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Risultati da 461 a 480 di 3085
Questa discussione dal titolo Candida Albicans (seconda parte) è all'interno del forum Candida Albicans; La persistenza dell’infiammazione provoca la produzione di Nerve Growth Factor (fattore di crescita delle cellule e fibre ...
  1. #461
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    Quali sono le conseguenze dello persistere dell’infiammazione?

    La persistenza dell’infiammazione provoca la produzione di Nerve Growth Factor (fattore di crescita delle cellule e fibre nervose, scoperto dalla Professoressa Levi Montalcini). Quest’ultimo induce la proliferazione delle fibre nervose del dolore, che si allungano fino agli strati più superficiali della mucosa.

  2. #462
    L'avatar di anna1401
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    Quali sono le strategie da attuare?

    Con una storia clinica ed una visita accurata il ginecologo potrà confermare la diagnosi di VVS e valutare anche la “mappa del dolore”ossia tutti i siti che evocano dolore, non solo all’entrata ma anche a livello mediovaginale, quando il muscolo è contratto, così da indirizzare il trattamento in modo completo. Il medico dovrebbe anche valutare sempre il pH vaginale, perché un valore più elevato del normale (che è circa 3,8-4,2), intorno a 5, si associa alla Garderella che fa peggiorare i sintomi soprattutto dopo la mestruazione, mentre la Candida li fa peggiorare prima del flusso!

  3. #463
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    Come si può curare la Vestibolite vulvare?

    * Prima di tutto con una diagnosi accurata e precoce.
    * In secondo luogo trattando bene i diversi fattori biologici - predisponenti, precipitanti e di mantenimento – oltre che quelli psicosessuali e di coppia, se presenti.
    E’ fondamentale ridurre e possibilmente eliminare le infezioni recidivanti:

    - da Candida, questo è possibile grazie ad un trattamento per bocca ripetuto per tre-sei mesi, ogni quindici giorni per il primo periodo e poi una volta al mese per stabilizzare la risposta; è meglio invece evitare i trattamenti locali vaginali in fase acuta, si rischia infatti di peggiorare il bruciore e facilitare allergie.
    - Per la Gardnerella è importante abbassare il pH con estrogenici locali, se indicati, con gel di polimeri acidi, o con pomate o ovuli all’acido borico.

  4. #464
    L'avatar di anna1401
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    Cooontinua…

    Fondamentale è attenuare la tensione muscolare grazie ad automassaggi e stretching delicato del muscolo perivaginale, massaggiato ogni sera con un gel a base di aliamidi, specifico per le vestiboliti, opure con l’olio di iperico. Ancora meglio, se si può, sarebbe rivolgersi ad un centro che pratichi il biofeedback: attenzione, di rilassamento, non di contrazione, altrimenti il dolore peggiora!
    L’elettronalgesia, mediante l’applicazione di correnti a bassissimo voltaggio (non dolorose!) nei punti di maggior dolore può dare un significativo miglioramento dei sintomi. Tecniche antalgiche più specifiche vengono riservate alle donne che hanno un dolore intollerabile.
    La terapia farmacologica prevede anche l’uso di antidepressivi triciclici non solo per l’associata depressione, ma soprattutto perché riducono la sensibilità al dolore.
    L’uso di anticonvulsivati è riservato al dolore “neuropatico”, che si autogenera nelle fibre e nelle vie del dolore.
    Infine la vestibolectomia, ossia l’asportazione della mucosa in cui le fibre del dolore sono molto proliferate, può dare buoni risultati con chirurghi esperti. Tuttavia, come tutti i trattamenti chirurgici, va considerata solo dopo aver fatto le terapie più conservative e semplici.

  5. #465
    L'avatar di anna1401
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    Per desperated

    Riguardo al tuo “sfogo” verso chi considera che i problemi della donna non meritano attenzione… ti quoto pienamente!

