Questa discussione dal titolo candida albicans (prima parte) è all'interno del forum Candida Albicans; Cara Anna,
tempo fa a seguito di anni di vita dissoluta....alcool, fumo, poco riposo, cibi zuccherati e ...
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Cara Anna,
tempo fa a seguito di anni di vita dissoluta....alcool, fumo, poco riposo, cibi zuccherati e stress mi sono ritrovato all'improvviso a stare molto male.
Non era candida albicans ma qualcosa di simile.
Mi sono curato da solo e ci ho impiegato anni...
Stavo male...all'improvvis o sentivo il mio fisico molto stanco, direi distrutto. Ansia e nervosismo allo stomaco non mi davano tregua tutto il giorno e al massimo riuscivo a fare una passeggiata in silenzio. Palpitazioni e svenimento all'ordine del giorno. Tutto questo e' durato anni nonostante io da subito abbia cambiato stile di vita.
Sono convinto che avevo sfasato il mio orologio biologico interno.
Ho smesso di fumare e ho smesso di bere alcoolici. Ho eliminato la carne rossa. Ho incominciato a fare colazioni sostanziose...cereal i senza zucchero con soya e noci e tre frutti e succo d'arancia.
tre volte la settimana ginnastica leggera per un ora. Pranzo verdure, riso e frutta e poco pane integrale. A cena, tanto tanto pesce, insalate, frutta, poco pollo tante verdure crude e cotte, niente condimenti e sale. Il riposo e' fondamentale. Ci vuole pazienza e volersi bene e forse passa tutto.
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Buongiorno a tutti!
Avrei bisogno di un'opinione...
Tra mercoledi e questa mattina ho rivisto il mio ginecologo ed ho avuto il primo appuntamento da un omeopata molto rinomato e consigliato da un amico suo paziente da anni.
Partendo dal presupposto che la mia candida al momento si è attenuata un po', sempre presente, ma in forma + leggera... dipenderà dai gg in cui mi trovo...
Cmq... il ginecologo non sa tanto che dirmi e mi ha dato degli ovuli di un nuovo tipo, dicendomi di vivere tranquilla, godermi le vacanze e ci rivediamo dopo.
L'omeopata, dopo un'attenta intervista, la spiegazione dei sintomi, di come e quando è arrivata e di tutto il mio quadro generale (non proprio roseo) mi dice di:
- evitare assolutamente la pillola (anche quando starò di nuovo bene)
- prendere strontium cabonicum 200k, dynamis x 60 gg
Per la dieta, sospendere alcolici e caffè... il resto con moderazione, anche i dolci.
Io sono un po'... sconcertata? Nel senso che... è davvero così semplice? Dopo tutte queste parole e questi mesi vissuti tra dieta e tutto il resto mi chiedo: basta davvero solo questo?
Continua
Ultima modifica di anna1401; 04/08/2008 alle 18:02
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Io sono profondamente convinta che la dieta, + i fermenti lattici, + le vitamine e sali minerali ecc ecc (come ha detto Anna qualche mess fa) non possa far altro che bene... Dr. Valesi, lei cosa ne pensa? Anna?
L'omeopata dice che la candida mi è venuta a febbario ok, poi io ho iniziato a prendere la pillola e secondo lui rallenta tantissimo il mio processo di guarigione... e in + sostiene che con quell'unica sostanza io risolverò tutti i miei problemi.
Aiuto! Ho trovato un omeopata troppo restrittivo (era tassativo sulla NON assunzione della pillola).
Grazie per il vostro parere!
C.
Ultima modifica di anna1401; 04/08/2008 alle 18:03
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l'essenza della vita e della morte
" In medicina non dobbiamo mai disperare. Per qualunque malattia esiste un rimedio per combatterla. Non esistono malattie che conducono obligatoriamente alla morte. Tutte le malattie, senza eccezione, possono essere guarite. Se noi non riusciamo a difenderci da loro è unicamente perchè non siamo capaci di comprendere l'essenza della vita e della morte"
Paracelso
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per criss
La dieta e l’alimentazione sana è sempre indicata e può far senz’altro solo bene.
Una visita omeopatica, non è uguale ad una visita tradizionale... soprattutto per chi l’affronta per la prima volta, è “una novità”. All’omeopata interessa un quadro generale della nostra salute e della nostra vita, per poterci identificare nel rimedio più adatto a noi. Rimedio che aiuterà il corpo a reagire per riequilibrare tutto quello che noi abbiamo squilibrato...
