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Questa discussione dal titolo Dieta e sport! è all'interno del forum Sono a dieta...; Originariamente Scritto da celtic In alcuni casi si consiglia di bere acqua (se una persona si "riempie" ...
  1. #41
    L'avatar di metalindian
    metalindian non  è collegato Sani Young
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    Citazione Originariamente Scritto da celtic Visualizza Messaggio
    In alcuni casi si consiglia di bere acqua (se una persona si "riempie" per riempire un vuoto la si lascia riempire con qualcosa che non fa "ingrassare").
    Non è un barzelletta: fu una strategia utilizzata da una psicoterapeuta per un paziente (rif. Corso FIP, 2006).
    Credetemi: ho 9 anni di università (tra laurea specializzazione e master) senza contare l'anno di tirocinio e nessuna voglia di raccontare "barzellette".

    Bon, basta.
    Bè Ticca Migliaccio e cannella hanno pure 40 anni di esperienza ma raccontano in Tv certe barzellette che io da loro non mi farei curare nemmeno per una puntura di zanzara
    Nessuno è morto finchè non è sepolto!

  2. #42
    celtic non  è collegato Sani New
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    Citazione Originariamente Scritto da metalindian Visualizza Messaggio
    Bè Ticca Migliaccio e cannella hanno pure 40 anni di esperienza ma raccontano in Tv certe barzellette che io da loro non mi farei curare nemmeno per una puntura di zanzara
    Non so chi siano, comunque i dati sul paradosso della dieta sono noti da uno studio di Ancel Keys del 1950:"Keys A, Brozek J, Henschel A, Mickelsen O, & Taylor H L (1950). The biology of human starvation (2 vols.). Minneapolis: University of Minnesota Press.".
    Lo studio fu commissionato dalle autorità statunitensi che volevano capire quanti aiuti alimentari inviare ai Paesi alleati alla fine del secondo conflitto mondiale (in modo da inviarne nè troppi, nè troppo pochi).
    Gli effetti del semidigiuno prolungato (analoghi a quella di una dieta ipocalorica inferiore al metabolismo basale) furono studiati e rilevati da Keys quando lo scienziato pose a “regime dietetico controllato” 36 obiettori di coscienza.
    Il regime dietetico controllato prevedeva un periodo di 6 mesi di semidigiuno (comparabile ad una “dimagrante”) ed un periodo di 3 mesi di ridotta restrizione alimentare (comparabile ad una dieta di mantenimento).

  3. #43
    celtic non  è collegato Sani New
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    segue

    I volontari, durante i 6 mesi di semidigiuno, oltre ad avere sempre una gran fame, svilupparono:

    • MODIFICAZIONI FISICHE:
    - perdita di massa muscolare (fino al 40%);
    - astenia;
    - dolori muscolari;
    - disturbi gas****ntestinali;
    - ipersensibilità alla luce ed al rumore;
    - edema;
    - ipotermia;
    - parestesie;
    - disturbi visivi e della voce.

  4. #44
    celtic non  è collegato Sani New
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    segue

    • MODIFICAZIONI COGNITIVE.
    - apatia;
    - diminuzione della concentrazione;
    - diminuzione dell’autodisciplina;
    - diminuzione dell’interesse sessuale.

    • MODIFICAZIONI EMOTIVE E SOCIALI:
    - alternanza di allegria e depressione;
    - rabbia;
    - litigiosità;
    - ansia;
    - irritabilità;
    - isolamento sociale.

    • ATTEGGIAMENTI E COMPORTAMENTI NEI CONFRONTI DEL CIBO:
    - preoccupazione per il cibo e rigida selezione dei cibi;
    - inusuali abitudini alimentari (es. : piluccare il cibo, creare anomale combinazioni alimentari, condirlo eccessivamente per incrementarne il sapore – la sensibilità ai sapori rimane inalterata, l’incremento delle spezie era finalizzato alla massima esaltazione dei sapori-);
    - incremento dell’uso di tè e caffè.

