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| Candida Albicans Esperienze, informazioni, chiarimenti, consigli e rimedi per aiutarci a risolvere in modo naturale questo problema di salute che oggi riguarda moltissime pesone. |
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#1
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Link in continuo aggiornamento ...
![]() Riepilogo di quanto è stato detto nella discussione "Candida Albicans" Abbiamo parlato di: Cistite, Vestibolite, Diabete, Prostatite, Balanopostite. Ureaplasma Urealiticum, Gardnerella vaginalis, Streptococco beta emolitico B, Escherichia coli, Chlamidia
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Ultima modifica di anna1401; 07/09/2007 alle 15:27 |
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#2
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L'ambiente vaginale
La vagina (descrizione)
Canale elastico, lungo circa 10 cm, che va dalla vulva verso la pelvi, dirigendosi in alto e posteriormente. L'ingresso della vagina è solitamente chiuso dalla apposizione delle piccole labbra e potrebbe o meno essere parzialmente occluso dall'imene. Alla sua estremità superiore termina a fondo cieco come una volta nella quale protrude la parte vaginale della cervice; le aree intorno alla portio sono rappresentate dai fornici anteriore, posteriore e due laterali. La vagina ha una parete muscolare, avvolta da una guaina elastica ed è capace di una enorme dilatazione, rappresentando il tratto finale del canale del parto. Dopo il parto è presente una certa lassità dei suoi tessuti. Internamente è rivestita da un sottile epitelio stratificato che non ha funzioni secretive. Il fluido vaginale è formato dal secreto delle ghiandole cervicali e dalla trasudazione di fluido dall'epitelio vaginale; questo fluido è acido, in particolare quando sono attivi gli ormoni ovarici, e cioè dalla pubertà alla menopausa, fornendo così una certa protezione contro le infezioni ascendenti (Vaginiti, Vaginosi, Vaginismo). Il canale vaginale è rivestito da un epitelio che è sotto il controllo del ciclo ormonale femminile divenendo periodicamente idoneo al transito degli spermatozoi.
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#3
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La vagina è l'organo femminile dell'accoppiamento, un canale ”virtuale” che si distende durante i rapporti sessuali ed è situata tra la vulva e il collo dell'utero. Ha una lunghezza che nella donna adulta varia tra 7 e 12 cm, delimitata all'esterno dall'imene e in alto dalla cupola vaginale sulla quale si inserisce il collo dell'utero. All'interno è rivestita da una mucosa priva di ghiandole proprie ma che subisce ugualmente modificazioni durante le varie fasi del ciclo. Il liquido che si forma nel canale vaginale (chiamato fluor) è generato dalla trasudazione dei vasi che la circondano e in parte dalle ghiandole del canale cervicale.
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#4
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I genitali esterni femminili (descrizione)
Sono composti dal monte di Venere (il tessuto che sovrasta il pube), le grandi e piccole labbra che racchiudono l'ingresso della vagina e il clitoride, tutti ben visibili dall'esterno. La fossetta navicolare è la parte racchiusa tra le labbra verso l'ano, invece anteriormente alla vagina sbuca l'uretra (il canale che porta l'urina all'esterno). Le ghiandole del Bartolini, che producono un liquido lubrificante molto utile durante i rapporti sessuali, sono nascoste sotto le grandi labbra e sbucano alla base delle piccole labbra. L'imene è una membrana mucosa che occlude parzialmente l'ingresso della vagina.
Questa dettagliata descrizione è importante per una chiara comprensione dei fenomeni fisiologici che si svolgono a livello delle strutture menzionate e per capire meglio il significato dei termini impiegati per le singole patologie. Spesso, e non solo tra le donne, l'ambiente vaginale viene confuso con quello dei genitali esterni quando, ad esempio, si parla di flora saprofitica (rappresentata dai bacilli che normalmente risiedono in vagina) e di pH (grado di acidità) dei genitali.
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#5
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Il pH che cos’è?
Per pH (Potenziale di Hidrogeno) si intende il valore acido o basico (alcalino) di una qualsiasi sostanza, ed è misurato da una scala che parte da 0 ed arriva a 14. Il 7 indica valore neutro.
