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Discussione: La mia storia ( disturbo bipolare)

  1. Registrato da
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    La mia storia ( disturbo bipolare)

    Cari amici, Dany1977 mi ha inviato una mail con la sua storia e, con il suo permesso, ho deciso di pubblicarla .
    Sono certa che sarà un segnale di speranza per tutti coloro che si trovano a dover combattere con il disturbo bipolare.
    E' un pò lunga ma vale davvero la pena di leggerla .


    LA MIA STORIA

    Tutto è scoppiato nel Novembre 1999,è piombato dal cielo improvvisamete per tutti la mia sindrome bipolare.Dicevo di sentire delle voci e mi comportavo facendo ciò che le voci mi dicevano di fare,sono arrivato fino a credere di aver sentito la ******* e a credere di essere figlio di Dio ritornato sulla terra.Avvenì così il mio primo ricovero nel novembre 1999.Cominciai così il mio calvario....Nei primi mesi del 2000 avevo capito che parlare delle mie voci e dei miei pensieri era tutto inutile e tempo sprecato,perchè tanto nessuno mi ascoltava e mi dicevano lascia perdere,lo psichiatra mi diceva io non la penso così e cercava di impormi i suoi pensieri e le sue ragioni.A quel punto decisi di dare a tutti ragione perchè non mi rompessero le scatole,anche se in raltà ci rimurginavo sempre,e sicuramente per me gli altri non avevano ragione,ma credevo che tanto loro non potevano capire...Ero stato talmente bravo a fingere che lo psichiatra mi aveva perfino tolto le cure,dicendomi che era stato un periodo di burrasca.Da li a poco tempo accadde la morte di mio padre e neance dirlo feci un altro crollo finendo nuovamente ricoverato in psichiatria per un paio di settimane,poi uscito dall' ospedale cominciai a cercare di fingere di star bene perchè così credevo che mi ritogliessero i farmaci,ma a distanza di 2 3 mesi feci un altro collo e ritornai ricoverato in psichiatria per altre 2 settimane.

