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| Le cefalee Per parlare di emicrania, cefalea a grappolo, cefalea tensiva e... |
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#43
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.5. Dolore a partenza dall'arteria carotide o vertebrale ( 163.0, 163.2,165.0,165.2, o 167.0 ) 6.5.1. Cefalea o dolore facciale o del collo attribuiti a dissecazione arteriosa [I67.0] Criteri diagnostici: A. Qualunque nuova cefalea, dolore facciale o del collo a esordio acuto , con o senza altri sintomi o segni neurologici, che soddisfi i criteri C e D B. Dissecazione dimostrata con appropriati accertamenti vascolari e/o indagini neuroradiologiche C. Il dolore si sviluppa in stretta relazione temporale e dallo stesso lato della dissecazione D. Il dolore scompare entro 1 mese segue
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L'abbandono è la peggiore crudeltà che si possa fare ad un cane. Perchè tra cane e padrone c'è un tacito, atavico accordo di mutua fedeltà. |
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#44
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Riferimento: Cefalee secondarie
Commento:
La cefalea con o senza dolore al collo può essere la sola manifestazione di dissecazione arteriosa cervicale. Rappresenta il sintomo di gran lunga più frequente (55-100% dei casi) ed è anche il più frequente disturbo d'esordio La cefalea, il dolore facciale e del collo sono abitualmente unilaterali (ipsilaterali all'arteria dissecata), severi e persistenti (in media 4 giorni). La sintomatologia dolorosa, tuttavia, non possiede un comportamento costante specifico e può risultare a volte molto fuorviante simulando altre cefalee come l'emicrania, la cefalea a grappolo, la cefalea primaria "a rombo di tuono" e l'emorragia subaracnoidea (specificamente in quanto una dissecazione intracranica dell'arteria vertebrale può essa stessa esordire con un'emorragia subaracnoidea). I segni associati sono frequenti: segni di ischemia cerebrale o retinica e segni locali. Una sindrome di Horner o un tinnito associati a dolore con esordio improvviso sono altamente indicativi di una dissecazione carotidea. La cefalea precede abitualmente l'esordio dei segni ischemici e richiede pertanto diagnosi e trattamento precoci. La diagnosi si basa sul duplex scanning, la RM, l'angioRM e/o la TC spirale e, nei casi dubbi, sull'angiografia convenzionale. In genere, è necessario eseguire più di un'indagine poiché qualcuna può risultare nella norma. Non ci sono trial randomizzati relativi al trattamento, pur essendovi un consenso a favore dell'impiego di eparina seguita da warfarin per 3-6 mesi in rapporto alla qualità della guarigione dell'arteria.
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.5.2. Cefalea post-endoarteriectomia [I97.8] Criteri diagnostici: A Cefalea acuta con una delle seguenti tipologie e che soddisfi i criteri C e D: 1. dolore lieve diffusoB. Intervento di endoarteriectomia carotidea C. La cefalea si sviluppa entro 1 settimana dall’intervento, in assenza di dissecazione D. La cefalea si risolve entro 1 mese dall’intervento Commento: Tre sottotipi di cefalea sono stati descritti dopo endoarteriectomia carotidea. Il più frequente (fino al 60% dei casi) è rappresentato da una cefalea isolata diffusa e lieve, che si manifesta nei primi giorni dopo l’intervento. Si tratta di una condizione benigna autolimitantesi. Il secondo tipo (segnalato fino al 38% dei casi) è rappresentato da un dolore unilaterale simil-cluster con attacchi della durata di 2-3 ore che si verificano una o due volte al giorno. Si risolve in circa 2 settimane. Il terzo tipo fa parte della rara sindrome da iperperfusione, in cui un dolore unilaterale pulsante e di forte intensità si manifesta dopo un intervallo di 3 giorni dall’intervento. Precede spesso un incremento della pressione arteriosa e l’esordio di convulsioni o di deficit neurologici intorno alla settima giornata. È necessario un trattamento urgente .
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.5.3. Cefalea da angioplastica carotidea Criteri diagnostici: A. Qualunque nuova cefalea acuta che soddisfi i criteri C e D B. Intervento di angioplastica extra- o intracranica C. La cefalea si sviluppa durante l'intervento o entro la settimana successiva, in assenza di dissecazione D. La cefalea si risolve entro 1 mese Commento: La valutazione dell'efficacia e della tollerabilità dell'angioplastica percutanea transluminale (APT) e stenting versus la chirurgia è attualmente oggetto di trial randomizzati. I dati relativi alla cefalea sono ancora scarsi e la cefalea non è menzionata in ampie casistiche di APT carotidea. In una piccola casistica di 53 pazienti, il dolore cervicale si è manifestato nel 51% dei pazienti e quello cranico nel 33% durante il rigonfiamento del palloncino, scomparendo, nella maggior parte dei casi, entro pochi secondi dallo sgonfiamento del palloncino. La cefalea come parte di una sindrome da iperperfusione (vedi 6.5.2 Cefalea post-endoarteriectomia) è stata riscontrata anche dopo APT carotidea.
