Questa discussione dal titolo Emicrania e Obesità è all'interno del forum Emicrania; Novità terapeutiche e legami con l'obesità.
Dall'VIII Congresso della European Headache Federation, che a Valencia ha riunito ...
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Emicrania e Obesità
Novità terapeutiche e legami con l'obesità.
Dall'VIII Congresso della European Headache Federation, che a Valencia ha riunito i maggiori esperti mondiali, le novità terapeutiche per curare il mal di testa, gli ultimi progressi farmacologici per la prevenzione degli attacchi, botulino e topiramato, e sul fronte della ricerca la scoperta delle relazioni tra emicrania, obesità e allergie e il ruolo delle ipocretine per la cefalea a grappolo.
“L’Organizzazione Mondiale della Sanità”, dice Lorenzo Pinessi, Ordinario di Neurologia e vice Presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee - SISC, Direttore Clinica Neurologica II e Centro Cefalee, Università di Torino - Ospedale Le Molinette, “lo riconosce come una vera e propria malattia, tra le più importanti cause di disabilità. Il mal di testa, ma il suo termine medico corretto è cefalea, comprende disturbi diversi: emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo, che costituiscono le cefalee primarie e le cefalee secondarie conseguenti ad altri fattori, quali traumi, sinusiti e altre patologie.
L'abbandono è la peggiore crudeltà
che si possa fare ad un cane.
Perchè tra cane e padrone c'è un tacito,
atavico accordo di mutua fedeltà.
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L'emicrania, al dodicesimo posto tra le più frequenti patologie mondiali che devastano la qualità di vita, è il tipo più diffuso di cefalea primaria, e riguarda circa 8-9 milioni di italiani, con una netta prevalenza per il sesso femminile con un rapporto di 5 a 1 rispetto agli uomini.
Tuttavia nel nostro Paese il mal di testa rimane una malattia nascosta, sottostimata, sottovalutata e mal curata. Il SSN infatti la include nei livelli minimi di assistenza (LEA) come patologia minore, con la conseguenza che la maggior parte di coloro che ne sono affetti spesso nasconde il problema al medico ricorrendo a un dannoso fai da te. Malgrado l’elevata incidenza, “solo una minoranza - poco più del 15 per cento - ricorre allo specialista, mentre circa il 50 per cento si automedica con analgesici da banco, spesso abusandone e rischiando di cronicizzare il disturbo invece di affrontarlo alla radice”.
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In Italia si spendono circa 600 euro per paziente/anno, per un totale di oltre 3 milioni di euro, spesa a cui concorrono i 25 milioni di giornate lavorative perse a causa del disturbo. “In realtà le cefalee”, sottolinea Pinessi, “per essere risolte necessitano di medici esperti, centri specializzati per la diagnosi e la terapia e a volte anche il ricovero (attualmente considerato improprio o inadeguato per la sanità pubblica). Le nuove armi per vincere il mal di testa - tossina botulinica di tipo A e topiramato - presentate al congresso di Valencia agiscono sulla prevenzione riducendo la frequenza e la gravità degli attacchi emicranici e di conseguenza anche il dannoso ricorso agli analgesici".
“Nella casistica nazionale”, dice Pinessi, “si stima che il 20-30 per cento e cioè circa 3-5 milioni di emicranici sono obesi o in sovrappeso, tra questi anche coloro che hanno registrato un incremento del peso dovuto ai farmaci utilizzati nella profilassi dell’emicrania come i beta-bloccanti (propranololo) e i calcio-antagonisti (la flunarizina)”. Nell’emicrania con obesità vi è una stretta relazione biunivoca: in pratica l’una favorisce l’altra. L’aumento del peso corporeo aumenta la gravità e la durata degli attacchi emicranici che rischiano di diventare cronici mentre l’emicrania stessa è causa di obesità.
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Una ricerca clinica effettuata dal dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino ha scoperto per la prima volta al mondo, destando l’interesse di Nature Clinical Practice (una delle più importanti e autorevoli riviste scientifiche internazionali), che nei pazienti emicranici è presente un’alterazione del metabolismo del glucosio, legata ad un’insulino-resistenza e cioè una diminuita attività insulinica. Questa condizione è responsabile del non utilizzo in modo adeguato da parte dell’organismo delle sostanze energetiche assunte con l’alimentazione e favorisce il loro deposito sotto forma di grassi portando così al sovrappeso e all’obesità.
“Queste considerazioni possono aprire interessanti prospettive terapeutiche”, precisa il professor Pinessi. “Il paziente emicranico, che segue uno stile di vita sano, una dieta adeguata e pratica una moderata e regolare attività fisica può ridurre in maniera significativa sia lo stato di insulino-resistenza, migliorando tutti i parametri metabolici che l’eccesso di peso e riducendo anche l’intensità e la gravità degli attacchi di cefalea. Stiamo infine valutando l’efficacia di alcuni farmaci ipoglicemizzanti che migliorano la sensibilità all’insulina per controllare meglio sia la resistenza all’insulina che l’emicrania stressa”.
Fonte: Ufficio stampa European Headache Federation 2006.
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