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Discussione: Fibromialgia

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    Segni e sintomi

    Il dolore è il sintomo predominante della fibromialgia. Generalmente si manifesta in tutto il corpo, sebbene possa iniziare in una sede localizzata, come il rachide cervicale e le spalle, e successivamente diffondersi in altre sedi col passar del tempo.

    Il dolore fibromialgico viene descritto in una varietà di modi comprendenti la sensazione di bruciore, rigidità, contrattura, tensione ecc.
    Spesso varia in relazione ai momenti della giornata, ai livelli di attività, alle condizioni atmosferiche, ai ritmi del sonno e allo stress.

    La maggioranza dei pazienti fibromialgici riferisce di sentire costantemente un certo grado di dolore. Il dolore è avvertito principalmente ai muscoli e sono presenti sintomi di malessere generale.

    Per alcune persone con fibromialgia, il dolore può essere molto intenso. Sebbene l’esame obiettivo (visita) sia solitamente nella norma, e le persone possano apparire sane, un attento esame dei loro muscoli rivela la presenza di aree dolenti in sedi specifiche.

    La presenza e la tipologia di queste caratteristiche aree algogene (tender points) con i sintomi del dolore diffuso separa i fibromialgici da altre condizioni cliniche.

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    Non tutti i medici sono a conoscenza di tale sindrome, ma la maggior parte dei reumatologi (specialisti in malattie dell’apparato osteoarticolare) sa come eseguire la valutazione dei tender points per arrivare ad una diagnosi di fibromialgia.

    I tender points sono quasi sempre presenti su entrambi i lati del corpo. Sebbene i tender points definiti dai criteri classificativi e diagnostici dell’American College of Rheumatology nel 1990 siano stati utilizzati per la diagnosi, molti altri muscoli o aree inserzionali possono essere dolenti.
    I tender points possono essere latenti normalmente ed il dolore evocabile solo alla digitopressione.

    Storia clinica di dolore diffuso

    Il dolore è considerato diffuso quando sono presenti tutte le seguenti localizzazioni:

    dolore al lato sinistro del corpo
    dolore al lato destro
    dolore al di sopra della vita
    dolore al di sotto della vita
    dolore scheletrico assiale in almeno una sede (rachide cervicale, torace anterieore, rachide dorsale o lom bosacrale).
    Ultima modifica di anna1401; 17/11/2008 alle 17:58

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    Astenia e disturbi del sonno

    Circa il 90% dei pazienti affetti da sindrome fibromialgica riferisce astenia (affaticamento) moderata o severa, ridotta resistenza alla fatica o una specie di stanchezza che ricorda quella normalmente riferita in corso di influenza o in mancanza di sonno.

    Qualche volta la stanchezza è più importante della sintomatologia dolorosa muscoloscheletrica.
    I pazienti con fibromialgia possono avere una stanchezza simile a quella riscontrata in un’altra patologia correlata denominata sindrome da affaticamento cronico (CFS).

    Alcuni pazienti con fibromialgia hanno sintomi da sindrome da affaticamento cronico e viceversa. Le due sindromi spesso si sovrappongono e può essere impossibile distinguerle.

    La maggior parte dei pazienti affetti da sindrome fibromialgica riferisce disturbi del sonno; solitamente il paziente al risveglio si sente ancora affaticato come se non avesse dormito affatto.

  5. Registrato da
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    Sebbene il paziente fibromialgico possa addormentarsi senza grandi difficoltà, la fase profonda del sonno è spesso disturbata.
    Il sonno può essere leggero con continui risvegli notturni.
    Alcune volte si associano disturbi del sonno quali la sleep apnea o la “sindrome delle gambe senza riposo”.

    La ricerca ha evidenziato che l’interruzione della fase profonda del sonno può alterare importanti funzioni del corpo e la percezione del dolore.
    Può pertanto essere necessario assumere farmaci che migliorino la qualità del sonno.

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    Disturbi del Sistema Nervoso Centrale (SNC)

    I cambiamenti del tono dell’umore o del pensiero sono comuni nella fibromialgia.
    Molti individui si sentono giù sebbene solo il 25% dei pazienti siano dei reali depressi o possa no riferire disturbi d’ansia.

    Si ritiene che esista un collega mento tra fibromialgia e alcune forme di ansia e depressione.
    È importante ricordare che persone affette da patologie dolorose croniche, non solo di natura fibromialgica, possono sentirsi depresse a causa dei loro sintomi difficili da gestire.

    I pazienti affetti da fibromialgia possono riportare difficoltà a concentrarsi oppure ad eseguire semplici elaborazioni mentali. Non esiste alcuna evidenza che questi problemi possano divenire più seri con il passar del tempo.

