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Discussione: (indice e riepilogo) Candida - MALATTIE CORRELATE

  1. Registrato da
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    Fondamentale è attenuare la tensione muscolare grazie ad automassaggi e stretching delicato del muscolo perivaginale, massaggiato ogni sera con un gel a base di aliamidi, specifico per le vestiboliti, opure con l’olio di iperico. Ancora meglio, se si può, sarebbe rivolgersi ad un centro che pratichi il biofeedback: attenzione, di rilassamento, non di contrazione, altrimenti il dolore peggiora!

    L’elettronalgesia, mediante l’applicazione di correnti a bassissimo voltaggio (non dolorose!) nei punti di maggior dolore può dare un significativo miglioramento dei sintomi. Tecniche antalgiche più specifiche vengono riservate alle donne che hanno un dolore intollerabile.

    La terapia farmacologica prevede anche l’uso di antidepressivi triciclici non solo per l’associata depressione, ma soprattutto perché riducono la sensibilità al dolore.
    L’uso di anticonvulsivati è riservato al dolore “neuropatico”, che si autogenera nelle fibre e nelle vie del dolore.

    Infine la vestibolectomia, ossia l’asportazione della mucosa in cui le fibre del dolore sono molto proliferate, può dare buoni risultati con chirurghi esperti. Tuttavia, come tutti i trattamenti chirurgici, va considerata solo dopo aver fatto le terapie più conservative e semplici.

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    È Possibile Proteggere La Salute Genitale E Prevenire La Vestibolite Vulvare?

    Si può fare molto. Prima di tutto, utilizzando detergenti a pH acido per i genitali esterni non più di due, al massimo tre volte al giorno. Per il resto, detersione con acqua.

    Per la protezione periodica mestruale, usare solo assorbenti in puro cotone. Anche i tamponi interni di puro cotone vanno bene: se l'inserimento causa dolore - come succede spesso nelle adolescenti ai primi tentativi - il problema non è il tampone, ma lo spasmo muscolare di cui il tampone è solo una spia. In tal caso, bisogna ascoltare questo sintomo importante, valutare se c'è un'iperattività del muscolo e, in caso affermativo, rilassarlo mediante con l'automassaggio o lo stretching.

    Il vestiario deve lasciare "respirare" i tessuti, lasciando asciugare normalmente le modeste secrezioni vaginali: sì alle gonne o ai pantaloni morbidi in tessuti naturali.
    Non scordare l'uso regolare del profilattico, specie se si cambia partner e/o non si è certi della propria o altrui fedeltà: l'intolleranza vera al lattice è molto più rara del rischio di infezioni sessualmente trasmesse!

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    Infine, attenzione alla lubrificazione vaginale durante i rapporti: la secchezza vaginale (causata da scarsa eccitazione e/o dal dolore alla penetrazione) facilita le microabrasioni della mucosa, perpetuando la cronicizzazione dell'infiammazione. In caso di dolore durante i rapporti, secchezza vaginale, ma anche cistiti o irritazioni vescicali, dopo il rapporto è importante rivolgersi a un ginecologo con competenza sessuologica.

    Non diagnosticate e non trattate, queste condizioni possono portare a una vestibolite cronica. Se diagnosticate e curate tempestivamente, possono invece essere completamente risolte.

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    Ureaplasma Urealitucum

    I micoplasmi

    Sono una via di mezzo fra un fungo, un virus, un parassita. Tutto questo interesse si è evidenziato nel 1991 dopo la Guerra del Golfo, quando la sergente Nancy Nicholson tornò con dei sintomi strani: sintomi gastroenterici, muscolo scheletrici, afte, stanchezza profonda, febbre, disturbi della memoria, sintomi se vogliamo estremamente aspecifici. I genitori, biologi molecolari, cominciarono a studiare il caso, e con la PCR, isolarono MYCOPLASMA FERMENTANS; siccome questo microorganismo risponde talvolta a una terapia antibiotica specifica, gliela somministrarono, sicchè la sergente dopo una settimana era guarita dai suoi disturbi. Ma, non appena sospesi gli antibiotici, si ripresentarono gli stessi disturbi, per cui glieli ridiedero e di nuovo successiva ottima risposta, seguita da ricomparsa dopo la sospensione.