  5. #45
    celtic non  è collegato Sani New
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    segue e finisce

    In definitiva un individuo che sia sottoposto ad un regime di semidigiuno prolungato:
    a)va incontro a fenomeni di “autointossicazione” dovuti all’incremento della produzione di corpi chetonici;

    b) pone in essere dei meccanismi compensativi finalizzati all’adeguamento agli scarsi in****ti alimentari, primo fra tutti la riduzione del metabolismo basale, in conseguenza di ciò tutte le diete ad un certo punto cessano di essere efficaci (nel senso che il calo di peso si arresta: l’organismo si è adattato);
    Inoltre l’organismo incrementa la produzione di sostanze chimiche (es. ormoni e neurotrasmettitori) che determinano alterazioni psicologiche ed emotive finalizzate a “spingere” l’individuo a mangiare.
    Le alterazioni psicologiche (es. diminuito autocontrollo, aumentata sensibilità agli stimoli alimentari) alla base del fallimento della dieta non sarebbero causate dalla scarsa volontà del soggetto ma dalla alterata produzione di mediatori e neurotrasmettitori da parte dell’organismo, tali sostanze chimiche innescherebbero i suddetti comportamenti allo scopo di “indurre l’individuo a rialimentarsi”, Tra le sostanze chimiche la cui alterata produzione determina alterazioni del comportamento si ricorda la norepinefrina (norepinefrina = noradrenalina)

  6. #46
    celtic non  è collegato Sani New
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    Nota:
    le "parestesie" (o disestesie) sono alterazioni della sensibilità (es. formicolii e intorpidimenti agli arti o alle dita).

  7. #47
    celtic non  è collegato Sani New
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    Fine

    Astenia: sentirsi debole, stanco.
    Ipotermia: avere freddo (anche se freddo non fa).

  8. #48
    celtic non  è collegato Sani New
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    I "corpi chetonici" sono sostanze chimiche che si formano a partire dai grassi quando vi è una carenza nell'assunzione di carboidrati (i carboidrati servono ad eliminare i grassi):
    - i grassi sono immagazinati sottoforma di goccioline di olio (trigliceridi) immagazzinate all'interno di cellule denominate "adipociti";
    - ciascuna molecola di trigliceride è costituita da 1 molecola di glicerolo legata a tre molecole di acidi grassi;
    - la prima fase di demolizione dei lipidi consiste nella liberazione delle 3 molecole di acido grasso dalla molecola di glicerolo;
    - le molecole di acido grasso sono trasformate in molecole di un composto a due atomi di carbonio /"acetilcoenzima A");
    - ciascuna molecola di acetilcoenzima A si lega a una molecola di acido ossalacetico con formazione di 1 molecola di acido citrico;

  9. #49
    celtic non  è collegato Sani New
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    segue

    - il legame con l'acido ossalacetico consente alle molecole di acetilcoenzima (qundi ai grassi) di essere eliminati sottoforma di anidride carbonica (gas che viene espulso con l'espirazione) tramite l'ingresso in un ciclo di reazioni denominato "ciclo di Krebs".
    L'organismo produce acido ossalacetico a partire da due fonti: i carboidrati e le proteine quindi, se una persona non ingerisce una quantità di carboidrati adeguata:
    - il suo organismo inizierà a disgregare il tessuto muscolare per produrre l'acido ossalacetico a partire dalle proteine in esso contenute (la persona dimagrirà con perdita di muscolo - ce se ne accorge perchè "cala il sedere", ovvero i glutei - che sono muscoli-), inoltre si ha un calo di peso per perdita di liquidi perchè le proteine muscolari legano acqua, se vengono disgragate l'acqua che legavano viene eliminata;
    - inoltre le molecole di acetil coenzima A (che non riescono a essere metabolizzate per carenza di acido ossalacatico) condensano a formare dei composti denominati "corpi chetonici". Uno di essi è l'acetone, che viene eliminato per via respiratoria, e conferisce al fiato un odore di "frutta marcia".

