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Risultati da 61 a 80 di 121

Discussione: Fantasilandia 2(Ideatore Cinque)

  1. mathman Ospite
    Lei sorrise, poi guardò per un attimo verso il bordo della pineta che si stagliava coem una minacciosa massa scura alle sue spalle e sperò che lui tornasse presto. Per un tempo che le sembrò lunghissimo non successe nulla, poi lui riemerse da dove si era tuffato e lei si fece subito indifferente perché non leggesse la preoccupazione sul suo volto.
    - Ecco, tieni, - le porse un piccolo oggetto di cristallo che brillò di luna come le schegge d'acqua del mare rotto dal tuffo di lui. Erano due ballerine in punta di piedi, ad una mancava una gamba. Di tutta la meraviglia del mondo che aveva dentro, non fece trasparire una stilla, anzi, con un certo disappunto disse:
    - Ma è rotto... -
    Allora lui le prese l'oggetto dalle mani con un moto di rabbia e fece per laciarlo in mare di nuovo.
    - No! - urlò lei aggrappandosi al suo braccio, - mi piace .-
    Allora l'oggetto tornò nelle sue mani e lei se lo strinse al petto, appoggiando la testa alla spalla di lui.

    rame... pizza... celeste...

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  3. Registrato da
    09/02/2007
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    4,752
    math vuoi sposarmi??
    etiamsi omnes, ego non
    non ti curar di loro, ma guarda e passa...gli sopra!!

  4. mathman Ospite
    Citazione Originariamente Scritto da moon Visualizza Messaggio
    math vuoi sposarmi??
    Adirittura!!??!


  5. Registrato da
    10/10/2007
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    21,523
    Il suo nome era proprio strano... o meglio inusuale... lo sguardo però... quello aveva il fascino di una pantera, la dolcezza di una gatta e l'aggressività di una tigre.
    Che strana donna, misteriosa.
    Quella sera fu un caso che mi trovassi in quel posto, arrivati lì dopo una PIZZA... figuriamoci se mi sarei mai sognata di esserci... RAME il nome del locale e già era tutto dire.... eppure il caso o la fortuna o semplicemente il destino mi avevano condotto lì da lei... che poi io lei proprio non l'avevo mai vista...
    Mi accorsi, a un certo punto che mi fissava, sguardo magnetico, non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso... che diavolo stava succedendo?
    Ero ammaliata e confusa... è una donna... continuavo a dirmi, eppure mi affascinava... era un gioco di sguardi che mi lasciava stupita e desiderosa...
    Sono CELESTE mi disse a un certo punto e girandosi scomparve... non dissi nulla ma.. diamine quanto mi ha sconvolta....


    distanza ... miniatura ... ferie
    E ci sono lacrime di gioia e risate
    avvelenate, perché nulla é semplice...
    Paul Valéry

  6. Registrato da
    29/04/2008
    Messaggi
    2,934
    "Amore, quest'anno ti porto a spasso per tutta italia, che dici???...pensavo alle città più importanti, i monumenti più belli!
    L'arena, la torre di pisa, la mole antonelliana, il maschio angioino, il colosseo, e poi, l'etna...ah si, penso proprio che ti porto in FERIE all'Italia in MINIATURA a Bergamo, così non c'è neppure tanta DISTANZA!!!"



    polipo - templio - promessa

  7. Registrato da
    12/07/2006
    Messaggi
    8,906
    Sembrava che un polipo mi attanagliasse lo stomaco , quando mi recai al templio di Venere per implorare aiuto alla dea.
    La mia anima era inquieta mentre implorava...... e la mia mente cercava invano una promessa che potesse convincere Venere a ridarmi l'amore perduto............. ...

    tagliacarte argilla ritratto

  8. mathman Ospite
    Le tremò la voce mentre gli chiedeva:
    - Vuoi che venga anch'io? -
    Lui si irrigidì, non aveva senso, ma disse comunque:
    - Mi farebbe piacere, ma sarà molto difficile... -
    Certo, non voleva averla tra i piedi in quel momento.
    - Sì, immagino, - prese tempo, poi finse di ricordarsi - e poi devo per forza andare dalla sgnora Rosa, sai com'è impaziente se non vede progressi, - disse indicando con un cenno del capo il ritratto dell'antenato dell'anziana signora che stava restaurando.
    - Sì, capisco, non ti preoccupare. Forse è meglio così, che vada da solo, - la assecondò lui cogliendo l'occasione al volo. Già, molto meglio da solo.
    Lei gli diede le spalle, non voleva guardarlo in faccia, si mise distrattamente a grattar via dell'argilla dal tavolo col tagliacarte.
    - Però tieni acceso il cellulare, voglio poterti chiamare. -
    - Certo, non dubitarne. -
    Dopo un attimo di silenzio, lei aggiunse:
    - Lo spegnerai appena esci, vero? - e si voltò a guardarlo negli occhi. Non rispose, ma abbassò lo sguardo. Allora lei tornò a girarsi e a grattare l'argilla. Lui rimase alcuni istanti immobile cercando qualcosa dentro di sé che non trovò. Quindi aprì la porta e fece per andarsene.
    - Stai attento, - disse lei girandosi. Lui si fermò per un attimo soltanto, poi uscì e chiuse la porta. Lei corse alla finestra, ma vide soltanto la sua schiena che girava l'angolo.