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    La mia storia ( disturbo bipolare)
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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    In quelle due settimane non sò cosa mi sia successo,una sera sono andato a dormire e la mattina mi sono svegliato rendendomi conto che c'era qualcosa che non andava...Era come aver vissuto abitualmente nel caos ed all' improviso esserti reso conto che attorno a te regnava il caos,questa volta però era nella mia mente il caos....Da li capì che dovevo ricominciare a fare ordine nella mia mente...Da li cominciai a perdere tutti gli amici,tranne i migliori che li conto su una mano,sul lavoro non ero più capace di rendere per colpa delle cure farmacologiche e apparivo un fannullone per tanto impegno che ci mettessi,causa la malattia persi la fiducia di chi mi circondava ed infine anche la mia ex fidanzata.Capi però che dovevo dire le cose per come realmente erano altrimenti a fingere di star bene ce ne rimettevo solo io...Dopo qualche mese conobbi un altra ragazza e ci misimo assieme ma la storia fu molto breve perchè dopo qualche mese ebbi un altro ricovero e fu così che per colpa del mio ricovero finì anche la nostra storia.Essere lasciati perchè hai una malattia che non è una cosa che dipende dalla tua volontà vi posso dire che è una delle cose peggiori che fin ora ho provato.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Nel mio dolore e nella mia sofferenza per fortuna avevo al mio fianco delle persone che mi volevano bene la famiglia,i parenti e gli amici rimasti.Trovai allora la forza per andare avanti e di continuare nella mia lotta contro la malattia senza mollare.Cominciai lentamente a studiarmi e a voler capire cosa mi accadesse quando andavo in crisi e perchè andavo in crisi,nessuno psichiatra me lo aveva mai spiegato al massimo mi dicevano che nel mio cervello si formavano delle cellule negative che mi mandavano in crisi,ma io alla fine rimanevo al punto di partenza perchè era come non avrmi dato nessuna spiegazione perchè in pratica non mi avevano spiegato nulla.Intanto cercavo di andare avanti con le zavorre (i farmaci).Le persone che mi circondavano stentavano a capire che le la mia lentezza era causata dalle cure farmacologiche e non capendo questo a volte me lo facevano pesare,ma credo che se fossi stato al loro posto avrei fatto la stessa cosa anch'io,per chi non conosce nulla dei farmaci e la malattia sembra una cosa quasi impossibile che un farmaco possa renderti così impedito.Nel tempo libero cercavo di stare in mezzo alla gente frequentando un locale della zona anche se il problema si faceva sentire e nella solitudine il pensiero era sempre al lavoro,cercai cosi di provare a fare un qualcosa di diverso e mi misi così ad andare al centro benessere e a fare dei corsi di ballo,dovevo cercare di non rimanere solo.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Arrivò così il 19 marzo 2004 giorno della festa del papà e nel locale della zona dove andavo abitualmente, conobbi Maria e fu un colpo di fulmine a cel sereno per entrambi.In seguito gli raccontai del mio problema e la mia situazione,lei apprezzò la mia sincerità e mi disse voglio provare a stare al tuo fianco ed aiutarti ma non ti assicuro che ci riesca a farlo.Gli raccontai del mio passato,e lei dentro di lei diceva vorrei mostrargli che se stesse male ed andasse in crisi anch'io gli starei vicino.Neanche farlo a posta lo psichiatra mi aveva detto di prendere solo il Depakin lo satabilizzante d'umore,ed io gli dissi ma il risperdal (il neurolettico ) non serve? E lui mi disse no è sufficente lo stabilizzante perchè ora sei solido,ed io gli risposi ma guardi che una primavera senza l'aiuto del neurolettico non sono mai riuscito a superarla,quando non prendevo i neurolettici la primavera ho sempre fatto una crisi e lui mi rispose di stare tranquillo.Arrivò il mese di Giunio 2004 ed io incominciai a notare i sintomi della crisi,non dormivo la notte,il mio pensiero era fisso su un argomento giorno e notte,nello stesso tempo mi dicevo dovrei prendermi un neurolettico,ma poi mi rispondevo lo psichiatra mi ha detto che è sufficente lo stabilizzatore quindi non dovrei andare in crisi,poi è meglio che non lo prenda mi sono detto altrimenti gli altri si preoccupano perchè stò male ed io non devo star male quindi è meglio che non dica niente a nessuno e non prenda altri farmaci oltre lo stabilizzatore e sapete qual è stato il risultato di tutto questo?

