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Candida Albicans Esperienze, informazioni, chiarimenti, consigli e rimedi per aiutarci a risolvere in modo naturale questo problema di salute che oggi riguarda moltissime pesone.


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  #43 
Vecchio 18/02/2006, 18:35
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I test allergologici classici

I test per le allergie alimentari finora in uso sono indispensabili per chiarire e confermare le eventuali allergie gravi IgE mediate (le uniche in cui è assolutamente necessaria una dieta di eliminazione), ma non sono in grado di evidenziare le reazioni cellulari non dipendenti da IgE, come le intolleranze alimentari. Sono però talvolta utili per integrare la conoscenza dei problemi di reattività alimentare.
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  #44 
Vecchio 18/02/2006, 18:36
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continua

Tra i test allergologici classici:
· Prick Test: non tiene conto delle reazioni tardive che possono indicare una posizione intermedia tra allergia e intolleranza.
· Prick by Prick: utilizza alimenti freschi invece che soluzioni.
· RAST: aiuta a confermare un sospetto diagnostico, soprattutto in caso di allergia respiratoria e in minor misura di tipo alimentare.
· Prist: caratterizza, soprattutto nei bambini, una tendenza allergica generale, senza segnalare verso quali sostanze.
· Patch test: soprattutto per la diagnosi delle patologie dermatologiche da contatto.
· Tests di provocazione ovvero: a) diete di eliminazione e scatenamento (utili nella diagnosi sia delle allergie sia delle intolleranze); b) DBPCFC, Double Blind Placebo Controlled Food Challenge, ovvero Test di carico in doppio cieco (utilizzato nella diagnosi delle allergie, ma applicabile con alcune modifiche anche alle intolleranze).
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  #45 
Vecchio 18/02/2006, 18:38
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La diagnosi delle intolleranze: i test non convenzionali

Una malattia che non guarisce nonostante le cure e la presenza di infiammazione minima persistente o di un quadro patologico complesso, suggeriscono sempre di perfezionare una diagnosi di ipersensibilità agli alimenti e di impostare una cura che miri al recupero della tolleranza immunologica perduta, sia attraverso una dieta di riavvicinamento alla normalità, sia attraverso l’uso di preparazioni a bassa dose che inducano tolleranza immunologica (terapia iposensibilizzante a bassa dose).

La certezza di un’intolleranza (e l’individuazione del cibo che fa male) si può avere dunque solo eseguendo un test specifico. Ma trattandosi ancora di test non convenzionali, i loro risultati vanno sempre interpretati da un medico esperto che, in base al quadro clinico generale possa stabilire anche il progetto terapeutico per il recupero della tolleranza.
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  #46 
Vecchio 18/02/2006, 18:40
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‘non convenzionale’ non equivale a ‘non scientifico’

Gli unici test classici utilizzabili per l’identificazione delle ipersensibilità sono le ‘prove di scatenamento’. Tutti gli altri sono test non convenzionali, quindi attualmente non offerti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Parlare di test non convenzionali significa fare riferimento a tecniche di diagnosi che nell’ambito scientifico non sono ancora accettate da tutti in modo inequivocabile.
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  #47 
Vecchio 18/02/2006, 18:41
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capacità del medico o dell’allergologo

Indipendentemente dall’attendibilità dei risultati di ciascun test, noi crediamo che il punto determinante non sia tanto il test eseguito quanto la capacità del medico o dell’allergologo di interpretarne correttamente i risultati e di applicarli alla realtà clinica del paziente, per guidarlo verso la guarigione. In questo contesto, vale la pena di segnalare che la dieta per il recupero della tolleranza adottata nei centri DRIA è applicabile alle intolleranze verso gli alimenti segnalati, qualunque sia il test con il quale sono state diagnosticate.
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  #48 
Vecchio 18/02/2006, 18:44
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alcuni tipi di test non convenzionali

· test DRIA: evidenzia la reattività agli alimenti attraverso un riflesso muscolare documentato, che viene valutato in modo oggettivo e ripetibile, esprimendo la risposta all’alimento dell’intero organismo, e non solo di una sua parte. Può contare su un discreto numero di studi clinici osservazionali presentati a congressi internazionali e oggi è disponibile anche in versione ridotta per alcune patologie comuni (MINI DRIA).

· Test di valutazione delle IgG e delle IgG4 (Alcatest, Natrix ecc.): si effettuano attraverso un prelievo di sangue, e partono dal presupposto che la reattività alimentare sia dovuta a questo tipo di anticorpo.

