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Discussione: Depressione, Disturbo Bipolare, Manie

  1. Registrato da
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    relapse? Jarisurta?
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    Depressione, Disturbo Bipolare, Manie
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    vorrei fare alcune domande;
    2.50 mg di xanax al giorno, sono tanti? capisco che tutto e' relativo al paziente, pero'.......chi ha mai assunto xanax, fino a che dosi ne ha preso?

    la paura di perdere il controllo di se', dovuta alla perdita di controllo dei propri pensieri, non sta a significare il "bisogno" di perdere questo controllo? (ex. io mi tengo tutto dentro, senza quasi mai manifestare il mio disappunto o, nel momento in cui lo faccio, poi mi sento in colpa).

    chi di voi ha mai sofferto di disturbo ossessivo? (io mi depilo le gambe TUTTI i giorni......).
    "....tieniti su', le altre stelle son disposte.....
    solo che tu, a volte credi, NON TI BASTI....."

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    per lo xanax, rivolgiti al medico, nessuno ti può consigliare, poi figuriamoci su questo tipo di farmaco.


    Per la perdita del controllo ne soffre anche una mia cara amica.

    Niente, molto banalmente la psicologa le ha spiegato che è un pensiero disfunzionale che va curato in sè. Non è un proprio sintomo, ma la malattia.

    E' un pensiero assurdo che in realtà non significa nulla.

    Se provi a fare un analisi di cosa corrisponda nella realtà "perdere il controllo dei propri pensieri" ti accorgerai che questa cosa non ha nessuna corrispondenza con nessun possibile stato di cose : I pensieri non li puoi "perdere" come non li puoi "trovare" o "tenere in testa" ecc.

    tenere in testa un pensiero è un modo di dire, anche perchè un pensiero in realtà è costituito da immagini che si producono in varie parti del cervello il quale però è sempre in contatto col corpo, che a sua volta contribuisce con degli input alla formazione dei pensieri. In realtà i pensieri tu non li hai in testa, ma te li rappresenti lì, ma hanno una genesi sparsa e diffusa nel corpo intero

    Detta in altro modo, applicare il piano logico del "perdere o trovare o mantenere, per es. come si fa con cose od oggetti" a qualcosa come i pensieri è totalmente fuori luogo, del tutto

    Ma non hai mai avuto un dialogo con uno psicologo cognitivo-comportamentale?
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  5. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da claudio285 Visualizza Messaggio


    Ma non hai mai avuto un dialogo con uno psicologo cognitivo-comportamentale?


    no, per il semplice fatto che, quando ho iniziato a soffrire di queste cose, e a prendere farmaci, mi sono poi trasferita in germania, a vivere col mio ragazzo.
    pero', la mia psichiatra di quel periodo, mi ha detto che il mio disturbo sarebbe stato da curare con farmaci, e terapia cognitivo-comportamentale.
    ho letto 1 libro su questo tipo di terapia.
    ma di che si tratta nello specifico?

    3 settimane fa sono andata da 1 psicanalista freudiano. mi ha detto che, se mi avesse fatta sdraiare sul lettino, io mi sarei messa a saltare......e da li', mi ha rispedita dallo psichiatra.
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  6. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da kia80 Visualizza Messaggio
    no, ..e da li', mi ha rispedita dallo psichiatra.

    la tua psichiatra è stata molto brava ad indicarti quel tipo di terapia.

    So che quando si è molto depressi o ansiosi si gira al 10% di energia e si ha poca voglia, ma vale la pena tu ti faccia una ricerchina sui vari siti ufficiali che parlano di queste malattie e su Pubmed. Vedrai che per i disturbi dell'umore, gli attacchi di panico e le cose come tu le hai descritte la terapia più efficace è sempre quella farmaci(che bloccano gli attacchi)+psicoterap ia cognitivo comportamentale (che bloccano le recidive).