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Un altro bel ricovero di 15 giorni in psichiatria,bel risulato...Mia moglie ebbe così la possibilità di vedermi in crisi.Durante il ricovero ospedaliero nel riflettere ed osservare gli altri capì che parlare non serviva nulla,dovevo riuscire a far vedere ciò che penso perchè sono tutti come S.Tommaso o vedono o non mi credono.A quel punto dissi che avevo capito gli altri e sapevo come aiutarli e mia moglie mi rispose ma cosa vuoi aiutare gli altri,guardati te prima cerca di star bene te e non venir più in ospedale e poi puoi aiutare gli altri ma fin che non stai bene te e finisci in ospedale non puoi essere in grado di aiutare nessuno.
    Questa sua frase mi fece molto riflettere dovei ammettere che aveva ragione,dovevo guardare me e star bene.Mi dimmeterono dall' ospedale e quando fui a casa come sempre mia madre mi dava i farmaci prescritti e controllava che li prendessi.Allora mia moglie incominciò a svegliarmi e mi disse ma sei capace di prenderi da solo i farmaci?Impara ad arrangiarti!In effetti aveva ragione,per colpa della paura di mia madre mi era sempre stato impedito di prendere da solo i farmaci.Allora impuntai i piedi e gli dissi che mi sarei arrangiato a prendere i farmaci e non volevo che lei mi controlasse più.Cercava di controllarmi indirettamente attraverso mia moglie,dico sempre mia moglie,ma allora non eravamo sposati..Questo fu il primo aiuto che gli altri non mi avevano mai dato e cioè darmi fiducia e responsabilizzarmi.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Dopo un pò di tempo però mi sono detto non posso continuare così,se continuo così va finire che perdo anche lei come le altre però non posso buttare i farmaci altrimenti domani sono ricoverato in psichiatria,ma non posso nemmeno continuare in questo modo con i farmaci.
    Allora ho cominciato a valutare la mia situazione ed ero arrivato a capire che non avevo nulla da perdere perchè mal che mi andasse avrei perso Maria e quindici giorni di ospedale cosa che se continuavo così sarebbe ugualmente accaduta vista l'esperienza precedente.
    Non sapevo più dove battere la testa,non volevo si tornasse a distruggere nuovamente tutto per colpa della malattia,non volevo perdere Maria e rivivere l'inferno del passato.Allora mi sono detto devo basarmi su dei dati certi,concreti e capire perchè alla fine la malattia vince sempre,non gliela devo più dar vinta.Di certo sapevo che l'aumento di tensione mi scatena le allucinazioni e l'aumento di tensine scatena le allucinazioni,io lavoro come elettricista ed allora ho cominciato a confrontarmi con questo concetto.Ho preso un motore elettrico ed ho aumentato la tensione visto che l'aumento di tensione scatena le allucinazioni,e cosa è accaduto il motore gira più velocemente ma poi gli avvolgimenti del motore si surriscaldano e si bruciano,ho provato allora a ridurre la tensione visto che nel mondo della depressione abbiamo scarsa energia e non abbiamo voglia di far nulla e vediamo il mondo nero,e cosa è successo...abbassand o la tensione il motore elettrico gira ugualmente ma fa più fatica,e cosa succede facendo fatica va sotto sforzo e se ci rimane troppo si surriscaldano gli avvolgimenti e si brucia.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    A quel punto mi si è accesa una lampadina e mi sono detto,cavoli il motore con l'aumento di tensione o il calo di tensione si brucia allo stesso modo.Allora mi sono detto se il mio corpo funziona con gli impulsi elettrici sia nel mio stato depressivo sia nel mio stato euforico dev' esserci un punto in comunione.Ho cominciato ad analizzare i miei stati depressivi ed euforici confrontandoli ed il punto uguale dove la mia mente mi manda in crisi l'ho trovato.Nello stato depressivo vedo tutto cio che mi circonda in modo negativo entrando così in un mondo nero,nello stato euforico vedo tutto ciò che mi circonda in modo solo positivo e senza problemi entrando così nello stato eccersivamente euforico,quindi il punto in comune in entrambe le situazioni è il cambio d'interpretazione della realtà.E' come se facciamo un movimento col braccio destro davanti allo specchio io muovo il braccio destro e lui fa lo stesso movimento nel senso opposto perchè lo specchio il movimento lo fa identico ma col braccio sinistro,così è il cambio della mia visione della realtà nel mondo euforico e depressivo,il movimento non cambia.Tutto ciò che mi circonda mi riguarda e ne sono partecipe,nel mondo depressivo ho tutti contro,nel mondo euforico sono un figlio di Dio e credo di potr riusire a fare i miracoli.Dopo questi ragionamenti finalmente ero riuscito a farmi un idea di ciò che mi accadde quando vado in crisi,cosa che molte volte avevo chiesto e mai nessuno era riusito o non aveva mai voluto spiegarmi.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    A quel punto quando ho incontrato il mio psichiatra gli ho detto ma sai che la mia prima crisi che ho avuto nel 1999 e quest'ultima del 2004 sono uguali.Lui mi guardò con aria perplessa come per dire ma che cavolo dici? Io gli dissi si sono identiche perchè nella crisi del 1999 andando a messa percepivo le parole del parroco come se io dovessi fare le cose che aveva fatto Gesù,nell'ultima crisi percepivo le parole di una trasmissione radiofonica come se stessero parlando del mio caso in radio,ma in realtà non era così.Cambia il soggetto in questione,dite che questa è una crisi più leggera rispetto alla prima,ma la prima non avevo esperienza e mi è piòvuta dal cielo e quindi ho impiegato 3 anni per rendermene conto,l'ultima ho un esperienza alle spalle e come ha fatto effetto la cura farmacologica ho capito di essere stato in crisi e che ciò che ho sentito è stato un fraintendimento del dialogo radiofonico e quindi in breve tempo mi sono rimesso in riga.Quindi cabiano i soggetti,i tempi dalla prima all'ultima,ma non il gioco che la mia mente ha fatto per farmi ricadere.Era rimasto senza parole.
    A quel punto capito il gioco che fa la malattia con me,ho provato anch'io a giocare con lei per cercare di vivere meglio e star bene.Cominciai all' insaputa di tutti tranne che di Maria a gestire da solo i miei farmaci in base a come mi sentivo.Cominciai a diminuirli molto lentamente fino a rimanere senza,la mia normalità durò qualche mese senza farmaci e poi i sintomi della malattia ricominciarono a riattacarmi.Comincia i con il fissarmi con un pensiero fisso,a perdere la concentrazione nel lavoro,a non dormire più la notte e a fraintendere i messaggi di ciò che mi circondava ma visto l'esperienza negativa avuta e la conoscenza che avevo scoperto sulla mia malattia analizzandomi corsi subito ai ripari assumndo di nuovo la terapia per qualche giorno fino a che i miei sintomi ritornarono a scomparire.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Una volta passato l'attaco della malattia ritornai a ridiminuire i miei farmaci e a ricamminare nuovamente da solo senza l'aiuto dei farmaci.Nessuna persona che mi circondava aveva notato nulla,tranne Maria che sapeva tutti i miei movimenti ma non diceva nulla a nessuno perchè aveva fiducia in me e credeva che ci potevo riuscire.Ci fu un periodo che il mio caposquadra si ammalò ed il mio datore di lavoro si trovò costretto a farmi prendere temporeaneamente il suo posto di caposquadra.Mi trovai sotto stres e tensione e neanche dirlo i sintomi ritornarono a riafforare,a quel punto ritornai a riassumere i farmaci e strinsi i denti,ce la dovevo fare a gestire la situazione lavorativa senza crollare,era come vedere la crisi da un vetro mi bastava sbagliare una mossa e sarei rimasto fregato un altra voltà,ma per fortuna questa volta la malattia non la ebbe vinta,riusci a portare avanti il lavoro anche con i farmaci da me gestiti in base a come stavo fino al rientro del mio collega.Per me fu un primo passo e anche se ho dovuto stringere i denti fu una grande soddisfazione,poi come sempre passati i sintomi della crisi sospesi i farmaci.Andai avanti così per circa un anno e quando ebbi la sicurezza che la cosa poteva funzionare visti i primi risultati decisi di renderlo noto.Lo comunicai a mia madre,allo psichiatra ed al mio medico condotto di allora