  10. #50
    celtic non  è collegato Sani New
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    Fine

    Quindi per verificare che il dimagramento sia corretto (cioè conseguente a perdita di massa grassa e non di muscolo) si consiglia di:
    - pesarsi (ogni due settimane): il peso dovrebbe diminuire;
    - misurare i fianchi e l'addome (l'addome all'altezza dell'ombellico - meglio fare una media di tre misurazioni): il perimetro dovrebbe calare;
    - non deve calare il "sedere".

    E' chiaro che perchè ci sia un dimagramento corretto occore mangiare una adeguata quantità di carboidrati (pasta, pane, patate) per fornire all'organismo l'acido ossalacetico che gli serve per eliminare i grassi.

    "I grassi bruciano al fuoco degli zuccheri": scritto su tutti i testi di fisiologia e biochimica, ribadisco nessuna bugia, tutto scritto sui libri di biochimica e fisiologia.

  11. #51
    L'avatar di metalindian
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    Citazione Originariamente Scritto da celtic Visualizza Messaggio
    Quindi per verificare che il dimagramento sia corretto (cioè conseguente a perdita di massa grassa e non di muscolo) si consiglia di:
    - pesarsi (ogni due settimane): il peso dovrebbe diminuire;
    - misurare i fianchi e l'addome (l'addome all'altezza dell'ombellico - meglio fare una media di tre misurazioni): il perimetro dovrebbe calare;
    - non deve calare il "sedere".

    E' chiaro che perchè ci sia un dimagramento corretto occore mangiare una adeguata quantità di carboidrati (pasta, pane, patate) per fornire all'organismo l'acido ossalacetico che gli serve per eliminare i grassi.

    "I grassi bruciano al fuoco degli zuccheri": scritto su tutti i testi di fisiologia e biochimica, ribadisco nessuna bugia, tutto scritto sui libri di biochimica e fisiologia.
    E' quella frase "occore mangiare una adeguata quantità di carboidrati" che secondo me non ha senso, perchè secondo i nostri nutrizionisti il 55-60% dell'intro_ito calorico giornaliero dovrebbe arrivare dai carbo, per di piu' carbo raffinati (Pasta, pane, fette biscottate, gallette di riso). E' evidente che sono un'enormita' e il grasso non lo sconfiggerai mai!
    Piuttosto io eviterei tutti i carbo raffinati e sceglierei quelli fibrosi, come verdura e frutta, e pochi cereali, ma questa ovviamente resta un mia idea
    Nessuno è morto finchè non è sepolto!

  12. #52
    celtic non  è collegato Sani New
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    Citazione Originariamente Scritto da metalindian Visualizza Messaggio
    E' quella frase "occore mangiare una adeguata quantità di carboidrati" che secondo me non ha senso, perchè secondo i nostri nutrizionisti il 55-60% dell'intro_ito calorico giornaliero dovrebbe arrivare dai carbo, per di piu' carbo raffinati (Pasta, pane, fette biscottate, gallette di riso). E' evidente che sono un'enormita' e il grasso non lo sconfiggerai mai!
    Piuttosto io eviterei tutti i carbo raffinati e sceglierei quelli fibrosi, come verdura e frutta, e pochi cereali, ma questa ovviamente resta un mia idea
    Anche secondo i nutrizionisti statunitensi. La frutta è talmente povera di nutrienti che per arrivare alla quota necessaria all'organismo una persona dovrebbe consumare (tanto per fare un esempio): oltre 20 chili di mele al giorno.
    Il concetto sbagliato è quello secondo cui un nutriente fa ingrassare (es. i carboidrati o i grassi). Sia le proteine che i carboidrati che i lipidi, introdotti in dosi eccessive, fanno "ingrassare". Anche se una persona consumasse "proteine pure" ingrasserebbe (se le introducesse in eccesso rispetto ai fabbisogni).

