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Questa discussione dal titolo Dieta e sport! è all'interno del forum Sono a dieta...; grazie celtic hai scritto delle cose interessantissime...
  1. #21
    meggy non  è collegato Sani Advanced
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    grazie celtic
    hai scritto delle cose interessantissime

  2. #22
    L'avatar di metalindian
    metalindian non  è collegato Sani Young
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    Citazione Originariamente Scritto da celtic Visualizza Messaggio
    Esempio:
    1) un culturista svolge una intensissima attività di allenamento, francamente eccessiva che lo stanca eccessivamente perchè?
    Perchè la persona, grazie allo sviluppo muscolare (alla messa in mostra dei muscoli) è riuscita ad intrattenere rapporti personali soddisfacenti (essere considerato dalle colleghe di lavoro che gli chiedono consigli relativamente all'attività fisica, essere invitato fuori a cena: i muscoli sono stati un "cavallo di tr_oia" per l'appagamento di bisogni affettivi).
    Il culturista di cui in oggetto esibirà fortissime resistenze a ridurre l'atività fisica in quanto avrà paura, non di perdere la massa muscolare, ma di PERDERE I RAPPORTI AFFETTIVI CHE LUI RITIENE SIANO UNA DIRETTA CONSEGUENZA DELLO SVILUPPO DELLA MASSA MUSCOLARE.
    Per cui va attuata tutta un'opera di mediazione ed informazione che consenta al culturista di:
    - mantenere l'attività fisica, senza che questa diventi eccessiva o egli ricorra

    Ma dai su!! ma dove le hai lette ste cose??? mi sembra una barzelletta, scusa eh??!! Niente contro di te, ma stai generalizzando. Non tutti sono cosi', anzi la maggior parte non sono per niente cosi'.
    Nessuno è morto finchè non è sepolto!

  3. #23
    celtic non  è collegato Sani New
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    Non è una barzelletta è un esempio. Nelle palestre di amatori cricolano spesso farmaci dopanti o strane miscele prive di etichettatura (le ho frequentate le palestre ed ho un master universitario di settore).
    Inoltre anche una dieta che funziona può risultare inefficace nel senso che la persona si mette a dieta per risolvere problemi affettivi ("se perdo peso sarò maggiormente considerata" ecc., ecc.), perde peso ma la sua vita affettiva rimane comunque fallimentare, con risultati (in termini di frustrazione) facilmente ipotizzabili.

  4. #24
    celtic non  è collegato Sani New
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    - SEGUE DAL POST PRECEDENTE-
    Inoltre nei culturisti vi è il rischio che si instauri un processo di dispercezione corporea (si vedono "meno grossi di quello che sono") e si creano la fissazione del peso.
    Non vuol dire che tutti i culturisti sono così, ma che alcuni, non pochi, vanno incontro a questo fenomeno.
    Inoltre quante donne sono ossessionate dalla dieta e dalle calorie?
    Senza tener conto di un dato biochimico incotrovertibile:
    - l'organismo umano reagisce alle variazioni che gli vengono imposte e lo testimoniano oltre a studi vecchi di 50 anni () fenomeni come il "paradosso della dieta". La persona si pone a dieta ipocalorica, perde peso, poi riacquista il peso con gli interessi, quindi si rimette a dieta e il processo ricomincia (la persona diventa sempre più grassa).
    Il fenomeno è dovuto al fatto che l'organismo reagisce e riduce il metabolismo ("mi dai da mangiare meno e io mi adeguo e consumo meno" - si tratta di un fenomeno di mantenimento dell'omeostasi-)
    dato riportato su tutti i testi di settore.
    In merito alle palestre: i dati, anche giudiziari, parlano di consumi di sostanze dopanti diffusi tra gli amatori.
    I dati che riporto non solo "li insegnano all'università", o in corsi post laurea ma li ho toccati con mano.

  5. #25
    celtic non  è collegato Sani New
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    paradosso della dieta

    CHE COSA SI INTENDE PER “PARADOSSO DELLA DIETA”?Il “paradosso della dieta” è il fenomeno per il quale una persona che si sottopone ad un trattamento dietetico “perde il peso”, al termine della dieta lo riacquista con una aliquota aggiuntiva di massa grassa, ciò la induce a rimettersi a dieta con reiterazione ed aggravamento dell’eccesso ponderale.. Al termine di ciascun trattamento dietetico la persona acquista una sempre maggiore quantità di massa grassa.

