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| Amore Per raccontare come è nato o come è finito. Per chiedere consigli e per non farlo finire mai. |
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#141
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Riferimento: Che amico sono?
Citazione:
perchè? uno è ben libero di scegliere (consapevolmente o meno) di non vedere spero |
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#142
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Riferimento: Che amico sono?
È accondiscendente, non posseduto. Ha assecondato una volontà non sua e che riteneva deprecabile per non compromettere la sua vita di coppia. Poi, piano piano, quella volontà è diventata anche la sua. Ma non è la sua davvero, gli è stata imposta, con un martellamento quotidiano, probabilmente fatto di piccole minacce molto velate. Capisco che uno ceda, ma non capisco come possa non rendersene conto.
Citazione:
Uno può tapparsi gli occhi, ma non scegliere di vedere come verità la menzogna. Altrimenti, se fosse lecito, sarebbe giustificabile qualsiasi crimine. A quel punto si diventa colpevoli, la buonafede non è più sufficiente. E, francamente, anche poco credibile.
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C'era una volta un principe così brutto che Cenerentola abbandonò il ballo alle otto e mezza... |
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#143
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Riferimento: Che amico sono?
Citazione:
mi sembra talmente evidente.. è stata una scelta di esser circuito, nessuno gli ha puntato una pistola alla tempia. Citazione:
almeno io credo fermamente che uno deve essere libero di farsi del male. |
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#144
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Riferimento: Che amico sono?
Citazione:
Citazione:
Tradire la mia fiducia non è un crimine verso lui stesso. Se lui vuole vivere nella menzogna quotidianamente, che lo faccia. Per me è una vita senza futuro, ma non è la mia, quindi... Ma non può pensare che lo faccia io.
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C'era una volta un principe così brutto che Cenerentola abbandonò il ballo alle otto e mezza... |
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#145
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Riferimento: Che amico sono?
Citazione:
Citazione:
comunque il fulcro delle mie osservazioni è semplicemente che fa male vedere un amico farsi male, ma non hai nulla da rimproverarti. |
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#146
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Riferimento: Che amico sono?
Capisco e penso tu abbia ragione. Tuttavia è semrpe facile essere amici quando va tutto bene, è quando le cose vanno male che le amicizie valide vengono fuori. Non è detto che si riesca ad essere di aiuto e, quando non ci si riesce, resta il dubbio di aver sbagliato qualcosa. È umano.
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C'era una volta un principe così brutto che Cenerentola abbandonò il ballo alle otto e mezza... |
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#147
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Riferimento: Che amico sono?
Citazione:
Ho pensato a lungo la notte, ripensato alla nostra infanzia, alla nostra adolescenza. Infatti ho un sonno becco adesso. Casa mia era casa sua e viceversa. Se ne avevamo voglia, andavamo l'uno dall'altro a suonare il campanello. Se l'altro non c'era, si entrava comunque a fare due chiacchiere con la famiglia, in attesa che tornasse o solo per scambiare due parole. Questo era il rapporto, eravamo uno di famiglia, per le rispettive famiglie. E lo siamo ancora, i fratelli rimangono tali comunque, non è che la presenza di un vincolo biologico o meno faccia la differenza. Quindi non riesco a fargli una cosa del genere. Non posso lasciarlo nelle grinfie della moglie e del suo parentame. Non posso mancare al suo matrimonio, che di suo ha già poco perché è espressione diretta di lei, della sua volontà e della sua personalità. Dovrò trovare un altro modo, anche se penso che non ci sarà, perché dopo lui sparirà del tutto. Ma non posso fargli una cosa del genere.
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#148
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Riferimento: Che amico sono?
Citazione:
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ho perso le parole.... eppure ce le avevo quà un attimo fa.... |
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#149
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Riferimento: Che amico sono?
Sì, lo è, ma non esageriamo. Un conto è rendersi conto che un gesto può essere esagerato e recare un messaggio sbagliato, un conto rimangiarsi tutto quanto detto. Io sono sempre disponibile ad aiutare chiunque, conosciuto o meno, e a perdonare chinuque se c'è la possibilità, qualunque cosa abbia fatto. Ma la pietà non è un sentimento che mi appartiene. Io ho già parlato, deve partire da lui. Deve venire a bussare alla porta, altrimenti la porta resta chiusa. Andrò al matrimonio perché non posso non andare e anche all'addio al celibato che adesso pare improvvisamente disposto a fare, ma non mi muovo di un passo per il resto. Non troverà nessuna disponibilità da parte mia, deve capire che così non si va avanti.
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#150
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Riferimento: Che amico sono?
Citazione:
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ho perso le parole.... eppure ce le avevo quà un attimo fa.... |
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#151
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Riferimento: Che amico sono?
No, deve trovarsi da solo e a quel punto guardarsi dentro e scegliere. Lasciarlo solo al matrimonio sarebbe troppo crudele, ma poi basta. Lasciarlo con i parenti di lei che lo tollerano, con gli amici di lei che lo snobbano sarebbe troppo infame nel giorno del matrimonio, ma poi sì. È con quella gente che sta costruendo la sua vita, che ci conviva. Oppure si interroghi su ciò che sta facendo. Insomma, non siamo più ad un chilometro di distanza, ma saranno dodici, non ventimila. Ieri avevo bisogno di capire e ci sono stato, ma la prossima volta che viene qui io non ci sarò. Sono single, non ho vincoli, di impegni ne trovo quanti ne voglio per negarmi. Deve cercarci, non capitare qui com'è successo ieri. se continua a capitare qui, capiterà che non mi trovi più.
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#152
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Riferimento: Che amico sono?
Ieri sera ci siamo sentiti al telefono. È riuscito a ritrattare tutto ciò che aveva detto riguardo l'addio al celibato ecc. Evidentemente, una volta a casa, lei si è messa di traverso tra lui e i suoi amici, vuole avere un controllo totale, perché gli ha trovato impegni per tutti i weekend a venire da qui al matrimonio. Non ho avuto nemmeno la forza di dire "a" da quanto mi ha fatto incazzare. Adesso non so cosa pensare. Quindi non penserò nulla.
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#153
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Riferimento: Che amico sono?
Citazione:
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#154
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Riferimento: Che amico sono?
Non è difficile, basta abituarsi a farlo. La situazione si è ingarbugliata troppo e non ho adesso la predisposizione di animo giusta per districare la matassa senza farmi prendere da un'emozione (con ogni probabilità la rabbia) che potrebbe non farmi vedere le cose obiettivamente. Quindi non ci penso, attendo, lascio che qualcun altro, se ne ha voglia, ci pensi. Se interrogato in merito e costretto a rispondere, in quel momento deciderò cosa penso, sennò me ne lavo le mani. A rimuginare quando non si trova il bandolo della matassa ci si rode solo il fegato inutilmente, così invece tra qualche tempo c'è la speranza di vedere le cose da un po' più lontano, con una prospettiva più ampia e di notare dei particolari sullo sfondo che prima venivano nascosti da ostacoli troppo in primo piano.
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