    Guarda sul sito Ipsico. Cmq in breve la CC lavora sul sintomo, ti da delle tecniche per evitare che gli attacchi d'ansia degenerino, o si ingigantiscano troppo, e analizza i pensieri legati a aquesti attacchi.
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  7. Registrato da
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    Pensieri, immagini mentali e umore sono un "sistema", un tutt'uno percepito dalla tua coscienza, ma che in realtà è costituito da una miriade di stati diversi, ognuno diretto da una parte diversa del corpo e del cervello. Tu semplicemente li vedi come un tutto unico ma in realtà sensazioni ed immagini sono spesso associate entro di te senza una vera logica, ma così, a "casaccio" diciamo.

    Alcune di queste associazioni finiscono per o aumentare stati negativi generali con crescita esponenziale, per così dire (cioè lo il pensiero peggiora l'umore, il quale peggiora il pensiero che peggiora l'umore ecc. insomma l'ansia)

    La terapia serve per individuare con precisione questi "grumi mentali", analizzarli e riportare in essi una certa logica, in modo che i sentimenti, piacevoli o spiacevoli che siano, non finiscano per innescare la "bomba" dell'ansia o depre, il corto circuito, la spirale.
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  8. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da claudio285 Visualizza Messaggio

    Guarda sul sito Ipsico. Cmq in breve la CC lavora sul sintomo, ti da delle tecniche per evitare che gli attacchi d'ansia degenerino, o si ingigantiscano troppo, e analizza i pensieri legati a aquesti attacchi.



    sito guardato.
    non so, pero', se a me basteranno 15 sedute per rispolvere i miei problemi.....il fatto che sia cosi' breve, mi mette 1 po' di angoscia.
    di buono, sicuramente, c'e' che non va a riaprire (anche se, per me, ora sono piu' che aperte...) ferite del passato, ancora sanguinanti....

    del resto, ho gia' fatto psicoterapia....so cosa mi aspetterebbe da 1 cosa del genere.
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  9. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da kia80 Visualizza Messaggio
    sito guardato.
    non so, pero', se a me ...psicoterapia....s o cosa mi aspetterebbe da 1 cosa del genere.
    Dunque, la psicoterapia, se fatta bene, non riapre ferite sanguinanti, ma cerca di farti stare meglio.

    Se ti riferisci ad esperienze che non si possono commentare su un forum di vita privata, non saprei che dirti. Del resto in Italia manca la cosiddetta figura del counsellor, che dovrebbe essere una persona esperta di varie psicoterapie che dovrebbe essere in rado di indirizzare il paziente a quella più giusta per lui o cmq fare un lavoro di prevenzione/follow up quando un paziente finisce o guarisce con una psicoterapia.

    Io conosco bene quella "classica" psicodinamica, non foss'altro perchè ne ho fatta per anni.

    La CC dura poco perchè si concentra sul conscio e sul semiconscio (i pensieri disfunzionali), rifornendoti di strategie da mettere in pratica da subito per il contrasto dei sintomi d'ansia e depressione. Mi ricordo quella dei "piccoli successi", che io misi in atto inconsapevolmente quando avevo problemi adll'UNi, di inserimento. Invece di affrontare l?Università nel suio complesso, con tutto il carico di responsabilità e aspettative che mi schiacciava, andai a piccoli passi, riportando tutta una serie di piccole "vittorie" (assistere ad una lezione, fare due chiacchiere con qualcuno, parlare con un professore ecc.) che alla fine mi fecero inserire bene all'uNI senza troppi problemi.
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  10. Registrato da
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    mentre nella psicodinamica i pensieri da ricercare sono quelli totalmente inconsci (ammesso che esistano siffatti pensieri).