    Simili riscontri clinici sono stati notati in molte persone con alterazioni del
    tono dell’umore, disturbi del sonno o altre patologie croniche.

    I pazienti fibromialgici possono riferire parestesie, bruciori che suggeriscono altri disordini come la sindrome del tunnel carpale, una neuropatia o la sclerosi multipla.
    Infatti, i pazienti affetti da sindrome fibromialgica spesso si sottopongono a numerosi tests per questi sintomi, i cui risultati rientrano invece nella norma.
    Ultima modifica di anna1401; 17/11/2008 alle 18:01

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    altri sintomi

    La cefalea, specialmente di tipo muscolotensivo, o l’emicrania sono comuni nel paziente fibromialgico.
    Dolori addominali, alternanza di stipsi e diarrea (colon irritabile) sono inoltre frequenti.
    Allo stesso modo, il paziente può riferire la presenza di “spasmi vescicali” che lo costringono a urinare spesso.

    Nella tabella sottostante sono riportati i sintomi che il paziente fibromialgico può riferire. Sintomi caratteristici presenti nella maggior parte dei pazienti:

    • disturbi del sonno (sonno notturno poco profondo e nonristoratore)
    • cefalea muscolotensiva o emicranica
    • sensazione di stanchezza (astenia)
    • rigidità mattutina (specie al collo e alle spalle)
    • colon irritabile (stipsi e/o diarrea)
    • parestesie (costituite da formicolii e sensazioni simili a punture)
    • bruciore a urinare
    • sensazione di gonfiore alle mani
    • dolori al torace
    • perdita di memoria
    • difficoltà di concentrazione
    • disturbi della sfera affettiva (ansia e/o depressione)
    Ultima modifica di anna1401; 17/11/2008 alle 18:07

  8. Registrato da
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    Come viene diagnosticata la sindrome fibromialgica?

    La diagnosi di sindrome fibromialgica è basata sulla presenza di dolore diffuso in combinazione con la presenza di tender points evocabili alla digitopressione.
    Non vi è alcun esame di laboratorio o radiologico che possa diagnosticare la
    fibromialgia.
    Questi test possono essere utili per escludere la presenza di altre patologie, come l’ipotiroidismo che può causare segni e sintomi simili alla fibromialgia.

    Una attenta anamnesi e un esame obiettivo accurato possono escludere
    altre condizioni cliniche di dolore cronico e di astenia.
    Poiché i sintomi di fibromialgia sono così generici e spesso sono simili a quelli di altre malattie, molti pazienti vanno incontro a complicate e a volte ripetitive valutazioni prima che venga diagnosticata tale patologia.

    Non tutti i medici conoscono la fibromialgia ed è pertanto importante vedere un reumatologo o altri medici che siano in grado di effettuare una corretta
    diagnosi ed un trattamento specifico.
    Ultima modifica di anna1401; 17/11/2008 alle 18:09

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    Cosa causa o mantiene la fibromialgia?

    La causa di questa sindrome al momento rimane ignota.
    Molti differenti fattori possono scatenare una sindrome fibromialgica. Per esempio eventi stressanti come una malattia, un lutto familiare, un trauma fisico o psichico possono portare a dolore generalizzato, affaticamento e alterazioni del sonno tipici della fibromialgia.

    È però improbabile che la sindrome fibromialgica sia provocata da una singola causa; infatti molti pazienti non sono in grado di identificare alcun singolo evento che abbia determinato l’insorgenza dei sintomi.
    Molti studi hanno valutato alterazioni di mediatori chimici quali i neurotrasmettitori a livello centrale o di sostanze ormonali;

    altri autori hanno osservato significative alterazioni nella qualità del sonno e/o una particolare vulnerabilità dei muscoli a microtraumi ripetuti.In effetti, la sindrome fibromialgica sembra dipendere da una ridotta soglia di sopportazione del dolore dovuta ad una alterazione delle modalità di percezione a livello del sistema nervoso centrale, degli input somatoestesici (alterazione della soglia nocicettiva).
    Ultima modifica di anna1401; 17/11/2008 alle 18:11

  10. Registrato da
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    Quali sono i fattori esterni che possono peggiorare i sinto-
    mi?


    Stress (eventi stressanti - traumi - lutti)
    affaticamento (per lavoro)
    carenza di sonno
    rumore
    freddo
    umidità
    cambiamenti meteorologici
    periodo pre-mestruale.
    Ultima modifica di anna1401; 17/11/2008 alle 18:12

  11. Registrato da
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    Come si cura la fibromialgia?

    Le opzioni terapeutiche per la fibromialgia comprendono:

    • farmaci che diminuiscono il dolore e migliorano la qualità del sonno
    • programmi di esercizi di stiramento (stretching) muscolare e/o che migliorino il fitness cardiovascolare
    • tecniche di rilassamento ed altre metodiche per ridurre la tensione muscolare
    • programmi educativi per aiutare il paziente a comprendere la fibromialgia e ad imparare a conviverci (terapia cognitivo-comportamentale)

    Il medico di famiglia o lo specialista possono aiutare il paziente organizzando un piano terapeutico individuale ed elaborato sulle necessità del singolo paziente.

