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Discussione: Luce solare: Effetti della luce sulla Pelle

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    Luce solare: Effetti della luce sulla Pelle

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Luce del sole raggi UV

    Lo spettro solare è formato da energia elettromagnetica, con lunghezza d'onda che si estende da 200 a 1800 nanometri (nm).
    Le lunghezze d'onda più corte, che raggiungono la terra, sono le radiazioni ultraviolette (UV), che si suddividono in UVC (200-290 nm), UVA (320-400 nm) e UVB (290-320 nm); in particolare:


    • UV-C (100-280 nm): hanno energia molto elevata ma vengono filtrate dall'ozono atmosferico e non raggiungono la superficie terrestre
    • UV-A (320-400 nm): sono i raggi meno energetici (l'energia è inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda), ma riescono a penetrare fino al derma dove possono danneggiare collagene ed elastina. Le radiazioni UV-A promuovono il processo di maturazione della melanina già presente nei melanosomi trasferiti ai cheratinociti: tali radiazioni sono perciò responsabili della pigmentazione immediata della pelle, che compare già durante l'esposizione al sole e regredisce nell'arco di 2-3 ore (“fenomeno di Meyrowsky”)
    • UV-B (280-320 nm): inducono le più comuni reazioni biologiche dovute ad esposizione solare, sono eritematogeni e sono i veri responsabili dell'abbronzatura duratura, perché stimolano la melanogenesi, che prosegue anche dopo l'esposizione.


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    Re: Luce solare: Effetti della luce sulla Pelle

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Luce del sole raggi UV

    Numerose variabili influenzano la qualità dell'irradiazione: stagione, altitudine, latitudine, ora del giorno e anche umidità ed inquinamento atmosferico.
    Relativamente all'altitudine, un suo aumento di 1000 m determina un incremento del 15-20% dei raggi UVB, mentre i raggi UVA non subiscono modifica.

    La riflessione delle radiazioni UV avviene da parte del cielo, delle nuvole, del suolo e tale fenomeno è particolarmente evidente qualora ci si trovi in presenza di neve (con la neve fresca viene riflesso l'80% della luce, con la neve vecchia il 50%), sabbia asciutta (24%), acqua (9%) (3V Cosmetic division tecnica report No 3 Edition 1/1).

    Fino a qualche anno fa, l'attenzione era focalizzata soprattutto sugli UVB, in quanto responsabili degli effetti immediati e visibili delle radiazioni solari nei confronti della cute.
    Oggi, invece, c'è la consapevolezza che gli UVA, essendo più penetranti, sono maggiormente correlabili alla formazione di tumori cutanei, al fotoaging, alla fotoimmunosoppressio ne ed ai fenomeni di fototossicità e fotoallergia.

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    Re: Luce solare: Effetti della luce sulla Pelle

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Effetti della luce solare sulla pelle

    Le radiazioni che raggiungono la pelle vengono in parte riflesse dallo strato corneo ed in parte assorbite e trasmesse alle strutture dell'epidermide e del derma.
    La loro capacità di penetrare l'epidermide ed i loro effetti dipendono dalla lunghezza d'onda: più grande è questa, minore è la frequenza, quindi maggiore è la penetrazione; di conseguenza gli UVA, raggi a lunghezza d'onda più corta, possiedono maggiore capacità di penetrazione e possono causare maggior danno nel tempo;

    gli UVB sono invece i raggi principalmente responsabili dei danni immediati, come ad esempio l'eritema cutaneo o la scottatura.

    Quando la pelle è irradiata si attivano alcune risposte biologiche:

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    Re: Luce solare: Effetti della luce sulla Pelle

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Effetti della luce solare sulla pelle


