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Possibili errori nella terapia di profilassi emicranica
Diagnosi errata. In alcuni pazienti la diagnosi può non essere corretta. La cefalea di tipo tensivo non risponde ai beta bloccanti o alla flunarizina. La profilassi emicranica non è efficace nella cefalea da abuso di analgesici.
Farmaci dall'efficacia non provata. Alcuni pazienti vengono trattati con farmaci inefficaci come ad es. clonidina, barbiturici o antiepilettici.
Uso errato Errori nella selezione del farmaco di prima scelta. Occorre iniziare il trattamento con i betabloccanti o la flunarizina e non, ad esempio, con la metisergide.
Dose eccessiva. Molti pazienti sospendono la terapia a causa degli effetti collaterali che si manifestano all'inizio della terapia. La profilassi va iniziata con dosi molto basse. Alcuni pazienti possono avere effetti collaterali più marcati di altri che usano lo stesso farmaco con indicazioni differenti.
Impostazione inadeguata del trattamento Talvolta il trattamento viene sospeso dal medico o dal paziente dopo solo 2-4 settimane. Il tempo minimo affinché la profilassi emicranica diventi efficace è 3 mesi.
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Uso continuato. In caso di efficacia i pazienti, talvolta, continuano il trattamento per anni. La profilassi emicranica deve essere interrotta dopo 9-12 mesi; il paziente va poi rivalutato.
Aspettative. Il paziente si aspetta una "guarigione" dalla profilassi emicranica. La profilassi in realtà riduce soltanto la frequenza e l'intensità degli attacchi.
Intolleranza. I pazienti devono essere informati sui possibili effetti collaterali. Talvolta, tuttavia, gli effetti collaterali possono essere utilizzati per trattare una patologia concomitante: i beta-bloccanti, ad esempio, sono indicati se vi è ipertensione o ansia; la flunarizina se i pazienti sono anoressici o insonni; l'aspirina se il paziente presenta fattori di rischio tromboembolico.
A cura del dr. Fabio Antonaci
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Grazie,conferma ciò che si andava dicendo,che ogni cura bisogna personalizzarla.Non siamo tutti uguali.
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