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Discussione: (indice e riepilogo) Candida - MALATTIE CORRELATE

  1. Registrato da
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    La flora batterica vaginale è dunque un modello eccellente di come l'ambiente microbiologico possa vincere la virulenza di una specie batterica e impedire la malattia.

    Affinchè la malattia avvenga, i batteri esogeni o endogeni che posseggono dei requisiti genetici di patogenicità, devono prima raggiungere concentrazioni elevate.

    Sebbene la flora lattobacillare è la chiave di questa inibizione, quando sono dominanti in numero, la loro abilità nel governare l'ecosistema vaginale è influenzato a sua volta da fattori esterni e da altre specie batteriche del tratto genitale femminile.

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    Escherichia coli

    La colonizzazione in alta carica dell'intro.ito vaginale da parte delle enteroibatteriacee (Escherichia coli, Klebsiella ecc.) nonchè di Enterooccus faecalis, è un fattore predisponente di infezione urinaria nelle donne.

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    Trichomonas vaginalis

    Inconfondibili quando osservati a fresco, entro mezzora dal prelievo, mantenendo il tampone a caldo in circa 0.5 ml di soluzione fisiologica. Hanno una dimensione che è piu' del doppio di un leucocita (10-14 micron). Il quadro di una trichomoniasi si può paragonare a un campo di battaglia: l'infezione provoca povertà di cellule epiteliali di desquamazione, pochi lattobacilli, molti leucociti. E' fra di essi che va ricercata la "bestia". L'occhio esperto la scova anche quando è immobile.

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    Cistite

    Escherichia coli
    La colonizzazione in alta carica dell'intro.ito vaginale da parte delle enteroibatteriacee (Escherichia coli, Klebsiella ecc.) nonchè di Enterooccus faecalis, è un fattore predisponente di infezione urinaria nelle donne.

    La cistite è un'infezione batterica delle basse vie urinarie. Ne soffrono maggiormente le donne per la loro particolare conformazione anatomica, ma tali infezioni sono frequenti anche nell'uomo.

    La forma acuta, di solito insorge improvvisamente con sintomi di stimolo frequente a urinare, bruciori durante la minzione e dolore al termine della minzione. Talvolta è presente anche del sangue nelle urine. Senso di peso nella zona bassa dell'addome, e presenza di febbre più o meno alta. L'urina può avere un 'odore di ammoniaca dovuta alla reazione chimica di alcuni batteri.

    Nella forma cronica i sintomi sono gli stessi della forma acuta, ma di solito meno intensi, più prolungati nel tempo e con tendenza alle recidive.
    Ultima modifica di anna1401; 14/05/2018 alle 22:03

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    Fattori dietetici nella prevenzione delle infezioni del tratto urinario nelle donne

    Poiché le infezioni del tratto urinario sono causate da batteri presenti nelle feci, è possibile influenzare il rischio di contrarre le infezioni del tratto urinario, modificando la composizione della flora batterica delle feci attraverso l’assunzione di particolari cibi.

    La frequente assunzione di succhi di frutta freschi e di prodotti fermentati del latte, contenenti batteri probiotici, è risultata associata ad una riduzione del rischio di recidive di infezioni del tratto urinario.

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    Luna di miele e/o primi rapporti

    I vecchi medici lo sapevano bene: i primi rapporti, che una volta avvenivano per l’appunto in luna di miele, potevano associarsi alle prime cistiti della vita. Oggi questo può succedere nell’adolescenza, in occasione dei primi rapporti sessuali, oppure dopo un lungo periodo di castità, come può accadere dopo una separazione o una vedovanza.
    Le ragioni? Un’insufficiente lubrificazione, per esempio, perché l’eccitazione non è al massimo. E/o perché si avverte dolore alla penetrazione.
    Il dolore è infatti il più potente inibitore riflesso della lubrificazione vaginale e della congestione genitale associata appunto all’eccitazione

  8. Registrato da
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    Alcuni suggerimenti utili

    Alcune donne soffrono di cistite recidivante (frequente ripetersi di episodi di cistite), anche se di solito non si riesce ad individuare la causa di questo fenomeno.

    Per cercare di migliorare la situazione si consiglia di urinare dopo ogni rapporto, di bere parecchio per diluire l'urina, e di prendere per 1 settimana al mese dei fermenti lattici. I fermenti lattici infatti migliorano l'equilibrio della flora batterica intestinale, dalla quale provengono i batteri che infettano la vescica.

    Sembra che anche l'estratto di mirtillo rosso e la tintura madre di uva ursina possano migliorare la situazione se presi con regolarità. Esiste anche un preparato con questi due rimedi naturali in combinazione.