Se ti ha indicato quel rimedio, vuol dire che quello è il più adatto a te.
anna
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per russel
Caro russel, ti ringrazio tantissimo per la tua bella testimonianza! Finalmente qualcuno che dice di avercela fatta! Sei gentilissimo a proporre il tuo caso qui come incoraggiamento per tutti!
E’ possibile riequilibrare il tutto, basta volerlo. La cosa più difficile è apportare i cambiamenti necessari! Ma se uno è veramente intenzionato a star bene o a ritornare a star bene, questi cambiamenti, li apporta volentieri, senza troppo sacrificio, pensando che sta facendo del bene a sè stesso e magari anche agli altri e cioè quelli che gli stanno vicino...
Se non si vedono risultati immediati, ci si scoraggia facilmente, ma non bisogna cedere subito, bisogna insistere e continuare, prima o poi, i risultati, arriveranno senz’altro!
A volte basta poco tempo per rovinare un delicato equilibrio interno. Per rimettere tutto in ordine, a volte, ci vuole molto tempo...
Gli ingredienti principali sono: COSTANZA e IMPEGNO
Grazie russel!
anna
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Le ho inviato una mail privata. Attendo una sua opinione.
Grazie infinite
C.
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Grazie Anna!
Ero solo stupita, ammetto la mia ignoranza in materia!
Cristina
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non so se si possa considerare un miglioramento,ma l'ultimo omeopata che ho consultato cara criss ha dato anche a me un solo rimedio da prendere.anche io ero molto sconcertata..la candida continua a venirmi ma devo dire in forma molto più leggera di prima tant'è che non ho più bisogno di usare creme calmanti o ovuli..non so se vuol dire qualcosa tutto questo.
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Una visita omeopatica - info
L'uomo intero
L'omeopatia si distacca dai canoni usuali della medicina allopatica, che spesso cerca solamente di contrastare i sintomi che si presentano in un organismo senza cercare di riequilibrarne l'insieme, per un altro aspetto rilevantissimo: il medico omeopatico prende in considerazione “tutto” l'organismo con i suoi modi di reagire alla malattia, per attuare una terapia che non sia solo fisica ma anche, contemporaneamente, psicologica.
Nel scegliere il rimedio appropriato, il medico omeopatico prende in considerazione anche alcune caratteristiche psicologiche di quell'individuo, intervenute dal momento in cui si è presentata la malattia.
Ultima modifica di anna1401; 04/08/2008 alle 18:04
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continua
La considerazione psicologica della persona è ancora più importante se si prendono come esempio dei disturbi specificamente emotivi, come l'insonnia o l'ansia, oppure i disturbi della sfera sessuale.
In questi casi, infatti, la terapia non deve curare semplicemente il disturbo specifico presentato dal paziente, ma cercare un suo graduale ritorno all'equilibrio psicofisico che precedeva la malattia; e ciò senza necessariamente usare psicofarmaci per imporre un benessere semplicemente farmacologico, cioè innaturale.
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L'osservazione
Il comportamento di una persona, in un certo senso, “tradisce” e “svela” ciò che spesso essa vorrebbe tenere nascosto; a volte questo è un comportamento razionale, che viene adottato per diversi motivi, mentre a volte non appare assolutamente alla persona che lo attua.
In quest'ultimo caso si tratta di un modo per comunicare contenuti o disagi che la persona ignora o rimuove, e che appaiono all'esterno in modo diremmo camuffato, ma riconoscibile a un'osservazione attenta e professionale.
Questi segni sono importanti perché indirizzano verso una comprensione della persona che oltrepassi l'immagine che essa vuole dare di se stessa, e che in genere tende a essere la migliore.
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continua
Ma l'omeopata deve necessariamente scoprire la personalità profonda del paziente e conoscere anche le modalità reattive più intime e spontanee caratteristiche di quella persona.
Si tratta di riconoscere gli elementi essenziali, sia fisici sia mentali, che muovono la fisiologia dei paziente e che ne possono spiegare le deviazioni biologiche verso la patologia.
L'osservazione riguarda quindi il modo di muoversi, di parlare, di porre al medico domande circa la propria salute, ecc. L'osservazione attenta è quindi uno strumento che può orientare l'interrogatorio vero e proprio e fornire indicazioni sulle modalità di reazione più profonde, utili per avvicinarsi alla terapie sempre più adatta ed efficace.
