Questa discussione dal titolo Emicrania (con o senza aura) cure "alternative" è all'interno del forum Le cefalee; Ogni tanto si trovano notizie tipo questa che ho postato qui sopra o quella che avevi trovato ...
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Ogni tanto si trovano notizie tipo questa che ho postato qui sopra o quella che avevi trovato tu riguardo al vaccino, che poi però è finita ...nel nulla
Non so cosa dire....ognuno fa le sue ipotesi.....chissà però che prima o poi arriveranno a scoprire le cause reali....
Non disperiamo Calimero.......
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Ma il problema resta oltre che l'emi anche l'aura!!!!! Quando scopriranno qualcosa su questa nostra amica?
Cmq brava Diana ottimo lavoro
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Gaetano accontentiamoci ........già non avere dolore è una gran bella cosa
certo, ad essere proprio sincera.......non so cosa pagherei per non avere l'aura.....
Il passerotto e la piccola gazza ci seguiranno nel nostro navigare
pensa che bello vederli volare felici
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Già e speriamo che volino alti cara Diana, lontano da pericoli vari....Cmq qui da noi siamo circondati da gazze che a volte litigano con le cornacchie, pensa che confusione qui
. Oggi ho usato le compresse che ho acquistato, devo dire che hanno un sapore disgustoso
, come i bambini le inghiotterò con il naso turato
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Stamane,tra un bucato steso,un letto rifatto,mi metto pure al Pc...debbo approfitare,non c'è nessun nipotino sul orizzonte(per ora).Ieri trovai questo sito www.promiseland.it,che è un altro sito,dove ci sono medici che rispondono alle domande.Nel capitolo della medicina alternativo,ho trovato questo.....http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=6333 ...che parla di cloruro di magnesio.Ora ho capito che il magnesio,anche nelle diverse forma,cmq fa il suo lavoro.In più leggendo il nome comune"sale inglese"...mi si è acceso una lampadina,hehehehehe h.Perchè ricordo mia nonna,che per problemi di stomaco,o stitichezza prendeva il sale inglese.In pratica il magnesio,in tutte le sue forma,è una specie di elisir di lunga vita,!!!!!!!!!!!!!
Il futuro è oggi....
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x calimero
ho preso il libro di Raul Vergini "curarsi con il magnesio"che parla del cloruro di magnesio sono osservazioni fatte da un medico francese tale Pierre Dalbett nei primi del 900 e tradotte in italiano.
La cosa più fastidiosa è ingurgitare circa 3 grammi al giorno di cloruro...vi assicuro che ha un gusto terribile.
Comunque è molto interessante
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Infatti nel sito che ho trovato io,parla di prepararlo in una brocca,e di berne 2 tazzine da caffè al giorno....con un poco di arance o limone spremuto.Deve essere di 33gr per litro....anche in questo sito consigliano le compresse,che si chiamano SANTIVERI....produtt ore IBERSAN.....ma io parlo di cloruro di magnesio....ciao....
Il futuro è oggi....
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x Diana
ho visto che hai trovato un articolo del dott. D'Andrea
D'Andrea è stato il mio ultimo neurologo ,
non sapevo fosse diventato così famoso.
Se in futuro avete intenzione di andare ad Este per farvi visitare passate a salutarmi
ciao
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Dopo le prime assunzioni di carbonato di magnesio ho provato il cloruro di magnesio in polvere ,
dopo un pò di tempo che lo prendevo l'emicrania è riaffiorata
e sono ripassato al carbonato e sto da Dio.
In ogni caso leggo di molte persone che lo usano con ottimi risultati
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Un'analisi del sangue per stabilire il tipo di mal di testa
Un esame del sangue può stabilire se il dolore che proviamo è un vero mal di testa oppure qualche altro disturbo.
Sono state soprannominati i "tre moschettieri" elusivi le amine responsabili di forme specifiche di mal di testa.
Le Amine Eusive sono così chiamate perché sono sempre sfuggite ad ogni indagine di laboratorio. Esse sono realmente implicate nel mal di testa e non solo nell'emicrania, ma anche nella cefalea a grappolo, tristemente nota come cefalea da suicidio, dove la loro concentrazione sale di quasi dieci volte e ciò spiegherebbe anche perché questa cefalea si accompagna a tutto un corteo di sintomi vegetativi (lacrimazione, congestione e gocciolamento nasale, arrossamento oculare, ecc. ) che l'emicrania non ha .
Grazie a una metodica sviluppata da Giovanni D'Andrea (appena eletto Presidente ANIRCEF) basta un prelievo sanguigno, per individuarle nel plasma e nelle piastrine.
