Questa discussione dal titolo Che amico sono? è all'interno del forum Amore; Originariamente Scritto da mathman
Solo che io ce l'ho davanti e so con certezza che non vuole ...
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
mathman
Solo che io ce l'ho davanti e so con certezza che non vuole in alcun modo perdere la nostra amicizia. Eppure sta facendo di tutto per perderla, ma non è la sua volontà. Non strettamente, almeno.
si possono avere volontà incompatibili (la vostra amicizia e la futura moglie) e dover fare delle scelte

Originariamente Scritto da
mathman
Ad un certo punto non è possibile non vedere, si vuole non vedere. E diventa una colpa, anche se non lo si fa apposta.
perchè? uno è ben libero di scegliere (consapevolmente o meno) di non vedere spero
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
amarok81
ok allora di chi è la volontà? credi sia posseduto?
È accondiscendente, non posseduto. Ha assecondato una volontà non sua e che riteneva deprecabile per non compromettere la sua vita di coppia. Poi, piano piano, quella volontà è diventata anche la sua. Ma non è la sua davvero, gli è stata imposta, con un martellamento quotidiano, probabilmente fatto di piccole minacce molto velate. Capisco che uno ceda, ma non capisco come possa non rendersene conto.

Originariamente Scritto da
amarok81
si possono avere volontà incompatibili (la vostra amicizia e la futura moglie) e dover fare delle scelte
perchè? uno è ben libero di scegliere (consapevolmente o meno) di non vedere spero
Non è stata una scelta, ma una coercizione. E, ripeto, non capisco coe si possa non accorgersene, per quanto buoni si sia.
Uno può tapparsi gli occhi, ma non scegliere di vedere come verità la menzogna. Altrimenti, se fosse lecito, sarebbe giustificabile qualsiasi crimine. A quel punto si diventa colpevoli, la buonafede non è più sufficiente. E, francamente, anche poco credibile.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
mathman
È accondiscendente, non posseduto. Ha assecondato una volontà non sua e che riteneva deprecabile per non compromettere la sua vita di coppia. Poi, piano piano, quella volontà è diventata anche la sua. Ma non è la sua davvero, gli è stata imposta, con un martellamento quotidiano, probabilmente fatto di piccole minacce molto velate. Capisco che uno ceda, ma non capisco come possa non rendersene conto.
è lui che non ha voluto compromettere la sua vita di coppia, avrebbe potuto in qualsiasi momento mandare beatamente a stendere la sua compagna. non l'ha fatto perchè non ha voluto farlo. lui è l'unico responsabile della sua situazione, la futura moglie è solo lo strumento grazie al quale quel che lui vuole si materializza.
mi sembra talmente evidente..

Originariamente Scritto da
mathman
Non è stata una scelta, ma una coercizione.
è stata una scelta di esser circuito, nessuno gli ha puntato una pistola alla tempia.

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mathman
Uno può tapparsi gli occhi, ma non scegliere di vedere come verità la menzogna. Altrimenti, se fosse lecito, sarebbe giustificabile qualsiasi crimine.
i crimini verso sè stessi son leciti.
almeno io credo fermamente che uno deve essere libero di farsi del male.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
amarok81
è lui che non ha voluto compromettere la sua vita di coppia, avrebbe potuto in qualsiasi momento mandare beatamente a stendere la sua compagna. non l'ha fatto perchè non ha voluto farlo. lui è l'unico responsabile della sua situazione, la futura moglie è solo lo strumento grazie al quale quel che lui vuole si materializza.
mi sembra talmente evidente..
Nessuno gli chiedeva di mandare a stendere la compagna, che lui faccia quel che vuole con lei. Anzi, l'ho sempre assecondato. Non può pretendere però che lo faccia anch'io.

Originariamente Scritto da
amarok81
è stata una scelta di esser circuito, nessuno gli ha puntato una pistola alla tempia.
"Se non lo fai non mi ami" è peggio di una pistola puntata alla tempia.