    • lo strato corneo inizia ad ispessirsi (ipercheratosi) in seguito ad un'aumentata mitosi delle cellule basali dell'epidermide, allo scopo di proteggere la pelle dalle radiazioni UV;
    • inizia ad accumularsi b-carotene, una molecola antiossidante che agisce come silenziatore dell'ossigeno singoletto e come stabilizzatore di membrana;
    • vi è secrezione, con il sudore eccrino, diacido urocanico, molecola derivante dalla deamminazione dell'istidina, in grado di assorbire i raggi UVA;
    • si attivano gli enzimi superossido dismutasi (SOD) e glutatione perossidasi (GSH), quali scavenger delle forme reattive dell'ossigeno;
    • si attivano i meccanismi di riparazione e replicazione del DNA;
    • si attiva il principale meccanismo di auto-protezione dagli UV: la pigmentazione. Dapprima si produce una pigmentazione immediata e transitoria indotta dai raggi UVA e dalla luce Visibile, che inizia dopo pochi minuti dalla prima esposizione e dura 24-36 ore. Questa prima abbronzatura è dovuta alla fotossidazione della melanina già presente nei melanociti, ma la colorazione che ne deriva è effimera e non ha funzione protettiva. Due giorni dopo la prima esposizione, tempo necessario ai melanociti per produrre melanina, inizia la pigmentazione ritardata in risposta ai raggi UVA e UVB (P.Kullavanijaya, H.W.Lim “Photoprotection” J Am Acad Dermatol 2005; 52:937-58);
    • viene indotta, da parte dei raggi UVB, la produzione di vitamina D nello strato delle cellule spinose (azione anti-rachitica).


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    Re: Luce solare: Effetti della luce sulla Pelle

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Effetti della luce solare sulla pelle

    Oltre all'azione anti-rachitica attribuibile ai raggi ultravioletti, il sole ha ulteriori effetti benefici, come ad esempio un'azione disinfettante a livello della cute ed un'azione antinfiammatoria nei confronti di dermatite atopica e psoriasi.
    Quando però l'esposizione è eccessiva, le risposte fisiologiche sono insufficienti e i raggi solari possono causare effetti dannosi quali:

    • l'eritema acuto dovuto ad una vasodilatazione del microcircolo del derma papillare e alla produzione da parte dei cheratinociti di sostanze infiammatorie.
    • L'ipercheratosi che, se da un lato è una risposta fisiologica dell'organismo, dall'altro può raggiungere livelli patologici qualora interessi non solo lo strato corneo, ma l'epidermide in toto ed il derma superficiale. L'ipercheratosi si sviluppa tipicamente nelle zone maggiormente esposte ai raggi ultravioletti. Molto spesso è associata ad altri segni di fotodanneggiamento ed invecchiamento cutaneo, come l'elastosi attinica, le rughe profonde o le lentiggini solari.
    • Il fotoinvecchiamento (photoaging) attinico o elastosi solare: si tratta di un'alterazione a carattere ipertrofico esclusiva della cute fotoesposta, con aspetti di disordine proliferativo che possono dare origine talvolta a neoplasia.


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    Re: Luce solare: Effetti della luce sulla Pelle

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    Effetti della luce solare sulla pelle

    I quadri istopatologici più significativi si riscontrano a livello del derma, dove i raggi UVA riescono a penetrare; il derma assume un colore giallastro, si presenta fortemente ispessito, con zone simil-riparative e rende la pelle anelastica e priva di tonicità.

    A livello istologico si riscontrano una serie di modificazioni sia dei costituenti della matrice extracellulare sia delle cellule del derma.
    Il collagene viene degradato, le proteine fibrillari subiscono una grave deplezione, le fibre elastiche diventano abnormi, tortuose e si ha uno squilibrio delle loro componenti; i fibroblasti aumentano di numero.

    Anche istiociti e mastociti sono in numero maggiore e questi ultimi rilasciano mediatori che favoriscono la proliferazione dei fibroblasti e la chemiotassi dei leucociti.

    I melanociti sono irregolarmente dispersi lungo la membrana basale e le cellule di Langerhans sono notevolmente ridotte.
    I vasi sanguigni sono tortuosi e dilatati.

    Tutto questo squilibrio potrebbe essere riconducibile sia alla produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS) indotte dagli UVA, sia a danni a livello del DNA provocati dagli UVB.


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    Re: Luce solare: Effetti della luce sulla Pelle

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Effetti della luce solare sulla pelle

    Come conseguenza si ha, in generale, un'organizzazione strutturale difettosa ed una giunzione dermo-epidermica irregolare per lo sviluppo di papille e creste di forma e dimensione irregolari.

