Io penso che se votano abbiano delle ragioni per farlo, per quanto siano eventualmente non proprio apprezzabili. Ma probabilmente non votano.Originariamente Scritto da luca468
Penso che sia la capacità giuridica quella che dovevi sottolineareOriginariamente Scritto da collenuccio
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Quando le cose diventano troppo complicate, qualche volta ha un senso fermarsi e chiedersi: ho posto la domanda giusta? (Enrico Bombieri, da Prime Territory in The Sciences)
Io penso che se votano abbiano delle ragioni per farlo, per quanto siano eventualmente non proprio apprezzabili. Ma probabilmente non votano.Originariamente Scritto da luca468
Quando le cose diventano troppo complicate, qualche volta ha un senso fermarsi e chiedersi: ho posto la domanda giusta? (Enrico Bombieri, da Prime Territory in The Sciences)
Nessuno priva nessuno della capacità giuridica ne tanto meno della cittadinanza facendo come ho detto!Originariamente Scritto da collenuccio
Se sottoponi tutti a test chiunque rimane paritario di fronte la legge!
Mi spieghi che senso ha dare il diritto di voto a gente che non sa distinguere la scritta SI dalla scritta NO?
I giovani fino a 18 anni mica votano? Su che base? I carcerati e i malati psichiatrici interdetti pure... Si fa una distinzione che non è criticata perché vale per chiunque ha quelle caratteristiche... Proporre una soglia di conoscenze per accedere al voto mi pare assolutamente legittimo... del resto nessuno obbliga nessuno a non sapere! Quindi di fatto il voto resterebbe un diritto di chiunque è interessato ad averlo!
Venne per il sole, ma rimase per il popolo!
scusate, ma mi sembra che si voglia far passare per uguaglianza una sorta di comunismo giudiziale.
Mi spiego meglio: se a scuola ci stanno l'asino e il buon studente. L'asino viene bocciato, lo studente viene promosso.
Perchè in un ipotesi di giudizio della capacità e conoscenza in temi di materia politica, preliminare all'attribuzione di un diritto al voto, dovrebbe essere diverso?
Il diritto c'è per tutti, ma bisognerebbe guadagnarselo. Tiziano non è escluso dal voto perchè si chiama così, ma in base al giudizio di una prova uguale per tutti, e a cui tutti possono ugualmente accedere.![]()
Le mie massime: In topa semper fidelis ~ Quando er gioco se fà duro, ar duro je viè duro
No, la critica sta nella scelta dei criteri e nella scelta delle domande. Chi fa il test e le domande di fatto è ritenuto superiore agli altri e può in qualche modo controllare il voto.
Se le domande sono del tipo cosa dice il secondo comma dell'articolo 102 delle costituzione italiana le domande sarebbero inutili quanto dannose e non direbbero nulla sull'elettore che potrebbe conoscere la costituzione a memoria ma votare comunque "a caso" per pigrizia.
Qualsiasi test escluderebbe persone "valide" e ne include di non "valide" (tra i vari del grande fratello e co. ci sono laureati in giurisprudenza e ingegneria). Quindi creerebbe solo distorsione nel voto senza risolvere il problema. Chi manovra i fili poi cercherebbe di istruire i suoi sulle possibili domande eliminando quindi soltanto chi non andava comunque a votare e mantenendo i "manovrati".
Una selezione più efficiente dell'elettorato richiede una ristrutturazione più profonda del sistema e una maggiore educazione politica.
Quando le cose diventano troppo complicate, qualche volta ha un senso fermarsi e chiedersi: ho posto la domanda giusta? (Enrico Bombieri, da Prime Territory in The Sciences)
quello che hai detto è corretto, ma con questo quindi ammetti che è necessario ristudiare i meccanismi secondo cui la popolazione accede al voto ...Originariamente Scritto da Vict85
Le mie massime: In topa semper fidelis ~ Quando er gioco se fà duro, ar duro je viè duro
Originariamente Scritto da Vict85
tieni però conto che con questa tua critica, muovi un accusa anche il sistema scolastico ed universitario, composto da individualità che stabiliscono quali sono i saperi di cui tener conto per laurearsi in giurisprudenza, piuttosto che in ingegneria informatica.