Originariamente Scritto da
amarok81
i crimini verso sè stessi son leciti.
almeno io credo fermamente che uno deve essere libero di farsi del male.
Tradire la mia fiducia non è un crimine verso lui stesso. Se lui vuole vivere nella menzogna quotidianamente, che lo faccia. Per me è una vita senza futuro, ma non è la mia, quindi... Ma non può pensare che lo faccia io.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
mathman
Nessuno gli chiedeva di mandare a stendere la compagna, che lui faccia quel che vuole con lei. Anzi, l'ho sempre assecondato. Non può pretendere però che lo faccia anch'io.
naturale

Originariamente Scritto da
mathman
"Se non lo fai non mi ami" è peggio di una pistola puntata alla tempia.
si se si vuole a tutti i costi non far saltare la relazione, ma nessuno lo obbliga a questo.
comunque il fulcro delle mie osservazioni è semplicemente che fa male vedere un amico farsi male, ma non hai nulla da rimproverarti.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
amarok81
naturale
si se si vuole a tutti i costi non far saltare la relazione, ma nessuno lo obbliga a questo.
comunque il fulcro delle mie osservazioni è semplicemente che fa male vedere un amico farsi male, ma non hai nulla da rimproverarti.
Capisco e penso tu abbia ragione. Tuttavia è semrpe facile essere amici quando va tutto bene, è quando le cose vanno male che le amicizie valide vengono fuori. Non è detto che si riesca ad essere di aiuto e, quando non ci si riesce, resta il dubbio di aver sbagliato qualcosa. È umano.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
mathman
... Pare che in settimana si farà vivo, aspettiamo. Anche se le ultime volte non è mai stato vero...
Questa volta è stato di parola. Me lo sono trovato davanti e ho visto la nostalgia che ha di noi nei suoi occhi. L'avrei ammazzato, perché è chiaro che pensa che non sia possibile fare altrimenti. Eppure sa che si può, perché abbiamo avuto un amico che si è allontanato e uno che, pur essendo fisicamente più lontano, non si è allontanato affatto. Basta volerle le cose.
Ho pensato a lungo la notte, ripensato alla nostra infanzia, alla nostra adolescenza. Infatti ho un sonno becco adesso. Casa mia era casa sua e viceversa. Se ne avevamo voglia, andavamo l'uno dall'altro a suonare il campanello. Se l'altro non c'era, si entrava comunque a fare due chiacchiere con la famiglia, in attesa che tornasse o solo per scambiare due parole. Questo era il rapporto, eravamo uno di famiglia, per le rispettive famiglie. E lo siamo ancora, i fratelli rimangono tali comunque, non è che la presenza di un vincolo biologico o meno faccia la differenza.
Quindi non riesco a fargli una cosa del genere. Non posso lasciarlo nelle grinfie della moglie e del suo parentame. Non posso mancare al suo matrimonio, che di suo ha già poco perché è espressione diretta di lei, della sua volontà e della sua personalità. Dovrò trovare un altro modo, anche se penso che non ci sarà, perché dopo lui sparirà del tutto. Ma non posso fargli una cosa del genere.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
mathman
Questa volta è stato di parola. Me lo sono trovato davanti e ho visto la nostalgia che ha di noi nei suoi occhi. L'avrei ammazzato, perché è chiaro che pensa che non sia possibile fare altrimenti. Eppure sa che si può, perché abbiamo avuto un amico che si è allontanato e uno che, pur essendo fisicamente più lontano, non si è allontanato affatto. Basta volerle le cose.
Ho pensato a lungo la notte, ripensato alla nostra infanzia, alla nostra adolescenza. Infatti ho un sonno becco adesso. Casa mia era casa sua e viceversa. Se ne avevamo voglia, andavamo l'uno dall'altro a suonare il campanello. Se l'altro non c'era, si entrava comunque a fare due chiacchiere con la famiglia, in attesa che tornasse o solo per scambiare due parole. Questo era il rapporto, eravamo uno di famiglia, per le rispettive famiglie. E lo siamo ancora, i fratelli rimangono tali comunque, non è che la presenza di un vincolo biologico o meno faccia la differenza.
Quindi non riesco a fargli una cosa del genere. Non posso lasciarlo nelle grinfie della moglie e del suo parentame. Non posso mancare al suo matrimonio, che di suo ha già poco perché è espressione diretta di lei, della sua volontà e della sua personalità. Dovrò trovare un altro modo, anche se penso che non ci sarà, perché dopo lui sparirà del tutto. Ma non posso fargli una cosa del genere.
parlagli math come si fa con un fratello..... perchè lui è tuo fratello
"Guardatevi dalla furia dell'uomo paziente"
"Le persone silenziose sono quelle che hanno tanto da dire. Non stanno in silenzio per paura di parlare, ma parlano solo con chi è in grado di capire..."
"Ascolta come mi batte forte il tuo cuore"
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
sofix74
parlagli math come si fa con un fratello..... perchè lui
è tuo fratello