    In particolare i raggi UVB causano un danno diretto al DNA dei cheratinociti, con formazione di dimeri di timina che portando le cellule a morte programmata; inoltre sono maggiormente responsabili, rispetto agli UVA, dell'insorgenza di neoplasie della pelle diverse dal melanoma (carcinomi baso-cellulari e spino-cellulari).

    Più recentemente, sono stati identificati anche gli effetti dannosi dei raggi UVA associabili alla formazione di specie ossidanti, che causano immunosoppressione, danno ossidativo del DNA, induzione di mutazioni specifiche in oncogeni: a questi fenomeni viene attribuito un ruolo diretto nella patogenesi del melanoma associato principalmente ad esposizione sporadica al sole nei primi anni di vita (S.Lautenschlager, H.C.Wulf, M.R.Pittelkow “Photoprotection” Lancet 2007; 370:528-37).

    Ne emerge che i danni cutanei dovuti ai raggi UV sono provocati tanto dagli UVB quanto dagli UVA ed è per questo che si è concordi nel ritenere indispensabile una protezione completa, schermando sia i raggi UVB, responsabili del danno diretto alla cute, che gli UVA, prevenendo i danni indiretti a livello dell'epidermide e del derma nel lungo periodo.

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    Prodotti solari ed abbronzatura

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Introduzione

    Se in passato la pelle chiara era segno di una condizione sociale elevata - in contrapposizione a quella più scura, caratteristica di una vita di lavoro duro nei campi - oggi, la pelle abbronzata è sinonimo di salute, gioventù e bellezza, ed evoca immagini di vacanza, rilassamento e benessere.
    Nel contempo, grazie al diffondersi di informative sui possibili danni causati dall'esposizione al sole, le persone sono sempre più consapevoli dell'importanza che i prodotti solari assumono nel proteggere la cute dai danni indotti dagli ultravioletti, e nel favorire un'abbronzatura graduale e duratura, preservando così la salute della propria pelle.

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  10. Registrato da
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    Re: Prodotti solari ed abbronzatura

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Prodotti solari

    Per prodotto solare si intende “qualsiasi preparato (quale crema, olio, gel, spray) destinato ad essere posto in contatto con la pelle umana, al fine esclusivo o principale di proteggerla dai raggi UV assorbendoli, disperdendoli o mediante rifrazione”.

    Un buon prodotto solare dev'essere facilmente spalmabile sulla cute;
    deve avere una texture il più possibile gradevole per incentivare il consumatore ad una generosa e frequente applicazione; deve veicolare efficacemente i filtri sulla pelle, consentendone un'omogenea distribuzione sulla cute senza però favorirne l'assorbimento.

    I filtri solari devono avere un buon profilo tossicologico,
    essere il più possibile sostantivi sulla pelle,
    devono essere foto-stabili e
    devono garantire una protezione ad ampio spettro.

    E' importante, inoltre, che venga effettuata una selezione accurata degli altri ingredienti costituenti la formulazione del prodotto solare; ad esempio il profumo, se inserito, è preferibile non contenga sostanze allergenizzanti.

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    Re: Prodotti solari ed abbronzatura

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Prodotti solari

    Non possono mancare sostanze idratanti, protettive e preventive del foto-aging, ad esempio gli antiossidanti: queste molecole possono contribuire alla foto-protezione sia aumentando il grado di assorbimento delle radiazioni UV, sia per la loro attività antiossidante: estratti vegetali ricchi in polifenoli, in virtù della loro funzionalità antiradicalica, sono in grado di proteggere dall'immunosoppressi one e dai danni al DNA indotti dalle radiazioni ultraviolette;

    analoghi effetti sono stati riconosciuti ad estratti di tè verde veicolati in formulazioni solari e applicati sulla cute, e a vitamine antiossidanti, quali tocoferoli, tocotrienoli e vitamina C.

    Altri ingredienti chiave utilizzati nella foto-protezione attuale sono i cosiddetti SPF-Booster, materie prime che, con meccanismi d'azione differenti, sono in grado di potenziare l'SPF di una formulazione solare e di consentire così la riduzione della concentrazione dei filtri chimici e fisici.