    Da quanto ci hai detto, il tuo “problema “ sta nell’incostanza di seguire un’alimentazione corretta!
    Quando senti che tutto va bene, ecco che ci ricaschi e ricominci a mangiare quello che non dovresti, oppure esageri con le dosi… C’è da dire anche che a volte è la candida responsabile di questi raptus improvvisi! Abbiamo detto che quando deve riprodursi, manda dei segnali al cervello dicendo che ha bisogno di cibo! Dovresti cercare di controllare proprio questi momenti, cercando di resistere e magari ingannandola con cibi che non la soddisfano molto… non è facile, lo so perché ho provato anch’io, ma con una buona motivazione e una buona testardaggine, ci si riesce. E comunque, il supporto psicologico è molto importante. Ora hai scoperto questo bel corteo di candidati ed ex candidati… l’unione fa la forza! Ci si può consigliare e sostenere a vicenda.

    Però, anche in famiglia ci si deve aiutare. Se per esempio tua mamma dovesse comprare il pane senza lievito per tutti, tu non cadresti in tentazione di tornare a mangiare l’altro, e in più farebbe del bene anche agli altri componenti della famiglia Lo stesso vale per l’alimentazione corretta. Se tutti dovessero mangiare in modo più naturale, adatto alle esigenze del corpo, ne trarrebbero beneficio tutti, e non solo i candidati! ti pare?

  6. #466
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    Triste ALLERGIE E INTOLLERANZE alimentari

    Diversi studiosi ritengono che una persona su tre soffra di disturbi vari, apparentemente inspiegabili, causati da un’intolleranza nei confronti di alimenti insospettabili, consumati abitualmente.
    Tutte le volte che si ingerisce del cibo, l’organismo entra in contatto con sostanze estranee, alle quali si deve prima adattare per poterle poi assimilare.

  7. #467
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    I meccanismi di difesa del nostro organismo

    Le pareti intestinali, che hanno una superficie enorme, pari a 300 mq, sono rivestite da cellule del sistema immunitario con il compito di difendere l’intestino da sostanze nocive. Quando queste cellule entrano in contatto con un alimento non tollerato, altre cellule del sistema immunitario accorrono dalle diverse zone del corpo in loro difesa. L’interazione tra le diverse cellule e le sostanze non tollerate determina un’infiammazione. Nel frattempo gli altri organi rimangono sguarniti di difese, sono perciò più esposti alle aggressioni di germi e possono ammalarsi.

  8. #468
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    Continua…

    Questo è il motivo per cui un’intolleranza alimentare può manifestarsi con diversi sintomi, che interessano varie parti del corpo. Allergie, intolleranze e false allergie.
    Il nostro organismo reagisce agli alimenti che non tollera bene in forme e gradi diversi. A volte la risposta è immediata e violenta, altre volte, si verificano reazioni passeggere e di lieve entità. È importante saper distinguere i tipi di reazione più comuni per scegliere il comportamento più adeguato.

  9. #469
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    Le allergie vere e proprie

    Determinati cibi suscitano nell’organismo di alcune persone una reazione simile a quella che il sistema immunitario mette in atto quando deve affrontare un virus o una sostanza tossica. Di fronte a sostanze di per sé innocue, come appunto un alimento, l’organismo reagisce come se avesse di fronte un nemico.
    Dopo il primo contatto con l’alimento "indesiderato", il sistema immunitario produce un tipo di anticorpi, le immunoglobuline di tipo E (IgE), che si dispongono sulla superficie di particolari cellule, denominate mastociti.

  10. #470
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    Continua..

    Quando l’alimento che provoca la reazione allergica viene nuovamente introdotto nell’organismo, le IgE lo agganciano e inducono i mastociti a rilasciare istamina, una sostanza molto infiammante, responsabile della manifestazione allergica: sulla pelle compaiono così pomfi ed eczemi e si manifesta diarrea. La reazione allergica dovuta alle IgE si distingue da altri tipi di reazione per alcune caratteristiche ben precise.

    È immediata. Si manifesta entro pochi minuti dal momento in cui si è ingerito il cibo allergizzante. Raramente la reazione si può verificare con ritardo, al massimo di qualche ora.

