Questa discussione dal titolo Pedofilia è all'interno del forum La famiglia; Spiegate ai vostri figli che può essere pericoloso compilare moduli on line e di farlo solo dopo ...
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Spiegate ai vostri figli che può essere pericoloso compilare moduli on line e di farlo solo dopo essersi consultati con voi
Stabilite quanto tempo i vostri figli possono passare navigando su Internet e, soprattutto, non considerate il computer un surrogato della baby-sitter
Potete ricorrere ai cosiddetti "filtri", particolari prodotti software che hanno lo scopo di impedire l'accesso ai siti non desiderati (violenza e pornografia, per esempio), che possono essere facilmente reperiti su Internet. I filtri possono essere attivati introducendo parole-chiave o un elenco predefinito di siti da evitare. Se decidete di istallare questo genere di software, è opportuno verificare periodicamente che funzioni correttamente
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Le 5 regole d0oro per i giovani navigatori
Non date mai informazioni come il vostro nome e cognome, indirizzo, nome della scuola o numero di telefono a persone conosciute su Internet
Non mandate mai vostre foto a qualcuno conosciuto via Internet senza il permesso dei vostri genitori
Dite subito ai vostri genitori o ai vostri insegnanti se leggete o vedete qualcosa su Internet che vi fa sentire a disagio o vi spaventa
Non fissate incontri con persone conosciute via Internet senza il permesso dei vostri genitori
Ricordatevi che online le persone possono non essere quello che dicono di essere. La bambina con cui credete di "chattare" potrebbe essere un uomo adulto!
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Le 8 regole d'oro per i bambini
Quando esco di casa, dico sempre ai miei genitori con chi esco e dove vado.
Io non parlo mai agli estranei e non mi lascerò mai convincere ad andare da qualunque parte con qualcuno che i miei genitori non conoscono
Io dirò sempre di NO a qualsiasi persona, anche se adulta, che proverà a toccarmi in un modo che non mi piace
Se qualcuno prova a toccarmi o a portarmi via, io scapperò molto velocemente. Griderò "Questo non è il mio Babbo" o "Questa non è la mia Mamma" e "Aiutatemi"
Io racconterò ai miei genitori se qualcuno prova o ha provato a toccarmi in un modo che non mi piace
Io non devo mai avere segreti davanti ai miei genitori, io parlerò con loro delle cose o delle persone che mi fanno paura
I miei genitori mi vogliono bene, mi ascolteranno e mi aiuteranno se ho dei problemi
Se qualcuno prova a toccarmi, a farmi paura o a minacciarmi, le mie regole sono:
Dire di NO! Scappare! Raccontarlo a qualcuno!
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Originariamente Scritto da
diana1
Il 25 giugno verrà celebrata la giornata dell'orgoglio pedofilo. Perchè nessuno ne parla? E' una vergogna!!! Fermiamola !!
Per informazioni:
www.associazioneprometeo.org
Ma stai scherzando!!!!!...o lo dici solo per fare conoscere la tua Associazione?
Non ci posso credere!
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Caro Charlie digita "giornata orgoglio pedofilo " e vedrai che purtroppo è vero !! Anch'io non ci credevo.......l'ho saputo da un'email che mi ha inviato un'amica e mi ha parlato dell'Associazione Prometeo che lotta contro la pedofilia. Subito mi sono iscritta e ho deciso di dar loro una mano in questa battaglia: ho chiesto a Festambiente, una manifestazione promossa da Legambiente che si terrà a Rispescia ( GR) in agosto, di poter mettere un gazebo informativo dell'Associazione durante la manifestazione e spero tanto che mi diano ll permesso.
Tutti noi dobbiamo fare qualcosa, anche il far girare delle email informative, il passaparola sono importanti, se poi riusciamo a fare di più ancora meglio.
Chi abusa di un bambino abusa anche della nostra indifferenza
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Originariamente Scritto da
charlie35
Ma stai scherzando!!!!!...o lo dici solo per fare conoscere la tua Associazione?
Non ci posso credere!
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Identikit del pedofilo
“L’IDENTIKIT DEL PEDOFILO”
L’immagine popolare del pedofilo è quella di un uomo di una certa età, una sorta di “sporcaccione” generalmente in pensione o disoccupato che, oltre a molestare ogni qualsiasi bambino che gli capiti a tiro, può avere anche altre anomalie del comportamento sessuale, o “parafilia”, come l’esibizionismo, il voyeurismo o altro. Le statistiche più recenti indicano, invece, che l’abitudine a molestare i bambini inizia generalmente attorno ai 15-16 anni, che di solito la vittima è nota al pedofilo e quest’ultimo spesso è un parente, un amico di famiglia o un frequentatore della casa che non presenta apparenti anomalie di comportamento.
