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Questa discussione dal titolo (indice) Candida - ALIMENTAZIONE è all'interno del forum Candida Albicans; Link in continuo aggiornamento Riepilogo di quanto è stato detto nella discussione "Candida Albicans" La dieta anti-candida ...
  1. #1
    L'avatar di anna1401
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    Domanda (indice) Candida - ALIMENTAZIONE

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    Link in continuo aggiornamento

    Riepilogo di quanto è stato detto nella discussione "Candida Albicans"

    La dieta anti-candida

    La dieta anti-candida serve a riportare questo fungo al suo stato originale NON PATOGENO e a disintossicare l’organismo dalle tossine che inevitabilmente si accumulano nel nostro organismo.

    La dieta va protratta per un periodo ragionevole che varia a seconda della complessità della situazione, e va iniziata in maniera graduale per non caricare il nostro organismo di ulteriori situazioni stressanti.

    Poi, in seguito alla dieta vera e propria, si passa gradatamente all’ALIMENTAZIONE CORRETTA, che va mantenuta nel tempo perchè è la base per prevenire qualsiasi malattia, non solo la candida.
    Ultima modifica di anna1401; 06/09/2007 alle 16:12

  2. #2
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    Ci sono parecchi tipi di diete anti-candida. Alcune sono molto restrittive, e consigliano l’abolizione totale di parecchi alimenti. Altre invece prevedono solo la riduzione di alcuni alimenti, perchè un organismo già debilitato dalla malattia, potrebbe indebolirsi ulteriormente e le difese immunitarie, già in parte compromesse, subirebbero un ulteriore calo. Nella discussione noi abbiamo optato per la dieta non ristretta, perché abbiamo constatato che è la più adatta. Naturalmente siccome ogni caso è a sé stante, la decisione va presa individualmente con l’aiuto di una persona competente.

  3. #3
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    Dieta anti-candida

    • Abolire i dolci - cioccolato, creme, caramelle, prodotti di pasticceria in generale ecc (la candida si nutre di zuccheri).

    • Niente cibi “spazzatura” - merendine confezionate, snack ecc… evitare possibilmente i cibi confezionati con aggiunta di conservanti.

    • Evitare possibilmente i lieviti, soprattutto quelli chimici.

    • Ridurre gli zuccheri semplici raffinati: pane, pasta, pizza, patate ecc

    • Evitare gli alcolici, le bibite zuccherate, i succhi di frutta zuccherati, il caffè e bevande eccitanti.

    • Evitare i formaggi salati e stagionati

    • Evitare gli insaccati

    • Il latte vaccino è meglio sostituirlo con altri tipi di latte (soia, avena, riso, mandorle ecc), ma se non si vuole sostituirlo, è utile ridurne l’assunzione (il lattosio è uno zucchero).

    • Lo yogurt è un alimento particolare. Ad alcuni candidati non dà disturbi, mentre ad altri si, quindi regolarsi in maniera individuale.

    • Frutta: evitare quella troppo zuccherina

    • Verdura: in fase acuta di candidosi sostituire quella che provoca disturbi evidenti con altri tipi tollerati.

    • Non bisogna soffrire la fame, bisogna mangiare a sazietà consumando a volontà i cibi consentiti.
    Ultima modifica di vvalesi; 15/07/2010 alle 11:45

  4. #4
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    I cibi consentiti sono tutti quelli che nel momento acuto della candidosi non provocano disturbi evidenti. Quindi bisogna osservare pazientemente le reazioni dell’organismo ad ogni alimento che introduciamo, perché su ciascuna persona possono causare reazioni totalmente diverse.

  5. #5
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    Alimentazione corretta

    Deve essere varia, con alimenti semi integrali o integrali e possibilmente biologici.