    Alcune aziende propongono, per ottenere un effetto boosting, l'utilizzo di emollienti (ad es. esteri come l' Octyldodecyl neopentanoate o il C12-C15 alckil benzoate), in grado di favorire la dispersione dei filtri , quindi aumentarne l'efficacia o, in alternativa, copolimeri con proprietà filmogene e riflettenti le radiazioni ultraviolette, come il Polytetrafluoroethyl ene o Tricontanyl PVP.

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    Re: Prodotti solari ed abbronzatura

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Tipologie di Formulazioni Solari

    Oli Solari

    Derivano dagli oli naturali, quali il mallo di noce o l'ulivo, e costituiscono i veicoli cosmetici più antichi.
    Permettono un'ottima dispersione dei filtri solari (quasi tutti liposolubili) e non richiedono la presenza di conservanti.
    Non garantiscono tuttavia elevate protezioni per la loro estrema spalmabilità e la formazione di un film trasparente, idroresistente, ma sottile.
    Sono idonei per i fototipi più scuri o per chi è già abbronzato.
    Costituiscono il veicolo ideale per la protezione dei capelli dai danni fotoindotti (secchezza, indebolimento, perdita del colore).

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    Re: Prodotti solari ed abbronzatura

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    Tipologie di Formulazioni Solari


    Stick, Lipogel o Gel Anidri

    Sono simili agli oli, ma hanno forma solida, spesso ricchi di vaselina o di oli minerali; la loro applicazione è limitata a zone cutanee ristrette perché possono risultare appiccicosi e untuosi.
    Gli stick sono indicati per piccole aree sensibili, quali il viso, per coprire le iperpigmentazioni solari già esistenti ed evitarne il peggioramento o per proteggere cicatrici chirurgiche e recenti.


    Idrogel

    Gelatine a base acquosa, o meglio idroalcolica (con alcol etilico). Belli da vedere, determinano un'immediata sensazione di freschezza.
    Tuttavia, formano un film trasparente, non abbastanza omogeneo e garantiscono bassa protezione.
    Inoltre, la presenza di alcol è da sconsigliare a bambini, a chi ha un tipo di pelle sensibile, pelle arida o senescente.
    La forma gel è invece ottima sui capelli (effetto lucidante e fissante) o come prodotti doposole (in questo caso l'alcol non è presente) ad azione riparatrice sui danni solari, rinfrescante, lenitiva e idratante, con forti percentuali di fitoderivati e sostanze attive.


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    Re: Prodotti solari ed abbronzatura

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)


    Tipologie di Formulazioni Solari


    Emulsioni O/W e W/O (Oil in water-Water in oil):

    Sono sistemi bifasici che contengono sia una fase acquosa che una componente lipofila (sostanze grasse come oli, cere, ecc.). Questo permette di utilizzare una elevata quantità di sostanze protettive, sia fisiche che chimiche, di modulare la formazione di un film (spessore protettivo) sulla superficie cutanea, di garantire la resistenza alla rimozione da lavaggio e al sudore.

    Per la loro maggior resistenza, sono da preferire le emulsioni a fase continua lipofila (acqua in olio) o le recenti acqua in silicone, a elevata gradevolezza applicativa.
    Le più diffuse e leggere emulsioni a fase continua acquosa (olio in acqua) sono gradevoli, ma resistono meno a bagni e sudore e richiedono la presenza di maggiori quantità di conservanti per evitare contaminazioni microbiche.

    Da consigliare a chi desidera una forte funzionalità cosmetica, le emulsioni uniscono alla protezione solare numerose funzionalità, tra cui: idratazione, protezione dai radicali liberi, azione antirughe e molte altre.

    Da evitare le microemulsioni (all'aspetto trasparenti) per la loro elevata capacità di assorbimento cutaneo.

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    Re: Prodotti solari ed abbronzatura

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    Tipologie di Formulazioni Solari


    Paste e Creme Dense

    Indicate per i bambini, sono ottime le emulsioni ipoidriche (acqua in olio) a base prevalente di sostanze protettive di tipo fisico, con azione cutanea di superficie. Sono povere di conservanti e additivi, senza profumo e rigorosamente controllate sotto il profilo della fotostabilità.