    birra... cinghia... lobo...

  9. Registrato da
    12/07/2008
    Messaggi
    728
    ..... Camminò per alcuni minuti, lo sguardo perso a fissare il marciapiede, la testa pesante a mulinare pensieri.
    Allentò di una tacca la cinghia dei pantaloni.
    - sto ingrassando - pensò tra se e se.
    Poi imboccò un vicolo e proseguì alcuni metri fino a scorgere l'insegna del "Lobo loco", la balera frequentata da marinai e contrabbandieri, gente poco raccomandabile per la quale risse ed accoltellamenti erano all'ordine del giorno.
    Aprì la porta di legno e fu invaso da un odore acre di sudore e fumo di pipa. Tavoli sparsi a colmare la grande sala, donne di facili costumi e gioco d'azzardo ad accompagnare alcool e bestemmie.
    Si sedette ed ordinò una birra.
    - le sette - pensò osservando le lancette. Sarebbero dovuti arrivare a breve




    tacco coccinella lampione

  10. mathman Ospite
    Bruco chiede se possiamo provare a proseguire di volta in volta la storia del post precedente. Io ci sto.

    ... Eccoli entrare, il basso e grasso e l'alto e magro. Si guardano in giro, lo cercano, ma lui non fa nulla per farsi notare. Eccolo lì, alto e magro indica il tavolo a cui è seduto.
    - Possiamo sederci? - chiede retorico basso e grasso. Lui alza gli occhi per la prima volta e lo guarda senza dire nulla, una domanda idiota non merita risposta. I due si siedono e ordinano da bere con un cenno, i vantaggi di chi gioca in casa.
    - Allora, finalmente ti sei deciso, - dice per rompere il silenzio basso e grasso. È rosso in volto e coperto di nei, cose che succedono a chi si espone troppo al sole con la carnagione sbagliata, una specie di laida coccinella troppo cresciuta. L'altro tace, probabilmente la sua funzione non prevede l'uso della parola. Una cameriera porta al tavolo la loro ordinazione. Basso e grasso picchietta nervosamente col tacco per terra.
    - Allora? Hai qualcosa da dirci o no? -
    Alto e magro rimane impassibile.
    - Allora! - sbotta improvvisamente coccinella. Lui finalmente si muove, si alza per andarsene.
    - No, scusa, hai ragione. Siamo tra persone civili, no? - coccinella gli posa una mano sull'avambraccio per trattenerlo. Lui sorride:
    - No, non credo. -
    Fuori una giovane prostituta sta trattando con un cliente sotto un lampione quando alto e magro esce dal locale attraversando una vetrata...

    cambio... destra... nero...

  11. mathman Ospite

    Cambio di avatar

    Apro un parentesi:

    Qualche post fa ho scritto:

    Citazione Originariamente Scritto da mathman Visualizza Messaggio
    Indovinello: Lui è uno dei personaggi più famosi al mondo... Lei non è il suo amore ufficiale... nato dalla fantasia di Rodolfo e materializzato dalla maestria di Giorgio... Di chi si tratta?
    Un'utentessa tenace, con qualche suggerimento, ha indovinato. La risposta è nel mio nuovo avatar (prima vignetta della ventiquattresima tavola del quarto capitolo).

    Rodolfo è Cimino e Giorgio è Cavazzano.

    Chiudo la parentesi.