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Mia madre non s'intomise molto fu presa dal panico,ma visto la mia stabilità non pote dire più di tanto,gli psichiatri non mi credevano allora visto che tra depakin e aldol avevo a casa 50 scatole di farmaci prescritti e non usati 30 scatole pensai di riconsegnarle indietro a loro così dopo essegli usciti gli occhi dalla testa alla vista dei farmaci a loro malgrado dovettero prendere coscenza della situazione ed andarono nel caos perchè significava non avere più in mano il controllo della mia situazione,il mio medico condotto mi consigliò di provare a fare 2 chiacchere con una psicologa,ma come cominciò ad ascoltarmi scappò.
    Il primo giorno ci siamo presentati,il secondo incontro ho cominciato a raccontargli che quando stavo male ero perseguitato dal demonio perchè fraintendevo la realtà che mi circondava,la sera chiamò disperata il mio medico condotto e la psichiatra del centro che frequentavo dicendo che lei non era in grado di seguirmi,il terzo inconto mi salutò.
    A quel punto decise di prendere in mano la situazione il mio ex medico condotto fuori dai suoi orari di lavoro,vedendomi ogni 2 settimane.
    Avendo capito che la malattia mi fregava facendomi fraintendere la realtà decisi che quando mia moglie aveva la possibilità di accompagnarmi agli incontri con gli psichiatri entrasse con me in ambulatorio per evitare fraintendimenti e potermi accrtare che i messaggi degli psichiatri li percepissi in modo corretto e loro percepissero in modo coretto le cose che volevo comunicare a loro,perchè come iterpretavo scorretamente la realtà,rischiavo anche spesso di trasmettere un messaggio in modo errato,e siccome non lo esponevo nel modo corretto rischiavo che chi avevo difronte mi fraintendesse.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Il risultato:all'inizio lo psichiatra disse a Maria puoi essere un ottima collaboratrice,succe ssivamente mi stai rubando il lavoro,infine non la volevano più vedere in ambulatorio con me perchè con un testimone al mio fianco che non si faceva influenzare da loro non erano in grado di gestire la situazione e rigirarmi le cose come quando ero solo in ambulatorio.
    La psichiatra del centro che frequentavo mi disse che il mio posto era dentro le quattro mura dell' ambulatorio e non dovevo andare in giro da una parte all'altra,ma io gli riposi che ho la libertà di andare dove voglio e sicuramente se mi va di raccontare la mia storia a qualcuno lo posso tranquillamente fare senza il suo consenso.A quel punto abbassò le orecchie e stette zitta.
    Il mio ex medico condotto invece mi prese subito in considerazione,mi ha visto dal primo giorno che sono andato in crisi a tutt'ora.Cominciai con raccontagli che mi ricordavo perfettamente il giorno del primo ricovero,le parole che mi aveva detto lui e chi mi circondava e che di tutto mi avevano raccontato tranne che mi avrebbero ricoverato in psichiatria.Lui restò molto stupito perchè pur essendo in uno stato confusionale mi ricordavo perfettamente ciò che era accaduto e restò sorpreso della mia memoria.Mia moglie quando poteva era sempre presente,cominciò a pormi domande che mi facevano riflettere e mi facevano cercare delle risposte concrete sui miei comportamenti.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Per esempio mi chiese ti ricordi che mi dicevi di essere un figlio di Dio,perchè credevi di essere figlio di Dio?Non potevo mica rispondere perchè ho sentito la ******* ed ho una missione da portare a termine come avrei risposto quando stavo male.Mi presi tempo per riflettere ed analizzare la situazione.La volta successiva gli dissi
    ora sono in grado di spiegarti perchè dicevo così,è perchè quando stavo male per via della mia sofferenza mi sono buttato nella religione, perchè riuscivo a trovare molte risposte alle mie domande,poi che le risposte fossero reali o no non aveva importanza,trovare una risposta significava di soffrire meno psicologicamente giusta o sbagliata che fosse stata.La religione piano piano si trasformò così in un ossessione,e mi portò così ad interpretare scorretamente il modo di percepire la realtà,ciò che leggevo,ciò sentivo a messa o ciò che dicevano le persone che mi circondavano non ero più in grado di dare il senso corretto a ciò che dicevano,ma mi vedevo sempre partecipe e credevo che tutto ciò che dicevano o leggevo non era Gesù il figlio di Dio che aveva detto e fatto,ma lo percepivo come se dovevo dire e fare io,diventai così un figlio di Dio ricoverato in psichiatria.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Ne restò molto meravigliato.Allora mi chiese e la ******* come hai fatto a sentirla? Anche la dovetti analizzare parecchio la mia situazione e dopo una lunga ricerca dentro me stesso arrivai a capire anche come avevo fatto a sentire la ******* e vari miei defunti cari.Le voci che sentivo in realtà non erano altro che le risposte dei miei ragionamenti.Ora vi spiego come facevo a sentire le voci,tutte le persone quando hanno un aumento di tensione dovuto ad un grosso problema,una grossa preocupazione cosa fanno quando sono sole? Valutano la situazione ponendosi delle domande e dandosi delle risposte sane o malate che siano.E' vero che non c'è più sordo di chi non vuol sentire,ma il male lo sentono anche i sordi,quindi non si sentono solo le voci tramite le orecchie ma si possono sentire tutte le sensazioni.La differenza tra il sano ed il malato in questo caso è che il sano nel valutare la situazione è cosiente che sta valutando e parlando tra se e se nella solitudine,il malato invece fa la stessa cosa ma invece che parlare e valutare la cosa tra se e se è convinto di valutare le situazioni tra se e a colui che in quel momento stà nel suo pensiero ed associa le risposte che da il propio ragionamento alla voce della persona che stà nel suo pensiero,a quel punto posso arrivare al punto di dire che ho sentito la ******* o qualche mio caro defunto.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Decisi così di chiudere i rapporti col mio psichiatra che mi seguiva privatamente e tenere solo i rapporti col centro in cui andavo.A quel punto visto che non aveva altra soluzione la psichiatra mi disse ok fai come credi,ma tienimi informata di ciò che fai,se prendi più o meno farmaci se li prendi o non li prendi e perchè.Io accettai ad ogni incontro raccontavo nei minimi dettagli ciò che avevo fatto con le terapie.Dopo qualche incontro dove io stavo la a raccontare tutto nei mini dettagli in modo serio e puntiglioso andai ad un incontro e mentre stavo in sala d'attesa arrivò la mia psichiatra e mi chiese,cosa fai tu qua?Io dissi:come cosa faccio qua? Ho l'appuntamento con lei! Fortunatamente con me c'era presente Maria altrimenti non mi avrebbe creduto nessuno se raccontavo una cosa del genere.Lei mi rispose a me non risulta propio,comunque già che sei qua quando ho finito con chi ha l'appuntamento ti prendo.Io non avevo con me il biglietto dell' appuntamento per contestarla,quindi mi venne il dubbio di non aver sbagliato giorno anche se ciò non era mai accaduto,comunque non mi restò altro che ringraziarla del favore di prendermi.
    Appena andai a casa verificai il biglietto dell'appuntamento ed era giusto come avevo detto io,avevo l'appuntamento.A quel punto vi lascio immaginare quanto mi sono arrabbiato e l'aumento di tensione che mi venne adosso,cominciarono a ritornarmi i sintomi delle crisi e dovetti aumentare così subito la dose dei farmaci.La mattina seguente chiamai il mio ex medico condotto e gli raccontai l'accaduto.Mi disse di andare subito da lui,vide così che se pur ero in un inizio di crisi avevo avuto la lucidità di prendermi i farmaci e mi rendevo conto della situazione,gli dissi che però volevo fare come da prassi,per mostrare agli psichiatri che mi seguivano che mi facevano più male che bene facendo vedere loro i risultati dei loro comportamenti.