  6. Registrato da
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    I MICOPLASMI sono i più piccoli organismi autoreplicantesi che la scienza conosca; i VIRUS sono ancora più piccoli, ma non hanno la possibilità di autoreplicarsi, in quanto per farlo necessitano di un ospite.
    Ci sono centinaia di tipi di MICOPLASMI, che possono essere trovati in piante, insetti, animali, ma solo alcuni nel sangue e nei tessuti del corpo umano, e non tutti sono patogeni, il che significa che possiamo trovare dei soggetti con micoplasmi, che sono sani, come d'altronde succede anche per la CANDIDA.
    Siccome il MICOPLASMA non contiene i geni necessari per la sintesi di ACIDI GRASSI, AMINOACIDI e VITAMINE, questi li deve prendere dall'ospite: in poche parole possono essere considerati un BATTERIO PARASSITA, che entra dentro la cellula e la sfrutta, senza avere interesse per ucciderla.

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    Una delle principali differenze tra i micoplasmi e gli altri batteri consiste nel fatto che, mentre questi ultimi hanno una solida struttura della parete cellulare e possono crescere nel più semplice mezzo di coltura, i micoplasmi invece non hanno una parete cellulare e, come una minuscola medusa con una membrana flessibile, possono assumere diverse forme che li rendono difficili da identificare.

    I micoplasmi possono anche essere difficili da coltivare in laboratorio e spesso, per questa ragione, possono non essere riconosciuti come causa patogena di malattie.
    Alcune specie di micoplasma hanno anche l'unica capacità di sfuggire completamente agli attacchi del sistema immunitario.

  8. Registrato da
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    Quanti tipi di Micoplasmi?

    Tra i Micoplasmi, interessano la patologia umana solo i microrganismi appartenenti al genere Micoplasma ed Ureaplasma, definendo di classica derivazione genitale
    M. hominis
    M. genitalium
    U. urealyticum

    U. urealyticum
    Post del 03/06/2006, 17:55
    Post del 31/05/2006, 16:38
    Post del 30/11/2006, 11:07
    Post del 04/09/2007, 11:27
    Post del 10/02/2011, 20:00
    Post del 13/12/2011, 01:07
    Post del 13/01/2012, 10:28
    Post del 13/01/2012, 22:49
    Ultima modifica di anna1401; 29/05/2018 alle 23:21

  9. Registrato da
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    Quale disturbi comportano?

    Si tratta di parassiti cellulari di superficie che aderiscono alla membrana plasmatica degli epiteli urogenitali, ma taluni penetrano all'interno delle cellule e diffondono verso i tessuti profondi, determinando danno cellulare proprio a seguito di questo intimo contatto.
    Tuttavia spesso questi microrganismi coesistono con il loro ospite in un equilibrio che può rompersi, esitando in malattia conclamata con tendenza alla cronicizzazione.
    M. hominis e soprattutto U. urealyticum sono chiamati in causa in un ampio range di patologie del tratto urogenitale.

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    Nella donna sono responsabili di vaginiti, uretriti e aborto precoce.

    Nell'uomo possono determinare uretriti non gonococciche , prostatiti e prostato-vescicoliti subacute (25-50% dei casi) spesso accompagnate da emospermia (cioè presenza di sangue nello sperma). Sono stati anche descritti casi di epididimiti e balaniti: frequenti sono le forme asintomatiche o subacute.

    Per quanto concerne le specie di maggiore interesse, M.hominis e soprattutto U. urealyticum, queste sono state messe in relazione con disordini della riproduzione.

  11. Registrato da
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    Diagnosi di laboratorio

    Ha pressochè esclusiva importanza soltanto la ricerca diretta del microrganismo mentre non presenta attualmente risvolti di pratico impiego l'indagine sierologia.

    Il tipo di prelievo

    è strettamente correlato agli aspetti clinici con i quali l'infezione si manifesta e che pertanto condiziona il materiale patologico da sottoporre ad indagine. I campioni utilizzabili sono sostanzialmente quelli prelevabili mediante tampone e trasferibili in terreno di trasporto (secrezione uretrale, essudato vaginale). L'esecuzione del prelievo, momento iniziale e fondamentale delle operazioni diagnostiche, deve rispettare norme ben precise, con esigenze diverse a seconda del sesso del paziente.

  12. Registrato da
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    Prelievo nell'uomo

    Nel maschio per la spiccata adesività dei micoplasmi alle cellule epiteliali, il prelievo ottimale è rappresentato dal tampone endouretrale in modo da eseguire un vero scraping della mucosa uretrale. La ricerca può anche essere effettuata sulle prime urine, utilizzando il sedimento di queste, o sullo sperma. L'uso di anticorpi fluorescenti può essere di aiuto per rivelare la presenza di micoplasmi adesi agli spermatozoi semprechè il preparato venga allestito da un sedimento di liquido seminale opportunamente lavato con soluzione tamponata.