  13. #53
    celtic non  è collegato Sani New
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    segue

    Se all'organismo non vengono forniti abbastanza glucidi esso utililizza le proteine a scopo energetico. Le proteine servono a:
    - garantire il ricambio cellulare (le cellule dell'epidermide, le cellule del sangue, le cellule intestinali) sono sottoposte ad un ricambio continuo. Se il ricambio diminuisce ci sono dei problemi (maggior sensibilità alle infezioni, inestetismi della pelle, duroni);
    - produrre enzimi (compresi quelli digestivi, da cui i problemi di digestione);
    - produrre i fattori della coagulazione;
    E' chiaro che l'organismo utilizzerà per prime le proteine muscolari (natiche e seni cadenti per scarsa tonicità di glutei e pettorali), incremento delle rughe del viso (per scarsa tonicità dei muscoli mimici).

  14. #54
    celtic non  è collegato Sani New
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    Segue/fine

    Più che mangiare sempre meno (che serve solo a stare male e inoltre, togliendo energie, riduce l'attività muscolare - se sono stanco non posso svolgere attività fisica- con conseguente abbassamento del metabolismo che determina ingrassamento) è meglio mettere in atto altre strategie:
    - attività fisica: aerobica a media intensità (quella ad alta intensità determina un calo brusco della glicemia con insorgenza della sensazione di fame);
    - adeguato consumo di frutta e verdura, perchè le fibre in essa contenute: obligano a masticare molto (e la masticazione, per via riflessa, innesca la sensazione di sazietà), dilatano lo stomaco diminuendo la sensazione di fame ed incrementano la velocità di transito intestinale riducendo l'assorbimento (soprattutto di lipidi e colesterolo);
    - rispettare la regola dei 5 minuti durante i pasti: cioè fare una pausa di 5 minuti durante pranzo e cena. Uno dei meccanismi che è responsabile della sensazione di sazietà è la dilatazione della parete dello stomaco ad opera del cibo, affinchè il segnale di dilatazione sia "convertito in sensazione di sazietà" dal sistema nervoso deve passare un certo periodo di tempo. Per questo si consiglia la pausa di 5 minuti: per evitare di mangiare troppo.
    -ecc., ecc.
    Ce ne sono di sistemi............. .................... .................... ..........
    Un persona obesa non mangia per fame perchè l'organismo produce un neurotrasmettitore (leptina) che inibisce la sensazione di fame.

  15. #55
    meggy non  è collegato Sani Advanced
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    molto interessante ;-)

    celtic tu che ne pensi di consumo di prodotti tipo pane di segale o pasta di kamut rispetto a pasta e pani bianchi normali?

  16. #56
    celtic non  è collegato Sani New
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    A parità di peso (100 g) il pane di segale rispetto al pane comune:
    - fornisce meno calorie (circa 200 vs circa 300);
    - la quota proteica è più o meno la stessa (circa l'8%);
    - la quota lipidica è sostanzialmente trascurabile in entrambi;
    - la quota di carboidrati è a favore del pane comune (65- 70 circa vs 50 circa);
    - la fibra è il doppio nel pane di segale.

    In definitiva, se una persona vuole perdere peso, tra pane di segale e pane comune meglio il pane di segale (addirittura meglio del pane integrale - che rispetto a quello di segale ha sostanzialmente la stessa quantità di fibra ma è un po' più calorico).

    Il kamut non lo trovo nelle tabelle bromatologiche.

  17. #57
    meggy non  è collegato Sani Advanced
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    Citazione Originariamente Scritto da celtic Visualizza Messaggio
    A parità di peso (100 g) il pane di segale rispetto al pane comune:
    - fornisce meno calorie (circa 200 vs circa 300);
    - la quota proteica è più o meno la stessa (circa l'8%);
    - la quota lipidica è sostanzialmente trascurabile in entrambi;
    - la quota di carboidrati è a favore del pane comune (65- 70 circa vs 50 circa);
    - la fibra è il doppio nel pane di segale.

    In definitiva, se una persona vuole perdere peso, tra pane di segale e pane comune meglio il pane di segale (addirittura meglio del pane integrale - che rispetto a quello di segale ha sostanzialmente la stessa quantità di fibra ma è un po' più calorico).

    Il kamut non lo trovo nelle tabelle bromatologiche.
    io mangio quasi sempre quello di segale

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