Carissima Frederika, come mai questa volta siamo d'accordo ? Avrei potuto scrivere io le stesse identiche cose e quasi con le stesse parole, compresa la bellissima chiusa:
Che ogni popolo viva come gli pare.....ma solo in casa propria.
Sono sempre più convinta che non è del tutto sbagliata difendere i valori culturali del territorio e nazionale.
Anche se ad onor del vero,dobbiamo ringraziare scienziati arabi del passato che ci hanno trasmessi conoscenze ancora in uso oggi...
Come i cinesi avevano già molti secoli fa stampavano dei manoscritti,e non ricordo cos'altro era di uso comune presso quei popoli...non tutti,perchè dire Cina,vuol dire un territorio sterminati con popolazioni e tradizioni diversissimi.
In Europa c'è una miscelanza di popoli adesso,e credo che è sopratutto la paura dell'integralismo o altre forme di usanze tribale millenarie a farci paura.Sopratutto in qualità di donna,non vorrei che certi diritti acquistati con molte lotte,noi donne le perderemo per colpa di popoli che vengono per fame o per guerra in Europa.
Prendere il buono di certe culture estranei alla nostro è cosa buono(secondo me,posso sbagliare)...ma ritornare di qualche millenno indietro con i diritti o costumi,non mi va,perchè vorrei che restano intoccabili.
Anche le tradizioni locali possono sembrare di poca importanza,mi chi decide che quella di un altro popolo è migliore?Ognuno si tiene la sua,che non ci devono essere imposizioni.
Quando noi andiamo in altri nazioni,rispettiamo le tradizioni locali,comportandoci di consequenza.
Che ogni popolo vive come gli pare...ma solo in casa proprio.
Il futuro è oggi....
Carissima Frederika, come mai questa volta siamo d'accordo ? Avrei potuto scrivere io le stesse identiche cose e quasi con le stesse parole, compresa la bellissima chiusa:
Che ogni popolo viva come gli pare.....ma solo in casa propria.
Perchè avere opinioni diversi,non vuol dire non stimare l'avversario...Ma tu credi che i politici non si fanno un caffè al bar insieme,anche se sono si 2 versanti opposti!Originariamente Scritto da collenuccio
Cmq sei l'unico che ha risposto...evidentem ente non è molto sentito questo problema,che cmq esiste,basta vedere l'allargare dei partiti nazionalisti in Europo.Che nella loro forma estrema non condivido,ma un sano orgoglio nazionale e difesa di certi valori li condivido senz'altro.Perchè sono le nostre radici.
Il futuro è oggi....
Da una parte concordo, non dobbiamo perdere la nostra identità. Ma proprio questo dev'essere la base per trovare il modo giusto di integrare chi viene nel nostro paese, se vuole farlo. Se non lo vuole fare, allora... meglio che se ne vada.
Lo squalo sono meee
lo stato no, non è un’azienda lo stato è ogni cittadino che pensa
se non ci fosse stata commistione, interscambio di culture, conquiste e sopraffazioni, conflitti e ricongiunzioni, l'Italia quale è oggi non esisterebbe, e così quello che sono gli italiani. Ovvero una commistione delle culture più disparate. E quindi è corretto pensare a difendere la propria identità, ma non dobbiamo neppure pensare che la nostra identità sia il bene assoluto, e quello che potrebbe arrivare da fuori il male...
Insomma, della nostra storia e della nostra identità fa parte anche e molto la Chiesa cattolica, come si rivendicava in un altro topic sulle religioni...
E quindi dovrei io come cittadino italiano rivendicare l'eredità culturale delle crociate stragiste, della santa inquisizione, delle abiure a uomini di scienza, o posso io rinnegare questi fenomeni, e farmi portatore di valori nuovi e più modernisti. Posso pensare che il mio vicino abbia anche qualcosa da offrire, oltre che il lavaggio dei vetri al semaforo o il mazzo di fiori o l'accendino?
Io credo profondamente nell'interculturalit à, e penso che il crederci comunque, o non crederci non faccia molta differenza. Siamo già dentro ad un fenomeno inarrestabile, le barriere geografiche e ideologiche sono abbattute da mezzi di locomozione potentissimi e da internet. La mescolanza completa di razza è questione forse di qualche secolo, ma credo che infine avverrà anche quella..
Chissà se quello che ne salterà fuori sarà meglio o peggio di quello che siamo o abbiamo, chi vivrà vedrà![]()
Le mie massime: In topa semper fidelis ~ Quando er gioco se fà duro, ar duro je viè duro
La nostra commistione di culture si è sempre verificata nell'ambito cristiano in senso lato. La dominazione araba della Sicilia e della Spagna ha lasciato solo residui linguistici dialettali e qualche bel monumento (tanto per dire: "mongibello", i nomi di frutta e ortaggi introdotti dai Mori, e, in italiano quasi tutte le parole che cominciano per "al" o "ar"). In tutta l'Italia meridionale per indicare una persona si usa il termine "cristiano" (Ma, c'è nu cristianu alla porta).
Se mai l'Islam dell'alto medioevo ha contribuito, tramite interpreti cristiani, ad arricchire la nostra cultura, l'islam odierno non ha assolutamente più nulla da insegnarci in quanto dal XVII° secolo si è fossilizzato in un'ottusa osservanza della lettera del Corano e degli altri libri sacri. Il nostro vicino, per quello che se ne vede, non ha assolutamente nulla da offrirci tanto da aver assorbito tutto il nostro progresso tecnologico senza però metabolizzare tutto il substrato culturale che a tale progresso ha portato.
Molti immigrati cercano di integrarsi ma sono condizionati dalla comunità da cui dipendono e, lo abbiamo visto in ormai troppi casi, nel farlo rischiano pure la vita.
Con tali premesse dubito che sia possibile l'integrazione di etnie come gli Zingari, i mussulmani e i cinesi che, salvo eccezioni, si autorinchiudono in ghetti praticamente sigillati e rifiutano ogni contatto culturale con la popolazione italiana.
Cancellato perché doppione del precedente.
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