Sì, lo è, ma non esageriamo. Un conto è rendersi conto che un gesto può essere esagerato e recare un messaggio sbagliato, un conto rimangiarsi tutto quanto detto. Io sono sempre disponibile ad aiutare chiunque, conosciuto o meno, e a perdonare chinuque se c'è la possibilità, qualunque cosa abbia fatto. Ma la pietà non è un sentimento che mi appartiene. Io ho già parlato, deve partire da lui. Deve venire a bussare alla porta, altrimenti la porta resta chiusa. Andrò al matrimonio perché non posso non andare e anche all'addio al celibato che adesso pare improvvisamente disposto a fare, ma non mi muovo di un passo per il resto. Non troverà nessuna disponibilità da parte mia, deve capire che così non si va avanti.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
mathman
Sì, lo è, ma non esageriamo. Un conto è rendersi conto che un gesto può essere esagerato e recare un messaggio sbagliato, un conto rimangiarsi tutto quanto detto. Io sono sempre disponibile ad aiutare chiunque, conosciuto o meno, e a perdonare chinuque se c'è la possibilità, qualunque cosa abbia fatto. Ma la pietà non è un sentimento che mi appartiene. Io ho già parlato, deve partire da lui. Deve venire a bussare alla porta, altrimenti la porta resta chiusa. Andrò al matrimonio perché non posso non andare e anche all'addio al celibato che adesso pare improvvisamente disposto a fare, ma non mi muovo di un passo per il resto. Non troverà nessuna disponibilità da parte mia, deve capire che così non si va avanti.
devi parlargli di questo....
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"Ascolta come mi batte forte il tuo cuore"
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
sofix74
devi parlargli di questo....
No, deve trovarsi da solo e a quel punto guardarsi dentro e scegliere. Lasciarlo solo al matrimonio sarebbe troppo crudele, ma poi basta. Lasciarlo con i parenti di lei che lo tollerano, con gli amici di lei che lo snobbano sarebbe troppo infame nel giorno del matrimonio, ma poi sì. È con quella gente che sta costruendo la sua vita, che ci conviva. Oppure si interroghi su ciò che sta facendo. Insomma, non siamo più ad un chilometro di distanza, ma saranno dodici, non ventimila. Ieri avevo bisogno di capire e ci sono stato, ma la prossima volta che viene qui io non ci sarò. Sono single, non ho vincoli, di impegni ne trovo quanti ne voglio per negarmi. Deve cercarci, non capitare qui com'è successo ieri. se continua a capitare qui, capiterà che non mi trovi più.
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Riferimento: Che amico sono?
Ieri sera ci siamo sentiti al telefono. È riuscito a ritrattare tutto ciò che aveva detto riguardo l'addio al celibato ecc. Evidentemente, una volta a casa, lei si è messa di traverso tra lui e i suoi amici, vuole avere un controllo totale, perché gli ha trovato impegni per tutti i weekend a venire da qui al matrimonio. Non ho avuto nemmeno la forza di dire "a" da quanto mi ha fatto incazzare. Adesso non so cosa pensare. Quindi non penserò nulla.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
mathman
Ieri sera ci siamo sentiti al telefono. È riuscito a ritrattare tutto ciò che aveva detto riguardo l'addio al celibato ecc. Evidentemente, una volta a casa, lei si è messa di traverso tra lui e i suoi amici, vuole avere un controllo totale, perché gli ha trovato impegni per tutti i weekend a venire da qui al matrimonio. Non ho avuto nemmeno la forza di dire "a" da quanto mi ha fatto incazzare. Adesso non so cosa pensare. Quindi non penserò nulla.
Se riesci a non pensare a nulla sei veramente bravo.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
lucciolexlanterne
Se riesci a non pensare a nulla sei veramente bravo.
Non è difficile, basta abituarsi a farlo. La situazione si è ingarbugliata troppo e non ho adesso la predisposizione di animo giusta per districare la matassa senza farmi prendere da un'emozione (con ogni probabilità la rabbia) che potrebbe non farmi vedere le cose obiettivamente. Quindi non ci penso, attendo, lascio che qualcun altro, se ne ha voglia, ci pensi. Se interrogato in merito e costretto a rispondere, in quel momento deciderò cosa penso, sennò me ne lavo le mani. A rimuginare quando non si trova il bandolo della matassa ci si rode solo il fegato inutilmente, così invece tra qualche tempo c'è la speranza di vedere le cose da un po' più lontano, con una prospettiva più ampia e di notare dei particolari sullo sfondo che prima venivano nascosti da ostacoli troppo in primo piano.
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Riferimento: Che amico sono?
Purtroppo il modo migliore per capire le cose è sbatterci il muso contro...anche più di una volta se è necessario. Come amico potrai sempre dargli consigli, metterlo in guardia... Ma evita 2 cose: dirgli cosa deve fare e dirgli "te l'avevo detto" se e quando sarà troppo tardi.
A man is wise when, although he may be right, he tries to meet his opponent halfway.
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Riferimento: Che amico sono?
Dunque, qualcosa è successo. L'addio al celibato si è fatto, ma è stato un fiasco, non è venuto quasi nessuno. Oddio, come serata non è stata nemmeno male, una serata come tante altre, come addio al celibato assolutamente anonimo.
S'è sposato, bel matriomonio e splendida giornata. I suoceri hanno messo subito in chiaro che noi amici dello sposo non eravamo i benvenuti, fino a cacciarci in educato malomodo a fine serata. Non è solo la moglie, ma tutta la famiglia di lei a volerlo sradicare dai suoi affetti. Una sensazione davvero sgradevole.
Con l'amico c'è stato un parziale chiarimento, soprattutto è chiaro che lui è stritolato da tutto un meccanismo che lo obbliga a seguire una volontà non sua. Capiamo e ci rassegnamo. Ma, la volontà di quella scelta è comunque sua, per quanto soggiogata. Come nell'antichità quando qualcuno partiva per mare, gli auguriamo buona fortuna, sperando che torni indietro prima o poi, ma convinti che farà naufragio da qualche parte e non ne sapremo più nulla.
Resta un po' la sensazione di averlo lasciato imbarcarsi sul Titanic ben sapendo a quale destino è legato quel nome.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
mathman
Il nostro amico, proprio perché il più sincero, è stato completamente plagiato dalla futura moglie. Lei è una persona maligna, con cui ho un conto in sospeso infinito, ma che ho sempre accettato [...] solo per amore per il mio amico. Dai e dai, però, l'ha cambiato e l'ha costretto a tradire se stesso, e noi di conseguenza. In maniera intollerabile, ma sarebbe troppo lungo da spiegare.