L’attrazione erotica che alcuni sentono per i bambini non si traduce necessariamente in atti sessuali completi: il pedofilo può limitarsi a spogliare il bambino e guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in sua presenza, a toccarlo con delicatezza o ad accarezzarlo, può convincere il bambino a toccarlo a sua volta e così via. C’è anche chi si limita guardare del materiale pornografico, materiale che oggi, navigando in Internet, può essere rintracciato abbastanza facilmente. Va infatti ricordato che, oltre ai pedofili attivi, ci sono anche i pedofili “latenti”, che non giungono a prendere l’iniziativa. continua
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Altri pedofili sentono attrazione per i bambini di una particolare fascia di età, spesso quella in cui loro stessi ebbero per la prima volta delle esperienze erotico-sessuali con un adulto o un ragazzo più grande. Per altri ogni bambino può essere oggetto d’attenzione. C’è chi preferisce i maschi, chi la femmine, chi invece ricerca bambini di entrambi i sessi. Alcuni sono attratti sessualmente soltanto dai bambini (tipo “esclusivo”), altri sono talvolta attratti anche da adulti (tipo “non esclusivo”).
Alcuni praticano la pedofilia soltanto occasionalmente e non ricercano attivamente i bambini.
La maggior parte dei pedofili cerca di non maltrattare i bambini che riesce ad avvicinare, sia per l’attrazione nei loro confronti, sia perché vuole evitare che essi possano lamentarsi, parlare, “fare la spia”. Se scoperti solitamente i pedofili parlano delle loro molestie verso i bambini in termini molto delicati, ricorrendo alle più svariate razionalizzazioni. continua
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Possono proclamare, ad esempio, il valore educativo di abbracci e carezze, oppure giustificarsi sostenendo che, in quell’occasione, il bambino era stato seduttivo, che era stato proprio il piccolo a sollecitare le avance sessuali dell’adulto, che da queste aveva ricavato poi un evidente piacere, ecc.
Alcuni rivendicano apertamente il loro “diritto” di amare i bambini di cui si sentono attratti a volte in maniera insopprimibile. “La nostra battaglia è come quella antiproibizionista. Chiediamo la libertà d’espressione per chi crede sia giusto amare i bambini. La nostra linea culturale, quando non c’è violenza, non c’è prostituzione, non c’è sfruttamento, va rispettata. Mettendoci in carcere fate di noi dei perseguitati”: è quanto ha dichiarato, in una sorta di “manifesto programmatico”, uno dei tre italiani responsabili di un network internazionale di pedofilia via Internet scoperto nel 1998. questa persona ha anche aggiunto:”Quando non c’è violenza, quando il bambino è consenziente, l’attenzione dell’adulto e il rapporto tra i due vanno considerati leciti” (Corriere della Sera, 8/9/98). continua
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È evidente che, nella dichiarazione di questo “amante dei bambini”,il punto critico sta tutto nel termine “consenziente”. Può essere considerato “consenziente” un bambino che non sa cosa sta per fare, o che cosa gli sta per succedere, e che si trova in una posizione di nette inferiorità -dal punto di vista del potere, della comprensione, dell’esperienza e dell’autonomia emotiva- nei confronti di un adulto che ha un piano e degli obiettivi precisi?
Ci sono anche altri tipi di pedofili, meno “buoni” di quelli a cui fa riferimento il ”manifesto” appena citato. Sono quelli che praticano il cosiddetto “pedosadismo”.
In questo caso l’attrazione per i bambini e i ragazzini è associata a forme più o meno spinte di sadismo. Si tratta quasi sempre di individui privi di senso morale, spesso affetti da disturbi mentali, cresciuti in un clima di degrado ambientale e psicologico, che qualche volta finiscono per uccidere le loro vittime.
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Sono casi estremi ma, poiché i media tendono a enfatizzarli, si può avere l’impressione che tutti gli approcci pedofili possano finire in tragedia, il che ovviamente non è.
Va anche considerato che spesso l’eliminazione fisica del bambino non è premeditata, ma si verifica come alla reazione alla paura di essere scoperti. Dagli studi emerge, in particolare, che i pedofili violenti, per lo più, sono stati a loro volta vittime di violenza nell’infanzia, soprattutto di tipo omosessuale. Anche i pedofili non violenti hanno avuto frequentemente esperienze sessuali, basate però sulla seduttività e sull’affettuosità.