Partendo dal 7, man mano che ci si avvicinerà verso lo 0, la sostanza misurata diventerà sempre più acida. Partendo dal 7, man mano che ci si avvicinerà verso il 14, la sostanza misurata diventerà sempre più alcalina. Il pH vaginale in condizioni normali di una donna in età fertile, è compreso tra 3,5 - 4,5. (acido) Il ciclo mestruale tende ad abbassarlo facendolo diventare più acido. Quando si dice di alcalinizzare (o basicizzare) l’ambiente troppo acido, si intende di farlo diventare un po’ meno acido. Nell'infanzia e dopo la menopausa il pH vaginale è più elevato perché i lattobacilli sono presenti in minore quantità. Il sangue ha un valore intorno a 7,4 (leggermente alcalino o basico) Il liquido seminale ha un valore attorno a 7,8 – 8 (più alcalino o basico) pH nell’intestino : leggermente acido nel duodeno, neutro nel tenue a basico nel colon.
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#6
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Il pH può essere misurato in vari modi
Il più semplice è quello con la cartina al tornasole che impiega una semplice scala graduata di colori per vedere il grado di acidità o basicità di una determinata secrezione. È già noto sin dal lontano 1837 che il pH della vagina è tendenzialmente acido (ed è compreso tra 3,5 e 4,5) ma la sua intensità varia durante le fasi del ciclo ormonale ed è diverso al momento della nascita rispetto alla pubertà, l'età fertile e la menopausa.
Il valore di pH in ogni momento è determinato dalla mescolanza delle sostanze che compongono il fluor vaginale, che ha una funzione di lubrificazione e di difesa verso gli agenti infettivi. Si pensa che l'acidità sia dovuta con ogni probabilità alla trasformazione del glicogeno - uno zucchero contenuto nelle cellule della mucosa vaginale - in acido lattico da parte dei lattobacilli (anche chiamati bacilli di Döderlein o lattobacilli acidofili), che nell'insieme rappresentano i principali (ma non gli unici!) costituenti della flora fisiologica vaginale e sono i più importanti responsabili della difesa dell’ambiente vaginale.
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#7
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Quando i bacilli di Döderlein vengono sopraffatti ...
cambia il pH vaginale, i germi patogeni prevalgono e si instaurano le infezioni. Oggi si parla più di ecosistema vaginale, concetto che esprime meglio l’interazione tra gli organismi e l’ambiente i cui essi vivono e si pensa che vi siano cambiamenti nel corso delle varie fasi della vita della donna, dalla nascita alla menopausa. A livello dei genitali esterni il pH è circa 4.3 e sono presenti gli stessi germi che si trovano a livello degli altri distretti cutanei del corpo, come lieviti (pityrosporum ovale e candida albicans) e batteri sia aerobi (stafilococchi, micrococchi che possono vivere in ambiente ricco di ossigeno o aerobio) che anaerobi (propionibacterium acnes che vive in anaerobiosi, cioè in assenza di ossigeno).
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#8
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"Resistenza alla colonizzazione"
Come è ben noto, in condizioni di normalità, la mucosa vaginale è "abitata" da una flora di microrganismi ricca e variabile, molto spesso tessuto-specifica. Questa flora microbica può essere adeguatamente suddivisa in due categorie: la flora "residente" che è quasi invariabilmente presente e, se alterata, può essere ripristinata; e una flora "transitoria" che, al contrario, può colonizzare l'ospite per brevi periodi, anche se tende ad essere eliminata dalla competizione dei microrganismi residenti o dai meccanismi di difesa dell'ospite. La flora transitoria può essere composta anche da microrganismi potenzialmente patogeni, ma questa eventualità è comunque poco comune in soggetti in piena salute.
Ad ogni modo, la flora normale vaginale rappresenta un'efficace barriera che diminuisce la probabilità di colonizzazione delle superfici dell'ospite da parte dei microrganismi patogeni (fenomeno detto "resistenza alla colonizzazione").
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#9
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Trasmissioni sessulai
Batteri (Chlamydia, Gonococco), protozoi (Trichomonas), funghi (Candida) e virus (herpes, HIV): sono questi i principali responsabili delle infezioni urogenitali, che vengono trasmesse principalmente, anche se non esclusivamente, attraverso i rapporti sessuali.
Lo sviluppo di questi microrganismi sono favoriti da alterazioni dei comuni meccanismi di difesa e, in particolare, dalle variazioni del pH vaginale causato da variazioni ormonali, gravidanza e attività sessuale.