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    .Lui mi accontentò e mi mandò al pronto soccorso,se era come tutte le altre volte poi mi ricoveravano.Andai al pronto soccorso e quando mi trovai davanti alla psichiatra di turno le raccontai tutto ciò che era successo e mostrai anche a lei che pur essendo in preda ad un attaco di crisi finito al pronto soccorso avevo la lucidità dello stato in cui ero e le dimostrai che se non fossi stato in grado di rendermi conto da solo che dovevo assumere i farmaci e prenderli,non sarei stato in grado di mantenere la lucidità ed andare al pronto soccorso con i farmaci in tasca.La psichiatra non sapeva più cosa fare e mi disse che se ciò che dicevo fosse stato vero loro potevano chiudere baracca e burattini.Allora io le feci l'esempio di quando sono uscite le macchine fotografiche digitali,che tutti i fotografi la sconsigliavano perchè non andava bene per varie motivazioni.Ma mi sa che ora perchè la digitale andava così male la usano tutti e molti di loro hanno dovuto chiudere il negozio perchè non vendono più rullini e stampano molte meno foto.A quel punto le dissi che credo di non aver più bisogno di loro perchè nella mia esperienza che ho avuto con loro sono stati in grado di dirmi di prendere una pastiglia in più o in meno in base a come dicevo di stare