    • Consumare preferibilmente cibi freschi e possibilmente preparati al momento del consumo…

    • Legumi: consumare in base alla tolleranza personale: fagioli, ceci, piselli, lenticchie ecc . E’ consigliabile consumarli senza le loro bucce che potrebbero dare disturbi intestinali. Quindi è preferibile passarli al setaccio per eliminarle.

    • Consumare la carne un paio di volte alla settimana (le proteine animali acidificano l’organismo) dando la preferenza alle carni bianche, ma senza tuttavia abolire del tutto le altre.

    • Uova: una volta alla settimana, cucinate in maniera “leggera” (senza troppi grassi) Evitare le uova crude (contengono avidina, una sostanza che si lega alla vitamina H (biotina) formando un complesso non digeribile (fra l'altro i consumatori di grandi quantità di uova crude possono incorrere in carenza di vitamina H).

    • Insaccati: è meglio consumarli saltuariamente.

    • Latte: sostituire il latte vaccino con altri tipi di latte (di soia, di riso, d’avena, di mandorle ecc) oppure si può usare il latte di capra che risulta essere più digeribile.

    • Consumare il pesce circa tre volte alla settimana scegliendo possibilmente pesci di taglia piccola, come il pesce azzurro ad esempio. Per pesci di taglia grande come il tonno, il merluzzo, il pesce spada ecc, è meglio scegliere quelli pescati in mari “non inquinati”…

  6. #6
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    • Consumare formaggi saltuariamente dando la preferenza a quelli freschi o semistagionati, sempre in base alle tolleranze individuali.

    • Lo yogurt, se è ben tollerato si può consumarlo a seconda delle esigenze individuali, comunque meglio se magro e senza aggiunta di zuccheri. Si può aggiungere della frutta a pezzetti, eventualmente.

    • Frutta: preferire quella matura e di stagione, scegliendo quella meno zuccherina. La frutta è fonte di vitamine e minerali.

    • Verdure: consumare in abbondanza e soprattutto crude se non si hanno disturbi particolari all’intestino. Altrimenti introdurle gradatamente, dapprima in piccole quantità e poi aumentare le dosi in seguito. Le verdure alcalinizzano l’organismo.

    • Le bevande: bere acqua minerale non gassata e a basso residuo fisso. Le bibite, è meglio scegliere quelle non zuccherate. I succhi e le spremute di frutta è preferibile prepararle al momento del consumo.

    Tè: ottimo il tè Bancha ad esempio (un tè verde), che contiene pochissima teina (bancha significa “leggero”).

    Caffè: sarebbe meglio ridurne drasticamente il consumo, oppure sostituirlo con caffè d’orzo o altro, e anche qui la scelta può essere individuale.

    Vino: limitarsi a mezzo bicchiere ai pasti, se ben tollerato dall’organismo.

    Birra: limitarsi al consumo saltuario.

  7. #7
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    Malattie e alimentazione

    Vi è un ampio accordo nel mondo scientifico sul fatto che le malattie cronico – degenerative siano in rapporto con lo stile alimentare adottato dalle popolazioni industrializzate del mondo occidentale.
    In sintesi potremmo così delineare le principali caratteristiche di questo modello nutrizionale.

    Eccesso calorico, carenza di fibre grezze, eccesso di proteine e di grassi animali, eccesso di zucchero e di sale, presenza costante di additivi e di residui di coltivazione.

  8. #8
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    Eccesso calorico

    Le calorie in eccesso, causano sovrappeso ed obesità e sono strettamente collegai ad altre situazioni morbose. Stati di ansia e di insoddisfazione, carenze affettive e insicurezze, vengono spesso “compensati” con l’assunzione volontaria di cibo.