Le donne pedofile sono più rare degli uomini, spesso isolate o affette da una qualche forma di squilibrio psichico. Come gli uomini anche le donne possono creare notevoli dissesti psicologici. Quando una donna obbliga un bambino, o una bambina, a pratiche erotiche o sessuali, gli effetti possono essere devastanti, soprattutto se si tratta della madre. Per un figlio infatti la madre è una figura di attaccamento principale. Da lei si attende protezione e rispetto più che da qualsiasi altro adulto di sua conoscenza.
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Diana, ho copiato le regole che tu hai scritto, le ho stampate e le ho attaccate vicino al computer in modo che i miei figli, anche se non navigano in internet, le imparino in modo da capire come devono comportarsi, ovviamente loro i pericoli li conoscono, qui in famiglia se ne parla, ma le parole scritte a volte fanno più effetto.
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Bravo Gaetano,spero che molti altri genitori seguano il tuo esempio. Fai girare queste notizie appena puoi, è importante ! Non si può rimanere indifferenti alle notizie di abusi sui minori, le creature più fragili e indifese !
Per chi volesse maggiori informazioni o fosse interessato a collaborare e/o sostenere chi combatte contro questo crimine ignobile:
www.associazioneprometeo.org
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I LUOGHI E I MODI
Secondo studi condotti in vari paesi occidentali, nell’85% dei casi l’abusante è un familiare, o un membro della famiglia allargata.
Un tratto tipico dell’abuso sessuale nella famiglia nucleare allargata è il silenzio: si teme che, parlando, il colpevole possa finire nelle mani della giustizia e la famiglia sfasciarsi. Questo è il motivo per cui i dati quantitativi sull’incesto peccano per difetto e i resoconti degli abusanti sono per lo più retrospettivi.
I casi più numerosi delle denunce sono a carico di patrigni e padri (70% dei casi), ma ci sono anche zii, cugini, fratelli, sorelle maggiori e qualche volta la madre. L’età media delle vittime è tra 6-8 e i 12 anni, ma alcuni bambini sono stati abusati in età inferiore. Il padre, o patrigno, autore di incesto (padre “endogamico”) occupa spesso all’interno della famiglia e tende ad ostacolare qualsiasi tentativo degli altri membri (specialmente della vittima) di intraprendere delle relazioni sociali al di fuori delle mura domestiche. Anche la vittima dell’incesto (spesso la figlia, più raramente il figlio) è sovente isolata e alla ricerca di contatto umano. In alcuni casi il rapporto incestuoso può essere sostenuto da alcuni “vantaggi secondari”: l’abusante ricompensa la vittima con regali e privilegi all’interno del nucleo familiare e questa può considerarsi come l’unica persona in grado di tenere unita la famiglia.
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. Poiché nelle famiglie incestuose c’è quasi sempre una diffusa paura di arrivare alla disgregazione familiare (con conseguenti difficoltà economiche per alcuni membri), è stato ipotizzato che l’incesto abbia, a volte, la funzione “secondaria” di tenere unita una famiglia disfunzionale: un uomo che, ad esempio, non ha più rapporti con la moglie potrebbe andarsene da casa se non fosse per la relazione che intrattiene con la figlia. Per parte loro le figlie che sono oggetto di attenzioni particolari sono spesso coinvolte in situazioni di “inversione di ruolo” nei riguardi della madre. Quest’ultima finisce col delegare (implicitamente) alla figlia il ruolo di “donna di casa” e, più o meno inconsciamente, la incoraggia ad assumere anche gli aspetti sessuali. Il rapporto della figlia con la madre è in questi casi, ovviamente, molto conflittuale.
I genitori possono sembrare delle personalità ben adattate. Tuttavia, un esame più accurato della loro storia passata rivela spesso la presenza di un abbandono precoce da parte dei loro stessi genitori. Molti padri o patrigni incestuosi hanno subito deprivazioni affettive nell’infanzia. Analogamente, le madri sono spesso donne dipendenti o bisognose d’affetto, le cui mamme sono state spesso assenti od ostili. Qualche volta ai test psicologici entrambi i genitori possono mostrare segni di paranoia, squilibri, grosse inibizioni sessuali.
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La personalità dei pedofili è polimorfa. C’è infatti chi ritiene che “la tendenza ad avere un contatto sessuale con i bambini può essere considerata secondo un continuum che va dall’individuo per il quale il bambino rappresenta l’oggetto sessuale scelto (pedofilia) a quello (l’altro estremo) per il quale la scelta di un oggetto sessuale immaturo è essenzialmente una questione di opportunità o coincidenza” (Ajuriaguerra, 1979).