Si tratta dell'Octopamina e la Sinefrina, trasmettitori nervosi importantissimi negli invertebrati e che, finché non furono individuate qualche anno fa anche nell'uomo, sembravano presenti solo in piccole tracce negli animali superiori dove finivano per essere indicate addirittura col termine di Falsi Neurotrasmettitori.
L'octopamina invece si concentra soprattutto nell'ipotalamo e nel locus coeruleus del cervello dell'uomo.
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Le ultime ricerche di D'Andrea hanno completato il gruppo con la Tiramina, ben più nota e risultata implicata soprattutto nella cefalea a grappolo. E' soprattutto in quest'ultimo mal di testa, ancor più che nell'emicrania, che si rilevano alterate concentrazioni di queste sostanze nelle cellule nervose e queste alterazioni si osservano parallelamente anche nelle piastrine circolanti nel sangue, che, dal punto di vista biochimico, sono un po' lo specchio dei neuroni cerebrali: ecco perché basta un prelievo per vedere, di riflesso, cosa succede nei processi biochimici cerebrali. Le tre amine elusive alterano l'attività dei circuiti della serotonina, il neurotrasmettitore finora universalmente riconosciuto come principale imputato nel mal di testa.
Lo ha spiegato Giovanni D'Andrea, direttore dal Centro Cefalee e Comorbidità del Dipartimento di Patologia Clinica dell'Ospedale Este-Monselice, che molti ricorderanno per la stretta collaborazione con Kenneth Michael Anthony WELCH dell'Henry Ford Center di De****t e oggi Presidente della Finch University della Chicago Medical School, che, già nell'80, aveva segnalato la possibilità di un legame fra amine elusive ed emicrania e anch'egli presente al congresso di Monza con uno studio che conferma l'accumulo di ioni ferro nel grigio periacqueduttale degli emicranici da lui individuato qualche anno fa.
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Queste amine possiedono propri recettori specifici denominati TARS (cioè trace amine receptors) concentrati soprattutto nelle aree cerebrali chiamate amigdala e ipotalamo.
Progettando farmaci capaci di agire su questi recettori, così come oggi i noti antiemicranici chiamati triptani vanno ad agire sui recettori della serotonina, si apre una nuova era nella lotta al mal di testa perché si potranno correggere meccanismi ancora più a monte dell'alterazione della serotonina. E come sempre, più si agisce a monte, migliore è l'effetto che si ottiene.
Lo studio di D'Andrea sarà pubblicato sul prossimo numero di Neurological Sciences.
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mA è STUPENDA QUESTA NOTIZIA.Ulteriore prova che si cerca di risolvere l'emicrania,e le cefalee.Questa notizia non l'avevo letto....interessant issima.Spero che anche i nostri centri,riescono ad aggiornarsi.Tutto dipende anche dei fondi disponibili.
Grazie Diana!!
Il futuro è oggi....
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Calimero come vedi c'è chi sta lavorando per noi, quindi non bisogna perdere le speranze ma avere fiducia
Sai che il dott. D'Andrea era il neurologo di P1n0 ? Come va tua figlia ?
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La Medicina Biologica
Il termine "Medicina Biologica" è stato coniato negli anni '90 per sostituire termini ormai inadeguati riguardanti un certo tipo di medicina detta "alternativa" o "naturale" o anche "non convenzionale".
La Medicina Biologica comprende un insieme di metodiche, sia in campo diagnostico che terapeutico, il cui principio guida è la salvaguardia del "biosistema uomo" ed ha l'obiettivo di curare sostenendo e ripristinando le capacità di guarigione proprie della persona, rispettandone l'equilibrio e l'integrità.
La Medicina Biologica considera i disturbi e le malattie reazioni dell'organismo necessarie ed utili per riequilibrare lo stato di salute; ogni sintomo patologico è considerato come un "segnale d'allarme" necessario per comprendere le reali cause della malattia che sono associate a componenti non solo fisiche della persona, ma anche psicologiche ed ambientali.
Nel fare ciò la Medicina Biologica integra tutte le discipline di cui dispone con gli strumenti diagnostici convenzionali: in quest'ottica la vecchia distinzione tra medicina alternativa e medicina convenzionale non ha più senso in quanto la vera differenza è rappresentata dall'approccio al paziente, che non è più considerato come un caso clinico, ma come una persona in cui sintomi vanno capiti, interpretati e curati alla radice più che soppressi.