    Secondo la mia esperienza non c'è modo di capire se tali pensieri esistano come entità pre-terapia o siano dei "metapensieri" in grado di descrivere una situazione molto variata e ricca emotivamente e socialmente con pochi tratti verbali, che tu "inventi" sul momento.

    cmq tali pensieri, che sono però essenzialmente delle verbalizzazioni, contengono l'emotività intensa del carattere di chi ha problemi, e rendono un pò più semplice l'affrontare i problemi.



    Fatto sta che la loro ricerca è lunga e laboriosa e spesso francamente infruttuosa.


    Io, se avessi problemi specifici d'ansia e depre con tendenza al panico, andrei da un CC senza alcun dubbio.

    Nel mio caso era e in parte è più un problema generalizzato, una certa rigidità di carattere (evitamento) con umore distimico, lieve ansia, evidenti problemi relazionali con la famiglia. Ma soprattutto dei grossi dubbi esistenziali, propri dei caratteri a componente introversa come il mio, i quali possono durante la loro vita (specie da ragazzi) aver bisogno d'un minimo di contenimento e di indirizzo.
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  11. Registrato da
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    grazie claudio.
    io ho fatto terapia junghiana per circa 3 anni (16-18 anni). in quel periodo,gia' ero ipocondriaca, e ricordo che, per 1 bel po', andavo a scuola, e avevo sempre paura di svenire (che poi, la mia ex analista, diceva che era "paura di perdere il controllo".....). in quella terapia ho affrontato temi molto importanti, e difficili per me......primo fra tutti, l'alcolismo di mia madre.......il non sentirmi all'altezza delle aspettative degli altri.....etc, etc...... con tanto sforzo (appunto, 3 anni.....), sono uscita dalla terapia senza piu' sensi di colpa,che son quelli che mi porto dietro da 1 vita....).
    ho fatto analisi dei sogni, 1 test dei colori, e anche il famoso test di roscharch. sembrava andasse tutto ok (e andava tutto ok!).
    mi sono poi iscritta a psicologia, ho frequentato e dato esami per circa 3 anni......gli altri li ho persi a "far nulla" (c'era gia' depressione, o disturbo ossessivo, o di personalita'....inso mma, il mio disturbo che, purtroppo, ancora non so quale sia.... ), e a settembre ho mollato.
    trasloco dalla germania in italia, nuovo lavoro, sospensione sereupin, visita settimanale dai miei genitori....insomma, ho affrontato altri cambiamenti. forse, tutto questo mi ha creato scompensi.....non so, non so davvero che dire.
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  12. Registrato da
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    sono andata dalla psichiatra la prima volta nel 2001, dopo consiglio del mio medico di famiglia.
    avevo fumato marjiuana con 1 mia amica, ed ero DAVVERO STATA MALE.....forse stavo pure svenendo.....non so.
    la diagnosi che mi era, in quel tempo, sttata fatta era "forte crisi d'ansia,attacco di panico). attacco di panico dopo essermi fumata 1 canna?
    alla mia amica aveva preso bene.....a me,NO.
    e' subito iniziata cura con xanax, sereupin e serenase (pochissime gocce).xanax e serenase per 1 brevissimo periodo, e poi sereupin.
    ho fatto poche sedute da quella psichiatra (a pelle, non mi piaceva molto....). successivamente, la diagnosi e' stata quella di "disturbo di personalita'". ce ne sono tanti, di cui 1 anche "non specificato". non mi ha mai detto di che disturbo si trattasse.....forse, nemmeno lei ancora lo sapeva.

    il mio attuale psichiatra, invece, mi ha vista solo 1 volta (e sentita al tel 3, o 4 volte). spero di avere da lui le risposte che sto cercando....
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  13. Registrato da
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    Sarebbe piaciuto anche a me fare psico, ma non potevo andare così lontano così feci filosofia.