    È molto più rara delle intolleranze alimentari. Si calcola infatti che solo una persona su duecento soffra di allergia alimentare, mentre una persona su tre soffre di qualche forma di intolleranza alimentare.

  11. #471
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    Le intolleranze alimentari

    I motivi che determinano l’insorgenza di un’intolleranza a un certo alimento non sono ancora completamente chiari. I ricercatori sono giunti alla conclusione che l’intolleranza alimentare sia una forma di allergia che, pur coinvolgendo il sistema immunitario, non provoca però la formazione di immunoglobuline IgE. Oltre a ciò, vi sono però altri fattori che permettono di distinguere i due tipi di reazione.
    Le manifestazioni dovute a intolleranza alimentare insorgono ore o addirittura giorni dopo l’assunzione del cibo incriminato e non immediatamente, come si verifica invece nel caso di reazioni allergiche prodotte dalle IgE.

  12. #472
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    Continua…

    In molti casi prima che si manifestino i disturbi è necessario mangiare un determinato cibo per più giorni. Proprio perché la reazione non si verifica tutte le volte che si mangia il cibo responsabile, è difficile individuare l’alimento a cui si è intolleranti. Nella maggior parte dei casi le intolleranze alimentari vengono scoperte dopo mesi o perfino anni. L’introduzione nell’organismo di un alimento non tollerato produce una sorta di lento avvelenamento. La reazione si verifica infatti quando si è raggiunta la soglia di un determinato livello di intossicazione.
    Non è la quantità di cibo ingerita a causare il disturbo, ma il fatto che la presenza di questo alimento ha raggiunto il livello di guardia.

  13. #473
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    continua…

    È sufficiente però sospendere l’assunzione di quel cibo per un determinato periodo di tempo per disintossicare, almeno in parte, l’organismo ed evitare in questo modo le manifestazioni più fastidiose e vistose dell’intolleranza.
    Le intolleranze possono rimanere latenti per lunghi anni e manifestarsi solo in particolari situazioni di stanchezza o di stress.
    Talvolta, pur essendo intolleranti a un alimento sin dall’infanzia, la reazione si manifesta solo quando si è raggiunta l’età adulta oppure solo in particolari periodi della vita.

  14. #474
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    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    continua…

    L’assunzione di alcuni cibi può provocare, in persone che non ne sono affatto allergiche, reazioni del tutto simili a quelle causate da un’allergia vera e propria, come per esempio la comparsa di pomfi sulla pelle. All’origine di questa apparente contraddizione vi possono essere tre ragioni.

    - Determinati alimenti contengono di per se stessi l’istamina, che nelle reazioni allergiche viene invece prodotta dall’organismo. Questi cibi non inducono la produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario, che in questo caso non viene assolutamente messo in gioco.

    - Altri alimenti, pur non contenendo istamina, ne stimolano però la liberazione all’interno dell’organismo: questa sostanza, infatti, è naturalmente presente nei tessuti del corpo.

    - Vi è una terza categoria di alimenti che contiene una sostanza, la tiramina, la quale, al pari dell’istamina, ha la proprietà di dilatare i vasi capillari, provocando quindi arrossamenti sulla superficie della pelle oppure mal di testa...
    Ultima modifica di pippofranco; 28/12/2011 alle 13:49

  15. #475
    spaghettisoul non  è collegato Sani New
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    Ciao a tutti,eccomi di nuovo qui!ho iniziato la dieta da 4 giorni e strano ma vero mi sembra già di stare meglio!sto iniziando lentamente seguendo i vostri consigli eliminando dolci, alcool e lieviti introducendo pasta o riso integrale e pane a lievitazione naturale. Di verdura fresca ne ho sempre mangiata tanta e continuo naturalmente. Avrei una domanda a proposito degli zuccheri: il malto d'orzo può essere utilizzato nella dieta anticandida o è da escludersi?ditemi che lo posso mangiare almeno posso preparare dei biscottini per la prima colazione....
    Un saluto e un sorriso incoraggiante a tutti gli iscritti!
    Ciao Spaghettisoul