    La fretta nel mangiare – istituzionalizzata nel così detto “ fast-food”- affligge molti ed è diventata una molesta e dannosa abitudine che accompagna il sedersi a tavola. Ingoiare troppo velocemente il cibo, non masticando adeguatamente, impedisce al senso di sazietà - il grande controllore dell’appetito - di svolgere con efficacia e solerzia il suo lavoro.
    Il risultato? Almeno 300- 400 calorie introdotte in più ogni pasto per poter arrivare a sentirsi gradevolmente sazi. Infine lo scadimento qualitativo del cibo, legato al modo di produzione e di trasformazione industrializzata, comporta la necessità di aumentare il consumo, quasi a poter compensare in questo modo le effettive necessità di vitamine, minerali e di enzimi che, assieme ad altri componenti vitali, sono generalmente carenti negli alimenti tecnologici.

  9. #9
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    Carenza di fibre grezze

    Dopo gli studi di Burkitt, il chirurgo inglese che a metà degli anni 70 focalizzò l’importanza delle fibre nell’alimentazione, nessuno mette più in dubbio che il cibo debba apportare giornalmente anche una certa quantità di fibre vegetali. Ritenute utili fino a 30 anni fa, si è poi scoperto che la loro carenza è chiaramente correlata a malattie. Eppure, nonostante queste certezze, la maggior parte dei cereali è ancor oggi consumata in forma raffinata, povera di fibre. Occorre ricercare un maggior apporto di legumi e di semi oleosi (noci, mandorle, nocciole) in sostituzione delle proteine animali ed è necessario garantire un consumo regolare di cereali in forma integrale al posto di quelli raffinati.

  10. #10
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    Fibre

    Un maggior apporto di fibre nella alimentazione aiuta ad evitare malattie intestinali, appendiciti, diverticoliti, coliti e tumori intestinali.

    L'assunzione delle fibre agevola il transito intestinale. E' è bene consumare giornalmente cereali integrali, verdure, frutta, noci, semi, lenticchie, legumi.

    Le le fibre contenute nella frutta e nella verdura aiutano a rallentare l'assorbimento degli zuccheri nel sangue, favorendo un buon livello energetico.

    Le fibre contenute nei cereali aiutano a prevenire la stitichezza e la putrefazione dei cibi. Nella alimentazione quotidiana sarebbe bene evitare alimenti raffinati, bianchi e troppo cotti.

  11. #11
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    probiotici

    Il nostro sistema digestivo contiene centinaia di organismi vitali. Ci sono più di 400 specie batteriche che vivono nel tratto gastro-intestinale, costituendo un vero e proprio ecosistema. La salute della flora gastro-intestinale è essenziale non solo per il buon funzionamento dell'intestino, ma anche per rafforzare le naturali difese dell'organismo contro l'invasione di batteri e germi patogeni. E' per questo che le colture alimentari di probiotici, o batteri amici, sono un modo sano e senza effetti collaterali per aiutare l'intestino e per sostenere la vitalità delle nostre naturali difese. I probiotici come Bifidum, Rhamnosus, Acidophilus DDS-1, il ceppo di Acidophilus più resistente e vitale:
    • rigenerano la flora batterica intestinale
    • migliorano la digestione e l'assimilazione
    • aiutano nei casi di costipazione, diarrea, flatulenza, gonfiore
    • producono sostanze antimicrobiche e antibiotiche naturali
    • determinano la qualità del sangue
    • favoriscono l'assimilazione di calcio e altri importanti minerali
    • producono le vitamine del gruppo B, responsabili anche della qualità della pelle
    • promuovono la produzione di enzimi per la digestione dei latticini
    • rafforzano il sistema immunitario
    • aiutano a regolare il colesterolo

  12. #12
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    Eccesso di proteine e di grassi animali, di zucchero e di sale

    A partire dai primi anni ’50 sono avvenuti cambiamenti consistenti nella società italiana e anche le abitudini alimentari non potevano non accompagnare questa evoluzione. Purtroppo, molte delle variazioni quantitative hanno determinato, alla luce delle odierne conoscenze, un netto peggioramento dell’alimentazione: il consumo della carne è quadruplicato, quello dei grassi di condimento è aumentato di tre volte e lo zucchero, addirittura ha quintuplicato la sua presenza sulla tavola. Il sale, da parte sua, è introdotto in quantità eccessiva – anche 30 g. al giorno - e comunque nettamente superiore a quella consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (5 g al giorno) per non favorire l’insorgere di alcune patologie come l’ipertensione e l’insufficienza renale.