  12. Registrato da
    12/07/2008
    Messaggi
    728
    ... svanendo nel nulla, come risucchiato da un potente ed invisibile aspirapolvere.
    A Greg la situazione parve drammaticamente chiara in una frazione di secondo, come nel momento in cui i tasselli del puzzle combaciano unendosi nel disegno che tanto ci si è sforzati di raffigurare.
    Aurora si trovava in pericolo; la signora Rosa, il ritratto.. Si trattava di una trappola!
    Ciò cui aveva assistito doveva per forza essere il cambio locazionale di cui aveva avuto informazione. E la vetrata una delle poche porte di accesso al Pyton, il tunnel nero facente da collegamento.
    Ebbe un sussulto, si liberò con uno strattone dalla mano destra che lo teneva fermo e si diresse a tutta velocità alla vetrata, i muscoli contratti nello sforzo, l'espressione del volto tenace e... Scivolò inopinatamente su un peperone rovinando su una poccia di vomito che Joe Porchetta, lo spazzino ubriacone, aveva abbandonato pochi attimi prima.
    Nella sala calò un silenzio inusuale, seguito da una ridondante e fragorosa selva di risate.
    Toni Branzino, l'italoamericano ex-pugile, contorse il viso in un'espressione animalesca rovesciando poi il suo boccale di birra sul capo dello sciagurato fuggiasco.
    Coccinella, d'acchito perplesso, si adagiò al suolo tenendosi la pancia nel trattenere le risa.
    Ma Greg non si perse d'animo. Si rialzò a fatica, le mani ed il corpo pregni di un nauseabondo olezzo acido, e...

    Tamburo marmellata disco
    Dalle cose brutte spesso nascono le cose più belle

  13. mathman Ospite
    ... saltò attraverso la vetrata. Vide la prostituta col cliente al di là e istintivamente si portò le braccia davanti al volto per proteggersi dallo schianto del vetro. Invece quello si piegò, divenne viscoso come marmellata e poi rimbalzò indietro come aveva fatto in precedenza, lasciando Greg inghiottito nel ventre nero del Pyton. Alto e magro era lì con lui, non lo poteva vedere, ma ne percepiva la presenza. Di più, sentiva le sue parole, nella sua mente, in realtà alto e magro non parlava affatto. Forse era muto. Una sensazione opprimente gli diede la nausea, sentì premere nella sua mente come se qualcuno potesse pigiarci contro con un dito. Non c'erano dubbi, era alto e magro che cercava qualcosa, che intendeva cavargli delle infomazioni che non gli avrebbe mai dato coscientemente. Sentiva ancora le sue parle, ma non ne afferrava il senso, come un disco rotto. Cercò di menare dei colpi alla cieca, ma si rese conto di non riuscire a muoversi. In preda al panico cercò con tutte le sue forze di liberarsi, scalciò, urlò e menò colpi come un forsennato. Allora sentì alto e magro gemere, questa volta davvero, con le sue orecchie, ma sapeva di non averlo nemmeno sfiorato. La sensazione di oppressione non c'era più, il cuore gli batteva forte come un tamburo e ogni colpo gli risuonava in bocca sol sapore metallico del sangue.

  14. mathman Ospite
    La mente era ottusa dalla paura, ma si rese conto che se voleva uscirne doveva farlo in fretta. Riprese a dimenarsi, senza tuttavia muovere un muscolo, cercando in ogni modo di abbandonare quel posto pericoloso che non capiva e ...

    fungo... naso... pizzo...

  15. Registrato da
    12/07/2008
    Messaggi
    728
    .. non poteva distinguere.
    Nero. E misterioso come le tenebre della notte.
    D'un tratto una fitta intensa lancinò il suo stomaco. Sentì perdere i sensi sprofondando in un torpore diffuso.
    ---------------------------------------------------------------------------------------------------
    L'uomo, il volto ossuto e donchisciottesco, i capelli lunghi pettinati all'indietro, il naso aquilino, doveva essere sulla quarantina. Un bianco pizzo risorgimentale ne ornava il collo. Aurora lo osservava completando gli ultimi ritocchi. Lo immaginava capitano di ventura talvolta, altre signore di una casata prestigiosa. Per quel che ne sapeva poteva essere veneziano, toscano o genovese.
    La signora Rosa era stata vaga nell'addurre spiegazioni sull'antenato; solo che si trattava di un avo italiano ritratto, con tempera ad olio, dal famoso pittore De Pennellis. Di certo il lavoro più importante capitatole, a pochi mesi soltanto dal diploma conseguito in restauro.
    Fatto!
    Arrotolò la tela con delicatezza e la inserì nell'astuccio dal tappo a forma di fungo. Glielo aveva regalato Greg, scherzosamente, come nel suo carattere, in ricordo del loro primo incontro, a dire il vero tutt'altro che romantico. Si erano conosciuti nella toilette del ristorante "Al Porcino" allorchè...
    Drrinn!! Il campanello suono destandola violentemente dai suoi pensieri. Chi mai poteva essere a quell'ora?
    Possibile che Greg fosse già di ritorno? Un brivido le attraversò la schiena...