Originariamente Scritto da
mathman
sradicare dai suoi affetti. Una sensazione davvero sgradevole.
[...] è chiaro che lui è stritolato da tutto un meccanismo che lo obbliga a seguire una volontà non sua.
Stamattina ho trovato casualmente questa discussione. Dall'apertura fino alla conclusione, la lucida esposizione di mathman ricalca moltissimo la storia di mio fratello che, dopo aver metabolizzato la fase "burattino", si trova ora nella fase "zerbino": amici di lui mandati lentamente e silenziosamente alla malora, amici di lei accettati come unica eventuale compagnia. Per fortuna il matrimonio non è ancora arrivato malgrado gli oltre dieci anni di "fidanzamento" con parziale convivenza. Ma non si può mai dire: la megera, lungi dall'essere trasparente e dire "matrimonio: sì o no?", ci lavora subdolamente, con delicatezza infermieristica e determinazione hitleriana, in modo da evitare che mio fratello possa avere rigurgiti di volontà propria. Le rare volte che io o i miei genitori siamo riusciti ad entrare delicatamente in argomento, ci siamo trovati di fronte un fantoccio istruito a blaterare frasi preconfezionate ed, eventualmente, a negare l'evidenza dei fatti.
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
mathman
ci rassegnamo. Ma, la volontà di quella scelta è comunque sua, per quanto soggiogata. Come nell'antichità quando qualcuno partiva per mare, gli auguriamo buona fortuna, sperando che torni indietro prima o poi, ma convinti che farà naufragio da qualche parte e non ne sapremo più nulla.
Resta un po' la sensazione di averlo lasciato imbarcarsi sul Titanic ben sapendo a quale destino è legato quel nome.
Contro il Fato e la stupidità umana nemmeno gli dèi possono nulla
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Riferimento: Che amico sono?