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La medicina, ovvero "la scienza delle malattie e l'arte del guarire", solo recentemente è stata interpretata come scienza biologica e non più come scienza esatta. L'uomo, da una somma di elementi materiali misurabili e classificabili, viene promosso a individuo con la propria complessità biologica e un destino comune con un proprio ambiente. Infatti, nel corso degli ultimi due secoli, i medici e gli scienziati hanno cercato di oggettivare la salute e la malattia, che invece sono aspetti soggettivi ed individuali, dimenticando l'origine e il fine della medicina stessa: l'uomo.
Eppure il medico della Grecia antica aveva una visione olistica, cioè globale, del malato ed era convinto che la salute del corpo fosse strettamente legata a quella della mente: "il grande errore dei medici del nostro tempo: tenere l'anima separata dal corpo", diceva Platone.
Nell'ottica della medicina moderna, le malattie sono studiate in base ai sintomi e gli individui sono considerati classificazioni numeriche estrapolate da dati statistici, riducendo la persona ammalata ad un elemento di casistica e non riconoscendo come scientifico il singolo caso osservato.
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Nello studio della vita e degli esseri viventi si fa l'errore metodologico di trasformare la complessità dei sistemi biologici in semplici grandezze matematiche con il paradosso di ritornare ai sistemi complessi rielaborando statisticamente dei dati matematici.
Nella realtà, alla medicina sono collegate non solo le leggi della chimica e della biochimica, ma tutte le leggi universali, dalla fisica alla meccanica quantistica: infatti l'esplorazione del mondo atomico e subatomico ha indotto una revisione dei vecchi modelli della fisica a favore di modelli nuovi in cui il mondo fisico viene considerato come un insieme integrato piuttosto che come una serie di parti separate.
Con l'approccio meccanicistico e analitico dei secoli passati, da Newton in poi gli scienziati avevano creduto che tutti i fenomeni della fisica potessero essere ridotti alle proprietà di particelle materiali rigide e solide.
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La fisica quantistica invece ci mostra che non è possibile scomporre il mondo in unità elementari indipendenti l'una dall'altra e che il mondo naturale appare come una trama complessa di relazioni tra le varie parti di un tutto unificato.
In contrapposizione all'approccio analitico, il pensiero sistemico della fisica moderna non si concentra quindi solo sull'analisi dei mattoni elementari che compongono un sistema, ma pone il sistema in un insieme integrato che non può essere compreso attraverso la sola analisi.
Tutto ciò è quanto mai valido anche in campo medico: infatti, per rapportarsi più correttamente all'uomo, la medicina deve tener conto non solo delle componenti materiali, ma anche energetiche e psico emotive: se essa si limita ai settori materiali della vita, diventa una medicina riduttiva; se poi restringe l'orizzonte ai processi materiali lineari monocausali, diventa una medicina semplicistica.
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Una tale medicina può avere nella ricerca di base i suoi vantaggi e la sua giustificazione, ma è destinata a fallire nella pratica terapeutica.
La vera medicina implica una conoscenza della natura e dei suoi fenomeni: chi recepisce solo le cose materiali misurandole con i metodi formali (statistica) è ben lungi dalla scienza della natura: la medicina è una scienza biologica che, applicata l'uomo, diventa arte medica solo se include elementi umanistici.
Invece la cosiddetta medicina scientifica ha già da tempo abbandonato la natura e lotta in prevalenza con mezzi innaturali contro isolati sintomi patologici che altro non sono che segnali d'allarme nell'organizzazione armoniosa del biosistema uomo.
Di conseguenza, la terapia convenzionale è diventata in gran parte una terapia sintomatica, limitata all'eliminazione dei singoli sintomi: quanto più elementari sono i rapporti lineari tra farmaco ed effetto, tanto più agevolmente possono essere misurati; quanto più facile è la misurazione, tanto più scientifica e dichiarata la terapia.
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Tuttavia viene ignorata una nozione elementare: i sintomi patologici sono in gran parte segnali d'allarme dell'organismo, anelli terminali di una lunga catena patogenetica in cui anelli iniziali risiedono in dimensioni più profonde e sono spesso molto lontani dall'anello terminale definito "sintomo".
La Medicina Biologica è invece una scienza medica che, in fase sia di diagnosi che di terapia, si rivolge alle funzioni vitali e attua i suoi interventi curativi in sintonia con le capacità naturali di rigenerazione, adattamento e autoguarigione dell'organismo.
Il suo criterio principe e l'integrità della persona.
Avvalendosi e inserendosi nel campo dell'enzimologia, della biologia molecolare, della fisica atomica e perfino della meccanica quantistica, la Medicina Biologica cerca al contrario di individuare le leggi della vita non per opporvisi ma per assecondarle.
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