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    L’impiego del profilattico

    Può favorire la cistite perché il lattice di cui il preservativo è costituito può causare, in donne predisposte, un’irritazione “da contatto” nella delicata mucosa vaginale. Questa irritazione, alterando la flora batterica locale, crea un habitat favorevole alla moltiplicazione di germi aggressivi. Si possono pertanto utilizzare, per salvaguardare la flora batterica vaginale, dei gel che hanno una blanda azione lubrificante e ripristinano il giusto grado di acidità (ph) a livello della mucosa. L’azione lubrificante è utile perché evita le irritazioni da “sfregamento”, responsabili della cosiddetta “cistite da viaggio di nozze”, cioè dovuta a rapporti sessuali frequenti e vigorosi.

  10. Registrato da
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    fattori predisponenti di origine genetica

    Sembra inoltre che la maggiore suscettibilità di alcune donne alle cistiti recidivanti vada ricercata in fattori predisponenti di origine genetica che aumenterebbero le possibilità di adesione dei batteri alla parete vescicale. Questo spiegherebbe perchè solo alcune donne sviluppano tale malattia mentre quasi tutte sono esposte ad una o più delle possibili cause di essa.
    Questa "predisposizione genetica" fa venire meno uno o più fattori di difesa normalmente presenti nell'apparato urinario umano.

  11. Registrato da
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    fattori di difesa

    Tra questi ricordiamo:
    - la presenza di sostanze chiamate "glicosamminoglicani " che impediscono l'adesione dei batteri patogeni alla parete vescicale;
    - la presenza in normale quantità di batteri non patogeni (lattobacilli, gram-positivi, ecc.) nella vagina e nella zona periuretrale che impediscono la crescita dei ceppi patogeni;
    - l'acidità (pH acido) dell'ambiente vaginale e dell'urina ostacola la proliferazione dei batteri responsabili delle cistiti;
    - la presenza nelle urine di una proteina renale (proteina di Tamm-Horsfall) che ha la funzione di impedire l'adesione batterica alla parete vescicale e di intrappolare i batteri eventualmente presenti così da poter essere eliminati con l'emissione dell'urina;
    - la presenza di immunoglobuline (anticorpi) specifiche sulla parete vescicale costituiscono una valida barriera alla colonizzazione da parte dei batteri.

  12. Registrato da
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    Fattori di rischio

    L'alterazione o la soppressione di uno o più di questi fattori fa aumentare il rischio di infezioni ricorrenti.
    Altri fattori di rischio sono l'età, il trauma meccanico rappresentato dai rapporti sessuali favorisce la risalita della flora patogena nell'uretra; l'uso del diaframma e delle creme spermicide può provocare alterazioni del pH vaginale e quindi della normale flora batterica della vagina; un prolasso uterino o vescicale può avere come conseguenza l'incompleto svuotamento della vescica che può favorire l'insorgenza delle cistiti; stessa cosa si può dire nei casi di vescica neurologica conseguente a sclerosi multipla, diabete, para-tetraplegia ecc; si può riscontrare una aumentata suscettibilità alle infezioni vescicali ricorrenti in tutte le condizioni di immunosoppressione (terapia cortisonica prolungata, chemioterapia ecc); infine va ricordato che la calcolosi delle vie urinarie è frequentemente associata ad infezione urinaria.

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    D-mannosio, una sostanza naturale estratta dal legno del larice, utile per curare le cistiti dovute a infezione da Escherichia coli.

    (segnalazione a titolo informativo)

    Medicina Tradizionale Cinese

    Secondo la Medicina Tradizionale Cinese VESCICA e RENE appartengono alla stessa loggia energetica, sono correlati all'elemento ACQUA, stagione INVERNO, e al sentimento della PAURA, ai DENTI (che possiamo battere per il freddo e la paura), alle OSSA, al sapore SALATO; al SURRENE, la cui reazione adrenergica e corticale ci permette di gestire la reazione del "fly or fight"; alla ghiandola PINEALE, attivata dall'oscurità e dall'inverno. Il liquido corporeo correlato sono le URINE.
    (dr. Valesi)
    Ultima modifica di francyfre; 27/01/2012 alle 10:43

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    Vestibolite vulvare

    Che Cos'è La Vestibolite Vulvare?

    È un'infiammazione cronica della mucosa del vestibolo vulvare, definita da tre sintomi e segni: variabile rossore del vestibolo (entrata della vagina); bruciore e dolore intenso, soprattutto in due punti, collocati alle ore 5 e alle ore 7, se si considera l'entrata vaginale come il quadrante di un orologio; dolore durante i rapporti (dispareunia).

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    Da Cosa È Caratterizzata?

    Dall'iperattività di tre sistemi cardinali per la salute, primo fra tutti del sistema immunitario locale e, in particolare del mastocita, una cellula di difesa che produce sia le sostanze che mediano l'infiammazione dei tessuti locali, causando bruciore, dolore, rossore, gonfiore e limitazioni funzionali, sia le sostanze che fanno proliferare le fibre nervose del dolore nella zona colpita.

    - L'iperattività del mastocita è causata da diversi stimoli, detti "agonisti", tra cui: le infezioni da Candida, un fungo oggi in grande crescita a causa dell'eccessivo uso di antibiotici, da Gardnerella o da germi misti;

    - l'irritazione del vestibolo dalle secrezioni vaginali che non evaporano a causa di salvaslip sintetici impermeabili;

    - i microtraumi meccanici, tra cui il rapporto sessuale in condizioni di secchezza vaginale, e/o quando il muscolo elevatore è contratto e/o quando la mucosa è già irritata.

