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| Candida Albicans Esperienze, informazioni, chiarimenti, consigli e rimedi per aiutarci a risolvere in modo naturale questo problema di salute che oggi riguarda moltissime pesone. |
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#15
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Gardnerella vaginalis
La Gardnerella vaginalis è un comune abitante della flora vaginale. Anche qui la differenza fra malattia e la semplice colonizzazione la fa la carica batterica.
Quando una donna ha la vaginosi batterica da G. vaginalis e si cura, la stessa puo' essere reintrodotta dal partner. Nel tampone uretrale maschile ricercheremo sempre anche G. vaginalis, ma come detto, se la carica reintrodotta è bassa la paziente tornerà asintomatica. Che cosa determina la moltiplicazione di G. vaginalis in concentrazioni cosi' abnormi? Inanzitutto quando diciamo "sviluppo di G. vaginalis", ossia quando osserviamo quei quadri impressionati di flora batterica Gram variabile abbondante concentrata intorno o sopra le cellule epiteliali ("clue cells"), senza l'apparente presenza e di Lattobacilli e di leucociti (da qui la distinzione fra vagin-ite e vagin-osi), non solo è presente G. vaginalis ma anche una abbondante flora anaerobia stretta. La cura a base di Flagyl (metronidazolo) eradica l'infezione nel 75-80% dei casi ma solo il 15-22% dei ceppi di G. vaginalis sono sensibili al metronidazolo!
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#16
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Questo significa che il metronidazolo agisce soprattutto sulla flora anaerobica concomitante e che la vaginosi da G. vaginalis è in verità una vaginosi da G. vaginalis-anaerobi.
Non sappiamo ancora cosa determina la vaginosi da G. vaginalis-anaerobi . Sicuramente c'è un calo della concentrazione dei lattobacilli H202 produttori e acido produttori, che determina la crescita degli altri costituenti della flora vaginale. Il cambiamento nel potenziale redox (o ossidoriduzione, è la capacità della molecola dell’acqua di assorbire ioni dalle sostanze in essa disciolte. questo “assorbimento” consiste in uno spostamento di elettroni da uno ione all’altro. In pratica: l'ossidazione è la diminuzione della carica negativa, mentre la riduzione è l' aumento della carica negativa; quindi: diminuizione o aumento degli elettroni) dell'ambiente, favorisce la flora batterica anaerobica che determina la proteolisi e un ambiente che si allontana dal pH normale di 4.5. La forte produzione di ammine e il pH alacalino contribuisce al problema "odore" della vaginosi con una debole irritazione (piu' pronunciata nel caso di vaginite). Cosa determina l'inibizione della risposta leucocitaria, non è noto.
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#17
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Streptococco gruppo B
Lo streptococco B è normalmente presente nella vagina e nel basso intestino del 15-20% delle donne sane.
Anche se raramente (2-5 casi su 1000 nati da madre portatrice) questo germe sembra comunque essere il principale responsabile di serie infezioni nel neonato che può venire a contatto con il microrganismo attraverso il canale del parto. Studi epidemiologici hanno dimostrato che il 2,3-28% delle donne gravide è colonizzato da SGB (Streptococco del gruppo B - Streptococcus agalactiae ) a livello rettale e/o vaginale; esse in genere sono asintomatiche. Alla nascita il 40-70% dei neonati, nati da donne colonizzate, riceve il microorganismo dalla madre, ma solamente l'1-2% di queste partorirà bambini con malattia clinicamente evidente, mentre nel 40-70% dei casi il neonato presenterà un'infezione asintomatica. Neonati partoriti da donne pesantemente colonizzate hanno maggiore probabilità di essere contaminati.
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#18
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Gli SGB hanno l'abilità di inibire la concomitante flora gram positiva e gram variabile.
Lo streptococco B è un germe gram + che di solito si trova nelle prime vie aeree ed è responsabile della malattia reumatica. L'antibiotico a cui è più sensibile è l’ AMPICILLINA (una penicillina). Recentemente la clindamicina al 2% per uso topico avrebbe dato risultati migliori.
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#19
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Lactobacillus species
I lattobacilli sono normali abitanti della flora batterica delle donne in età fertile. Vi sono piu' specie del genere Lactobacillus. Le due specie piu' comuni sono Lactobacillus acidophilus e L. fermentum. Piu' di una specie è presente.
Sappiamo che i lattobacilli inibiscono la replicazione di G. vaginalis e anaerobi (Mobiluncus species, Bacteroides species, Peptostreptococcus species). L'inibizione è attribuita alla produzione di acidi organici che mantengono un pH acido <4.5. Il loro livello è correlato al tasso di estrogeni.
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#20
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Anche la produzione di H202 è un meccanismo di antagonismo forse superiore alla produzione di acidi organici.
Quando troviamo lattobacilli nei casi di vaginosi da G. vaginalis-anaerobi, l'89% dei ceppi è H202 negativo. Lo stesso non vale in caso di riscontro di altro tipo di flora batterica. In genere il riscontro di una flora batterica mista è comune in donne sessualmente attive, mentre nelle giovani adolescenti troviamo praticamente solo lattobacilli. Oltre a una terapia antibiotica , vi sono ceppi di streptococchi che inibiscono naturalmente la flora lattobacillare. I Lattobacilli sono un insieme di specie di bastoncelli gram-positivi, catalasi-negativi , immobili, vancomicina resistenti che possono essere H2O2 produttori o meno. La produzione di H2O2 è un fattore microbicida verso molte specie batteriche ma non verso Candida.