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.5.4. Cefalea attribuita a procedure endovascolari intracraniche Criteri diagnostici: A. Cefalea unilaterale localizzata, di forte intensità, a esordio improvviso, che soddisfi i criteri C e D B. Intervento di angioplastica o embolizzazione intracranica C. La cefalea si sviluppa entro pochi secondi dalla procedura D. La cefalea si risolve entro 24 ore dal termine della procedura Commento: Un sottotipo molto specifico di cefalea è stato descritto dopo rigonfiamento del palloncino o embolizzazione di una malformazione arterovenosa o di un aneurisma. È un dolore severo a esordio improvviso, localizzato in aree specifiche a seconda dell'arteria coinvolta, che si verifica entro pochi secondi dalla procedura e recede rapidamente.
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.5.5. Cefalea da angiografia Criteri diagnostici: A Cefalea acuta con una delle seguenti tipologie e che soddisfi i criteri C e D 1. cefalea diffusa, urente, di forte intensitàB. Esecuzione di angiografia intra-arteriosa carotidea o vertebrale C. La cefalea si sviluppa durante l’angiografia D. La cefalea si risolve entro 72 ore Commento: L’iniezione intracarotidea o intravertebrale di mezzo di contrasto induce una cefalea diffusa severa con una sensazione urente che si risolve spontaneamente. L’iniezione può anche scatenare un attacco di emicrania in un soggetto emicranico. Questa dovrebbe essere codificata come 1. Emicrania (sottotipo appropriato) e come 6.5.5 Cefalea da angiografia.
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.6. Cefalea attribuita a trombosi venosa cerebrale (CVT*) [I63.6] * Acronimo derivato dall'inglese Cerebral Venous Thrombosis Criteri diagnostici: A. Qualunque nuova cefalea, con o senza segni neurologici, che soddisfi i criteri C e D B. Evidenza di CVT alle indagini neuroradiologiche C. La cefalea (e i segni neurologici, quando presenti) si sviluppa(no) in stretta relazione temporale con la CVT D. La cefalea si risolve entro 1 mese in seguito a trattamento adeguato segue
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Riferimento: Cefalee secondarie
Commento:
La cefalea è di gran lunga il sintomo più frequente di CVT (presente nell'80-90% dei casi) ed è anche il più frequente sintomo d'esordio. Non ha caratteristiche specifiche: molto spesso è diffusa, progressiva, severa e associata con altri segni di ipertensione endocranica. Può anche essere unilaterale e improvvisa, a volte realmente fuorviante, potendo simulare l'emicrania, la cefalea primaria "a rombo di tuono", l'ipotensione liquorale o l'emorragia subaracnoidea (della quale può essere una causa). La cefalea può essere la sola manifestazione di CVT, ma in oltre il 90% dei casi si associa a segni focali (deficit neurologici o convulsio- ni) e/o segni di ipertensione endocranica, encefalopatia subacuta o sindrome del seno cavernoso. Data l'assenza di caratteristiche specifiche, ogni cefalea persistente di recente esordio dovrebbe destare sospetto, soprattutto in presenza di una sottostante condizione protrombotica. La diagnosi si basa sulle indagini neuroradiologiche (RM + angioRM o TC + angioTC o angiografia intra-arteriosa nei casi dubbi). Il trattamento dovrebbe iniziare il più precocemente possibile e includere una terapia sintomatica con eparina seguita, per almeno 6 mesi, da anticoagulanti orali e, quando indicato, anche una terapia della patologia sottostante.
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.7. Cefalea attribuita ad altrodisturbo vascolare intracranico 6.7.1. Arteriopatia cerebrale autosomica dominante con infarti sottocorticali e leucoencefalopatia (CADASIL*) [I67.8] * Acronimo derivato dall'inglese Cerebral Autosomal Dominant Arteriopathy with Subcortical Infarcts and Leukoencephalopathy Criteri diagnostici: A. Attacchi di emicrania con aura, con o senza altri segni neurologici B. Tipiche alterazioni della sostanza bianca in RM nelle sequenze T2 pesate C. Conferma diagnostica mediante biopsia cutanea o test genetico (mutazioni Notch 3) segue
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Riferimento: Cefalee secondarie
Commento:
La CADASIL è una patologia autosomica dominante (con alcuni casi sporadici) delle piccole arterie cerebrali identificata di recente, caratterizzata clinicamente da piccoli infarti profondi ricorrenti, demenza sottocorticale, disturbi del tono dell'umore ed emicrania con aura. L'emicrania con aura è presente in un terzo dei casi e, in questi, è generalmente il primo sintomo della malattia, manifestandosi a una età media di 30 anni, circa 15 anni prima degli ictus ischemici e 20-30 anni prima del decesso. Gli attacchi sono tipici per 1.2 Emicrania con aura, fatta eccezione per una inusuale frequenza di aura protratta. La RM è sempre positiva con marcate alterazioni della sostanza bianca nelle sequenze T2 pesate. La patologia coinvolge le cellule muscolari lisce nella media delle piccole arterie ed è dovuta a mutazioni del gene Notch 3. La diagnosi si effettua con una semplice biopsia cutanea su cui si effettua una immunocolorazione per gli anticorpi Notch 3. La CADASIL è un eccellente modello di studio della fisiopatologia dell'emicrania con aura e delle correlazioni tra questa e l'ictus ischemico.