    - Possono infiammare la mucosa del vestibolo anche un vestiario inadeguato che causi microabrasioni (tanga, jeans attillati), specie se la mucosa è già più vulnerabile e fragile a causa dell'infiammazione cronica, o sport (come ciclismo o equitazione), che causano una riduzione del flusso sanguigno e/o irritazioni nella zona genitale;

  16. Registrato da
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    gli estrogeni, perché l'infiammazione peggiora in fase premestruale);

    alcune sostanze chimiche, che provocano allergia, spesso contenute in detergenti inappropriati.

  17. Registrato da
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    Fattori Biologici

    a) I fattori predisponenti:
    1) una ipersensibilità del sistema del dolore, che facilita il cronicizzarsi del problema;
    2) un imene rigido, fibroso, che rende traumatico ogni tentativo di rapporto. Questa causa fisica è in gioco quando la vestibolite compare poco dopo l’inizio della vita sessuale

    b) I fattori precipitanti: soprattutto le infezioni
    - dalla temibile Candida cronica o ricorrente, presente nel 58% delle donne con VVS,
    - alla Gardnerella, presente nel 38%,
    - alle infezioni vulvari da Papillomavirus, specie se trattate con il laser, presenti nella storia di 11,4% di donne con VVS.
    L’infezione attiva l’infiammazione e peggiora il dolore.

    c) I fattori di mantenimento:
    - innanzitutto la contrazione difensiva dei muscoli che circondano la vagina fino ad una vera e propria mialgia: la contrazione riduce ulteriormente l’entrata vaginale, peggiorando il trauma meccanico dovuto al rapporto e diventando essa stessa un’ulteriore causa di dolore
    - e poi la proliferazione delle fibre del dolore.

  18. Registrato da
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    Oltre al Sistema Immunitario..

    Oltre al Sistema Immunitario, quali sono gli altri sistemi coinvolti in caso di vestibolite?


    Il sistema nervoso del dolore
    : nella mucosa colpita da vestibolite, le fibre nervose sono moltiplicate di dieci volte rispetto al normale. Questo causa "iperalgesia", cioè aumento spiccato della sensibilità al dolore.

    Le fibre del dolore, inoltre, penetrano negli strati più superficiali della mucosa, in cui normalmente non si trovano, e questo provoca "allodinìa", ossia dolore urente ("come essere scottata da un ferro bollente", dicono le donne che ne soffrono).

    Inoltre, si registra un'iperattività del muscolo elevatore dell'ano, quello che chiude in basso la vagina e circonda l'uretra, la vagina e l'ano. Provoca una tensione, che causa ulteriore dolore ("mialgia") e riduce l'entrata vaginale, diventando cofattore di dolore ai rapporti (dispareunia).
    Ultima modifica di anna1401; 14/05/2018 alle 21:41

  19. Registrato da
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    Quali sono le conseguenze del persistere dell’infiammazione?

    La persistenza dell’infiammazione provoca la produzione di Nerve Growth Factor (fattore di crescita delle cellule e fibre nervose, scoperto dalla Professoressa Levi Montalcini). Quest’ultimo induce la proliferazione delle fibre nervose del dolore, che si allungano fino agli strati più superficiali della mucosa.

  20. Registrato da
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    Quali sono le strategie da attuare

    Con una storia clinica ed una visita accurata il ginecologo potrà confermare la diagnosi di VVS e valutare anche la “mappa del dolore”ossia tutti i siti che evocano dolore, non solo all’entrata ma anche a livello mediovaginale, quando il muscolo è contratto, così da indirizzare il trattamento in modo completo. Il medico dovrebbe anche valutare sempre il pH vaginale, perché un valore più elevato del normale (che è circa 3,8-4,2), intorno a 5, si associa alla Garderella che fa peggiorare i sintomi soprattutto dopo la mestruazione, mentre la Candida li fa peggiorare prima del flusso!

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    Come si può curare la Vestibolite vulvare?

    *Prima di tutto con una diagnosi accurata e precoce.
    * In secondo luogo trattando bene i diversi fattori biologici - predisponenti, precipitanti e di mantenimento – oltre che quelli psicosessuali e di coppia, se presenti.
    E’ fondamentale ridurre e possibilmente eliminare le infezioni recidivanti:

    - da Candida, questo è possibile grazie ad un trattamento per bocca ripetuto per tre-sei mesi, ogni quindici giorni per il primo periodo e poi una volta al mese per stabilizzare la risposta; è meglio invece evitare i trattamenti locali vaginali in fase acuta, si rischia infatti di peggiorare il bruciore e facilitare allergie.

    - Per la Gardnerella è importante abbassare il pH con estrogenici locali, se indicati, con gel di polimeri acidi, o con pomate o ovuli all’acido borico.

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