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Discussione: (indice e riepilogo) Candida - MALATTIE CORRELATE

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    Domanda (indice e riepilogo) Candida - MALATTIE CORRELATE

    Link in continuo aggiornamento ...

    Riepilogo di quanto è stato detto nella discussione "Candida Albicans"

    Abbiamo parlato di: Cistite, Vestibolite, Diabete, Prostatite, Balanopostite.
    Ureaplasma Urealiticum, Gardnerella vaginalis, Streptococco beta emolitico B, Escherichia coli, Chlamidia
    Ultima modifica di anna1401; 13/02/2014 alle 15:52

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    (indice e riepilogo) Candida - MALATTIE CORRELATE
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    L'ambiente vaginale

    La vagina (descrizione)

    Canale elastico, lungo circa 10 cm, che va dalla vulva verso la pelvi, dirigendosi in alto e posteriormente. L'ingresso della vagina è solitamente chiuso dalla apposizione delle piccole labbra e potrebbe o meno essere parzialmente occluso dall'imene. Alla sua estremità superiore termina a fondo cieco come una volta nella quale protrude la parte vaginale della cervice; le aree intorno alla portio sono rappresentate dai fornici anteriore, posteriore e due laterali. La vagina ha una parete muscolare, avvolta da una guaina elastica ed è capace di una enorme dilatazione, rappresentando il tratto finale del canale del parto. Dopo il parto è presente una certa lassità dei suoi tessuti. Internamente è rivestita da un sottile epitelio stratificato che non ha funzioni secretive.

    Il fluido vaginale è formato dal secreto delle ghiandole cervicali e dalla trasudazione di fluido dall'epitelio vaginale; questo fluido è acido, in particolare quando sono attivi gli ormoni ovarici, e cioè dalla pubertà alla menopausa, fornendo così una certa protezione contro le infezioni ascendenti (Vaginiti, Vaginosi, Vaginismo).

    Il canale vaginale è rivestito da un epitelio che è sotto il controllo del ciclo ormonale femminile divenendo periodicamente idoneo al transito degli spermatozoi.

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    La vagina è l'organo femminile dell'accoppiamento, un canale ”virtuale” che si distende durante i rapporti sessuali ed è situata tra la vulva e il collo dell'utero. Ha una lunghezza che nella donna adulta varia tra 7 e 12 cm, delimitata all'esterno dall'imene e in alto dalla cupola vaginale sulla quale si inserisce il collo dell'utero. All'interno è rivestita da una mucosa priva di ghiandole proprie ma che subisce ugualmente modificazioni durante le varie fasi del ciclo. Il liquido che si forma nel canale vaginale (chiamato fluor) è generato dalla trasudazione dei vasi che la circondano e in parte dalle ghiandole del canale cervicale.

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    I genitali esterni femminili (descrizione)

    Sono composti dal monte di Venere (il tessuto che sovrasta il pube), le grandi e piccole labbra che racchiudono l'ingresso della vagina e il clitoride, tutti ben visibili dall'esterno. La fossetta navicolare è la parte racchiusa tra le labbra verso l'ano, invece anteriormente alla vagina sbuca l'uretra (il canale che porta l'urina all'esterno). Le ghiandole del Bartolini, che producono un liquido lubrificante molto utile durante i rapporti sessuali, sono nascoste sotto le grandi labbra e sbucano alla base delle piccole labbra. L'imene è una membrana mucosa che occlude parzialmente l'ingresso della vagina.

    Questa dettagliata descrizione è importante per una chiara comprensione dei fenomeni fisiologici che si svolgono a livello delle strutture menzionate e per capire meglio il significato dei termini impiegati per le singole patologie. Spesso, e non solo tra le donne, l'ambiente vaginale viene confuso con quello dei genitali esterni quando, ad esempio, si parla di flora saprofitica (rappresentata dai bacilli che normalmente risiedono in vagina) e di pH (grado di acidità) dei genitali.

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    Il pH che cos’è?

    Per pH (Potenziale di Hidrogeno) si intende il valore acido o basico (alcalino) di una qualsiasi sostanza, ed è misurato da una scala che parte da 0 ed arriva a 14. Il 7 indica valore neutro.

    Partendo dal 7, man mano che ci si avvicinerà verso lo 0, la sostanza misurata diventerà sempre più acida. Partendo dal 7, man mano che ci si avvicinerà verso il 14, la sostanza misurata diventerà sempre più alcalina.

    Il pH vaginale in condizioni normali di una donna in età fertile, è compreso tra 3,5 - 4,5. (acido) Il ciclo mestruale tende ad abbassarlo facendolo diventare più acido. Quando si dice di alcalinizzare (o basicizzare) l’ambiente troppo acido, si intende di farlo diventare un po’ meno acido.
    Nell'infanzia e dopo la menopausa il pH vaginale è più elevato perché i lattobacilli sono presenti in minore quantità.