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#10
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L'ecosistema vaginale
è talmente complesso che il suo studio porta immancabilmente a rivedere i nostri concetti su cioè che significa "malattia infettiva" e "batterio patogeno".
Patogeno: un microrganismo che possiede geneticamente un fattore che, quando espresso, causa malattia. In genere si pensa alle malattie infettive come dovute a una causa mono-microbica. Dato un microrganismo patogeno ("agente eziologico") è data una malattia infettiva. Esempi classici di questo concetto sono le malattie causate da N. gonorrhoeae, Treponema pallidum, Vibrio cholerae, Bacillus anthracis ecc. Distinguiamo nell'ecosistema vaginale la presenza di una : *flora esogena:Trichomonas vaginalis, Streptococcus pyogenes gruppo A, Listeria monocytogenes, Haemophilus influenzae. *flora endogena: Gardnerella vaginalis, Streptococco gruppo B, Escherichia Coli, Enterococcus spp., Candida albicans
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#11
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Se guardiamo ai nomi che compongono la flora esogena che possiamo isolare da un secreto vaginale, possiamo pensare che la mera presenza di una specie potenzialmente patogena costituisca indice di malattia . Sebbene questi microrganismi hanno la potenzialità di determinare una malattia nell'area vagino-cervicale, non sempre è cosi'.
Invece spesso sono i batteri della flora endogena, cosidetta commensale , che possono determinare disturbi. Theobald Smith: introduce l'idea che la malattia infettiva è il risultato di un legame fra virulenza microbica, carica batterica, e difese immunologiche dell'ospite Robert Koch con il terzo e quarto dei suoi famosi postulati introduce la sperimentazione animale quale modello per dimostrare la causa monomicrobica di una malattia infettiva. Ma per riprodurre la malattia infettiva negli animali da esperimento, si dovette forzarne il microambiente .Questo dimostro' nel modello sperimentale animale che solo un cambiamento nel micro- ambiente ricettivo riproduce l'infezione umana nell'animale.
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#12
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Anche la flora endogena normale dell'ecosistema vaginale puo' causare i sintomi della malattia se l'ecosistema viene in qualche modo modificato.
Di contro i microrganismi della flora esogena possono essere presenti nel tratto genitale femminile, senza causare sintomi. I microrganismi della flora endogena possono causare disturbi quando prendono il sopravvento nell'ecosistema vaginale. In teoria se un fattore di virulenza è costitutivo, il numero dei batteri presenti (la carica) determina la quantità di virulenza che serve a promuovere l'infezione. Poichè nell'ecosistema vaginale vi sono specie batteriche antagoniste, cio' normalmente non avviene.
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#13
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Candida albicans
Come già detto, è un componente normale della flora vaginale senza percio' che causi sintomi. La candida è un lievito (grande almeno 3, 4 volte un batterio) che ha il suo habitat normale nell'intestino. In determinate condizioni quali la pubertà o la gravidanza c'è un aumento della colonizzazione della Candida.
Il livello di estrogeni è correlato alla colonizzazione di Candida. Anche il livello dei lattobacilli è correlato agli estrogeni nel senso che la carica di Lactobacillus species aumenta durante la gravidanza assieme alla carica di Candida. L'aumento della carica del lievito , dovuta a fattori microbiologici e/o fisiologici, aumenta la probabilità che si instaurino i sintomi della infezione specie quando si manifesta la forma virulenta del lievito (le pseudoife), altrimernti la Candida è un semplice commensale.
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#14
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L'uso e l'abuso di Difluconazolo nella cura di una "supposta" vaginite da Candida ha selezionato quelle specie di Candide che sono naturalmente resistenti agli imidazoli quali Candida glabrata e Candida krusei (quest'ultima facilmente riconoscibile dalle cellulelievitiformi a forma di tronconcino).
Quando i lattobacilli vengono eliminati da una terapia antibiotica, la Candida prende il sopravvento. Approffitta di un vuoto nell'ecosistema vaginale. Cio' suggerisce che c'è un effetto antagonista di Lactobacillus species sul lievito. Inoltre poichè una vaginite è sinomino di infezione - infiammazione noteremo la presenza dei leucociti.
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