  16. #476
    spaghettisoul non  è collegato Sani New
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    ...continua. Avevo dimenticato qualcosa. La mia ginecologa mi ha dato una cura da seguire a base di probiotici ed ovuli a cicli per una durata totale di sei mesi,però per il mio ragazzo mi ha consigliato semplicemente di applicare delle pomate locali. C'è un però. La scorsa settimana si è sottoposto ad una cura antibiotica per problemi di denti e mi ha detto di aver accusato un forte bruciore accompagnato da chiazzette rosse sull'appararato genitale. Devo preoccuparmi ovvero devo pensare che anche lui sia affetto da candida e quindi necessiti di cure più adeguate?
    A proposito del malto...leggendo un post del dottor Valesi mi sono accorta che è da escludersi haimè...allora cosa posso usare per fare i biscotti??
    Grazie di nuovo e scusate se chiedo delle banali risposte ma nell'ambiente sono un pò una pivellina (fortunatamente)dato che ho questo problema solo da qualche mese!

  17. #477
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    Cool Malto

    Ciao spaghetti! Dunque, la mia naturopata all'inizio della cura mi aveva detto di eliminare anche il malto! io però non l'ho mai usato puro nemmeno prima... al massmo lo consumavo in qualche alimento confezionato. Comunque se usato con parsimonia non penso che possa far male!

    Segue una breve ricerca sul malto...

  18. #478
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    Malto

    non è altro che la cariosside di un chicco di cereale, più comunemente orzo, che ha subìto una germinazione. La produzione industriale avviene nel maltificio, con questa tecnica: le cariossidi sono fatte macerare in appositi tini, dove assorbono l'acqua e si rigonfiano; quindi vengono tenute per una settimana nelle camere di germinazione, dove spuntano le radichette (piccole radici); poi il malto passa in una camera di essiccazione, dove la germinazione è bloccata (l'umidità scende dal 50% all'8%); il malto secco arriva infine nei silos dove viene lasciato in attesa della lavorazione.
    Fonte it.wikipedia.org

  19. #479
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    potere dolcificante inferiore a quello dello zucchero da cucina (saccarosio)

    Il malto è un alimento prodotto cuocendo i cereali (orzo, mais, riso, ecc.) in presenza di enzimi in grado di scindere l'amido in essi contenuto in maltosio.
    Questi enzimi sono presenti nei germogli dei cereali, di solito si usano i germogli di orzo aggiunti al cereale già cotto. Dopo la trasformazione enzimatica, il prodotto viene concentrato fino ad ottenere una consistenza e una quantità di zuccheri simile a quella del miele.
    Il maltosio è un disaccaride (uno glucide contenente due molecole di glucosio) con potere dolcificante inferiore a quello dello zucchero da cucina (saccarosio), quindi anche il malto ha un potere dolcificante inferiore a quello dello zucchero.
    Il malto viene impiegato nella preparazione di torte, dolci o come sostituto dello zucchero.

  20. #480
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    Malto d’orzo

    Si prepara a partire dall’orzo, che viene prima pulito e messo a bagno in acqua e poi posto a macerare in lunghe file, inumidito e coperto.
    Dopo qualche giorno inizia la germinazione, che dà luogo alla formazione di amilasi, enzima che inizia a digerire gli amidi del cereale, trasformandoli in zuccheri più semplici. Al momento giusto, l’essiccazione mette fine a questo processo enzimatico; l’orzo germinato e seccato (malto) è macinato e diluito con acqua di sorgente per ottenere un impasto che si riscalda a 60-65°C per una buona ora. In questo breve lasso di tempo tutto l’amido disponibile è convertito in zucchero (tuttavia gli enzimi non vengono distrutti a quella temperatura e il processo va ancora avanti). La massa viene scolata e il liquido cotto ancora fino a diventare uno sciroppo denso e dolce.
    Il processo è semplice e non richiede trattamenti chimici: è pulito e innocuo.
    Il malto d’orzo contiene maltosio (60%), destrine (10-15%), aminoacidi (4-5%), sali minerali (1-1,5%).
    E’ un dolcificante concentrato che è ben tollerato anche dai diabetici e dai malati.

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