    Acque Solari

    Liquidi in spray rinfrescanti e profumati, a basso o bassissimo livello di protezione solare.
    Contengono miscele di acqua, filtri chimici, essenze profumate e alcol.
    Da evitare in presenza di pelle chiara o sensibile.
    Rispondono più a una moda che a un reale bisogno di protezione dai raggi solari (bibliografia: Raggi ultravioletti e protezione solare, Istituto Superiore di Sanità - Comunicato stampa n. 15/ 2004).

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    Re: Prodotti solari ed abbronzatura

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    Tipologie di Formulazioni Solari


    Prodotti Doposole

    L'esposizione prolungata alle radiazioni solari può causare disidratazione e desquamazione della cute. Per ripristinare le condizioni fisiologiche ottimali e ripristinare la barriera idro-lipidica cutanea, è consigliato l'utilizzo di prodotti doposole.
    La funzionalità primaria richiesta a questa tipologia di prodotti è quella idratante, spesso combinata ad effetti rinfrescanti, lenitivi e decongestionanti.

    A tale scopo, sono moltissime le sostanze utilizzate nei prodotti doposole, a cominciare dagli attivi idratanti, quali pantenolo, trealosio , allantoina, trimetilg licina;

    estratti ad attività lenitiva, come aloe e calendula; rinfrescanti come il mentolo.

    Alcuni prodotti possono contenere acceleratori o prolungatori di abbronzatura come la tirosina, oppure sostanze ad attività insetto-repellente realizzabili, ad esempio, con derivati naturali come l'olio di andiroba.

    Le forme cosmetiche più diffuse sono le emulsioni O/A e i gel a base acquosa, che offrono il vantaggio dell'evaporazione rapida con effetto rinfrescante.

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    Filtri Solari e Abbronzatura

    (Tratto da: my-personaltrainer.it - a cura di AmbrosiaLAB)

    Legislazione

    Nel regolamento CE n.1223/2009 del 30 novembre 2009 sui prodotti cosmetici, i filtri UV vengono definiti come “sostanze destinate esclusivamente o prevalentemente a proteggere la pelle da determinate radiazioni UV attraverso l'assorbimento, la riflessione o la diffusione delle radiazioni UV” (articolo 2).

    Le molecole autorizzate come filtri solari differiscono da paese a paese; attualmente l'Unione Europea ha ammesso l'utilizzo di 28 molecole (allegato VI) utilizzabili come filtri solari nei prodotti cosmetici, alle quali possono essere aggiunti altri prodotti cosmetici nei limiti ed alle condizioni stabilite nell'allegato VI di tale regolamento.

    In USA, secondo la lista dalla FDA (Food and Drug Administration), invece, vengono ammessi solamente 16 filtri UV, in quanto sono considerati non come cosmetici ma come farmaci OTC (Cosmetic News, 2001).

    I filtri solari vengono divisi in due grandi categorie: filtri fisici e filtri chimici.

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    Re: Filtri Solari e Abbronzatura

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    Filtri Fisici

    I filtri fisici sono pigmenti opachi alla radiazione luminosa e riflettono e/o diffondono la luce ultravioletta e la radiazione visibile.
    I più comuni sono: il biossido di titanio (TiO2), l'ossido di zinco (ZnO), il biossido di silicio (SiO2), il caolino, l'ossido di ferro o magnesio.
    Di questi, solo il TiO2 è presente nell'allegato VI (relativo ai filtri UV autorizzati) del Nuovo Regolamento sui prodotti cosmetici; gli altri, in particolare l'ossido di zinco, sono ampiamente utilizzati in prodotti solari ma non possono essere dichiarati responsabili dell'azione filtrante.

    I filtri fisici sono fotostabili, non reagiscono con i filtri organici e vengono spesso usati in associazione a questi, anche ad elevate concentrazioni, determinando un effetto sinergico che permette di raggiungere valori molto elevati di SPF.

    In passato, i filtri fisici, avendo una notevole consistenza solida, erano totalmente riflettenti e presentavano il problema di creare un effetto bianco all'atto dell'applicazione del prodotto solare sulla pelle;

    attualmente sono presenti sul mercato forme micronizzate di biossido di titanio e ossido di zinco le quali, riducendo le dimensioni delle particelle all'ordine di grandezza dei nanometri, consentono di schermare radiazioni a bassa lunghezza d'onda quali gli UV, ma non la luce visibile, evitando così qualsiasi effetto bianco.