    Chissà, un giorno mi rescriverò all'Uni. Però vorrei studiare la psicologia su basi di neuroscienze e approfondire le ie conoscienze in filosofia della mente, che è la materia che mi appassiona di più ora come ora.


    sei sicura che non sia la tua visita settimanale ai genitori e non la sospensione del sereupin a farti venire la ricaduta


    Leggo che sei stata in Germania: occhio che le abitudini alimentari tedesche sono molto pesanti, non per niente è la nazione con più obesi dopo gli USA. Non è che ti sei inconsapevolmente adeguata ai loro standard alimentari?
    I'm on a mission to never agree!

  14. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da kia80 Visualizza Messaggio
    sono andata dalla psichiatra la prima volta nel 2001, dopo consiglio del mio medico di famiglia.
    avevo fumato marjiuana con 1 mia amica, ed ero DAVVERO STATA MALE.....forse stavo pure svenendo.....non so.
    la diagnosi che mi era, in quel tempo, sttata fatta era "forte crisi d'ansia,attacco di panico). attacco di panico dopo essermi fumata 1 canna?
    alla mia amica aveva preso bene.....a me,NO.
    e' subito iniziata cura con xanax, sereupin e serenase (pochissime gocce).xanax e serenase per 1 brevissimo periodo, e poi sereupin.
    ho fatto poche sedute da quella psichiatra (a pelle, non mi piaceva molto....). successivamente, la diagnosi e' stata quella di "disturbo di personalita'". ce ne sono tanti, di cui 1 anche "non specificato". non mi ha mai detto di che disturbo si trattasse.....forse, nemmeno lei ancora lo sapeva.

    il mio attuale psichiatra, invece, mi ha vista solo 1 volta (e sentita al tel 3, o 4 volte). spero di avere da lui le risposte che sto cercando....
    Il THC da panico, se ne hai la tendenza non lo assumere mai.
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    Citazione Originariamente Scritto da claudio285 Visualizza Messaggio
    Il THC da panico, se ne hai la tendenza non lo assumere mai.


    che e' il THC da panico?
    inutile dire che, da li', non ho piu' fumato canne......
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  16. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da claudio285 Visualizza Messaggio
    Sarebbe piaciuto anche a me fare psico, ma non potevo andare così lontano così feci filosofia.


    Chissà, un giorno mi rescriverò all'Uni. Però vorrei studiare la psicologia su basi di neuroscienze e approfondire le ie conoscienze in filosofia della mente, che è la materia che mi appassiona di più ora come ora.


    sei sicura che non sia la tua visita settimanale ai genitori e non la sospensione del sereupin a farti venire la ricaduta


    Leggo che sei stata in Germania: occhio che le abitudini alimentari tedesche sono molto pesanti, non per niente è la nazione con più obesi dopo gli USA. Non è che ti sei inconsapevolmente adeguata ai loro standard alimentari?


    no. compravamo cibo italiano (nei supermercati ce n'e'.....o, perlomeno, in baviera). mangiavo perche' ero sempre in casa da sola (il mio tipo lavorava in uni, e io "facevo finta di studiare")......


    psico mi piaceva molo, soprattutto la quella riguardante la psicologia dinamica.
    adoravo freud......cocainoma ne ma, a mio avviso, grande genio....
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  17. Registrato da
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    Citazione Originariamente Scritto da kia80 Visualizza Messaggio
    che e' il THC da panico?
    inutile dire che, da li', non ho piu' fumato canne......
    Sì, è una "con****ndicazio ne" delle canne
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    Citazione Originariamente Scritto da kia80 Visualizza Messaggio
    no. .........cocainomane ma, a mio avviso, grande genio....
    La psico dinamica la conosco per esperienza, anche se a suo tempo lessi sia Freud che Jung.

    Il problema secondo me è che le "tecniche di cura" di questa psicoterapia sono veramente lente: metafore, e una continua, quasi subliminale proposta di modi di vedere alternativi a quelli disfunzionali che si ripete, come per far entrare "dalla porta di servizio" una visione diversa della vita.


    L'analisi dei sogni era per me una costante, ma a sua volta ricordo che era il "parlare dei sogni stesso" col quale comunicavo con il mio terapeuta.