    Prelievo nella donna

    Nella donna il prelievo deve essere effettuato a livello del fornice posteriore della vagina
    L'esame microscopico diretto ha scarsa rilevanza nel caso della ricerca dei micoplasmi, con qualche riserva per le tecniche di immunofluorescenza.

  13. Registrato da
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    Trattamento

    Il negativo impatto di un'infezione da micoplasmi sul sistema immunitario degli esseri umani è indiscusso. A causa delle loro capacità di attivare e/o sopprimere il sistema immunitario, sono ora considerati fra i colpevoli di molte malattie autoimmuni. Gli studiosi stanno tutt'ora discutendo sul tipo di sequenza secondo il vecchio detto: “è nato prima l'uovo o la gallina?”

    I micoplasmi cominciano a crescere per primi e poi indeboliscono e mettono fuori regola il sistema immunitario? Oppure un sistema immunitario indebolito da stress, cattive abitudini alimentari o altre malattie permette ai micoplasmi di impadronirsi di esso così da dare inizio alla loro crescita opportunistica e a infezioni che hanno come effetto malattie e un indebolimento e un disequilibrio del sistema immunitario?
    La risposta è probabilmente entrambe i casi e questo è l'aspetto più critico del trattamento delle infezioni da micoplasmi.

    In pazienti con immunodeficienza può essere molto difficile trattare queste infezioni con un ampio numero di antibiotici adatti visto che essi stessi sono immunosoppressori.

  14. Registrato da
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    Nonostante le tetracicline e le eritromicine (tipi di antibiotici) siano efficaci per alcune infezioni da micoplasmi, i M. fermentans, M. hominis e M. pirum di solito sono resistenti all'eritromicina, mentre è stato riportato che i M. hominis e Ureaplasma urealyticum sono resistenti alle tetracicline.

    Comunque questi antibiotici hanno una capacità veramente limitata di eliminare direttamente questi microorganismi e la loro efficacia dipende eventualmente da un sistema immunitario ospite in buone condizioni.

    Questi tipi di antibiotici inibitori delle proteine bloccheranno l'adesione proteica del micoplasma alle cellule ospite ma non lo elimineranno direttamente. Con un sistema immunitario già indebolito, molti pazienti perdono la capacità di opporre una forte risposta degli anticorpi contro questi subdoli patogeni.

    Uno dei protocolli più comuni comprende uno o più cicli di due settimane con Minociclyne o Doxycycline (200-300mg al giorno), Ciprofloxacin (1000 mg/giorno), Clarithromycin (750-1000 mg/giorno) oppure Azithromycin (1000 mg in unica somministrazione per un solo giorno).
    Ultima modifica di anna1401; 05/05/2018 alle 21:34

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    Balanopostite

    A livello genitale maschile, l'infezione da candida albicans determina una balanopostite, con numerose chiazze eritematose, piccole, vellutate, lucide, localizzate al glande ed al prepuzio, accompagnate da prurito e da bruciore.
    Di solito l'infezione locale è strettamente collegata alla presenza di candidosi gastro.intestinale.

  16. Registrato da
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    prostatite

    Che cos'è la prostatite?

    La prostatite è l'infezione della prostata comunemente causata da batteri (cocchi, coli), talvolta anche fattori come i calcoli, la stenosi degli ureteri, il cateterismo o esami strumentali possono determinare la malattia.

  17. Registrato da
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    La prostatite può essere

    - acuta; con febbre elevata, dolore perineale, urinazioni frequenti, dolorose e difficili.
    - cronica; con sintomi che possono essere scarsi o poco significativi; i disturbi possono essere persistenti o ricorrenti e di vario tipo: doloretti diffusi all`uretra, difficoltà urinarie, senso di peso perineale, fastidi ai testicoli etc.
    Esistono anche situazioni intermedie tra quelle acute e quelle croniche.