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    .Allora visto che se mi accorgo dei sintomi e vi devo chiamare per dirvi che non stò bene so già la vostra risposta una pastiglia in più o in meno in base a ciò che vi dico,se mi rendo conto e non son scemo mi posso arrangiare.Se invece come dite voi un paziente non può essere in grado di capire quando va in crisi come faccio io a chiamarvi e dirvi che non stò bene se non mi rendo conto?A quel punto io non posso venire da voi mi ci porterà chi mi stà al fianco,quindi al momento non mi servite più.La psichiatra a quel punto non seppe più che dire e che fare,provò a dire io ti consiglio di......Ma io gli risposi che dei loro consigli non mi fido più visti i risultati che loro hanno avuto con me.A quel punto ritornai dal mio medico e gli mostrai che non erano stati in grado di ricoverarmi questa volta perchè ero riuscito a mantenere calma e lucidità in un attaco di crisi.
    Il mio medico rimase molto meravigliato e nello stesso tempo soddisfatto.In quei giorni mi chiamava tutti i giorni la sera dopo cena per vedere come stavo e com'era andata la giornata e da li cominciò un rapporto di amicizia più che un rapporto medico paziente.Una volta ristabilito riprendemmo i nostri incontri mediamente ogni due settimane.Assieme a lui continuai a lavorare su me stesso,e piano piano cominciò assieme a mia moglie ad insegnarmi a guardare avanti,perchè la malattia mi faceva guardare solo nel passato