    Per me il sogno significava poter partire dall'alto della mia psiche, per poter - magari con la soprpresa d'un ricordo, d'una associazione improvvisa- prepararmi a misurare le mie idee con il mondo reale. Il quale mi spaventa oggi, figuriamoci allora.
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    considerazione

    quando mi ricordo dei sintomi che avevo- e che ogni tanto pure riaffiorano (non saper dove stare in uin posto all'aperto, evitare di avvicinarmi a certe persone, avere ansia all'idea di riporre oggetti in luoghi sconosciuti) capisco in realtà che essi non sono nulla in confronto alle paure che mi v vivono nel petto. I contenuti di queste sono spesso stupidi e banali: ce la farò a vivere una vita che sia solo mia? Riuscirò a trovare un buon lavoro? Amerò o rimarrò solo tutta la vita, e se ciò accade, come potrò vivere in solitudine?

    ma la loro portata, sulle mie povere quattr'ossa, era pesante e insopportabile.

    Allora la mia attenzione si fissava da altre parti, impedendo in questo modo che questi moti viscerali così poderosi invadessero la mia coscienza in modo disordinato. Ma questo divertissement doveva, da una parte essere essere spesso presente, specie quando le paure avevano ragione di far sentire il loro peso emotivo (insomma in societ&#224, e dall'altra però dovevano consentirmi di avvertire un qualche aspetto di questo spettro che mi trascinavo dietro, e dentro.

    Io mi sentivo dunque un inetto, uno stupido. Ma non era questo il problema, ma che tale senso di inettitudine in realtà mi era utile per evitare il contatto diretto con quelle profonde emozioni, rendendole ij qualche modo più gestibili, potendole verbalizzare secondo una visione coerente, statica, omeostaticamente ordinatadi me anche se perdente.
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  20. Registrato da
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    [QUOTE=claudio285;691 224]La psico dinamica la conosco per esperienza, anche se a suo tempo lessi sia Freud che Jung.

    Il problema secondo me è che le "tecniche di cura" di questa psicoterapia sono veramente lente: metafore, e una continua, quasi subliminale proposta di modi di vedere alternativi a quelli disfunzionali che si ripete, come per far entrare "dalla porta di servizio" una visione diversa della vita.

    esatto....lenta, e infinita.
    ricordo che la mia analista mi "faceva vedere" i problemi "da 1 altra prospettiva".....pot eva, magari, dirmi PERCHE' mi comportavo in 1 certo modo, piuttosto che 1 altro....e poteva dirmi il PERCHE' di certe paure. pero', TUTTE LE SUE SOLUZIONI ERANO IN FORSE.....era tutto 1 "potrebbe essere perche'..........".
    ma SOLUZIONI, in concreto, non me ne dava.
    certo, ognuno e' artefice delle proprie scelte, e della propria vita.
    pero',ora, sinceramente, non mi interessa sapere, per ex, e per assurdo, che io sono quella che sono perche' "mi son sentita poco amata dai miei genitori"......o altre cose del genere......

    e' dura fare i conti con se stessi, e i demoni del proprio passato....quindi, perche' ricaderci dentro?
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  21. Registrato da
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    La CC è tutta imperiata sulla soluzione di problemi concreti. Per questo che dicevo che secondo me quando il problema è chiaro e evidente è meglio.

    Uno ha un problema a stare in mezzo a molte persone? Si analizzano i pensieri legati a questa paura, si "ripuliscono" rendendoli razionali ed emotivamente meno "densi", dopodichè si offrono delle strategie per compiere quella cosa o affrontare la situazione.

    Semplice e concreto. Ma in Italia il paradigma psicanalitico la fa da padrona, insieme purtroppo all'"organicismo ingenuo" alla Cassano....che ci vuoi fare, siamo pizza e mandolino pure nell'ansia e nella depressione
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