· Test muscolare kinesiologico: viene effettuato mettendo in bocca alla persona da testare il cibo sospettato, oppure facendoglielo tenere in mano, o ancora facendoglielo ‘pensare’, poi testando manualmente l’eventuale caduta di forza muscolare.
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  #49 
Vecchio 18/02/2006, 18:45
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· Test citotossico: si effettua prelevando il sangue del paziente e mettendolo a confronto con una serie di sostanze alimentari: un osservatore, al microscopio, stabilisce il livello di rigonfiamento dei granulociti (un tipo di globuli bianchi) e di altre cellule del sangue, e sancisce quattro livelli di ‘allergia’

· Test elettrodiagnostici (Vegatest, SARM test, elettroagopuntura secondo Voll, Mora test, Terapia Bikom e altri): si tratta di test tecnicamente molto simili anche se ‘filosoficamente’ molto diversi, nei quali un apparecchio elettrodiagnostico (in pratica un misuratore di impedenza) misura sui punti di agopuntura del corpo umano le variazioni di potenziale elettrico del punto stesso; il circuito elettrico contiene una fialetta che contiene a sua volta una soluzione liquida del cibo o del farmaco da testare, e le variazioni elettriche del circuito dovrebbero indicare la presenza o meno di una allergia o di una intolleranza.

· Altri test, meno comuni, ma che vale la pena di citare sono: SAFT (Skin Application Food Test); Test di proliferazione linfocitaria periferica (Kondo); Test del digiuno e del sovraccarico; Test di provocazione intradermica o sublinguale; Test di Coca; Riflesso del polso di Nogier; Indicazioni dall’esame del capello; Chinesiologia applicata; Analisi chimiche o biochimiche.
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  #50 
Vecchio 18/02/2006, 18:46
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Le difficoltà di diagnosi con i test allergologici classici

In pratica, con gli strumenti allergologici classici, di fronte ad una ipersensibilità alimentare non IgE mediata, oggi definita allergia ritardata, (anche se i sintomi sono identici a quelli di una allergia), può spesso capitare di sentirsi dire che i test allergologici sono “tutti negativi”.
Questo non significa che una persona non sia allergica, ma solo che non si sono evidenziate IgE specifiche. in un caso simile va quindi approfondito immediatamente lo studio di possibili altre cause di ipersensibilità alimentare, ricordando che essere “negativi” al RAST non esclude l’ipersensibilità agli stessi alimenti testati, perché è sempre possibile che esistano anticorpi di altro tipo, o cellule sensibilizzate, in grado di determinare una reazione all'alimento o che la reazione sia dovuta alla attivazione delle cellule Th.

Fonte: http://www.eurosalus.it/1095721252_06.html
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  #51 
Vecchio 18/02/2006, 21:28
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topina81 non ci convince, deve esporsi ancora un po'
Occhiolino esperienze

Ciao a tutti,
mi chiamo angela e vivo a Parma per studio. Vi seguo da molto tempo..saranno mesi ormai!! E bene sì anch'io soffro di candida.

La prima volta che ho avuto il piacere é stato a novembre del 2004 ed é stata anche la prima volta che ho avuto un rapporto senza protezione.
Mi sono curata e per un anno non ho più avuto visite.
L'anno scorso a settembre, ormai lasciatami da tempo con il mio ex, é tornata e non se ne é più andata.

All'inizio si presentava un mese sì e uno no... ora me la porto dietro praticamente tutti i giorni. Purtroppo anch'io ho avuto molte esperienze negative con mooolti medici e mooolti ginecologi...conclus ione...nessuno é stato in grado di aiutarmi.

Pensate un pò, uno dei tanti ginecologi ha addirittura avuto il coraggio di dirmi che la candida non era una malattia sessualmente trasmissibile e dopo quattro mesi di cura con "solo" AB-300 (dico "solo", perché ora ho capito quale pericolosità possono avere i farmaci tradizionali) mi ha definitivamente detto che non sapeva più come aiutarmi e cosa dirmi.

Me ne sono andata dall'ambulatorio con le lacrime agli occhi per la disperazione, ma lì ho trovato ad aspettarmi il mio ragazzo (quello nuovo ) che mi ha stretta tra le braccia e lo fa ancora oggi (sono passati quasi due anni)!! Una persona veramente unica che mi ha sostenuta e continua a farlo.

Ultima modifica di anna1401; 18/06/2008 alle 17:16
  #52 
Vecchio 18/02/2006, 21:48
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topina81 non ci convince, deve esporsi ancora un po'
Sei mesi fa ho scoperto il transfer factor dal dottor Pizza a Bologna, ma non é servito a nulla e poi credo che anche lui non sapesse bene cosa mi stava raccontando!!

L'ho richiamato ogni volta che si presentava una ricaduta ,ma oltre a cambiarmi il numero di capsule da prendere al giorno non ha saputo dirmi nient'altro.
Qualche settimana fa ho parlato con la moglie. Mi ha detto che anche una sua amica ha fatto il vaccino a Udine che però non era servito a nulla.

Mi ha consigliato di ritornare da lei al più presto possibile perché bisognerebbe fare un'altra cura ma nel momento in cui doveva spiegarmi questa cura mi ha detto che era troppo complicato da spiegare al telefono. Mahh!!!