E' chiaro che anche qui possono esserci gli inclusi e gli esclusi di cui parli, che non si conformano a ciò che la didattica del sistema impone come sapere obbligatorio e sapere facoltativo...
Non credo sia possibile includere tutti, gli esclusi sono previsti ad ogni modo
Le mie massime: In topa semper fidelis ~ Quando er gioco se fà duro, ar duro je viè duro
Ma guardate che la selezione non deve essere un test impossibile da superare! Si parla semplicemente di testare la conoscenza di nozioni MINIME ed INDISPENSABILI per poter dare un'opinione senza essere raggirati.
Non è che per votare sul nucleare bisogna essere ingegneri nucleari e per votare sul legittimo impedimento giuristi... Basta semplicemente vedere che uno sappia almeno leggere (anche se non bene, ma non un totale analfabeta) e poi che sappia come funzionano le principali istituzioni e quali sono le idee delle varie forze politiche...
Tempo fa avevo visto una alle Iene se non sbaglio, Flavia Vento, che si era candidata e pretendeva di spiegare la politica... forse su youtube c'è ancora il video...
È un esempio di situazione che NON deve proporsi, ne tra l'elettorato ne tra chi si candida...
Venne per il sole, ma rimase per il popolo!
Io sono contrario al principio di rappresentanza come principio di voto e ritengo che non si siano stati esplorati abbastanza principi di partecipazione/delega alternativi a rappresentativo attuale e diretta/diretta online (l'ultima "moda"). Quindi direi di sì in un certo senso. Durante le mie ipotesi avevo addirittura pensato a sistemi con voto segreto (per l'elettore) ma l'ho scartato perché tiene troppo poco conto delle fiducia o voto diversificato (quello l'ho anche incluso come commento alla mia prima tesi) per tenere conto dei diversi interessi dell'elettore ma richiede un elettore molto consapevole.Originariamente Scritto da goldon
Ci sono comunque una marea di sistemi elettorali diversi che non vengono usati in elezioni politiche.
Quando le cose diventano troppo complicate, qualche volta ha un senso fermarsi e chiedersi: ho posto la domanda giusta? (Enrico Bombieri, da Prime Territory in The Sciences)
E' evidente. Ed in effetti il tuo voto di maturità e laurea, la tua selezione in una azienda e tutti le cose affini risentono in positivo o negativo di come la scuola è strutturata. In un sistema scolastico diverso, con richieste diverse e insegnanti educati in modo diverso il tuo voto cambia. D'altra parte la scelta degli esami influisce sul tuo impegno e tutti hanno qualche esame che eliminerebbero volentieri...Originariamente Scritto da goldon
Penso che anche la scuola vada ripensata tenendo da parte eredità antiche e considerando le opportunità che la tecnologia offre.
Quando le cose diventano troppo complicate, qualche volta ha un senso fermarsi e chiedersi: ho posto la domanda giusta? (Enrico Bombieri, da Prime Territory in The Sciences)
X LUca: Dal test di ingresso a medicina sembra che sapere che ha scritto Quasimodo sia necessario per diventare medico.
Tu non ti rendi conto del rischio implicito del tuo sistema. Sappi che persino spostare di qualche metro i confini dei collegi elettorali influisce sul voto in alcuni sistemi elettorali. Il fenomeno, noto anche come gerrymandering, non è per niente da sottovalutare e per certi versi si basa su questioni culturali/di ceto. E' vero che i principi sono uguali per tutti ma tendono ad eliminare una certa porzione della popolazione che tendenzialmente vota in un certo modo e quindi di fatto è una selezione politica dell'elettorato atta a far vincere con più facilità una parte. Tu puoi ritenerlo giusto non considerando come ammissibili le loro ragioni di voto ma comunque è una selezione politica.
Gerrymandering - Wikipedia
Quando le cose diventano troppo complicate, qualche volta ha un senso fermarsi e chiedersi: ho posto la domanda giusta? (Enrico Bombieri, da Prime Territory in The Sciences)
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