    Il sangue ha un valore intorno a 7,4 (leggermente alcalino o basico)
    Il liquido seminale ha un valore attorno a 7,8 – 8 (più alcalino o basico)
    pH nell’intestino : leggermente acido nel duodeno, neutro nel tenue a basico nel colon.

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    Il pH può essere misurato in vari modi

    Il più semplice è quello con la cartina al tornasole che impiega una semplice scala graduata di colori per vedere il grado di acidità o basicità di una determinata secrezione. È già noto sin dal lontano 1837 che il pH della vagina è tendenzialmente acido (ed è compreso tra 3,5 e 4,5) ma la sua intensità varia durante le fasi del ciclo ormonale ed è diverso al momento della nascita rispetto alla pubertà, l'età fertile e la menopausa.

    Il valore di pH in ogni momento è determinato dalla mescolanza delle sostanze che compongono il fluor vaginale, che ha una funzione di lubrificazione e di difesa verso gli agenti infettivi. Si pensa che l'acidità sia dovuta con ogni probabilità alla trasformazione del glicogeno - uno zucchero contenuto nelle cellule della mucosa vaginale - in acido lattico da parte dei lattobacilli (anche chiamati bacilli di Döderlein o lattobacilli acidofili), che nell'insieme rappresentano i principali (ma non gli unici!) costituenti della flora fisiologica vaginale e sono i più importanti responsabili della difesa dell’ambiente vaginale.

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    Quando i bacilli di Döderlein vengono sopraffatti ...

    cambia il pH vaginale, i germi patogeni prevalgono e si instaurano le infezioni. Oggi si parla più di ecosistema vaginale, concetto che esprime meglio l’interazione tra gli organismi e l’ambiente i cui essi vivono e si pensa che vi siano cambiamenti nel corso delle varie fasi della vita della donna, dalla nascita alla menopausa. A livello dei genitali esterni il pH è circa 4.3 e sono presenti gli stessi germi che si trovano a livello degli altri distretti cutanei del corpo, come lieviti (pityrosporum ovale e candida albicans) e batteri sia aerobi (stafilococchi, micrococchi che possono vivere in ambiente ricco di ossigeno o aerobio) che anaerobi (propionibacterium acnes che vive in anaerobiosi, cioè in assenza di ossigeno).

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    "Resistenza alla colonizzazione"

    Come è ben noto, in condizioni di normalità, la mucosa vaginale è "abitata" da una flora di microrganismi ricca e variabile, molto spesso tessuto-specifica. Questa flora microbica può essere adeguatamente suddivisa in due categorie: la flora "residente" che è quasi invariabilmente presente e, se alterata, può essere ripristinata; e una flora "transitoria" che, al contrario, può colonizzare l'ospite per brevi periodi, anche se tende ad essere eliminata dalla competizione dei microrganismi residenti o dai meccanismi di difesa dell'ospite. La flora transitoria può essere composta anche da microrganismi potenzialmente patogeni, ma questa eventualità è comunque poco comune in soggetti in piena salute.

    Ad ogni modo, la flora normale vaginale rappresenta un'efficace barriera che diminuisce la probabilità di colonizzazione delle superfici dell'ospite da parte dei microrganismi patogeni (fenomeno detto "resistenza alla colonizzazione").

  10. Registrato da
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    Trasmissioni sessulai

    Batteri (Chlamydia, Gonococco), protozoi (Trichomonas), funghi (Candida) e virus (herpes, HIV): sono questi i principali responsabili delle infezioni urogenitali, che vengono trasmesse principalmente, anche se non esclusivamente, attraverso i rapporti sessuali.

    Lo sviluppo di questi microrganismi sono favoriti da alterazioni dei comuni meccanismi di difesa e, in particolare, dalle variazioni del pH vaginale causato da variazioni ormonali, gravidanza e attività sessuale.

  11. Registrato da
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    L'ecosistema vaginale

    è talmente complesso che il suo studio porta immancabilmente a rivedere i nostri concetti su cioè che significa "malattia infettiva" e "batterio patogeno".
    Patogeno: un microrganismo che possiede geneticamente un fattore che, quando espresso, causa malattia.

    In genere si pensa alle malattie infettive come dovute a una causa mono-microbica. Dato un microrganismo patogeno ("agente eziologico") è data una malattia infettiva. Esempi classici di questo concetto sono le malattie causate da N. gonorrhoeae, Treponema pallidum, Vibrio cholerae, Bacillus anthracis ecc.