  13. #13
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    Presenza costante di additivi e di residui di coltivazione

    Per motivi essenzialmente economici, molti agricoltori e allevatori non hanno nessuno scrupolo nell’utilizzare sostanze chimiche (pesticidi, diserbanti, ormoni, antibiotici) che rimangono poi in parte nel prodotto finale. Gli effetti di questo subdolo inquinamento, si riflettono sul sistema immunitario. In ogni caso, questo modo di produrre dà come risultato non solo cibi inquinati, ma anche scadenti dal punto di vista organolettico e poveri di sostanze nutritive, specialmente in vitamine, minerali e proteine.
    Gli additivi alimentari, con funzione conservante o puramente “cosmetica”, potrebbero essere eliminati o di molto ridotti se l’industria alimentare migliorasse la tecnologia di trasformazione e utilizzasse materie prime di maggiore qualità.

  14. #14
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    acidosi

    Dopo un pasto, i nutrienti e le tossine derivanti dalla digestione, fluiscono nel tratto intestinale, nel sangue e nel sistema linfatico. Attraverso il processo di osmosi, i nutrienti e le tossine, si aprono anche il passaggio verso il citoplasma all’interno delle cellule organiche.
    Tutte le cellule hanno una caratteristica comune: il citoplasma ha una reazione alcalina (negativa) e il nucleo ne ha una acida (positiva). Ciò crea una differenza di potenziale elettrico tra il citoplasma e il nucleo. Questa differenza di potenziale elettrico determina la vitalità delle cellule.
    Se questo potenziale elettrico si riduce sotto un certo livello, la cellula si ammala ed eventualmente può anche morire.
    Quando il sangue porta con sé molte sostanze acide, per esempio le tossine, le stesse possono penetrare all’interno delle cellule e neutralizzare l’alcalinità del citoplasma.

    Secondo l’insegnamento di H. Reckeweg, fondatore della omotossicologia, tutti quei processi, quadri clinici e manifestazioni che noi chiamiamo malattie sono espressione della lotta dell’organismo contro le tossine, per renderle innocue e poi espellerle.

  15. #15
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    I dolori, le patologie e la distruzione delle cellule è dovuta ad un eccesso di acidità del sangue, causata dall’assunzione troppo elevata di proteine animali, ma anche di quelle vegetali.

    Quando il livello di tossine nel corpo raggiunge il massimo tollerabile, l’organismo inizia un’azione di pulizia manifestandosi sotto varie forme di disturbi.

    Una certa acidità nel corpo è necessaria alla vita, se non vi fosse, non ci potrebbe neppure essere la circolazione di energia lungo i nervi. E’ infatti necessaria una differenza di polarità elettrica affinché tale flusso possa aver luogo.

    Quando un’area diventa ammalata o danneggiata, avviene un’accelerazione di energia nei suoi confronti, perché il primo effetto di una malattia o di un danneggiamento è quello di aumentare il grado di acidità dell’area colpita. Con l’ aumento di acidità, cambia anche il potenziale di quell’area e questo fatto aumenta il flusso di energia proveniente dal cervello, e con essa, aumenta pure il flusso del sangue in arrivo.

  16. #16
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    La vita è possibile solo quando viene mantenuta una differenza di polarità elettrica tra cervello e altre parti del corpo.

    Si è scoperto che un’acidità eccessiva dipende quasi interamente da una dieta sbagliata, pertanto il rimedio sta in una alimentazione adeguata!