  6. #26
    celtic non  è collegato Sani New
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    Segue

    IN CHE MODO UNA DIETA IPOCALORICA (GRAMMATA O MENO) INCREMENTA IL RISCHIO DELL’INSTAURARSI DEL FENOMENO DEL “PARADOSSO DELLA DIETA”?-Per la riduzione del “metabolismo basale” conseguente al trattamento dietologico. Il “metabolismo basale” (Basal Metabolic Rate –BMR- o Basal Energetic Expenditure –BEE-) è la quantità di energia consumata da una persona nelle 24 ore per l’espletamento delle reazioni metaboliche vitali: l’alimentazione ipocalorica induce l’organismo a ridurre i suoi consumi. Da un punto di vista biologico è una reazione di difesa finalizzata alla sopravvivenza: l’organismo interpreta il ridotto in****to di cibo come un rischio per la sopravvivenza e reagisce riducendo il dispendio energetico;

    -per l’instaurarsi di un comportamento dicotomico (i comportamenti dicotomici sono quelli che non ammettono mezze misure – parafrasabili da espressioni quali: “bianco o nero”; “giusto o sbagliato”, “tutto o nulla”-) per il quale: “sono a dieta: non mangio”, “ho terminato la dieta: posso mangiare tutto ciò che voglio”;

  7. #27
    meggy non  è collegato Sani Advanced
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    Citazione Originariamente Scritto da celtic Visualizza Messaggio
    CHE COSA SI INTENDE PER “PARADOSSO DELLA DIETA”?Il “paradosso della dieta” è il fenomeno per il quale una persona che si sottopone ad un trattamento dietetico “perde il peso”, al termine della dieta lo riacquista con una aliquota aggiuntiva di massa grassa, ciò la induce a rimettersi a dieta con reiterazione ed aggravamento dell’eccesso ponderale.. Al termine di ciascun trattamento dietetico la persona acquista una sempre maggiore quantità di massa grassa.
    scusami celtic, ma questo allora vorrebbe dire che uno grasso è meglio se rimane grasso altrimenti dimagrisce e poi re-ingrassa??

  8. #28
    celtic non  è collegato Sani New
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    segue e termina

    -per l’innalzamento della soglia della sensazione di sazietà: una persona che segua una alimentazione in regime di dieta restrittiva (inferiore a 1000 kcal/giorno) dopo 15 giorni diviene incapace di sentirsi sazia nonostante il consumo di una quantità di nutrienti che normalmente dovrebbe indurre sazietà;

    -per il fatto che l’imposizione di un regime dietetico dall’esterno (lo schema alimentare imposto dal dietologo/nutrizionista) riduce ulteriormente la competenza che l’organismo istintivamente possiede a regolare in maniera corretta le proprie necessità alimentari.
    (Goglia et al., 2006; Nelson/Moxness/Jensen/Gastineau, VII edizione; Vannozzi, 1993).

    BIBLIOGRAFIA
    Goglia et al.
    Il peso corporeo: un approccio nutrizionale e comportamentale – Manuale operativo e data sheets 1.
    Atti del Corso di Formazione in Dietologia e Nutrizione Umana, Promoter: STUDIO MEDICO ASSOCIATO, VIA BORGHESIANO LUCCHESE 24, ROMA; Febbraio/Aprile, 2006.

    Nelson/Moxness/Jensen/Gastineau
    Dietologia il Manuale della Mayo Clinic.
    CENTRO SCIENTIFICO EDITORE VII Edizione.

    Vannozzi G.
    Manuale di scienza dell’alimentazione. Lineamenti di dietoterapia e nutrizione clinica.
    LA NUOVA ITALIA SCIENTIFICA, 1993.

  9. #29
    celtic non  è collegato Sani New
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    Citazione Originariamente Scritto da meggy Visualizza Messaggio
    scusami celtic, ma questo allora vorrebbe dire che uno grasso è meglio se rimane grasso altrimenti dimagrisce e poi re-ingrassa??
    No, vuol dire che alcuni tipi di diete ipocaloriche favoriscono l'ingrassamento, per cui si utilizza una strategia nutrizionale che eviti questo rischio.

    Non significa che una persona deve rimanere con un eccesso di adipe.