Originariamente Scritto da
maius
... Le rare volte che io o i miei genitori siamo riusciti ad entrare delicatamente in argomento, ci siamo trovati di fronte un fantoccio istruito a blaterare frasi preconfezionate ed, eventualmente, a negare l'evidenza dei fatti.
Il nostro amico ha avuto dei comportamenti alterni dopo il matrimonio. Ha cercato di più il contatto con alcuni (probabilmente meno invisi alla moglie), altri gli ha depennati dalla sua lista di amici, secondo scelte apparentemente arbitrarie che non ha saputo giustificare - in realtà probabilmente imposte dall'alto.
Per arrivare a questo siamo stati spietati, abbiamo detto le cose come stavano e al matrimonio ci siamo comportati da bestie. Alcuni amici sono stati allontanati proprio a causa di questo, ma forse serviva solo un pretesto. Ai suoi successivi tentativi di riavvicinamento, alcuni non hanno risposto, definitivamente delusi. Alla fine, a parte sporadici e casuali contatti con altri, l'unico che ha mantenuto uno pseudo-rapporto regolare con lui sono io. L'unica speranza è che, assestandosi su nuovi equilibri, allarghi questa regolarità anche a qualcun altro, altrimenti rimarrà inevitabilmente tagliato fuori.
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Riferimento: Che amico sono?
Ogni tanto mi torna tra le mani questa discussione, e mi va di aggiornarla. L'amico è irriconoscibile. Occasionalmente qualcosa di quello che conoscevamo riemerge, una risata, un'espressione, ma sembrano più conicidenze che altro. Sono rimasto il suo unico flebile contatto con la sua vita precedente. Francamente, non so più nemmeno io perché. La maggior parte del tempo che passo con lui - per fortuna molto poco, circa un paio d'ore al mese forse tre -, mi sento a disagio. Un po' come quando ci si ritrova con un conoscente che non si vede da molto tempo e ci si accorge che si è cambiati talmente tanto che ormai si è dei perfetti sconosciuti, al di là di sapere i reciproci nomi. Non si ha più niente da dirsi, eccettuata la formula di cortesia "ehi, come va?" Così, anche due ore al mese sono un'eternità, con uno che fino a meno di un anno fa consideravi e ti considerava un fratello. E domenica i finti auguri di Pasqua. Spero di ricordarmi, per salvare almeno le apparenze.
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