Sono quasi due mesi che faccio la dieta e credo sia la cosa migliore che si possa fare. Giustamente é ancora troppo presto per vedere dei risultati, ma non sono per niente scoraggiata... anzi!!!

Ho ancora alcuni dubbi però:

-Perché la pasta bianca non si può mangiare e quella integrale sì? Sono entrambi carboidrati!
-La pasta di mais si può mangiare?
-La pasta di riso si può mangiare?
-Il riso bianco si può mangiare? e quello integrale?
-Le gallette di riso senza lievito si può mangiare?
-Per condire l'insalata, visto che l'aceto non si dovrebbe usare, va bene il limone spremuto al momento?
- Il problema é il glucosio o il fruttosio o lo zucchero in generale?

Ultima modifica di anna1401; 18/06/2008 alle 17:18
  #53 
Vecchio 18/02/2006, 22:15
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topina81 non ci convince, deve esporsi ancora un po'
Occhiolino

Il mio ragazzo ed io andiamo in palestra. Il mio ragazzo é molto appassionato di fitness e qualche settimana fa si é comprato qualche libro a riguardo. L'ho sfogliato un pò e ho scoperto che la glutammina (un amminoacido) oltre a promuovere la crescita della massa muscolare stimola anche il sistema immunitario

Magari la prossima volta vi racconto un pò di più. Comunque io ho iniziato a prenderlo da tre giorni. Mi sento un pochino meglio, più attiva e motivata, un pochino meno stanca. Effetto placebo? non lo so..vedremo

Però sfogliando lo stesso libro ho scoperto una altra cosa molto interessante, che ho subito approfondito su internet
Il COLOSTRO Il colostro é il latte materno secreto dalla ghiandola mammaria durante i primi tre giorni di allattamento che a differenza del latte secreto successivamente é molto più ricco in anticorpi, immunoglobuline, sali minerali, vitamine e tante altre sostanze immunostimolanti

La cosa però ancora più interessante é che il colostro di mucca e ancor più quello di capra é più nutriente di quello umano e di qualsiasi altro prodotto multivit. che vendono in farmacia

Il colostro viene impiegato soprattutto per persone che hanno un tumore o che hanno l'AIDS il cui sistema immunitario risulta fortemente compromesso, ma viene utilizzato per molte altre cose anche nella cura (apparentemente ) delle disbiosi
I siti non so più quali sono ma non sarà difficile ritrovarli. ditemi cosa ne pensate

Ultima modifica di anna1401; 18/06/2008 alle 17:21
  #54 
Vecchio 18/02/2006, 22:19
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un ultima domanda:
-quando usate i fermenti lattici ogni tanto fate delle interruzioni di qualche mese o continuate a prenderli sempre?
-A che dosaggi li assumete? e quante cellule ci sono in una bustina..?ci sono quelli più forti e quelli meno forti!!
- So che c'è l'indici di discussione ma ce ne sono talmente tanti di esempi..magari ditemi quali usate voi e come vi trovate.
per ora è tutto...mi si stanno incrociando gli occhi. Vi ringrazio anticipatamente per le vostre risposte.
Un saluto
angela
  #55 
Vecchio 18/02/2006, 23:27
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Smile per topina

Ciao topina Angela benvenuta ufficialmente nel club della candida, visto che ci stavi seguendo di nascosto già da parecchi mesi!
Grazie per averci raccontato anche la tua interessante storia. Allora, per passare alle domande che ci hai posto, incomincio a incollarti qui un post del dottor Valesi dove aveva spiegato il meccanismo del picco glicemico, nella prima parte della discussione:

I carboidrati semplici sono rapidamente assorbiti e matabolizzati liberando nel sangue glucosio (carboidrato ancora più semplice): ne consegue un picco di glicemia (cioè di livello di glucosio nel sangue) a cui il nostro pancreas risponde immettendo nel sangue insulina in modo tale far abbassare tale picco; ne deriva però alla fine una ipoglicemia (relativa) di rimbalzo: ed è proprio questa la responsabile del desiderio smodato di ripetere l'assunzione di zucchero. Se questo gioco si ripete si crea una specie di circolo vizioso da cui è difficile liberarsi.
dottor Valesi
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  #56 
Vecchio 18/02/2006, 23:29
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La candida metabolizza velocemente gli zuccheri semplici

e li utilizza per la sua crescita, quindi è meglio usare i carboidrati non raffinati.
. Il processo di raffinazione priva il chicco della quasi totalità dei suoi componenti vitaminici e minerali, riducendolo a pura fonte di carboidrati (zuccheri) raffinati. Come fonte di carboidrati scegliamo allora pane integale e possibilmente senza lievito, pasta e riso integrale, frutta e verdura legumi, come piselli, o fagioli che rilasciano i loro zuccheri lentamente nel sangue. Questi carboidrati complessi hanno un indice glicemico decisamente più basso.
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