    Per fornirti un dato ti riporto, tal quale, quanto riportato in un testo di settore:
    “Diete ipocaloriche (diete da 1200 kcal o meno, o diete approssimativamente più basse del 50 – 60% delle calorie totali rispetto a quelle necessarie per il mantenimento del peso corporeo) non comportano rischi così immediati come le diete altamente ipocaloriche, ma sono associate a modificazioni metaboliche indesiderate. Inoltre, così come quelle altamente ipocaloriche, le diete ipocaloriche non si sono dimostrate efficaci nel lungo termine.”.
    “MODIFICAZIONI COMPORTAMENTALI E INTERVENTO PSICOLOGICO.-

  10. #30
    celtic non  è collegato Sani New
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    Segue

    L’approccio comportamentale ha come scopo la modificazione delle abitudini alimentari, dell’attività fisica e dello stile di vita che permettono un controllo ponderale. Le tecniche utilizzate e la relativa maggiore o minore enfatizzazione variano a seconda dell’individuo. Gli approcci comportamentali possono essere proposti sottoforma di alcune o di tutte le seguenti procedure. I pazienti debbono annotare i fattori che possono essere legati alla loro necessità di alimentarsi quali gli stati d’animo, i momenti della giornata, le varietà di cibi disponibili, l’attività fisica e le condizioni o le situazioni emozionali. Questo può permettere di identificare situazioni associate a inappropriate abitudini alimentari. Esempi comuni includono guardare la televisione, leggere un libro o un giornale, oppure vedere o sentire il profumo del cibo".
    I cibi adatti agli spuntini in confezioni già aperte possono facilmente indurre l’appetito, mentre cibi che richiedano una preparazione più complessa possono essere meno tentatori. Una volta che siano identificati questi fattori, possono essere introdotte delle strategie per evitarli: sono utili modificazioni nel modo di alimentarsi come fare piccoli bocconi, evitare di mangiare rapidamente, posare la forchetta o il cucchiaio tra un boccone e l’altro.

  11. #31
    celtic non  è collegato Sani New
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    Segue E Termina

    Più utile dell’astinenza, che può dar esito a successivi episodi bulimici (consumo compulsivo – cioè “senza che la persona riesca a fermarsi”- di grandi quantità di cibo), è un controllo nell’assunzione dei cibi altamente desiderati dal paziente (non esistono “cibi proibiti”: durante la “dieta” qualunque cibo può essere assunto, in adeguata quantità e nel contesto di una alimentazione equilibrata).
    Uno sforzo cosciente può essere fatto dal paziente per minimizzare lo sconforto o il senso di colpa che possono precedere e/o seguire gli episodi bulimici o che possono risultare da una percezione della propria immagine o di altre caratteristiche soggettive. Alcune tecniche utili includono la visione positiva di se stesso o della propria immagine, e il fornire ragionevoli obiettivi basati su presupposti medici e psicosociali.” (Nelson/Moxness/Jensen/Gastineau Il Manuale della Mayo Clinic Alimentazione Normale e Terapia Dietetica per gli Adulti CENTRO SCIENTIFICO EDITORE, VII edizione).

  12. #32
    celtic non  è collegato Sani New
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    Nota:
    tutti i dati che inserisco sono dati tecnici.
    Non posso farmi pubblicità su un forum (sarebbe squallido) ma i dati che inserisco sono corretti (per questo cito la bibliografia).
    In merito alla dispercezione corporea dei culturisti dovrei ricercare il dato (che avevo letto anni fa).
    Comunque posso testimoniare, per esperienza diretta, quale sia l'ossessione di molti culturisti per il peso (in particolare per il suo progressivo incremento).

  13. #33
    meggy non  è collegato Sani Advanced
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    concordo con te celtic, anche la mia nutrizionista senza citare mi ha detto cose simili
    cmq io tipo di calorie mangio sui 1500-1600, penso che prima ne mangiavo anche 2500 ehheeh
    ma sport ne faccio tanto, cioè tutti i giorni e fitto fitto, insomma non vado in palestra a chiaccherare. il sbaato e la domenica cerco di fare 6-8 km a piedi

    cmq io mi butto sul cibo spesso quando sono sola, invece con gli altri mangio meno

  14. #34
    celtic non  è collegato Sani New
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    "Meggy",
    stia tranquilla che i libri e i corsi che ho seguito io li seguono anche gli altri operatori del settore (medici e biologi).
    Oltretutto sono tutti dati ultranoti.
    Nessuno è destinato a "rimanere grasso" e finchè è vivo (quindi ha un metabolismo) può dimagrire (o ingrassare ancora di più) a seconda dello stile di vita che assume.
    Quello di cui gli operatori sanitari si rendono conto è che vi è una inflazione di dati, relativamente alle diete, molti dei quali assolutamente falsi.