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.7.2. Encefalopatia mitocondriale, acidosi lattica ed episodi simil-ictali (MELAS*) [G31.81] * Acronimo derivato dall'inglese Mitochondrial Encephalopathy, Lactic Acidosis and Stroke-like episodes Criteri diagnostici: A. Attacchi di emicrania con e senza aura B. Episodi simil-ictali e crisi convulsive C. Anomalie genetiche (mutazione puntiforme 3243 del DNA mitocondriale nel gene Leu del tRNA o altra mutazione puntiforme del DNA MELAS) Commento: Gli attacchi di emicrania sono frequenti nella MELAS e questo ha indotto a ipotizzare che le mutazioni mitocondriali possano avere un ruolo nell'emicrania con aura, anche se la mutazione 3243 non è stata riscontrata in due gruppi di soggetti con emicrania con aura. Altre mutazioni non ancora identificate potrebbero avere un ruolo nell'emicrania e nell'ictus ischemico, dal momento che gli attacchi di emicrania, in particolar modo quelli con aura, si verificano anche in altre patologie mitocondriali.
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.7.3. Cefalea attribuita ad angiopatia benigna (o reversibile) del sistema nervoso centrale [I99] Criteri diagnostici: A. Cefalea diffusa di forte intensità, a esordio improvviso o progressivo, con o senza deficit neurologici focali e/o convulsioni, che soddisfi i criteri C e D B. Aspetto “a salsicciotto” all’angiografia ed esclusione di emorragia subaracnoidea con indagini appropriate C Una o entrambe le seguenti condizioni: 1. La cefalea si sviluppa simultaneamente con i deficit neurologici e/o le convulsioniD. La cefalea (e i deficit neurologici, se presenti) scompare (scompaiono) spontaneamente entro 2 mesi segue
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Riferimento: Cefalee secondarie
Commento:
Questa è una condizione scarsamente conosciuta, caratterizzata clinicamente da una cefalea diffusa severa con variabili modalità d’esordio: improvviso, nel qual caso può simulare l’emorragia subaracnoi- dea, o rapidamente progressivo nell’arco di ore, o ancora più lentamente evolutivo nell’arco di giorni. È una delle cause identificate di cefalea “a rombo di tuono”. Può essere il solo sintomo di tale condizione, ma è usualmente associata con deficit neurologici focali fluttuanti e a volte con convulsioni. L’angiografia è per definizione alterata con segmenti alternanti di costrizione e dilatazione arteriosa. Alcune delle cause sono state identificate: la più definita è l’angiopatia post-partum, che è stata in alcuni casi messa in relazione all’uso di bromocriptina. La patologia è autolimitantesi in 1-2 mesi senza terapia e con scomparsa delle alterazioni arteriose. Tuttavia, considerata la difficoltà di una diagnostica differenziale con l’angioite primaria del SNC, è a volte indicato un ciclo di terapia con steroidi.
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Riferimento: Cefalee secondarie
6.7.4. Cefalea attribuita ad apoplessia pituitaria [E23.6] Criteri diagnostici: . A Cefalea acuta di forte intensità, retro-orbitaria, frontale o diffusa, associata ad almeno uno dei seguenti segni/sintomi e che soddisfi i criteri C e D: 1. nausea e vomitoB. Evidenza di infarcimento emorragico acuto pituitario alle indagini neuroradiologiche C. La cefalea si sviluppa contemporaneamente all'infarcimento emorragico acuto pituitario D. La cefalea e altri sintomi e/o segni si risolvono entro 1 mese Commento: Questa rara sindrome clinica è una condizione acuta, potenzialmente letale, caratterizzata da un infarcimento emorragico spontaneo della ghiandola pituitaria. È una delle cause di cefalea "a rombo di tuono". La RM è più sensibile della TC per evidenziare una patologia intrasellare. Continua......
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