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L'interrogatorio
È la parte più rilevante della visita omeopatica, in quanto consente di analizzare in dettaglio i sintomi di cui spontaneamente il paziente parla, e di passare al vaglio anche settori, organi e zone fisiche e mentali apparentemente indenni.
Molto spesso il paziente infatti dimentica importanti affezioni o sintomi, un po' perché non è abituato a metterli in relazione con il problema che ha denunciato, un po' perché alcuni fanno parte ormai del suo sistema, tanto da non essere considerati neanche più dei sintomi.
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continua
Il medico omeopata farà dunque molte domande, dopo avere ascoltato con attenzione una prima descrizione spontanea del problema, per raccogliere il maggior numero di informazioni.
Magari dando l'impressione al paziente di soffermarsi su aspetti o sintomi secondari. Se avete, ad esempio, un dolore a un braccio, il medico omeopata vi chiederà anche se il dolore si aggrava o migliora in particolari ore del giorno o della notte, se si presenta a fitte e se queste iniziano bruscamente o lentamente, se migliora con il movimento o stando fermi, ecc.
Tratto da : eurosalus.com
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omeopatia
Infattii l'OMEOPATIA CLASSICA sottolinea che è l'uomo nella sua totalità che deve essere curato, e questo sarebbe possibile (uso il condizionale per rispetto a chi dissente da questa visione, perchè so che il forum è frequentato anche da persone che non condividono l'impostazione umanistica delle medicine naturali) grazie all'individuazione di un unico rimedio (SIMILLIMUM) che tale rimarrebbe nel corso di tutta la vita, o di pochi altri (SIMILARI) poichè nella natura delle cose c'è il senso della trasformazione, e l'individuo nel corso della sua vita può "trasmutare" come in un processo alchemico:
così l'uomo di oggi non è quello di ieri nè quello che sarà domani.
Nel processo evolutivo del divenire("panta rei", tutto scorre di ERACLITO)
c'è il senso del "non essere".
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simile
In questa ricerca del SIMILE (similare o simillimum) acquista importanza fondamentale la raccolta di informazioni circa la modalità di insorgenza di un determinato sintomo, cioè quando compare, cosa lo scatena o lo aggrava, cosa lo migliora, per esempio il caldo o il freddo, la pressione, il movimento o il riposo, e così via tanti altre caratteristiche che possono sembrare qualche volta banali, ma che in pratica corispondono a delle modalità reattive estremamente "sincere"(perchè saltano il potere spesso elusivo della corticalità). Così la reattività al caldo o al freddo può essere interpretata come una particolare modalità di REATTIVITA da parte dell'IPOTALAMO (dove sono ubicati i centri della termoregolazione), e l'aggravamento o la sonnolenza dopo il pasto molto marcati a una tendenza alla VAGOTONIA(espression e quindi di un particolare orientamento del sistema neurovegetativo).
La scelta del rimedio, secondo l'omeopatia classica, non dovrebbe essere suggerita dal riscontro di un solo sintomo simile, ma da quanti più possibile,
secondo una visione di insieme configurante un "personoide", cioè la personalità di un rimedio, e non un assemblaggio passivo e meccanico, acritico, di sintomi.
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branche umanistiche
Quindi senza falsi pudori si può affermare che l'OMEOPATIA CLASSICA, così come la PSICANALISI e la PSICOTERAPIA non può essere definita "scientifica", secondo il significato che attualmente viene attribuito a questo termine: perchè è impossibile stabilire un criterio di valutazione matematica (come quello su cui si basa la statistica) a un modello di rapporto terapeutico che è imprenscindibile dalla relazionalità terapeuta-paziente.
Questo non significa rinnegare il progresso scientifico e le moderne tecnologie, ma accettare che la medicina stessa si serva delle tecnologie, senza perdere la sua anima di UMANESIMO.
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l'albero della vita
Se la medicina è -anche- basata sull'imprenscindibil e rapporto terapeuta paziente, mi permetto di esprimere un mio personale punto di vista: che questo rapporto sia ideale quando, con tutti gli strumenti a sua disposizione, con tutte le esperienze e le informazioni legate al suo vissuto,teconologich e o meno, con tutto il suo sapere, nella condivisione di tutto quello che è la partecipazione a un processo
analogico di "comprensione", si realizza un piccolo "miracolo", un piccolo seme da cui germoglierà un grande albero: il desiderio prepotente e inarrestabile
di guarire, per vivere. Per questo io lo chiamo "l'albero della vita".
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