  15. #35
    celtic non  è collegato Sani New
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    Citazione Originariamente Scritto da meggy Visualizza Messaggio
    concordo con te celtic, anche la mia nutrizionista senza citare mi ha detto cose simili
    cmq io tipo di calorie mangio sui 1500-1600,

    APPUNTO NON LE HA CITATO PER NON DOVER SCRIVERE UNA TESI DI LAUREA


    cmq io mi butto sul cibo spesso quando sono sola, invece con gli altri mangio meno
    Puo succedere: gli stati d'animo possono influenzare l'alimentazione e anche il tipo di alimentazione.
    Ad esempio una persona arrabbiata può mangiare alimenti duri, che richiedono una attività muscolare notevole da parte dei muscoli masticatori.
    Questo è conseguenza di un fenomeno noto in fisiologia per il quale "l'attivazione degli effettori somatici riduce l'attività degli effettori viscerali".
    Spiego:
    - mi arrabbio, il mio organismo inizia a produrre molta adrenalina;
    - l'adrenalina causa tutta una serie di effetti sulla muscolartura liscia e ghiandolare (muscoli lisci e ghiandole = effettori viscerali): dilatazione delle pupille (midriasi), incremento della frequenza cardiaca ("batticuore"), costrizione degli sfinteri dell'apparato digerente ("non riesco a mangiare, non mi va giù niente"), dilatazione dei bronchi (una persona che si arrabbia respira in modo diverso).

  16. #36
    celtic non  è collegato Sani New
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    Segue E Termina

    Tutte queste modificazioni mi "fanno stare male": se aziono i muscoli striati (cioè quelli che fanno muovere le ossa, compresi i muscoli masticatori) riduco gli effetti di cui sopra (e quindi "mi passa la rabbia").
    L'azionare i muscoli masticatori (cioè il mangiare) quando si è arrabbiati non è un buon affare perchè l'apparato digerente ha gli sfinteri chiusi e produce meno succhi digestivi in conseguenza della produzione di catecolamine.
    Meglio fare attività fisica.
    Non per niente se uno è arrabbiato lo si manda a "fare quattro passi per calmarsi". E quando lui cammina aziona i muscoli striati (quelli più grossi del corpo) e quindi si calma.

  17. #37
    celtic non  è collegato Sani New
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    Nota: ho commesso un po' di errori di ortografia perchè ho un appuntamento di lavoro. Mi auguro che si comprenda quanto scritto.
    Ribadisco:
    stia serena, sono tutti dati noti (anche se non vengono citati).

  18. #38
    celtic non  è collegato Sani New
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    NOTA:
    guardi che è anche possibile che se una persona si sente sola mangi in quanto "ha un vuoto" (affetivo) e riempie un vuoto (da un punto di vista fisico" con il cibo.
    Ripeto: è normale, non si preoccupi.

  19. #39
    celtic non  è collegato Sani New
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    Nel caso una persona mangi perchè si sente sola, di solito:
    1) si cerca di capire se è vero;
    2) in caso affermativo si scelgono assieme delle attività alternative al mangiare.

  20. #40
    celtic non  è collegato Sani New
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    Citazione Originariamente Scritto da celtic Visualizza Messaggio
    Nel caso una persona mangi perchè si sente sola, di solito:
    1) si cerca di capire se è vero;
    2) in caso affermativo si scelgono assieme delle attività alternative al mangiare.
    In alcuni casi si consiglia di bere acqua (se una persona si "riempie" per riempire un vuoto la si lascia riempire con qualcosa che non fa "ingrassare").
    Non è un barzelletta: fu una strategia utilizzata da una psicoterapeuta per un paziente (rif. Corso FIP, 2006).
    Credetemi: ho 9 anni di università (tra laurea specializzazione e master) senza contare l'anno di tirocinio e nessuna voglia di raccontare "barzellette".

    Bon, basta.

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