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    Re: Filtri Solari e Abbronzatura

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    Filtri Fisici

    Alcuni studi hanno tuttavia evidenziato che la micronizzazione può determinare un aumento della penetrazione del filtro fisico negli strati più interni dell'epidermide, dove può innescare reazioni di stress ossidativo con conseguente deplezione del collagene, fotoinvecchiamento e fotocarcinogenesi
    (Jianhong Wu, Wei Liu, Chenbing Xue, Shunchang Zhou, Fengli Lan, Lei Bi, Huibi Wu, Xiangliang Yang, Fan-Dian Zeng “Toxicity and penetration of TiO2 nanoparticles in airless mice and porcine skin after subchronic dermal exposure” Toxicology letters 191 (2009) 1-8).

    Per impedire l'agglomerazione delle microparticelle a seguito dell'attrazione elettrostatica, il biossido di titanio viene rivestito (allimina, stearati, simeticone, dimeticone) ed eventualmente pre-disperso e stabilizzato in acqua o in veicolo lipofilo (trigliceride caprilico/caprico, C12-15 alchilbenzoato).
    Le pre-dispersioni, di più facile manipolazione e incorporazione in formula, offrono in genere maggior performance protettiva.

    E' infatti dimostrato che influiscono sul valore di SPF le dimensioni delle particelle e l'assenza di aggregati macroscopici (diminuiscono la superficie di interazione con la luce incidente).

    Anche l'ossido di zinco, in grado di riflettere sia radiazioni UVA che UVB, è disponibile sul mercato sia in polvere sia in forma pre-dispersa.

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    Re: Filtri Solari e Abbronzatura

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    Filtri Chimici

    Ad oggi, i filtri chimici approvati possono essere classificati come derivati dei seguenti composti: PABA e derivati, cinnamati, antranilati, benzofenoni, salicilati, dibenzoilmetani, antranilati, derivati della canfora e fenil-benzimidazolsulfonat i.

    Sono sostanze di sintesi con una struttura chimica che consiste, in genere, di un anello aromatico e di due gruppi funzionali in grado di agire da donatori o da accettori di elettroni.
    Assorbono selettivamente i raggi UV a corta lunghezza d'onda e li convertono in radiazioni a lunghezza d'onda maggiore e meno energetiche.

    L'energia assorbita da parte del filtro corrisponde all'energia richiesta per causarne l'eccitazione fotochimica ad uno stato di energia più alto rispetto a quello nel quale si trova; ritornando allo stato energetico iniziale, emette radiazioni di una lunghezza d'onda maggiore, non dannose per la cute.

    L'energia può essere emessa come fluorescenza se cade nella regione del visibile, come calore se si trova nell'IR, oppure può danneggiare la struttura chimica del filtro stesso con conseguente perdita dell'attività filtrante e produzione di prodotti di degradazione, potenzialmente dannosi
    (Maier T. & Korting H.C., “Sunscreens - Which and what for?”, Skin pharmacology and physiology, 2005; 18: 253-262).

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    Re: Filtri Solari e Abbronzatura

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    Caratteristiche di un Filtro Solare

    I requisiti generali che un buon filtro solare deve possedere sono:


    • ampio spettro d'assorbimento (280 -380 nm). Se non è possibile coprire l'intero spettro con un unico filtro, utilizzare una miscela;
    • avere buona stabilità chimica;
    • avere buona fotostabilità;
    • aver un buon profilo tossicologico (tossicità acuta e a lungo termine molto basse, assenza di fototossicità, non sensibilizzante, non fotosensibile, assenza di assorbimento percutaneo);
    • essere il più possibile inodore;
    • avere una buona tollerabilità da parte di cute e mucose;
    • non essere irritante;
    • avere buona solubilità, compatibilità e stabilità nel prodotto finito (incluso il packaging);
    • avere un'azione di superficie;
    • avere un elevato coefficiente di estinzione
    • avere lunghezza d'onda massima e coefficiente di estinzione non influenzabili da solvente o pH;
    • non deve causare scolorimento della pelle e dei tessuti.

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