    Distinguiamo nell'ecosistema vaginale la presenza di una :
    *flora esogena:Trichomonas vaginalis, Streptococcus pyogenes gruppo A, Listeria monocytogenes, Haemophilus influenzae.
    *flora endogena: Gardnerella vaginalis, Streptococco gruppo B, Escherichia Coli, Enterococcus spp., Candida albicans

  12. Registrato da
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    Se guardiamo ai nomi che compongono la flora esogena che possiamo isolare da un secreto vaginale, possiamo pensare che la mera presenza di una specie potenzialmente patogena costituisca indice di malattia . Sebbene questi microrganismi hanno la potenzialità di determinare una malattia nell'area vagino-cervicale, non sempre è cosi'.
    Invece spesso sono i batteri della flora endogena, cosidetta commensale , che possono determinare disturbi.

    Theobald Smith: introduce l'idea che la malattia infettiva è il risultato di un legame fra virulenza microbica, carica batterica, e difese immunologiche dell'ospite

    Robert Koch con il terzo e quarto dei suoi famosi postulati introduce la sperimentazione animale quale modello per dimostrare la causa monomicrobica di una malattia infettiva. Ma per riprodurre la malattia infettiva negli animali da esperimento, si dovette forzarne il microambiente .Questo dimostro' nel modello sperimentale animale che solo un cambiamento nel micro- ambiente ricettivo riproduce l'infezione umana nell'animale.

  13. Registrato da
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    Anche la flora endogena normale dell'ecosistema vaginale puo' causare i sintomi della malattia se l'ecosistema viene in qualche modo modificato.

    Di contro i microrganismi della flora esogena possono essere presenti nel tratto genitale femminile, senza causare sintomi.

    I microrganismi della flora endogena possono causare disturbi quando prendono il sopravvento nell'ecosistema vaginale. In teoria se un fattore di virulenza è costitutivo, il numero dei batteri presenti (la carica) determina la quantità di virulenza che serve a promuovere l'infezione.

    Poichè nell'ecosistema vaginale vi sono specie batteriche antagoniste, cio' normalmente non avviene.



    Qui ci sono informazioni interessanti sull' INFIAMMAZIONE e le varie INFEZIONI VAGINALI :

    http://www.sanihelp.it/forum/malatti...ml#post1009570

    http://www.sanihelp.it/forum/malatti...rale-cura.html
    Ultima modifica di anna1401; 05/05/2018 alle 22:35

  14. Registrato da
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    Candida albicans

    Come già detto, è un componente normale della flora vaginale senza percio' che causi sintomi. La candida è un lievito (grande almeno 3, 4 volte un batterio) che ha il suo habitat normale nell'intestino. In determinate condizioni quali la pubertà o la gravidanza c'è un aumento della colonizzazione della Candida.

    Il livello di estrogeni è correlato alla colonizzazione di Candida. Anche il livello dei lattobacilli è correlato agli estrogeni nel senso che la carica di Lactobacillus species aumenta durante la gravidanza assieme alla carica di Candida.

    L'aumento della carica del lievito , dovuta a fattori microbiologici e/o fisiologici, aumenta la probabilità che si instaurino i sintomi della infezione specie quando si manifesta la forma virulenta del lievito (le pseudoife), altrimernti la Candida è un semplice commensale.

  15. Registrato da
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    L'uso e l'abuso di Difluconazolo nella cura di una "supposta" vaginite da Candida ha selezionato quelle specie di Candide che sono naturalmente resistenti agli imidazoli quali Candida glabrata e Candida krusei (quest'ultima facilmente riconoscibile dalle cellulelievitiformi a forma di tronconcino).

    Quando i lattobacilli vengono eliminati da una terapia antibiotica, la Candida prende il sopravvento. Approffitta di un vuoto nell'ecosistema vaginale. Cio' suggerisce che c'è un effetto antagonista di Lactobacillus species sul lievito.

    Inoltre poichè una vaginite è sinomino di infezione - infiammazione noteremo la presenza dei leucociti.

  16. Registrato da
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    Gardnerella vaginalis

    La Gardnerella vaginalis è un comune abitante della flora vaginale. Anche qui la differenza fra malattia e la semplice colonizzazione la fa la carica batterica.

    Quando una donna ha la vaginosi batterica da G. vaginalis e si cura, la stessa puo' essere reintrodotta dal partner. Nel tampone uretrale maschile ricercheremo sempre anche G. vaginalis, ma come detto, se la carica reintrodotta è bassa la paziente tornerà asintomatica.

    Che cosa determina la moltiplicazione di G. vaginalis in concentrazioni cosi' abnormi?

    Inanzitutto quando diciamo "sviluppo di G. vaginalis", ossia quando osserviamo quei quadri impressionati di flora batterica Gram variabile abbondante concentrata intorno o sopra le cellule epiteliali ("clue cells"), senza l'apparente presenza e di Lattobacilli e di leucociti (da qui la distinzione fra vagin-ite e vagin-osi), non solo è presente G. vaginalis ma anche una abbondante flora anaerobia stretta.