Nel secondo caso si potrebbe parlare di soggetti “adattabili”, o “superficiali”, individui che non si pongono tanti problemi e prendono ciò che capita e che viene loro offerto. Ciò aiuterebbe, tra l’altro, a spiegare il fenomeno del turismo sessuale, praticato non solo da pedofili ma anche dfa persone che intrattengono normalmente rapporti con partner adulti.
Anche le tecniche per adescare i bambini sono di vario tipo. Naturalmente, quelle degli estranei sono più raffinate di quelle dei familiari.
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C’è chi in spiaggia corteggia la mamma per poi arrivare alla figlioletta, chi addirittura sposa una donna divorziata per avere poi accesso ai figli, chi cerca di diventare amico di famiglia per ottenere la fiducia dei genitori, chi avvicina bambini con carenze affettive o trascurati e via dicendo. Un pedofilo pentito ha rivelato il suo metodo “infallibile”: “Sono un radio amatore, era sufficiente che mi mettessi con la veranda con la mia radio per avere attorno un nugolo di maschietti dagli 8 ai 12 anni” (Howitt, 1998). Il che non significa che tutti i pedofili pianifichino le loro azioni nel dettaglio: alcuni agiscono senza premeditazione, lasciandosi condurre dagli eventi e sfruttando ogni occasione.
Un’inchiesta condotta da Conte et al. (1989), dell’università di Chicago, su venti pedofili in terapia mostra come generalmente gli “amanti dei bambini” siano ben consapevoli di ciò che fanno.
Combatti la pedofilia: www.associazioneprometeo.org
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Come attraggono i bambini
ESPEDIENTI TIPICAMENTE USATI DAL MOLESTATORE PER ATTRARRE I BAMBINI E CONVINCERLI A COMMETTERE ATTI SESSUALI
“TI FACCIO UN REGALO”
Al bambino viene offerto in regalo qualcosa che egli desidera molto, come dolci, un giocattolo, soldi, cibo o altro.
A volte il molestatore può portare via qualcosa al quale il bambino è particolarmente affezionato e promettergli di restituirlo soltanto a patto che il bambino assecondi i suoi desideri, o mantenga il segreto se l’abuso è già avvenuto.
“SEI UN BAMBINO VERAMENTE CATTIVO”
Il molestatore accusa il bambino di avere commesso qualcosa di sbagliato e promette di non dirlo ai suoi genitori soltanto se accondiscenderà a fare ciò che gli viene richiesto.
“HO UN ANIMALE DA FARTI VEDERE”
Il bambino viene attratto con il pretesto di fargli vedere un cucciolo e, pur di giocarci insieme, segue il molestatore e ne asseconda le richieste.
“TI VOGLIO FARE DELLE FOTO”
Spesso il bambino viene invitato a posare per una sessione fotografica o ripreso per fare un filmino.
Alcuni molestatori allettano i bambini con la premessa di farli diventare famosi, magari garantendo di farli partecipare a trasmissioni televisive. Purtroppo questa è una delle modalità con cui più frequentemente viene perpetrato l’abuso sessuale (spesso confuso e misconosciuto) su adolescenti.
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“APRIMI LA PORTA CHE TI DEVO DARE UNA COSA”
A volte quando il molestatore sa che il bambino è a casa da solo, cerca di farsi aprire la porta adducendo le scuse più varie.
“NESSUNO TI CREDERA”
Spesso il molestatore anticipa al bambino che, qualora voglia riferire il segreto a qualcuno, nessuno gli crederà, inoltre i genitori si arrabbieranno moltissimo.
“MI PUOI AIUTARE, PER FAVORE?”
Un altro modo con cui a volte gli sconosciuti avvicinano i bambini è quello di fingere di avere bisogno di informazioni. I bambini sono naturalmente propensi ad aiutare anche chi non conoscono. Poter essere d’aiuto ad un adulto li fa sentire validi ed importanti. È necessario però che i grandi insegnino i bambini che è buona regola per gli adulti non fermare mai i bambini per farsi aiutare, soprattutto quando entrambi non si conoscono vicendevolmente. Perciò, non rispondere alle richieste d’aiuto di sconosciuti, anche se apparentemente conveniente, può essere una “regola preventiva” molto valida.
“PERCHÈ NON VIENI A CASA MIA A GIOCARE CON ME?”
Premesso che un bambino deve giocare con i suoi pari, quando un adulto chiede espressamente di giocare insieme ad un bambino, portandolo in casa propria, spesso nasconde l’intenzione di coinvolgere il minore in attività non lecite.
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