    Qualsiasi cosa che abbassa l’energia nervosa, preoccupazioni, fatica, emozioni super-irritative, rabbia, superlavoro, sovralimentazione, sovreccitamento, esposizione al freddo, malattia acuta, ecc. indebolisce la capacità di digerire bene i cibi, di assimilarli e di eliminare completamente le tossine dovute ai processi digestivi ed alle altre funzioni organiche.

    Si creano così fermentazioni e putrefazioni intestinali che possono a lungo andare compromettere la salute.

  17. #17
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    Buone e cattive abitudini

    Combinare correttamente gli alimenti che introduciamo nel nostro corpo è il primo passo per ristabilire un sano e corretto equilibrio alimentare.

    Molti pensano che migliorare la propria alimentazione significhi semplicemente ridimensionare o eliminare il consumo della carne, sostituire i cereali raffinati con quelli integrali, eliminare lo zucchero a favore del miele, non consumare cibi artificiali o denaturati.
    Tutto questo è indispensabile. Eppure molte volte i gonfiori addominali, le digestioni lunghe e difficili, la stitichezza, i bruciori di stomaco, le emorroidi, continuano imperterriti ad affliggere lo sfortunato e – volonteroso - paziente. Dove sta il problema?

  18. #18
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    Le combinazioni alimentari

    Molto probabilmente nella insufficiente attenzione che si presta nel combinare, all’interno dei pasti quotidiani, i diversi alimenti nel modo giusto. La digestione risulta lunga, difficoltosa e incompleta. Residui di cibo non ben digerito innescano facilmente nell’intestino processi fermentativi e putrefattivi durante i quali si sviluppano gas e altre sostanze tossiche.

    La diffusione, più o meno intensa, di questi prodotti nel corpo, coincide con l’indebolimento delle difese organiche e richiede successivamente un impegno notevole degli organi di depurazione, fegato e reni innanzitutto.

    La temperatura addominale interna aumenta in modo eccessivo, proprio per la congestione sanguigna necessaria per superare l’ostacolo digestivo e favorisce così il proliferare di germi patogeni.

    Tutti gli elementi fin qui ricordati sono all’origine non solo di disturbi riferibili propriamente alla funzione digestiva , alla cefalea, alla sonnolenza postprandiale, alla bocca impastata alle eruttazioni acide, dai gonfiori addominali alla stitichezza e alla diarrea... ma anche di patologie che colpiscono organi apparentemente non collegati all’addome come il naso (raffreddori), gola (tonsilliti, faringiti), l’orecchio (otiti), l’apparato genitale e urinario (vaginiti e cistiti)

  19. #19
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    Associazioni alimentari da evitare

    Tali regole sono molto utili ha chi ha difficoltà digestive e a chi si sente intossicato da irregolarità alimentari. Ne trarrà particolare giovamento chi desideri perdere alcuni chili e si senta la necessità di riequilibrare le proprie funzioni digestive

  20. #20
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    NON ASSOCIARE cibi proteici e cibi amidacei

    Come per esempio: carne e pasta.
    Lo scopo è agevolare il lavoro dello stomaco nella digestione proteica, impedendo l’assorbimento di enzimi digestivi che vi transitano contemporaneamente. A loro volta, gli amidi, in assenza di alimenti fortemente proteici, non incontrerebbero un ambiente troppo acido, utile agli alimenti carnei, ma ad essi sfavorevole.

    NON ASSOCIARE alimenti proteici diversi

    Per esempio : carne e latte, latte e uova, uova e formaggi e così via.
    Le esigenze digestive sono diverse e il latte, in particolare, ostacola la digestione di altre proteine, coagulando nello stomaco.

    NON ASSOCIARE cibi amidacei o cibi proteici con sostanze acidule

    Quali aceto, limone, bevande zuccherate e acidule, come cole e succhi di frutta.
    L’acidità di queste sostanze ostacola sia la digestione degli amidi, che richiedono un alimento alcalino, sia la digestione delle proteine, perchè inibisce la secrezione di acido cloridrico dello stomaco.

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