    Alcuni pazienti con fibromialgia hanno sintomi lievi e necessitano di modesto trattamento, una volta compresa la natura della malattia.
    Altri pazienti presentano sintomi più severi o invalidanti e necessitano di un approccio terapeutico più globale.
    Ultima modifica di anna1401; 17/11/2008 alle 18:14

  12. Registrato da
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    Approccio terapeutico multimodale del paziente fibromialgico

    Farmaci

    I farmaci anti-infiammatori utilizzati per trattare molte patologie reumatiche non mostrano importanti effetti nella fibromialgia.
    Tuttavia, basse dosi di aspirina, l’ibuprofene e il paracetamolo possono dare qualche sollievo al dolore.

    Il tramadolo, un farmaco analgesico centrale, può ridurre la sintomatologia dolorosa del paziente fibromialgico

    I cortisonici sono inefficaci e dovrebbero essere evitati per i loro potenziali effetti collaterali

    I farmaci che facilitano il sonno profondo e il rilassamento muscolare aiutano molti pazienti affetti da fibromialgia a riposare meglio.

    Questi farmaci comprendono gli antidepressivi triciclici (amitriptilina) e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) (paroxetina, fluoxetina) ed altri farmaci ad azione prevalentemente miorilassante ma simili strutturalmente agli antidepressivi (ciclo-benzaprina).
    Ultima modifica di anna1401; 17/11/2008 alle 18:17

  13. Registrato da
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    Sebbene questi farmaci abbiano come principale indicazione la depressione, essi vengono abitualmente prescritti ai pazienti affetti da fibromialgia a bassi dosaggi, di solito prima di andare a letto.

    Nei pazienti fibromialgici, questi farmaci sono principalmente utilizzati per lenire il dolore, rilassare i muscoli e migliorare la qualità del sonno piuttosto che per il loro effetto antidepressivo.
    Sebbene molti pazienti dormano meglio e abbiano meno fastidi quando assumono questi farmaci, il miglioramento varia molto da persona a persona.

    In aggiunta, i farmaci hanno effetti collaterali come sonnolenza diurna, costipazione, bocca asciutta e aumento dell’appetito.

    Gli effetti collaterali sono raramente severi, ma possono essere disturbanti.
    È quindi consigliabile limitarne l’uso.

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    Esercizio e terapie fisiche

    Due tra i principali obiettivi del trattamento della fibromialgia sono le tecniche di stiramento muscolare e di allenamento dei muscoli dolenti e l’incremento graduale del fitness cardiovascolare (aerobico).

    Molte persone possono prendere parte ad un programma di esercizi che determina un senso di benessere, un aumento della resistenza muscolare e una diminuzione del dolore.
    L’esercizio aerobico si è dimostrato efficace per i pazienti affetti da fibromialgia.

    Il paziente può essere riluttante ad esercitarsi se ha già dolore e se si sente
    stanco. Attività aerobica a basso o nullo impatto, come camminare, andare in bicicletta, nuotare o fare esercizi in acqua sono generalmente il modo migliore di iniziare un programma di esercizi.

    Occorre allenarsi regolarmente, ad esempio a giorni alterni, aumentando gradualmente l’attività fisica per raggiungere un migliore livello di forma fisica.Importante à stirare gentilmente i propri muscoli e muovere le articolazioni attraverso un’adeguata mobilizzazione articolare giornalmente
    e prima e dopo gli esercizi aerobici.

    È utile inoltre consultare un terapista della riabilitazione che aiuti a stabilire uno specifico programma di esercizi per migliorare la postura, la flessibilità e la forma fisica.

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    Terapie alternative

    Anche le terapie cosiddette non convenzionali quali gli integratori dietetici o i trattamenti non farmacologici quali il bio-feed-back, l’agopuntura, la ginnastica dolce e lo yoga possono avere effetti positivi sui sintomi del paziente fibromialgico.

    MICOTERAPIA

    Secondo la sintomatologia, somministrare:

    Ganoderma lucidum
    , da 3 a 6 cp. secondo la gravità.
    Agaricus Nlazei Murrill (ABM), da 3 a 6 cp. secondo la gravità.
    Cordyceps sinensis, da 3 a 6 cp. secondo la gravità.
    Lentinus edodes, da 3 a 6 cp. secondo la gravità.

