Il collegio uninominale ha un senso se il collegio è di dimensioni molto limitate ed omogenee, un paesino dove si conoscono tutti. In città come Milano, Roma, Napoli, Torino ma anche Brescia, Bergamo o Bologna dove chi abita al primo piano non conosce gli inquilini del secondo, mettere un nome al posto di un altro non significa nulla e il voto sarà sempre dato "al partito" chiunque sia chi è messo in lista.Originariamente Scritto da zorik64
La cosa "potrebbe", sottolineo "potrebbe", funzionare se i candidati avessero superato quello che nell'antica Roma era il "cursus honorum", prima eletti ai consigli comunali, poi, se approvati dagli elettori, a quelli provinciali, poi ai regionali ed infine, se la loro carriera politica è stata approvata dagli elettori nei gradi precedenti in cui hanno avuto modo di farsi valere, essere candidati alle elezioni nazionali, con un curriculum di tutto rispetto. Diversamente sono tutti dei Cetto Laqualunque, ignoti a tutti tranne che a chi li candida.




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