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#21
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La flora batterica vaginale è dunque un modello eccellente di come l'ambiente microbiologico possa vincere la virulenza di una specie batterica e impedire la malattia.
Affinchè la malattia avvenga, i batteri esogeni o endogeni che posseggono dei requisiti genetici di patogenicità, devono prima raggiungere concentrazioni elevate. Sebbene la flora lattobacillare è la chiave di questa inibizione, quando sono dominanti in numero, la loro abilità nel governare l'ecosistema vaginale è influenzato a sua volta da fattori esterni e da altre specie batteriche del tratto genitale femminile.
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#22
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Escherichia coli
La colonizzazione in alta carica dell'intro.ito vaginale da parte delle enteroibatteriacee (Escherichia coli, Klebsiella ecc.) nonchè di Enterooccus faecalis, è un fattore predisponente di infezione urinaria nelle donne.
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#23
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Trichomonas vaginalis
Inconfondibili quando osservati a fresco, entro mezzora dal prelievo, mantenendo il tampone a caldo in circa 0.5 ml di soluzione fisiologica. Hanno una dimensione che è piu' del doppio di un leucocita (10-14 micron). Il quadro di una trichomoniasi si può paragonare a un campo di battaglia: l'infezione provoca povertà di cellule epiteliali di desquamazione, pochi lattobacilli, molti leucociti. E' fra di essi che va ricercata la "bestia". L'occhio esperto la scova anche quando è immobile.
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#24
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Cistite
La cistite è un'infezione batterica delle basse vie urinarie. Ne soffrono maggiormente le donne per la loro particolare conformazione anatomica, ma tali infezioni sono frequenti anche nell'uomo.
La forma acuta, di solito insorge improvvisamente con sintomi di stimolo frequente a urinare, bruciori durante la minzione e dolore al termine della minzione. Talvolta è presente anche del sangue nelle urine. Senso di peso nella zona bassa dell'addome, e presenza di febbre più o meno alta. L'urina può avere un 'odore di ammoniaca dovuta alla reazione chimica di alcuni batteri. Nella forma cronica i sintomi sono gli stessi della forma acuta, ma di solito meno intensi, più prolungati nel tempo e con tendenza alle recidive.
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#25
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Fattori dietetici nella prevenzione delle infezioni del tratto urinario nelle donne
Poiché le infezioni del tratto urinario sono causate da batteri presenti nelle feci, è possibile influenzare il rischio di contrarre le infezioni del tratto urinario, modificando la composizione della flora batterica delle feci attraverso l’assunzione di particolari cibi.
La frequente assunzione di succhi di frutta freschi e di prodotti fermentati del latte, contenenti batteri probiotici, è risultata associata ad una riduzione del rischio di recidive di infezioni del tratto urinario.
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#26
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Luna di miele e/o primi rapporti
I vecchi medici lo sapevano bene: i primi rapporti, che una volta avvenivano per l’appunto in luna di miele, potevano associarsi alle prime cistiti della vita. Oggi questo può succedere nell’adolescenza, in occasione dei primi rapporti sessuali, oppure dopo un lungo periodo di castità, come può accadere dopo una separazione o una vedovanza.
Le ragioni? Un’insufficiente lubrificazione, per esempio, perché l’eccitazione non è al massimo. E/o perché si avverte dolore alla penetrazione. Il dolore è infatti il più potente inibitore riflesso della lubrificazione vaginale e della congestione genitale associata appunto all’eccitazione
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#27
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Alcuni suggerimenti utili
Alcune donne soffrono di cistite recidivante (frequente ripetersi di episodi di cistite), anche se di solito non si riesce ad individuare la causa di questo fenomeno.
Per cercare di migliorare la situazione si consiglia di urinare dopo ogni rapporto, di bere parecchio per diluire l'urina, e di prendere per 1 settimana al mese dei fermenti lattici. I fermenti lattici infatti migliorano l'equilibrio della flora batterica intestinale, dalla quale provengono i batteri che infettano la vescica. Sembra che anche l'estratto di mirtillo rosso e la tintura madre di uva ursina possano migliorare la situazione se presi con regolarità. Esiste anche un preparato con questi due rimedi naturali in combinazione.
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#28
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L’impiego del profilattico
Può favorire la cistite perché il lattice di cui il preservativo è costituito può causare, in donne predisposte, un’irritazione “da contatto” nella delicata mucosa vaginale. Questa irritazione, alterando la flora batterica locale, crea un habitat favorevole alla moltiplicazione di germi aggressivi. Si possono pertanto utilizzare, per salvaguardare la flora batterica vaginale, dei gel che hanno una blanda azione lubrificante e ripristinano il giusto grado di acidità (ph) a livello della mucosa. L’azione lubrificante è utile perché evita le irritazioni da “sfregamento”, responsabili della cosiddetta “cistite da viaggio di nozze”, cioè dovuta a rapporti sessuali frequenti e vigorosi.
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