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    In 9 casi su 10 la fibromialgia è malessere femminile

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    Una malattia poco nota, e spesso male interpretata
    Tratto da: Corriere.it

    È una malattia al femminile. La fibromialgia riguarda due milioni di italiani, ma nel 90 per cento dei casi si tratta di donne.
    Pensando a loro, l'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da), ha appena pubblicato un opuscolo informativo che si può richiedere o scaricare sul sito dell'Osservatorio.

    Temi centrali, la necessità della diagnosi e un approccio a tutto tondo indispensabile per tornare a stare davvero bene: perché la fibromialgia è un disturbo che coinvolge il fisico, che ha però pesanti ripercussioni sulle emozioni e sulle relazioni sociali.

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    DIAGNOSI

    Il primo passo è riconoscerla: tutt'altro che facile, perché spesso e volentieri chi soffre di fibromialgia viene considerato alla stregua di un malato immaginario.
    Il perché lo spiega Piercarlo Sarzi-Puttini, direttore dell'Unità di Reumatologia dell'Ospedale Sacco di Milano e presidente dell'Associazione Italiana (AISF):

    «Sebbene assomigli a una malattia articolare, la fibromialgia non è artrite e non causa deformità articolari. È infatti una forma di reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli: per questo non comporta alterazioni negli esami di laboratorio, che quindi non riescono a identificarla.
    La diagnosi dipende dai sintomi che il paziente riferisce e ciò può portare a considerarli problemi immaginari o non importanti. Naturalmente non è così».

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    Il sintomo principale è il dolore, che però si associa spesso a una sfilza di guai: disturbi del sonno, mal di testa, stanchezza, colon irritabile, dolori al torace, difficoltà di concentrazione e di memoria, disturbi affettivi.

    Esistono linee guida per la diagnosi, ma riconoscere la fibromialgia resta complicato: «Con una normale visita tutto sembra solitamente nella norma e le persone possono apparire sane», dice Sarzi-Puttini.
    «Però un attento esame dei muscoli rivela la presenza di aree dolenti in sedi specifiche, i cosiddetti tender points, che aiutano a differenziare la fibromialgia da altre condizioni cliniche.

    Non tutti i medici sono a conoscenza di questa sindrome, ma la maggior parte dei reumatologi sa come eseguire la valutazione dei tender points per arrivare a una diagnosi di fibromialgia».

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    CONSEGUENZE PSICOLOGICHE

    «Spesso i pazienti affetti da fibromialgia si sottopongono a molti test e vengono visitati da numerosi specialisti, mentre sono alla ricerca di una risposta sulla causa della loro malattia», aggiunge Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da.

    «Questo porta a paura e frustrazione, che può aumentare la percezione del dolore. Viene spesso detto ai pazienti che, poiché obiettivamente non hanno nulla e gli esami di laboratorio risultano nella norma, non hanno una reale malattia.
    I familiari, gli amici e spesso il medico di famiglia possono quindi dubitare dell’esistenza di tali disturbi, aumentando l’isolamento, i sensi di colpa e la rabbia nei pazienti».

    Per questo è importante una strategia terapeutica che affronti anche il disagio psicologico, soprattutto in chi per colpa dei sintomi finisce per non poter più svolgere normalmente il proprio lavoro e vede peggiorare di giorno in giorno la sua vita di relazione.

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    «Alla componente fisica si associano sempre sia aspetti emozionali (cali dell’umore e sintomi ansiosi) che ambientali (il contesto culturale e relazionale del paziente riferito al dolore)», interviene Riccardo Torta, direttore della Sezione di Psicologia Clinica e Oncologica dell'università di Torino.
    «Poi ci sono gli aspetti cognitivi, ovvero il significato che si attribuisce al proprio dolore e l’atteggiamento, passivo o attivo, verso la malattia e i trattamenti.

    Ecco quindi l’importanza dell’approccio “biopsicosociale”, che deve tenere conto allo stesso tempo della componente fisica, emozionale e relazionale del problema. La frequente sovrapposizione di ansia, depressione e stress cronico nella fibromialgia», continua Torta, «spiega il motivo dell’impiego di psicoterapie e di antidepressivi.

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    le prime per agire sulle componenti cognitive, comportamentali e relazionali della sofferenza, i secondi utilizzati non solo per migliorare il tono dell’umore, ma anche per intervenire sulla componente dolorosa, verso la quale questi farmaci esercitano una diretta azione di contenimento agendo sui meccanismi di stress».

    Poi, sapere di non essere malati immaginari aiuta: è anche per questo che O.N.Da ha curato la pubblicazione del nuovo opuscolo sulla fibromialgia, ricco di consigli e suggerimenti utili. «Perché l’educazione e la conoscenza della malattia giocano un ruolo importante nella strategia terapeutica», conclude Merzagora.

    Tratto da: Corriere.it

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