    La cura a base di Flagyl (metronidazolo) eradica l'infezione nel 75-80% dei casi ma solo il 15-22% dei ceppi di G. vaginalis sono sensibili al metronidazolo!

  17. Registrato da
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    Questo significa che il metronidazolo agisce soprattutto sulla flora anaerobica concomitante e che la vaginosi da G. vaginalis è in verità una vaginosi da G. vaginalis-anaerobi.

    Non sappiamo ancora cosa determina la vaginosi da G. vaginalis-anaerobi . Sicuramente c'è un calo della concentrazione dei lattobacilli H202 produttori e acido produttori, che determina la crescita degli altri costituenti della flora vaginale.

    Il cambiamento nel potenziale redox (o ossidoriduzione, è la capacità della molecola dell’acqua di assorbire ioni dalle sostanze in essa disciolte. questo “assorbimento” consiste in uno spostamento di elettroni da uno ione all’altro. In pratica: l'ossidazione è la diminuzione della carica negativa, mentre la riduzione è l' aumento della carica negativa; quindi: diminuizione o aumento degli elettroni) dell'ambiente, favorisce la flora batterica anaerobica che determina la proteolisi e un ambiente che si allontana dal pH normale di 4.5.

    La forte produzione di ammine e il pH alacalino contribuisce al problema "odore" della vaginosi con una debole irritazione (piu' pronunciata nel caso di vaginite). Cosa determina l'inibizione della risposta leucocitaria, non è noto.

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    Streptococco

    Discussione sullo Streptococco

    Lo streptococco B è normalmente presente nella vagina e nel basso intestino del 15-20% delle donne sane.

    Anche se raramente (2-5 casi su 1000 nati da madre portatrice) questo germe sembra comunque essere il principale responsabile di serie infezioni nel neonato che può venire a contatto con il microrganismo attraverso il canale del parto.

    Studi epidemiologici hanno dimostrato che il 2,3-28% delle donne gravide è colonizzato da SGB (Streptococco del gruppo B - Streptococcus agalactiae ) a livello rettale e/o vaginale; esse in genere sono asintomatiche. Alla nascita il 40-70% dei neonati, nati da donne colonizzate, riceve il microorganismo dalla madre, ma solamente l'1-2% di queste partorirà bambini con malattia clinicamente evidente, mentre nel 40-70% dei casi il neonato presenterà un'infezione asintomatica. Neonati partoriti da donne pesantemente colonizzate hanno maggiore probabilità di essere contaminati.
    Ultima modifica di anna1401; 14/05/2018 alle 23:08

  19. Registrato da
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    Gli SGB hanno l'abilità di inibire la concomitante flora gram positiva e gram variabile.
    Lo streptococco B è un germe gram + che di solito si trova nelle prime vie aeree ed è responsabile della malattia reumatica. L'antibiotico a cui è più sensibile è l’ AMPICILLINA (una penicillina).

    Recentemente la clindamicina al 2% per uso topico avrebbe dato risultati migliori.

  20. Registrato da
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    Lactobacillus species

    I lattobacilli sono normali abitanti della flora batterica delle donne in età fertile. Vi sono piu' specie del genere Lactobacillus. Le due specie piu' comuni sono Lactobacillus acidophilus e L. fermentum. Piu' di una specie è presente.

    Sappiamo che i lattobacilli inibiscono la replicazione di G. vaginalis e anaerobi (Mobiluncus species, Bacteroides species, Peptostreptococcus species). L'inibizione è attribuita alla produzione di acidi organici che mantengono un pH acido <4.5. Il loro livello è correlato al tasso di estrogeni.

  21. Registrato da
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    Anche la produzione di H202 è un meccanismo di antagonismo forse superiore alla produzione di acidi organici.

    Quando troviamo lattobacilli nei casi di vaginosi da G. vaginalis-anaerobi, l'89% dei ceppi è H202 negativo.

    Lo stesso non vale in caso di riscontro di altro tipo di flora batterica. In genere il riscontro di una flora batterica mista è comune in donne sessualmente attive, mentre nelle giovani adolescenti troviamo praticamente solo lattobacilli.

    Oltre a una terapia antibiotica , vi sono ceppi di streptococchi che inibiscono naturalmente la flora lattobacillare.

    I Lattobacilli sono un insieme di specie di bastoncelli gram-positivi, catalasi-negativi , immobili, vancomicina resistenti che possono essere H2O2 produttori o meno. La produzione di H2O2 è un fattore microbicida verso molte specie batteriche ma non verso Candida.

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