    Da qualche tempo è in vigore una nuova classificazione delle Prostatiti validata dal National Institute of Health canadese e dall'American Urological Association, che si riporta qui di seguito:

    Cat. Nome Descrizione
    I Prostatite batterica acuta. Infezione acuta della prostata
    II Prostatite batterica cronica. Infezione cronica della prostata / uretriti ricorrenti
    III Prostatite abatterica cronica. Dolore pelvico con sintomi minzionali e/o sessuali variabili / dolore pelvico cronico in assenza di infezione dimostrabili
    IIIA Dolore pelvico cronico infiammatorio. Alto numero di leucociti nel seme o nel mitto terminale
    IIIB Dolore pelvico cronico non infiammatorio. Basso numero di leucociti nel seme o nel mitto terminale
    IV Prostatite infiammatoria asintomatica Assenza di sintomi in presenza di segni di infiammazione nel seme, nel mitto terminale o in frammenti bioptici.

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    Che cosa causa una prostatite ?

    Le cause di prostatite sono molteplici e non sempre agevoli da identificare.
    Molto spesso dei germi risaliti lungo il canale urinario, o discesi dalla vescica possono raggiungere la prostata causando una infiammazione. Poichè i tubicini della ghiandola prostatica assomigliano a grappoli d'uva che sboccano nell'uretra, é facile intuire che questi sbocchi delle secrezioni prostatiche possono diventare la porta d'ingresso dei germi nella prostata. Inoltre, poiché questi gruppi di ghiandole sono inglobati in un tessuto muscolare e fibroso duro, in caso di infiammazione, essi tendono a strozzarsi e alterarsi a causa del "gonfiore " associato alle infiammazioni. Così avviene che le secrezioni e i batteri ristagnino non trovando modo per uscire, in tal modo la prostatite da acuta tende a durare nel tempo diventando cronica.

  19. Registrato da
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    Manifestazioni

    La prostatite è un male che colpisce molti uomini tra i venti e i cinquant'anni Quasi sempre l'origine dell'affezione è infettiva, legata alla presenza di germi nelle urine del malato o nel secreto vaginale della partner.
    Nella forma acuta i sintomi sono un dolore gravativo e trafittivo al perineo, febbre, tenesmo vescicale (tensione dolorosa accompagnata a contrazioni), e talvolta anche ritenzione idrica. E' presente dolore durante la defecazione, un bisogno frequente di urinare ed emissione con l'urina di materiale purulento e a volte di sangue. Nella forma cronica, manifestazioni frequenti sono: dolenza al perineo, al sacro, all'inguine e al pene, disturbi della minzione, talvolta una secrezione mattutina dal pene, perdita della libido con diminuzione della potenza sessuale.

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    Come si curano le prostatiti ?

    Con cure appropriate, spesso si possono ottenere dei risultati soddisfacenti anche dopo anni di trascuratezza. Capita però, altre volte, che già dopo poche settimane di disturbo non si riesca più ad ottenere una guarigione completa.

    Le prostatiti si curano con farmaci antibiotici, antinfiamatori, norme di vita e norme dietetiche.
    E' utile evitare cibi irritanti come il peperoncino, ma anche aglio e cipolla e gli alcolici. E' bene inoltre rinunciare anche ai cibi acidi come pomodori, insaccati, sottaceti.

    Per quanto riguarda i rimedi naturali, integratori a base di oli essenziali, specifici per le infezioni urinarie, possono essere utili per contrastare l'infezione, esistono a questo scopo prodotti predosati a base di oli essenziali incapsulati. Anche un'integrazione con fermenti lattici probiotici è sicuramente utile perché in questi casi è importante anche una flora batterica intestinale in buono stato, che di solito viene compromessa anche dalle cure antibiotiche. Il famoso medico fitoterapeuta Jean Valnet consigliava in questi casi la somministrazione di oli essenziali specifici in veicolo oleoso per via rettale, il che è molto logico perché la prostata in questo modo è più direttamente raggiungibile, si tratta però di una soluzione da adottare facendosi seguire e indicare le modalità precise da uno specialista in terapie fitoterapiche.
    Nella forma cronica si interviene con leggeri massaggi prostatici e con applicazioni calde locali.

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    Rapporti

    Nella fase acuta sarà difficile, ma nelle fasi croniche nulla vieta una attività sessuale regolare. Nei rapporti bisogna tenere conto che spesso possono essere presenti disturbi della eiaculazione che spesso é più precoce di quanto non sia normale per il paziente. Talvolta l'eiaculazione può essere dolorosa o fastidiosa.
    Queste evenienze non devono di per sè impedire i rapporti. Sono addirittura da sconsigliare l'astinenza prolungata o atteggiamenti di "genitalizzazzio ne" dell'attenzione. (Pensare sempre al fastidio dei testicoli, angosciarsi per ogni bruciorino minuscolo, disperarsi per un rapporto sessuale non "tecnicamente perfetto").

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