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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    .Piano piano arrivai così ad imparare grazie all' aiuto di mia moglie e del medico ad imparare a guardare avanti imparando a considerare anche gli altri per ciò che in realtà sono e non invece per ciò che faceva comodo alla malattia.
    Riuscendo così a modificare il mio modo di percepire la realtà si aggiustarono molti miei comportamenti,dal 2004 ad oggi 2012 ho evitato i ricoveri che mediamente facevo una volta all'anno,sono riuscito piano piano a riconquistare la fiducia di chi mi circonda passando nel lavoro dalla persona che per colpa delle cure farmacologiche non riusciva a rendere a ricoprire un ruolo di caposquadra,dalla persona che per colpa della malattia perdeva sempre le ragazze ora sono riuscito a sposarmi e diventare padre conducendo una vita come i sani con i miei alti e bassi e camminando da solo senza l'aiuto farmacologico dal dicembre 2007 a tutt' ora 2012,ciò non sigifica che non avrò mai più bisogno dell' aiuto dei farmaci,in un momento di debolezza mi potranno servire,magari per un breve sostegno.
    Ora ho voluto condividere la mia esperienza positiva sulla pagina facebook Sindrome Bipolare,e nei gruppi Disturbo Bipolare dove l' amico Claudio scomparso purtroppo qualche mese fa mi aveva dato la possibilità di portare la mia testimonianza raccortando la mia storia.
    Per arrivare a raggiungere i miei risultati positivi ho dovuto lavorare molto su me stesso ed è stato un percorso lungo e faticoso,ma ringrazio molto anche mia moglie Maria,il mio medico Giovanni,parenti ed amici che mi hanno sostenuto ed hanno creduto in me dal 1999 ad oggi, i miei progressi positivi sono avvenuti per merito mio,ma anche per merito loro.
    GRAZIE Daniele.
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    Pollice in su Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Grazie mille Diana,speriamo sia veramente come dici tu

  20. Registrato da
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    Messaggio Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Vi lascio anche una piccola intervista che mi hanno fatto nella scorsa primavera http://www.youtube.com/watch?v=npBcONO3TDQ http://www.youtube.com/watch?v=NtBAr5rRZA8 aprofitto anche per ringraziare questo sito che mi ha scritto questa mail che mi fa piacere condividere con voi
    Ciao Daniele,
    abbiamo ascoltato con attenzione la tua intervista. Abbiamo quindi condiviso il tuo link attraverso i nostri canali di comunicazione. Qui ad esempio il tuo video comunicato sul nostro canale Twitter: https://twitter.com/#!/progettoHstor...88527761707010


    Ti ringraziamo molto per la condivisione della tua esperienza.


    Grazie e a presto.
    --------------------------------------------------------------------------------
    Associazione di promozione sociale H.story
    medicina narrativa e comunicazione in sanità

    Questo è il link del notiziario aris dove nel 2008 mi avevano fatto raccontare la mia esperienza e poi hanno scritto un articolo sul notiziario,è l'ultimo dei 4 articoli intitolato icontro soci dell'aris del 18 ottobre 2008. http://www.sospsiche.it/uploads/medi...RIS_2_2008.pdf

  21. Registrato da
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    Re: La mia storia ( disturbo bipolare)

    Ho visto che il link del notiziario fa fatica ad aprirsi,allora basta andare su http://www.sospsiche.it/Notiziari.351.0.html e cliccare notiziari 2008 il numero 2 e l'articolo è l'ultimo dei 4 un grazie a tutti.

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