    cantina cestino volta

  16. Registrato da
    12/07/2008
    Messaggi
    728
    Però non sarebbe male se anche altri intervenissero..

  17. cinque Ospite
    La CANTINA è un luogo socializzante, ma credo che non si chiami così per il fatto di essere cantina sociale , io la vedo come un luogo intimo, con la penombra che ti scherma e ti rende misterioso, col tintinnio dei calici e dei vetri delle bottiglie che accompagnano le tue parole, un luoo molto affascinante e di VOLTA in volta mi riprometto di andarci con gli amici e amiche per brindare alla vita che ci accomuna.

    banale........esodo. .........esercito

  18. mathman Ospite
    Citazione Originariamente Scritto da bruco77 Visualizza Messaggio
    cantina cestino volta
    Citazione Originariamente Scritto da cinque Visualizza Messaggio
    La CANTINA è un luogo socializzante, ma credo che non si chiami così per il fatto di essere cantina sociale , io la vedo come un luogo intimo, con la penombra che ti scherma e ti rende misterioso, col tintinnio dei calici e dei vetri delle bottiglie che accompagnano le tue parole, un luoo molto affascinante e di VOLTA in volta mi riprometto di andarci con gli amici e amiche per brindare alla vita che ci accomuna.

    banale........esodo. .........esercito
    Manca cestino...

  19. mathman Ospite
    ... quando vide chi era stato a suonare: era Coccinella, rosso e chiazzato da fare senso. Si tirò subito indietro dalla finestra per non essere scorta e stette bene attenta a non farsi sentire, ma quello non andava via. Suonò ancora e le intimò ad alta voce di aprire:
    - Guarda che lo so che ci sei, ti SENTO! -
    Maledetto! Aurora si preparò al peggio, afferrò il tagliacarte e scese in cantina, forse finendo porprio per cacciarsi in trappola nel modo più banale. Cercando di non fare rumore quasi perse l'equilibrio e si dovette appoggiare alla stampa che raffigurava l'esodo dei profughi incalzati dall'esercito, curiosa coincidenza. Quando fu di sotto, sentì Coccinella sfondare la porta ed irrompere in casa.
    Coccinella fiutò l'aria facedno vibrare rapidissime le narici:
    - Sei qui, non c'è dubbio! Una femmina giovane come te emette un odore molto forte... -
    Passò di fianco alla stampa e ne annusò la superficie con una smorfia compiaciuta.
    - Sei passata di qua, quindi sei di sotto... -
    Stava scendendo. Quando fu a metà scala, Aurora spense la luce. Anche lei aveva la sua carta da giocare, al buio poteva vedere benissimo, quindi era di nuovo in vantaggio nonostante il naso di Coccinella. Strinse il tagliacarte e lo sentì avvicinarsi a tentoni, annusando l'aria...

    gomito... pioggia... celeste...

  20. Registrato da
    12/07/2006
    Messaggi
    8,906
    Il cielo cupo e buio , in lontananza, non faceva prevedere niente di buono.Le rade case sulla spiaggia sembravano dei fantasmi anch'esse allarmate da quel tetto di piombo che le sovrastava. Gli ultimi uccelli gracchiando cercavano il nido volando controvento per mettersi al riparo. Ci fu il silenzio totale per qualche attimo ..............poi la pioggia incominciò a scrosciare. Dal mio angolo potevo notare come l'acqua avesse formato un ruscello che girava a gomito dietro la casa sparendo nel mare.
    Soggiogata dai lampi e dal fragore del tuono mi addormentai con i mieiricordi in quella vecchia poltrona celeste in cui più volte avevo fatto l'amore.............

    resoconto , biancheria ,solaio

  21. Registrato da
    29/04/2008
    Messaggi
    2,934
    In cielo brillava il sole, ed i fiori iniziavano a scrollarsi di dosso le gocce di pioggia ricevute durante la notte...
    avevo appena finito di stendere la biancheria per farla asciugare quando un capogiro mi costrinse a sedere.
    Non so che avevo quella mattina, chiusi gli occhi e con un resoconto mentale alla nottata trascorsa mi accorsi che ero ancora scossa dall'incubo che mi aveva accompagnato per tutto il sonno senza mai lasciarmi rilassare..
    Decisi di andare nel solaio, forse li potevo trovare qualche risposta...era da quando ero piccola che non ci mettevo più piede, da quando mamma me lo vietò chiudendo la porta a chiave.
    La porta, così maestosa e pesante nella mia infanzia, ora cedeva al mio sforzo..si aprì.
    C'era solamente un baule in quella stanza, lo aprii con riluttanza, il cuore ebbe un sobbalzo..non poteva essere...e dal petto, un grido lacerò il silenzio..

    nebbia - foresta - tacco
    ___la parte migliore che puoi recitare...è quella di te stesso___

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