bastiglia, sbiadendo il suo grigio in un nulla vago e inesistente.
Son proprio sotto la dea strallata. Cammino verso la linea sottile e ancora rossa di migliaia di cuori spezzati.
I secoli che si accavallano... se mi fermassi, morirei mille e più volte.
Ma è solo un'istante e son già fuori le mura.
Il dio dell'etere mi guarda e poi volta lo sguardo stizzito, come a dire: sei pur sempre un mortale.
E da lì scendo con Caronte, come ogni sera, nel passaggio che porta al mondo reale.
Questa mattina la dea strallata luccicava tutta.
Picchiatella saltellava qua e là sull'argonauta, come fosse un dì di festa.
Forse lo è per gli dei, non è dato di sapere quaggiù. O forse ha semplicemente un'antenna nuova e se la lustra per bene, tutta contenta.
Eccomi qui, ancora sul sentiero che porta alla bastiglia, tra il verde della repubblica.
Nonostante il traffico è un bel posto. Basta andare piano e allungare il percorso su per la collinetta.
Un pensiero a farmi compagnia. Il solito.
Per quanto insensato, il mondo è più bello se c'è e, dopotutto, trovare un senso a questo mondo non è cosa facile.
I barboni... e i rè si godon la collina, lungo il percorso lento che mi è famigliare e non so dire se son barbone o rè.
Mi ritarda e ciò spesso è bene, perché non so dire quel che faccio, nemmeno quando faccio.
Ma l'aria è ancora fresca, c'è il sole. Mi aspetta un caffè ed il ricordo futuro di un giorno fatto di sì, senza ferite da rimarginare.
E così, torna la melodia. Quell'aria serena che sentivo all'inizio e sento ancora.